Come aiutare il proprio figlio a smettere di fumare

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Aiutare il proprio figlio a smettere di fumare è molto difficile: di seguito, ecco alcuni consigli pratici.

Cosa serve per completare questa guida:

- regole;
- pazienza;
- esempi;
- metodi;
- forza di volontà.



Istruzioni

  • 1
    Dopo aver analizzato i problemi che derivano dal fatto che il figlio fuma, nella guida “come spiegare al proprio figlio le conseguenze negative della sigaretta” (http://it.ewrite.us/come-spiegare-al-proprio-figlio-le-conseguenze-negative-della-sigaretta-113448.html), il genitore deve affrontare il problema in maniera concreta.
  • 2
    Il figlio infatti, potrebbe ignorare ugualmente tutti i vari esempi e la varie spiegazioni e consigli che il genitore potrebbe avergli dato precedentemente, e quindi, continuare o iniziare a fumare ugualmente.
  • 3
    Questo comportamento infatti avviene in molti giovani, che quindi, ignari di tutto quello che il genitore può spiegargli, continuano a fare di testa loro, in un certo senso, mancando rispetto al genitore.
  • 4
    In questo caso, il genitore deve dare delle altre spiegazioni molto semplici al proprio figlio, proprio per aiutarlo a smettere, e quindi, far sì che il figlio possa finalmente buttare le sigarette una volta per tutte.
  • 5
    Come prima cosa, il genitore deve spiegare al proprio figlio che la sigaretta è costituita dal tabacco, la quale risulta essere una pianta molto velenosa, e che quindi, potrebbe creare soltanto dei danni.
  • 6
    Bisogna infatti spiegare al proprio figlio se questo è veramente necessario fumare, visto che, sigaretta dopo sigaretta, non fa altro che iniettarsi piano piano del veleno nel suo corpo, danneggiandolo.
  • 7
    Una cosa che il genitore deve spiegare al proprio figlio consiste nel fatto di mettere alla luce che lo stimolo di fumare non è uno stimolo che il proprio corpo sente, ma che è la mente a mandare quest’input.
  • 8
    Infatti, il genitore deve spiegare al proprio figlio che sarebbe un vero controsenso se il corpo chiedesse un tipo di sostanza che risulta essere velenosa e allo stesso tempo dannosa per il corpo stesso.
  • 9
    Questo veleno tra l’altro non è molto veloce, ma intacca piano piano alcuni organi vitali, e quindi, potrebbe far sì che eventuali malattie letali si possano manifestare non subito, ma in un futuro lontano.
  • 10
    Per rendere bene l’idea del danno che il figlio sta arrecando al proprio corpo, il genitore deve spiegare al proprio figlio un esempio abbastanza semplice, che consiste nel fare il paragone col suo corpo e magari un palloncino.
  • 11
    Il genitore deve paragonare il palloncino al corpo del proprio figlio, e l’acqua alla quantità di nicotina presente magari nei suoi polmoni, cercando di rendere maggiormente l’idea appunto dei danni che potrebbero manifestarsi.
  • 12
    Il genitore mette quindi il palloncino attaccandolo al rubinetto dell’acqua, e deve spiegare che, goccia dopo goccia, il palloncino inizia a riempirsi, così come accade ai suoi polmoni con la nicotina.
  • 13
    Il genitore deve spiegare al proprio figlio che, inizialmente, tutto sembra che non abbia subito delle grandi variazione, e che quindi, il figlio, incauto del problema continui a fumare, e che i polmoni continuino a riempirsi di nicotina.
  • 14
    A questo punto, il genitore potò riempire il palloncino a metà con l’acqua, spiegando al proprio figlio che questo è il risultato che potrebbe manifestarsi dopo tanti anni in cui il figlio continui a fumare.
  • 15
    Praticamente, deve mostrare il palloncino con metà acqua e paragonarlo ai suoi polmoni, spiegando che i polmoni con molta nicotina potrebbero immagazzinare meno ossigeno, riducendo notevolmente la resistenza del figlio allo sforzo fisico.
  • 16
    Ora, il genitore deve aprire il rubinetto e far esplodere il palloncino, spiegando che questo è il risultato di quando i polmoni, pieni di nicotina, possono non avere più spazio, e quindi, possano ammalarsi.
  • 17
    Ovviamente il genitore deve spiegare al proprio figlio che i polmoni non esplodono, ma che appunto, l’esplosione del palloncino corrisponde al momento in cui i suoi polmoni si ammalano per la troppa nicotina presente al loro interno.
  • 18
    Questo esempio potrebbe rendere in maniera abbastanza esaustiva i vari danni che il fumo, e più precisamente, la nicotina possono arrecare alla salute stessa del proprio figlio nel caso continuasse a fumare.
  • 19
    Quando si riesce a convincere il proprio figlio, il genitore potrà iniziare a spiegare al proprio figlio i vari metodi errati che assolutamente deve evitare di utilizzare, se veramente vuole smettere di fumare.
  • 20
    Il primo metodo errato, che spesso e volentieri è anche sponsorizzato alla televisione, consiste nel semplice fatto di evitare che il figlio inizi ad acquistare cerotti o caramelle a base di nicotina.
  • 21
    Questo per il semplice fatto che l’elemento danno so non viene affatto eliminato, ma al contrario, viene continuato ad essere iniettato nel corpo del figlio, anche se sotto forma di altri prodotti con metodi diversi.
  • 22
    Sia la sigaretta che queste determinate “soluzioni farmaceutiche” hanno alla base lo stesso identico elemento che non fa altro che provocare dei danni al corpo del proprio figlio, e questo elemento è appunto la nicotina.
  • 23
    Si tratta quindi di un metodo alquanto incoerente, poiché se il figlio deve continuare ad assumere nicotina, alla fine il genitore può anche consigliargli che potrebbe benissimo continuare a fumare le sigarette.
  • 24
    Si tratta di un metodo quasi fasullo, in quanto il figlio potrebbe passare dal consumare appunto la nicotina aspirandola ad mettersela coi cerotti, oppure a assumerla attraverso le varie caramelle alla nicotina.
  • 25
    Quindi, il figlio deve assolutamente evitare questo determinato “rimedio”, in quanto appunto, non servirebbe a nulla cambiare soltanto il metodo con il quale la nicotina entra in circolazione nel suo corpo
  • 26
    Altro metodo che spesso i figli tendono ad utilizzare per provare a smettere di fumare, anche questo sbagliato, consiste nel provare a diminuire soltanto la quantità di sigarette che giornalmente si decide di fumare.
  • 27
    Questo modo è abbastanza sbagliato, anche perché nel caso in cui il figlio dovesse fallire, questo potrebbe aumentare la quantità di sigarette che abitualmente decide di fumare, provocando sempre dei danni alla sua salute.
  • 28
    Il diminuire questo numero di sigarette da fumare è sbagliato poiché il pensiero del figlio non sarebbe concentrato sulle altre cose che sta facendo, ma al contrario, sarebbe focalizzato sulla prossima sigaretta.
  • 29
    Questo per il semplice motivo che il figlio magari decide di fumare tre sigarette al giorno, magari accendendone una ogni sette o otto ore di distanza rispetto appunto l’ultima sigaretta che viene accesa.
  • 30
    Procedendo in questo determinato modo, il figlio, dal momento in cui spegne la sigaretta, non farebbe altro che controllare ogni frazione di secondo quanto tempo manca per potersi permettere di fumare di nuovo.
  • 31
    Quindi, il figlio stesso potrebbe non vivere affatto bene la giornata, ma al contrario, vivere solamente per poter gustarsi in santa pace il momento in cui si potrà gustare la sigaretta a quel determinato orario.
  • 32
    Inoltre, il genitore potrà vedere il figlio stesso che inizia ad avere dei comportamenti abbastanza nervosi rispetto il normale, e quindi, vedere magari che il figlio potrebbe essere infastidito anche dalle cose più banali.
  • 33
    Questo per il semplice motivo che appunto il figlio, in attesa del momento in cui accenderà la sigaretta, inizia a sentire i classici stimoli, come ad esempio, dei crampi allo stomaco, dettati dall’astinenza alla nicotina.
  • 34
    Quindi, il genitore deve spiegare che anche questo metodo è sbagliato, poiché appunto il figlio non si potrà godere appieno tutti i momenti della giornata, ma al contrario, si godrà solo il momento in cui fumerà.
  • 35
    Ma anche il metodo che consiste nel cercare di placcare questi sintomi da astinenza magari ingozzandosi di varie cibarie è abbastanza scorretto, per un semplice motivo semplice da capire e da spiegare.
  • 36
    Il figlio tende a mangiare per combattere i sintomi dell’astinenza per il semplice motivo che tende a scambiare i crampi dello stomaco dettati dall’astinenza con i crampi dello stomaco dettati dalla voglia di mangiare.
  • 37
    Quindi, il genitore deve cercare di evitare che il figlio tenda a mangiare come non mai per bloccare lo stimolo, o perché scambia i due stimoli, in quanto anche mangiando, questo stimolo non cesserà d’esistere.
  • 38
    Anche il sostituire la sigaretta con altri tipi di fumo, come ad esempio, sigaro o pipa, non fanno bene alla salute del figlio, ma al contrario, potrebbero addirittura peggiorarla notevolmente e velocemente.
  • 39
    Il genitore quindi, deve spiegare al proprio figlio quale possa essere l’unico metodo che gli permetta di smettere di fumare una volta per tutte, e quindi, che possa evitare di peggiorare la sua salute.
  • 40
    Questo metodo consiste nel semplice fatto che il figlio deve riuscire a smettere di fumare da un giorno all’altro, e quindi, riuscire a passare da fumare un pacchetto di sigarette e no fumarne più in un giorno solo.
  • 41
    Il figlio potrebbe trovare questo metodo abbastanza difficile, e sopratutto, quasi impossibile da attuare, in quanto non è affatto possibile smettere di fumare da un giorno all’altro in maniera definitiva.
  • 42
    Il genitore deve quindi spiegare al proprio figlio il vero segreto che gli potrà permettere di attuare questo metodo in maniera infallibile, e spiegargli anche cosa deve evitare di fare per non ricascarci.
  • 43
    Bisogna infatti spiegare al proprio figlio che il fumare, essendo uno stimolo che deriva dal cervello, deve essere imposto dal proprio figlio, facendo affidamento solo e soltanto alla sua forza di volontà.
  • 44
    Quindi, il figlio deve iniziare a pensare che quel determinato giorno non deve fumare, e gustarsi, per quanto possa essere strano, l’ultima sigaretta fino in fondo, mantenendo fede alla parola che si è dato.
  • 45
    Il genitore quindi deve suggerire al proprio figlio che deve riuscire, il giorno in cui decide di non fumare più, a non accendere quella prima sigaretta, che di conseguenza, porterebbe il figlio ad accendere anche le altre.
  • 46
    Una volta che il figlio non accende la prima sigaretta, deve cercare di pensare a tutt’altra cosa, ma non a fumare, riuscendo quindi a non sentire quello stimolo che potrebbe sentire anche soltanto pensandoci per un secondo.
  • 47
    Ovviamente, il figlio non deve fumare nemmeno il giorno successivo nel quale è riuscito, con tanta difficoltà, a non accendere la prima sigaretta, poiché questo vorrebbe dire iniziare tutto dall’inizio.
  • 48
    Il figlio deve quindi resistere per diversi giorni, in maniera tale che lo stimolo possa sparire del tutto, e che possa anche recuperare quella resistenza fisica che magari era diminuita a causa della sigaretta.
  • 49
    Naturalmente, il figlio deve anche evitare di fare solo un tiro di sigaretta, indipendentemente dal tempo che ha trascorso senza fumare, poiché questo vorrebbe dire vanificare i grandi sforzi fatti sino quel momento.
  • 50
    Aiutare a far smettere di fumare il proprio figlio richiede quindi grande forza di volontà da parte sua, ma anche un metodo difficile e tanto supporto da parte del genitore, che lo aiuterà appunto a spegnere per sempre la sigaretta e il vizio.

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