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Come aiutare i bambini ad accrescere la concentrazione

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A tuo figlio capita spesso di distrarsi mentre sta eseguendo i compiti scolastici? Vorresti aiutarlo a migliorare il suo potere di concentrazione per accrescerne l’apprendimento?

Istruzioni

  • 1
    Nella presente guida ci prefiggiamo di dare delle indicazioni sul come potenziare uno degli strumenti più importanti della mente umana: la nostra capacità di concentrazione e conseguentemente di attenzione.
  • 2
    Cosa significa la parola concentrazione? Proviamo a sezionare le parti di cui si compone la parola stessa e avremo precisamente: con–centro- azione . Si capisce molto chiaramente che la concentrazione è uno sforzo condotto al centro, al cuore si può dire, di un’ azione che si sta per compiere .
  • 3
    Quest’applicazione mentale molto intensa ha una particolare utilità sia per la sfera intellettiva che per quella psichica. Ci arreca enormi benefici durante lo studio, permettendoci non solo una comprensione più rapida di ciò che stiamo apprendendo, ma ci migliora di molto la memoria.
  • 4
    In parole povere un’attenzione particolarmente a fuoco facilita enormemente qualsiasi tipologia di compito, di lavoro e di attività in genere. Quando essa si sviluppa, possiamo asserire senza remore che abbiamo guadagnato una buona fetta della nostra padronanza mentale.
  • 5
    Riusciamo, per così dire, a farci obbedire dalla mente, a tenerla a freno, a non farla trasbordare in pensieri negativi o in attività irrilevanti. Quindi siamo noi i suoi dominatori, siamo noi a comandarla secondo nostre direttive e non viceversa
  • 6
    L’esterno con i suoi stimoli deconcentranti non avrà alcuna cittadinanza. Non sfugga neanche il fatto che qualsiasi nostra applicazione a livello mentale o pratico-manuale si svolgerà in minor tempo, risulterà molto più facile l’esecuzione con risultati assai soddisfacenti.
  • 7
    Una volta che ci si è concentrati su una cosa, che si è messa a fuoco la nostra attenzione su un oggetto, esso accentrerà completamente tutta la nostra energia. Gli stimoli della distrazione ( siano essi visivi, acustici e tattili) saranno bloccati al punto tale che non avranno modo di influenzarci per farci fuorviare, come detto in precedenza.
  • 8
    Certo non è sempre facile mettere a fuoco come vorremmo la nostra capacità di concentrazione, specie quando ci troviamo in particolari stati d’animo dal sapore fortemente emotivo, come ad esempio nei momenti di malinconia o di nervosismo o altri stati emotivi.
  • 9
    Va da sé che richiede un forte atto di volontà. Ma va considerato il fatto che i fattori di deconcentrazione sono tanti, specie nei bambini e si presentano di natura e di provenienza diversa . Spaziano da quelli fisici a quelli ambientali, da questi a quelli psichici.
  • 10
    Cominciamo con l’accennare ad alcuni fattori fisici. A ostacolare la concentrazione nei bambini ci possono essere dei momenti d’insonnia, uno stress emotivo, delle ansie particolari, uno stato di non benessere fisico eccellente. Negli adulti oltre a questi fattori menzionati si aggiungono anche forme depressive e l’assunzione di farmaci o di alcool.
  • 11
    Sono essi tutti stati fisici interni devianti e disturbatori dell’attenzione. Ma non sono i soli, vi si assommano spesso quelli psicologici come la mancanza d’interesse verso un determinato lavoro , la poca propensione, il non aver alcuna fiducia in se stessi, la scarsa abilità e gli stati d’animo poco edificanti.
  • 12
    E ancora.. Il sovraccarico d’ impegni , una grande noia e la paura di non essere all’altezza della situazione. Sono fattori che fanno riferimento a una fonte interna al nostro io. Ma ce ne sarebbero altri appartenenti invece a fonti esterne , come le fonti ambientali di ordine sensoriale.
  • 13
    Ci deconcentrano , ad esempio, i rumori provenienti dalla strada o dagli abitati vicini come le emissioni acustiche, l’abbaiare dei cani sui balconi degli appartamenti, il traffico delle auto, il vociare di passanti, il sibilo del vento, il picchiettio della pioggia, il frastuono dei tuoni , gli squilli del telefono e così via.
  • 14
    Ma non finisce qua! Come non considerare i fattori deconcentranti di tipo visivo? Una scarsa illuminazione dell’ambiente di lavoro , la presenza di una tv accesa con le sue immagini colorate o un computer non sono certamente da meno nella deconcentrazione.
  • 15
    Detto questo, passiamo a parlare dei possibili miglioramenti da mettere in atto per sviluppare la capacità di concentrazione . Diciamo subito che oggi, da più parti, si lamenta , non senza ragione, un notevole calo di attenzione e un basso livello di concentrazione particolarmente a livello infantile.
  • 16
    Perché mai e come fare per tamponare ciò? E’, senza dubbio, compito dei genitori aiutare i bambini a sviluppare le proprie capacità attentive attraverso tutta una serie di attività funzionali.
  • 17
    Probabilmente nessun genitore disdegnerebbe in cuor suo che il proprio figlio fosse impegnato in una lista di cose preferite, una lista, diciamo pure, il più lunga possibile. Perché? Perché questa ne aumenterebbe senza dubbio la concentrazione.
  • 18
    Ma non sempre è così per tutti. E allora il nostro primo intervento dovrà direzionarsi a capire quali siano le cause che portano a porre in campo un limitato stato di concentrazione. All’uopo basterà tenere il piccolo sotto osservazione per un certo numero di giorni.
  • 19
    Facciamolo magari maggiormente in quei giorni in cui ci accorgiamo che il suo potere è fortemente in calo. Esaminiamone oculatamente il comportamento, registrando le sue attività in esecuzione nel momento in cui appare non concentrato.
  • 20
    Cosa lo sta attraendo di più? Sarà forse la tv con qualche programma o cartone animato a lui particolarmente caro, oppure saranno i giochi? Raccogliamo tutti i dati utili alla comprensione del problema.
  • 21
    Analizziamoli oculatamente per individuare appieno i fattori che determinano in lui l’assenza di concentrazione. Una volta trovati, possiamo far leva proprio su essi e servircene per migliorare il suo potere di concentrazione.
  • 22
    E’ sacrosanta verità che se si vuole migliorare questa capacità bisogna spingere il bambino a sviluppare tutta una serie di interessi su attività da svolgersi magari anche quotidianamente in casa. Certamente non è così semplice come potrebbe apparire, ma non certamente impossibile.
  • 23
    Riflettiamo per un attimo su quanto detto qui di seguito. In genere perché un oggetto, un compito assegnato susciti interesse, ha bisogno come fonte trainante di una motivazione, di un’idea positiva o di un’iniziativa personale.
  • 24
    Per fare un banale esempio, non v’è chi non vede quanta differenza differenza d’interesse e d’impegno ci sarebbe tra il leggere un argomento scientifico sugli animali assegnatomi da altri e il leggere uno scelto da me, di mia iniziativa e per una intrinseca mia motivazione..
  • 25
    Bene, questo forza trainante che chiamiamo interesse o motivazione potrebbe essere attivata e successivamente esercitata, ad esempio, attraverso lo svolgimento di attività quotidiane. In esse, con esse e per esse potremmo tendere a rafforzare nel nostro bambino la “volontà del fare” e quindi conseguentemente la sua concentrazione.
  • 26
    In cosa consisterebbero queste attività quotidiane? Non sarebbero altro che le attività di routine, attività che si svolgono ogni giorno. A detta degli esperti del campo, esse sarebbero atte a favorire il formarsi non solo del senso di sicurezza e della padronanza dell’ambiente in cui il bambino vive, ma anche l’accrescersi di quella volontà del fare a cui si accennava.
  • 27
    Lo svegliarsi, l’andare a scuola, il tornare a casa, il mangiare, il fare i compiti, il giocare, il cenare e il dormire sono sequenze di attività e di eventi assai significativi che necessariamente si ripetono come tanti copioni e che hanno però al loro interno una valenza positiva.
  • 28
    Agiscono insomma alla stessa maniera degli scripts di un software, che s’ installano nel pc e che sono in grado di eseguire una serie di istruzioni . Quando decidiamo di avviare i nostri bambini alle attività di routine, dobbiamo provare a “pedagogizzarle ” .
  • 29
    Che vuol dire? Vuol dire che durante lo svolgersi delle routines, nel bambino va incoraggiata l’autonomia, la flessibilità, le capacità attentive d’esecutività , un’esecutività che è fatta e si fa ricca di sequenze tipo quelle riguardanti, ad esempio la pulizia personale del corpo o di altra esigenza individuale.
  • 30
    Non dimentichiamoci che tutto deve svolgersi in maniera equilibrata , senza uno strafare di divieti e di regole rigide da parte dei genitori, ma neanche all’insegna del “laissez –faire” (lasciar fare). Qualche esempio? Pensiamo al momento del pranzo.
  • 31
    I bambini, se è vero che non vanno costretti a mangiare quando non vogliono, tuttavia è pur vero che vanno sollecitati ad alimentarsi e incoraggiati a farlo il più possibile da soli, qualora una piena autonomia non sia stata ancora raggiunta.
  • 32
    E ancora.. Se è vero che non bisogna opprimerli con un continuo richiamo al rispetto delle regole dello stare a tavola, è pur vero che il gingillarsi, il frignucolare e il pasticciare a tavola non possono trovare cittadinanza .
  • 33
    Il pranzo deve svolgersi in un clima rilassante. Un ultimo esempio riguarda la routine del dormire. Premettiamo che essa deve svolgersi nel rispetto di certi standard. Per prendere sonno non basta predisporre una cameretta tutta per il bambino con un bel letto pieno di giocattoli di peluche.
  • 34
    Senza dubbio ci vuole anche questo, ma non solo questo. Bisogna adoprarsi perché l’ambiente si presenti molto rassicurante, al riparo dai rumori, dagli stimoli visivi e ben aerato. Da parte nostra, quando sarà possibile, evitiamo anche forzature e imposizioni nel dormire.
  • 35
    Se il sonno ritarda e il bambino ne fa richiesta, proviamo a stargli accanto con una musichetta dolcissima o una fiaba e attendiamo che il sonno arrivi. La presenza di una figura di riferimento spesso crea una situazione molto rilassante che, specie agli inizi, farà rientrare questa routine nello schema normale della sua giornata
  • 36
    Insomma in parole povere tutte le attività di routine non devono essere intese dal bambino come un una forzatura estrema o come un evento restrittivo e rigido, ma solo come un efficiente mezzo di autodisciplina e di miglioramento del suo potere di concentrazione
  • 37
    Come bisognerebbe impostare la routine di nostro figlio? Facciamo in modo che sia lui stesso ad impostarsela. Magari la nostra presenza potrà essergli utile per qualche consiglio nel determinare l’ora dell’andare a dormire, l’ora del risveglio, la durata della colazione, del pranzo , del gioco dello svolgimento dei compiti e così via.
  • 38
    In più, una volta programmate le routines con le rispettive regole, dovremmo intervenire ogni qualvolta queste regole non vengano rispettare dal bambino. Per esempio, se si rifiuta di andare a letto in tempo come programmato, il giorno dopo dovrà prevedersi una sanzione. La natura e la qualità di quest’ultima sarà da concordare o da imporre, se necessario.
  • 39
    E si continua su questa linea fin quando il programma dettato a se stesso non venga applicato a dovere.
    Se inizialmente mostra amarezza e scoramento perché la routine pesa troppo, incoraggiamolo. Se annota insuccessi, raccontiamogli la storia della lucertolina bissy, un piccolo rettile che, alle sue prime prove della vita, cerca di scalare un muro e spesso ricade indietro.
  • 40
    Eppure non desiste affatto, non si spaventa di cadere da altezze persino di oltre 9 metri. Sa che non può riportarne danni e ad ogni caduta ritenta la salita caparbiamente e con sempre maggiore ardore, fin quando non arriva laddove vuole arrivare.
  • 41
    Se ci accorgiamo che nello svolgimento delle routines quotidiane il bambino a volte perde il suo potere di concentrazione non sgridiamolo. Cerchiamo d’intervenire perché possano diminuire le distrazioni che lo portano ad abbassare la soglia della volontà del fare.
  • 42
    Magari creiamo delle condizioni favorevoli perché egli possa ritornare a concentrarsi e, una volta concentrato, biasimiamolo il più possibile. Non cerchiamo di essere avari di lodi! Teniamo per certo che esse sono la migliore medicina che possa essere somministrata all’animo di un bambino.
  • 43
    Avvolgiamolo in un ambiente calmo, sereno e tranquillo. Se è il caso sediamoci accanto a lui mentre sta portando a termine un compito scolastico e forniamogli, su richiesta, eventuali consigli. In questo modo la concentrazione avrà senza dubbio una durata maggiore.
  • 44
    Una volta terminati i compiti e qualche altra attività facente parte della routine quotidiana, proponiamogli una fase di rilassamento raccontiamogli delle storie tratte da un libro, rendendolo ascoltatore attivo.
  • 45
    Ricordiamoci anche che un grosso aiuto può venirci dai giochi elettronici. Essi forniscono e richiedono un buon periodo di impegno e un ottimo livello di concentrazione del cervello. Oltremodo accrescono l’indipendenza.
  • 46
    Infatti nel cimentarsi nell’esecutività di questi giochi, i bambini non hanno alcun bisogno di essere guidati dai genitori. Sono particolarmente esperti, ne conoscono a menadito le meccaniche di funzionamento e trovano in breve tempo le strategie di svolgimento di essi.

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