Come affrontare problemi con la tosse nel bambino

0 votes, average: 0,00 out of 50 votes, average: 0,00 out of 50 votes, average: 0,00 out of 50 votes, average: 0,00 out of 50 votes, average: 0,00 out of 50 voti
Foto Come affrontare problemi con la tosse nel bambino
Condividi

L’inverno porta con sè alcune problematiche che sono facilmente risolvibili, come è stato spiegato ad esempio nelle altre guide. Un altro disturbo tipico di questo periodo annuale è la tosse, riscontrabile soprattutto nei bambino poich il loro sistema immunitario è ancora un pò debole.

Istruzioni

  • 1
    Detta anche tosse convulsa o tosse canina, è una delle più importanti malattie infettive dell’infanzia, sia per la frequenza sia per la gravità. Si trasmette per via diretta attraverso le goccioline emesse dal bambino malato con i colpi di tosse.
  • 2
    Ii massimo di contagiosità si verifica durante il periodo catarrale che dura circa 5 settimane. La pertosse prevale ovunque in tutto il mondo e può testa a una serie di malattie e di problemi, compresa la perdita della vita, in rari ed estremi casi.
  • 3
    Questo tipo di tosse nella sua forma identificabile si accumula nel corso di un periodo di tempo di un paio di settimane. Occasionalmente, il paziente respiratorio ferma dopo un grave attacco di tosse, molto abbastanza a lungo per ottenere blu.
  • 4
    A volte, il paziente sviene. Essa colpisce soprattutto i bambini che hanno meno di 12 mesi prima che siano adeguatamente protetti dal vaccinazioni. Utilizzando la cura adeguata, la maggior parte dei piccoli possono recuperare benissimo da questa infezione.
  • 5
    In generale, c’è il rischio che le persone con disturbi molto meno gravi, se non è diagnosticata questa infezione può diffondersi ai bambini che non sono stati vaccinati. Il metodo di trattamento della tosse è utile.
  • 6
    Ciò naturalmente significa che la terapia si concentra sui sintomi come la tosse. Tuttavia, i bambini piccoli spesso hanno bisogno di ricovero in ospedale se la tosse diventa grave e provoca molti fastidi e disturbi.
  • 7
    La malattia ha un andamento tipicamente stagionale con epidemie che si sviluppano, specialmente nei mesi primaverili, ad intervalli di 2-4 anni. L’incubazione varia da tre a quindici giorni e di solito passa inosservata.
  • 8
    Vediamo ora come si manifesta il periodo catarrale. Può durare da una a quattro settimane e si presenta con un’infiammazione della laringe e della trachea (laringite e tracheite), talvolta è interessata anche la gola.
  • 9
    La formazione di muco o catarro diviene via via più densa e vischiosa e si estende a tutto l’albero respiratorio ostruendo i piccoli bronchi. La tosse, che all’inizio è catarrale, e quindi simile al reperto che si riscontra nei comuni processi infiammatori delle prime vie aeree (rino-faringiti e laringo-faringiti), dopo qualche giorno diventa secca, stizzosa e soprattutto notturna (è questo l’elemento tipico che deve far pensare alla pertosse).
  • 10
    Descriviamo ora il periodo convulsivo. È Così chiamato perché la tosse, dopo 10-12 giorni, diventa via spasmodica, cioè parossistica al punto che il bambino tossisce più volte durante un solo movimento respiratorio.
  • 11
    L’attacco di tosse è molto tipico e si può suddividere in tre momenti differentitra loro. In un primo momento la tosse colpisce il bambino quando meno se l’aspetta, senza lasciargli il tempo di respirare.
  • 12
    Ii bambino fronteggia questa situazione in un modo tutto particolare, inspirando l’aria mentre la laringe è ancora quasi completamente chiusa per lo spasmo muscolare (per questo motivo si avverte il tipico «respiro sibilante»).
  • 13
    I bambini molto piccoli non imparano a tossire, perciò durante l’accesso di tosse possono diventare cianotici perché inspirano poco ossigeno. Il terzo momento dell’accesso è rappresentato dall’emissione di un espettorato denso, incolore, trasparente, filante, che nei bambini più piccoli viene spesso accidentalmente deglutito.
  • 14
    Talvolta l’espettorato può essere accompagnato vomito alimentare. La pertosse è inoltre altamente contagiosa, causata da bacilli a forma di asta, in particolare bordetella pertussis e bordetella parapertusis.
  • 15
    La prima dà luogo a infezioni più gravi. E tra l’altro, anche associata ad adinovirus vari, para influenzali e respiratorie si diffonde rapidamente da un bambino ad un altro attraverso le goccioline emesse con la tosse.
  • 16
    Questo è particolarmente vero durante la prima fase catarrale, ma una volta che l’incontro tipico spasmodica inizia l’infezione diventa trascurabile. Una delle cause della pertosse consiste nel nutrire i figli con cibi raffinati e e l’assenza di quantità sufficienti di frutta e verdura fresca insalata nella loro dieta.
  • 17
    Ciò si traduce in accumulo di quantità eccessive di catarro e muco nel sistema del bambino. Questo è un tentativo da parte della natura di buttare via questo catarro e muco. L’uso di farmaci per il trattamento di altre malattie possono anche portare a pertosse.
  • 18
    Periodo del declino e convalescenza. La convalescenza corrisponde alla fase di regressione della malattia, che dura circa 2-3 settimane: la frequenza degli accessi si attenua progressivamente con conseguente miglioramento delle condizioni generali.
  • 19
    A volte, anche a distanza di vari mesi e in coincidenza di una comune affezione catarrale (tipo riniti, rinofaringiti, ecc.), i piccoli pazienti presentano spesso tosse spasmodica, con tutte le caratteristiche dell’accesso di pertosse.
  • 20
    In questo non c’è però da preoccuparsi, perché queste crisi sporadiche scompaiono poi del tutto. L’intensità della malattia. In base alla gravità della sintomatologia si può fare un’ulteriore distinzione tra forme lievi e forme gravi.
  • 21
    Le forme lievi sono caratterizzate da accessi poco frequenti e di breve durata, con respiro sibilante appena accennato ed espettorato scarso o assente. Nelle forme gravi gli accessi sono frequenti, durano più a lungo e sono più violenti, accompagnati da vomito, incontinenza degli sfinteri e convulsioni.
  • 22
    Una delle forme cliniche più preoccupanti è la pertosse dei lattanti, che può provocare asfissia (o soffocamento). I lattanti infatti non riescono ad espellere il catarro, quindi i vari accessi di tosse sono spesso intercalati da periodi di apnea (o arresto del respiro) durante i quali il lattante è incosciente, inerte e sempre più cianotico.
  • 23
    Grazie a semplici manovre di rianimazione, o anche spontaneamente, ci può essere la ripresa del respiro con il ripristino di una normale respirazione. Se le crisi dovessero ripetersi, è meglio chiamare il pediatra per un eventuale ricovero in ospedale.
  • 24
    È importante assistere il bambino continuamente in modo che non resti solo, soprattutto durante la notte. A volte, quando non riesce a respirare, il bambino può avere paura, per cui la presenza di qualcuno che lo aiuti durante gli attacchi è senz’altro per lui rassicurante.
  • 25
    Per quanto riguarda l’alimentazione bisogna, prima di tutto, somministrare al bambino quantità ridotte di cibo e di liquidi subito dopo ogni attacco di tosse e/o vomito. Infatti è probabile che ne riesca ad assorbire almeno un certo quantitativo prima dell’attacco successivo.
  • 26
    Anche se non si sa quanto il bambino abbia vomitato, bisogna sempre che la madre sappia la quantità di liquido somministrata, in modo tale che il pediatra possa tenerne conto per decidere se è sufficiente per evitare una possibile disidratazione.
  • 27
    Ii pediatra potrà prescrivere anche gli antibiotici che, se dati presto, soprattutto quindi nel periodo catarrale, possono attenuare gli accessi di tosse e abbreviare la durata della malattia. Se invece vengono dati tardi, cioè nella fase convulsiva, non migliorano la sintomatologia, anzi possono favorire le complicanze da sovrainfezione batterica.
  • 28
    Tra i chemioterapici, si sono visti dei buoni risultati. Le gamma-globuline, che sono molto efficaci nella profilassi della pertosse, vengono usate anche nella fase iniziale della malattia per proteggere meglio il bambino, naturalmente in associazione con altri farmaci.
  • 29
    Ii pediatra può inoltre consigliare la posizione più adatta per il torace che, piegato in avanti, può favorire la fuoriuscita del catarro durante gli accessi di tosse. Può anche consigliare il ricovero ospedaliero, specie se il bambino è piccolo e si sta gravemente disidratando.
  • 30
    è bene inoltre che bambini non vaccinati o molto piccoli non vengano in contatto con il malato. Le possibili complicanze a carico dell’apparato respiratorio possono manifestarsi: broncopolmoniti (soprattutto nei lattanti) che compaiono tra la terza e la quinta settimana di malattia con febbre alta.
  • 31
    Disturbi a crico dell’apparato cardiocircolatorio/respiratorio possono essere ad esempio: cianosi, pallore, difficoltà respiratorie, tachicardia e a volte convulsioni; bronchiti asmatiformi, che si presentano con respiro di tipo «sibilante», molto accentuato e difficoltà respiratorie (dispnea e polipnea).
  • 32
    A carico del sistema nervoso, invece, si manifestano talvolta: crisi convulsive, che insorgono, specie nei bambini più piccoli, tra la seconda e la quinta settimana di malattia durante gli accessi di tosse che si risolvono spontaneamente.
  • 33
    Inoltre può provocare anche in estremi e non molti frequenti casi encefalopatie (infiammazioni dell’encefalo) che si presentano con crisi convulsive generalizzate associate anche a perdita di coscienza e a disturbi del tono muscolare (ipotonia e ipertonia).
  • 34
    Sebbene ciò si frequenta in rare occasioni, in tutti questi casi, l’evoluzione della malattia (o prognosi altrimenti detta) è riservata e il pediatra chiamato d’urgenza provvederà sicuramente al ricovero ospedaliero.
  • 35
    Per proteggere il bambino piccolo, specie nel primo anno di vita quando l’immunità trasmessa dagli anticorpi materni è insufficiente, si ricorre al vaccino al fine di diminuire la mortalità, determinata in tale età dalla malattia, senza proporsi di realizzare un’immunità permanente.
  • 36
    La vaccinazione può essere effettuata con il vaccino semplice (con tre dosi a distanza di una settimana) per una vaccinazione rapida, oppure con il vaccino associato dtp, cioè vaccino antidifterico e antipertossico (con due dosi a distanza di un mese e una terza dose dopo sei mesi).
  • 37
    Questa iniezione intramuscolare è efficace nel 70-80 percento dei casi e la durata immunitaria è di due-tre anni. Il vaccino può provocare diverse reazioni dell’organismo del vostro bamvbino piccolo.
  • 38
    Ci sono due tipi di reazione principali: reazioni locali (cioè nel punto di inoculazione), come arrossamento della cute, eritemi e gonfiori e reazioni generali, come febbre e irritabilità, entrambe di breve durata.
  • 39
    La vaccinazione è invece controindicata dopo i cinque anni perché le reazioni sono più frequenti e più gravi. La pertosse è caratterizzata da un tipo di tosse così tipico da poter essere riconosciuto anche dai profani purché l’abbiano ascoltato anche una sola volta.
  • 40
    Questa infezione pertossica è dovuta ad un germe che si localizza nelle vie aeree superiori e libera delle tossine che sono responsabili della tormentosa sintomatologia tussiva propria della malattia.
  • 41
    L’accesso tussivo pertossico è contraddistinto da più colpi di tosse in rapida successione senza alcuna pausa inspiratoria; questo fenomeno porta alla progressiva congestione venosa del volto, all’aspetto cianotico, al profondo stato d’ansia.
  • 42
    Dopo tre, quattro, cinque stizzosi colpi di tosse insorge finalmente un’inspirazione forzata che produce un «urlo» tipico ed acuto dovuto al passaggio dell’aria nella trachea e nei bronchi ristretti ed edematosi.
  • 43
    Questo tipo di tosse così estenuante e ripetitiva comporta numerose conseguenze sia sul sistema respiratorio, che su quello venoso, che su quello gastrointestinale. Può ad esempio comparire nausea, diarrea, vomito ecc..
  • 44
    L’insorgenza d’iniezioni respiratorie può essere facilitata dallo stato irritativo delle vie bronchiali, la difficoltà. Di ritorno del sangue venoso può provocare emorragie congiuntivali, petecchie al volto, ecc., lo stomaco è stimolato ad un vomito fastidioso.
  • 45
    Rimedi in casa: la più efficace di questi rimedi è l’uso di aglio. Lo sciroppo d’aglio deve essere somministrato in dosi di cinque gocce in un cucchiaino due o tre volte al giorno per il trattamento di questa condizione. Dovrebbe essere data più spesso se la tosse sono frequenti e violenti.
  • 46
    L’uso dello zenzero è un altro efficace rimedio fatto in casa per il trattamento pertosse. Un cucchiaino di succo di zenzero fresco, mescolato con una tazza di fieno greco decotto e miele a piacere, è un diaforetico eccellente. Esso agisce come espettorante nella malattia tosse enorme.
  • 47
    Uno sciroppo preparato mescolando un cucchiaino di succo di rafano fresco con una pari quantità di miele e un po ‘di sale grosso, è utile nel trattamento di questa malattia. Va dato tre volte al giorno se possibile.
  • 48
    L’olio di mandorle è prezioso anche nel trattamento della pertosse. Dovrebbe essere dato mescolato con 10 gocce ciascuno di succo di cipolla bianca, tutti i giorni tre per una quindicina di giorni circa.
  • 49
    Ciò non si sostituisce comunque al parere di un pediatra, che invece deve essere contattato nel caso in cui si sospetti questa infezione nel vostro bambino piccolo, il cui sintomo principale è come abbiamo visto la tosse.
  • 50
    Dopo aver contattato il pediatra, questo saprà consigliarvi esami per accertare la natura dei problemi di vostro figlio ed eventualmente vi farà seguire una speciale terapia utile per risolvere le problematiche.

Tags

, , ,


Commenti alla guida

 
Chiudi

You need to log in to vote

The blog owner requires users to be logged in to be able to vote for this post.

Alternatively, if you do not have an account yet you can create one here.

Powered by Vote It Up