Come affrontare il raffreddore e conviverci

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Il raffreddore di per sè è un’infezione che non causa molti problemi. Nonostante questo però ci sono delle volte che può diventare fastidioso nel bambino. In questa guida vedremo anche come affrontarlo e si cercherà di dare dei consigli per conviverci nel modo meno dannoso per tutti, soprattutto per il bambino

Istruzioni

  • 1
    Tra i disturbi più comuni che possono interessare l’apparato respiratorio del bambino c’è il raffreddore, che è causato da un’infezione virale e che può colpire sia il lattante nei primi mesi di vita, sia il bambino nelle sue varie età.
  • 2
    Il raffreddore, anche se generalmente è un disturbo piuttosto comune e non grave, può provocare seri fastidi, soprattutto per un neonato. In questo caso infatti alle difficoltà respiratorie si unisce la difficoltà di succhiare al seno o al biberon.
  • 3
    Potrete aiutare il piccolo malato con delle gocce o cercando di liberargli il nasino con l’apposito aspira-muco. Parleremo ora nella guida di come si presenta e di come si cura il raffreddore nei lattanti
  • 4
    Spesso si parla di «catarro nasale», o ”catarro retronasale” indicando con questo termine una secrezione dal naso di «muco chiaro» che talvolta si osserva nei neonati nel primo mese della sua vita.
  • 5
    Non è ben chiaro ancora adesso perché ci sia questo tipo di secrezione particolare nei bambini: al microscopio non si nota un aumento dei globuli bianchi, come farebbe pensare ince un’infezione associata.
  • 6
    Il neonato mentre respira forma delle bollicine: questo fatto gli può procurare dei grossi fastidi, perché non solo può andare incontro a difficoltà del respiro, ma anche a disturbi dell’alimentazione.
  • 7
    Infatti questi bambini devono respirare con la bocca, perché la respirazione attraverso il naso è difficoltosa se non invece ostacolata del tutto, mentre per succhiare devono avere il naso del tutto libero.
  • 8
    Il raffreddore comune è una infezione virale delle vie respiratorie superiori. Il virus più comunemente implicati è un rinovirus (30-50%), un tipo di picornavirus con novantanove sierotipi fino ad oggi noti.
  • 9
    Altri virus includono: coronavirus (10-15%), influenza (5-15%), umano virus parainfluenzali, il virus respiratorio sinciziale , adenovirus (che possono causare anche problemi digestivi, con diarrea soprattutto), enterovirus, e metapneumovirus.
  • 10
    I sintomi di un naso che cola che talvolta diventa anche fastidioso per il bambino può essere ridotto da un antistaminico di prima generazione, tuttavia, può causare sonnolenza e altri effetti collaterali.
  • 11
    Altri decongestionanti sono efficaci negli adulti ma non vi sono prove sufficienti per sostenere il loro uso in anticolinergici bambini in grado di ridurre i sintomi del naso che cola con meno effetti collaterali.
  • 12
    Uno studio ha trovato utile aspirare il vapore dell’acqua calda. Questa tecnica risulta efficace a fornire un certo sollievo sintomatico della tosse notturna, congestione e difficoltà a dormire a causa del naso chiuso.
  • 13
    Ci sono poi anche altri consigli che riducono gli effetti fastidiosi el raffreddore: come ad esempio riposarsi molto, bere liquidi per mantenere l’idratazione, e gargarismi con acqua salata calda, sono ragionevoli misure conservative.
  • 14
    A causa della mancanza di studi, non è attualmente noto se l’assunzione di liquidi maggiore migliora i sintomi respiratori o abbrevia la malattia e una simile mancanza di dati esiste per l’utilizzo del riscaldamento ad aria umidificata.
  • 15
    Saline gocce nasali può contribuire ad alleviare la congestione nasale in totale più di 200 tipi diversi sierologicamente virale causa raffreddore. Coronavirus sono particolarmente implicati in malattie da raffreddamento adulti.
  • 16
    Di oltre trenta coronavirus, tre o quattro circa causano infezioni negli esseri umani, ma sono difficili da coltivare in laboratorio e il loro significato è quindi ad oggi meno ben compreso rispetto agli altri.
  • 17
    A causa di molti tipi diversi di virus e la loro tendenza di continua mutazione, è impossibile ottenere l’immunità totale per il comune raffreddore. Ii pediatra allora consiglierà alcune gocce per il naso per liberare le vie aeree, in modo da rassicurare le mamme che il bambino può almeno nutrirsi.
  • 18
    Affronteremo ora il raffreddore nei neonati. Anche durante il suo primo anno di vita il bambino può essere colpito dal raffreddore. All’inizio presenterà alcuni disturbi, che potranno essere dei semplici starnuti con secrezione nasale.
  • 19
    Ci potrà essere anche qualche colpo di tosse, ma senza febbre. Soffiandogli spesso il nasino, eviterete che abbia il naso pieno: questa è la situazione che gli dà più fastidio, soprattutto quando cerca di succhiare al seno o al biberon.
  • 20
    Per togliere il muco in eccesso potete anche usare un aspiratore nasale a pompetta da inserire nelle narici. Un metodo per prevenire il tappo di muco nasale può essere quello di mantenere un certo grado di umidità nella cameretta del bambino.
  • 21
    Se il riscaldamento è centralizzato, l’aria nella stanza potrebbe essere eccessivamente asciutta: mettendo dei recipienti pieni d’acqua sui termosifoni si può ottenere una costante umidificazione dell’ambiente.
  • 22
    Se invece il riscaldamento della vostra casa è autonomo, potrete controllare direttamente la temperatura delle varie stanze, tenendola sempre al di sotto di un valore limite ottimale (ventuno gradi centigradi circa).
  • 23
    Anche a questo scopo potrete utilmente servirvi di un apposito termometro che saprà indicarvi la temperatura della stanza e vi aiuterà a mantenerla entro i limiti ideali; senza troppe difficoltà vi abituerete a questo «freddo» salutare.
  • 24
    Cosi potrete avere nell’ambiente in cui vivete una temperatura quindi anche un’atmosfera più sane, specialmente durante la notte. Di solito quindi questo tipo di raffreddore scompare in una settimana, ma può anche aggravarsi persino se la febbre non sale, specie nei primi due, tre mesi di vita.
  • 25
    Tutte le volte che il raffreddore dura più di una settimana e la secrezione diventa da muco-acquosa a muco-purulenta e giallastra, con interessamento anche dell’orecchio medio (mal d’orecchi) e dei bronchi (bronchite), conviene chiamare subito il pediatra, anche se il bambino non presenta febbre.
  • 26
    Quando il bambino raggiunge i due anni di vita, i raffreddori e i mal di gola si sviluppano in maniera diversa. Generalmente può comparire la febbre, che può salire anche oltre i 38-39 gradi centigradi.
  • 27
    Ii bambino può non avere appetito o può anche vomitare, senza avere altri sintomi precisi. La febbre può durare anche un paio di giorni prima che il naso incominci a colare, perché la febbre alta può prosciugare la mucosa nasale.
  • 28
    Dopo la scomparsa della febbre il bambino può anche star bene per alcuni giorni, ma appena uscirà e prenderà un po’ di freddo dal vento ad esempio, di colpo incomincerà di nuovo ad avere il naso che cola e la tosse.
  • 29
    In questo caso si può sospettare di essere stati in presenza di un raffreddore in stato di incubazione, che al primo stimolo negativo, in questo caso il vento, ha potuto manifestarsi di nuovo, causando i disturbi.
  • 30
    Per un bambino di cinque – sei anni invece, è più facile che il raffreddore si manifesti anche senza febbre: attenzione però alle manifestazioni febbrili che possono comparire quando il raffreddore è alla fine, perché hanno il significato di campanello d’allarme dei sopraggiungere di qualche complicanza.
  • 31
    Dovete a questo punto richiamare quindi il pediatra che con sicurezza escluderà o meno eventuali complicazioni sopraggiunte e vi indicherà la terapia e il percorso da seguire più adeguata per risolvere.
  • 32
    Come curare il raffreddore bisogna tenere al caldo il bambino, lontano dalle correnti d’aria, perché ogni sbalzo di temperatura fa peggiorare il raffreddore. Tale raccomandazione vale sia per la stagione invernale che per la stagione estiva (il raffreddore non è esclusiva prerogativa dell’inverno!).
  • 33
    Infatti anche d’estate il vento, ad esempio, raffreddando una parte del corpo rispetto ad un’altra, crea uno sbalzo di temperatura nell’organismo e fa peggiorare la malattia tipica da raffreddamento, cioè appunto il raffreddore.
  • 34
    È importante anche come è vestito il bambino: se è a letto non conviene coprirgli le gambe con un’altra coperta, ma curare piuttosto che sia ben coperta anche la parte superiore dal busto in su che più facilmente si scopre e che, se sudata, può raffreddarsi eccessivamente.
  • 35
    Fategli indossare tutine felpate (ovviamente se è inverno) o di cotone: in questo modo eviterete che durante la notte rimanga scoperto completamente, cosa molto facile che accada soprattutto se ha il sonno agitato e si gira continuamente nel letto.
  • 36
    Se il bambino gira per casa fate attenzione che sia ben coperto in tutto il corpo e non prenda freddo. La temperatura della stanza dovrà essere intorno ai 22° c e, ricordando che la temperatura vicino al pavimento è più bassa.
  • 37
    Inoltre cercate di evitare che il bambino giochi sul pavimento o almeno interponete un tappeto o una coperta, a meno che il pavimento stesso non sia riscaldato (riscaldamento a pannelli) o non sia ricoperto da moquette.
  • 38
    È opportuno tenere la stanza a temperatura costante anche durante la notte, tenendo le finestre chiuse per evitare correnti d’aria e pericoli di raffreddamento, se il bambino si scopre durante il sonno.
  • 39
    Se il pediatra vi suggerisce di tenere umidificata l’aria perché ritiene necessario portare così sollievo alle mucose del naso e della gola infiammate, potrete comprare un vaporizzatore-umidificatore elettrico.
  • 40
    Quest’apparecchio contiene un apposito recipiente per acqua che, portata ad ebollizione, umidifica tutto ‘ambiente circostante. In mancanza, potete far bollire direttamente dell’acqua in un pentolino su un fornello posto nella stanza del bambino.
  • 41
    Oppure mettete ad asciugare sui termosifoni caldi (ovviamente d’inverno) salviette bagnate o altro. I prodotti per ridurre l’infiammazione delle mucose del naso possono essere dati per via orale o instillati direttamente nel naso.
  • 42
    Le gocce sono di particolare sollievo se il bambino è un lattante e se ha, ad esempio, il naso così chiuso che non riesce neanche a poppare al seno o al biberon, oppure se si sveglia nel sonno perché non riesce a respirare.
  • 43
    Perché queste gocce somministrate per via nasale siano veramente efficaci, bisogna che penetrino il più profondamente possibile nel naso. Per prima cosa quindi cercate di liberare il naso del piccolo, magari facendoglielo soffiare più volte o aspirando il muco presente con l’apposito apparecchio. Quindi fate sdraiare il bambino in posizione supina con la testa ben reclinata all’indietro (ciò favorirà la penetrazione delle gocce).
  • 44
    Mantenete il piccolo in questa posizione per un paio di minuti. Cercate però di non esagerare infastidendo eccessivamente vostro figlio somministrandogli le gocce troppo spesso (e non più di quattro volte al giorno). Esiste anche tutta una serie di pomate balsamiche da spalmare sul torace.
  • 45
    Lo scopo di questi unguenti è quello di fluidificare il catarro, penetrando attraverso la pelle e di sprigionare sostanze aromatiche, per mezzo del calore del corpo, che servono a liberare le vie aeree intasate quando vengono inspirate dal naso e dalla bocca.
  • 46
    Parleremo ora delle possibili complicanze. Le conseguenze più temibili si verificano quando l’infezione da primaria (cioè provocata solo da virus) diventa secondaria (si accompagna cioè ad un’infiammazione batterica), propagandosi dalle cosiddette vie aeree superiori a quelle inferiori (faringe, laringe, trachea, bronchi e polmoni).
  • 47
    Se il bambino continua ad avere febbre piuttosto elevata, ed è già trascorso del tempo dalla comparsa dei primi sintomi del raffreddore a cui stato colpito, possono essere insorte delle complicazioni.
  • 48
    Il segnale più evidente è dato comunque dalla trasformazione della secrezione nasale che diviene chiaramente purulenta e dalla tosse catarrale e molto insistente. Ricordatevi che se tutti questi sintomi regrediscono senza antibiotici, significa che l’infiammazione è virale.
  • 49
    In caso contrario sono necessari gli antibiotici, che però hanno un’azione specifica solo sui batteri. In ogni caso, dovrete sempre chiamare il medico appena comincerete a notare uno dei sintomi più preoccupanti sopra descritti, che possono far pensare ad un’eventuale complicanza.
  • 50
    Come distinguere il raffreddore comune da quello allergico. Nei lattanti più grandi e nei bambini la rinite allergica è spesso confusa erroneamente con il raffreddore che compare soprattutto nei mesi invernali.
  • 51
    Se un bambino presenta una persistente secrezione dal naso, cioè se il suo naso continua a gocciolare, senza tuttavia che si possa pensare ad un banale contagio con altre persone raffreddate, o se c’è qualche familiare che soffre o ha sofferto di qualche forma allergica, si deve allora pensare aduna rinite allergica piuttosto che ad un raffreddore.
  • 52
    In questo caso sarà meglio rivolgersi ad un pediatra allergologo che eseguirà i test cutanei, appositamente studiati per provare a quali allergeni il bambino sia particolarmente sensibile e in seguito trovarà la cura adatta.

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