Come affrontare i problemi di comportamento dei figli adolescenti

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Oggi sempre più adolescenti soffrono di disturbi del comportamento che, nei casi gravi, possono sfociare in episodi di violenza e bullismo. Come affrontare tali situazioni?

Istruzioni

  • 1
    Spesso i nostri figli adolescenti si trovano coinvolti direttamente in episodi di infrazione delle regole della vita sociale e dunque in casi di violenza e bullismo. Quest’ultimo atteggiamento è proprio tipico dell’ambiente scolastico, ma non solo, e consiste nella prevaricazione da parte di un soggetto aggressivo nei confronti di un soggetto più debole.
  • 2
    Spesso i “bulli” agiscono in gruppo dando vita ad un fenomeno sempre più vasto, che talvolta però si tende a sottovalutare. La vittima del bullismo è ovviamente in preda alla sofferenza psicologica e fisica e all’emarginazione e spesso non riesce a raccontare quello che accade per paura di non essere creduto o per paura di ripercussioni.
  • 3
    C’è molto da fare, specie nell’ambiente scolastico. Gli operatori del settore, come i docenti, dovrebbero riuscire a individuare per tempo eventuali situazioni di bullismo e a informare le famiglie degli adolescenti coinvolti, chiedendo, se necessario, un intervento psicologico o il supporto di un assistente sociale. Il loro compito è anche quello di coinvolgere i ragazzi in dinamiche di gruppo positive, facendo sviluppare in loro il valore della solidarietà e della collaborazione.
  • 4
    Il fenomeno è particolarmente evidente nelle scuole primarie e nelle medie; con il tempo tende a diminuire o comunque a non essere più un modo diffuso per risolvere i conflitti ma soltanto il comportamento deviato di un singolo, ristretto a pochi casi.
  • 5
    I ragazzi “bulli” sono più inclini di altri ad essere coinvolti in altre e più gravi problematiche relazionali e comportamentali; possono, ad esempio, cedere più facilmente alla seduzione di sostanze alcoliche, droghe, e se non aiutati per tempo, continueranno anche da adulti ad avere atteggiamenti aggressivi in ogni tipo di rapporto e di situazione.
  • 6
    Lo psicologo che ha il dovere di intervenire per tempo per cercare di riportare il “bullo” a comportamenti socialmente adeguati, dovrà far leva sulla espressione dell’emotività del soggetto, cercando di fargli comunicare apertamente le proprie emozioni e il proprio disagio.
  • 7
    Se non si interviene per tempo e con fermezza, il rischio è quello di innescare una reazione a catena, per cui il soggetto vittima di episodi di bullismo tenderà a evitare di frequentare la scuola e si isolerà sempre di più, con conseguenze negative anche per gli anni a venire. Ecco perché l’intervento dello psicologo dovrà anche indirizzarsi a favore delle vittime, per fare in modo che esse riescano a raccontare i soprusi subiti, a dare sfogo alle proprie frustrazioni, sentendosi ascoltati e capiti e riacquistando così la fiducia in se stessi.

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