Come aiutare il proprio figlio a superare un trauma

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Affrontare un trauma potrebbe essere molto difficile da superare per il proprio figlio: di seguito, ecco come aiutarlo a superarlo.

Cosa serve per completare questa guida:

- dialogo;
- consigli;
- spiegazioni;
- sostegno morale.



Istruzioni

  • 1
    Aiutare il proprio figlio a superare un trauma risulta essere un procedimento che richiede molto tempo e tenacia da parte del genitore, che deve guidare passo passo il proprio figlio nell’affrontarlo e nello sconfiggere la cosa che lo ha traumatizzato.
  • 2
    Spesso infatti, il figlio si dimostra incapace di poter affrontare questo trauma in una maniera autonoma, richiedendo anche non direttamente una sorta di aiuto da parte del genitore, per poter sentirsi tranquillo.
  • 3
    Il figlio quindi si trova in grossa difficoltà nell’affrontare un qualcosa che magari, nella sua infanzia, o anche in età adolescenziale, lo ha spaventato talmente tanto da averlo letteralmente traumatizzato.
  • 4
    Il genitore quindi deve evitare come prima cosa di negare un aiuto di questo genere al proprio figlio, proprio perché come prima conseguenza negativa di questo comportamento ci potrebbe essere l’impossibilità del figlio nel poterlo affrontare autonomamente.
  • 5
    Inoltre, una seconda conseguenza di questo comportamento sbagliato da parte del genitore potrebbe essere, come nella maggior parte dei casi, una situazione di litigio che potrebbe rovinare il rapporto tra genitore e figlio.
  • 6
    Questo per il semplice fatto che il figlio si vede abbandonato da parte del genitore, che non lo aiuta, e inizia a coltivare dentro di sé un sentimento di rancore e di rabbia nei confronti dello stesso, poiché non lo ha aiutato.
  • 7
    Il rancore inoltre potrebbe essere motivato dal semplice fatto che il figlio non capisce la motivazione che spinge il genitore a non aiutarlo, e non capendo quindi, il figlio assume un atteggiamento scontroso nei suoi confronti.
  • 8
    Quindi, per evitare tutto questo meccanismo che scatta da parte del proprio figlio, il genitore deve assolutamente evitare di negare un aiuto al proprio figlio, evitando di conseguenza una serie di litigi che si possono evitare.
  • 9
    Aiutare il proprio figlio a superare un trauma, indipendentemente dalla sua entità richiede una serie di passaggi che il genitore deve seguire in maniera corretta e sopratutto in maniera tale che il figlio smetta di essere traumatizzato.
  • 10
    Il primo passo da affrontare consiste nell’affrontare un semplice dialogo col proprio figlio, in maniera tale che come prima cosa, il genitore possa essere a conoscenza della situazione che ha traumatizzato il proprio figlio.
  • 11
    Questo passaggio risulta essere inevitabile e fondamentale: sarebbe infatti impossibile aiutare il proprio figlio senza prima averci parlato, e quindi, senza conoscere la cosa o situazione che lo ha traumatizzato.
  • 12
    Anche per quanto riguarda il dialogo, il genitore deve seguire delle piccole ma fondamentali regole che gli permetteranno di evitare situazioni di imbarazzo o di tensione che si vengono a creare tra di loro.
  • 13
    La prima di queste regole risulta essere il semplice fatto che il genitore deve convincere il proprio figlio, coi dovuti modi ovviamente, a spiegargli da cosa è traumatizzato, in maniera tale che questa situazione si possa risolvere definitivamente.
  • 14
    Altra regola molto importante risulta essere il semplice fatto che il genitore deve a qualunque costo evitare come prima cosa di ridere nel mentre che il figlio gli sta spiegando cosa lo ha traumatizzato.
  • 15
    Il ridere in faccia al proprio figlio mentre questo si esprime come prima cosa è un gravissimo segno di maleducazione e sopratutto di mancanza di rispetto nei confronti del figlio che sta affrontando un discorso serio.
  • 16
    Secondariamente, il ridere in faccia al proprio figlio ha un aspetto negativo: quello di far sentire ridicolo il proprio figlio, e quindi, di farlo rimanere male mentre sta spiegando la cosa che lo ha traumatizzato.
  • 17
    Quindi, il genitore deve evitare questo comportamento e lasciare che il figlio si esprima liberamente e spieghi in maniera dettagliata cosa lo ha traumatizzato, entrando nei dettagli di quella situazione.
  • 18
    Una volta che il figlio termina la sua spiegazione, vi è un’altra piccola regola che il genitore deve assolutamente seguire, e che consiste nel non sottovalutare l’entità del trauma che ha subito il proprio figlio.
  • 19
    Spesso infatti accade che per il genitore, il trauma subito da parte del proprio figlio non sia altro che una piccolezza, e quindi, senza rendersene conto, esprime il suo parere senza tener conto il punto di vista del figlio.
  • 20
    Comportandosi in questo modo, il figlio non si sente che umiliato nella sua debolezza, e quindi, anche in questo caso, si passerebbe da una sorta di dialogo ad una situazione di litigio tra genitore e figlio.
  • 21
    Sarebbe molto più opportuno che il genitore quindi non sottovaluti la situazione che ha traumatizzato il proprio figlio, ma al contrario, che cerchi di valutare tutte le parti del discorso che ha fatto il figlio.
  • 22
    Il valutare e analizzare tutti i punti del discorso da parte del genitore risulta essere la seconda fase che segue la fase del dialogo che i due hanno sostenuto precedentemente rispettando le regole sopra descritte.
  • 23
    Anche la fase di analizzare i punti del discorso del proprio figlio risulta essere una fase che richiede molta attenzione da parte del genitore, e sopratutto, molta calma e un modo oggettivo di valutarle.
  • 24
    Il genitore una volta che sente cosa traumatizza il proprio figlio quindi, deve cercare di capire se questo trauma è veramente una piccolezza, o se in realtà, potrebbe trattarsi di qualcosa di più grave.
  • 25
    Per fare questo semplice valutazione, il genitore non deve possedere grandi titoli di studio, oppure essere uno psicologo, ma deve soltanto capire se la situazione si può risolvere facilmente oppure richiede molto tempo.
  • 26
    Esistono tantissime cose che possono aver traumatizzato il proprio figlio, dalle più banali alle più gravi, e indipendentemente da questo, il genitore deve cercare come prima cosa di consolare il proprio figlio.
  • 27
    Consolare il proprio figlio è una cosa molto utile, in quanto in questo modo gli si potrà far capire che il genitore è pronto ad aiutarlo, e che sopratutto, non sottovaluta la situazione che sta subendo il figlio.
  • 28
    Bisogna anche evitare il fatto che il genitore inavvertitamente faccia capire al proprio figlio che si tratta di una sciocchezza, ma al contrario, fargli capire che deve affrontare con molta calma la situazione del trauma che sta vivendo.
  • 29
    Una volta che il genitore ha consolato il proprio figlio, questo si sentirà pronto ad ascoltare i vari consigli e le varie spiegazioni che il genitore ha da dargli, in maniera tale che il figlio superi il trauma.
  • 30
    Spiegazioni e consigli quindi costituiscono la terza fase che il genitore deve affrontare assieme al proprio figlio, e queste devono essere dati in maniera tale che siano ben capiti dal figlio stesso, eliminando ogni dubbio che potrebbe nascere dalle sue parole.
  • 31
    La prima spiegazione che il genitore deve dare al proprio figlio risulta essere il semplice fatto che deve riuscire ad affrontare questo trauma, piccolo o grande che sia, in maniera tale che alla fine il figlio stesso si possa sbloccare.
  • 32
    Per il figlio ovviamente sembrerà facile sentirselo dire a parole, mentre con i fatti la cosa potrebbe giustamente sembrare molto più difficile: il genitore quindi deve spiegargli che ovviamente non bisogna affrontare tutto subito, ma che bisogna avere pazienza.
  • 33
    Il figlio deve infatti capire che come prima cosa, per poter superare un suo trauma ci vuole molto coraggio, in quanto il figlio sostanzialmente sta per affrontare una cosa che lo terrorizza e che gli impedisce di fare un tipo di azione che può sembrare comune.
  • 34
    Il genitore quindi deve spiegare al proprio figlio che per affrontare una cosa del genere deve cercare di avere pazienza, e quindi di non sentirsi costretto ad affrontare un suo trauma in maniera prematura e senza pensare come affrontarlo.
  • 35
    Allo stesso tempo ovviamente, il genitore deve assolutamente evitare di obbligare il proprio figlio ad affrontare un trauma che di fatto lo blocca, in quanto si rischierebbe di ottenere soltanto dei risultati negativi.
  • 36
    Comportandosi in questo modo infatti, il genitore non solo non aiuta il proprio figlio, ma al contrario, non fa altro che aumentare il livello del suo trauma, facendo quindi bloccare e terrorizzare ulteriormente il proprio figlio.
  • 37
    Non solo, ma il genitore rischia anche una cosa molto importante, ovvero quella di perdere la fiducia da parte del proprio figlio, fiducia che si era conquistato nella fase del dialogo e delle spiegazioni precedenti.
  • 38
    Esiste quindi un unico modo per far sì che il proprio figlio si possa finalmente sbloccare e superare questo trauma, e questo risulta essere semplicemente il fatto di affrontare la cosa piano piano col genitore.
  • 39
    Questo, al contrario della forzatura, risulta essere un ottima mossa da parte del genitore, che quindi, accompagna passo per passo il figlio nel cercare di affrontare il suo trauma, in maniera tale che questo possa essere eliminato.
  • 40
    Il genitore deve spiegare al proprio figlio che nell’affrontare e superare il trauma, non bisogna mai avere fretta, e quindi, di sconfiggerlo passo dopo passo, aiutato dal supporto del genitore stesso, che ha il compito di incoraggiarlo.
  • 41
    Il genitore deve dare anche al proprio figlio un ulteriore consiglio, che risulta essere quello di fermarsi nell’affrontare questo suo trauma nel momento in cui magari viene totalmente assalito dal panico, almeno nel primo periodo.
  • 42
    Il fermarsi non deve essere preso dal proprio figlio come segno di codardia o di incapacità nell’affrontare le proprie paure e traumi, e quindi, sentirsi completamente inutile e sopratutto sentirsi debole.
  • 43
    Qualora il figlio manifesti queste sensazioni, il genitore gli deve spiegare che il fermarsi non è affatto una sconfitta, ma al contrario, risulta essere un piccolo passo avanti, e quindi, una piccola vittoria ottenuta da parte del figlio.
  • 44
    Il figlio quindi, anche se in maniera totalmente inconscia, è riuscito ad affrontare una piccola parte delle sue paure, e quindi, quando si appresta a continuare ad affrontare il suo trauma, il figlio troverà meno difficoltà.
  • 45
    Il genitore quindi deve ribadire al proprio figlio che non c’è assolutamente fretta, e che una cosa fatta lentamente ma che produce i suoi buoni risultati risulta essere migliore rispetto una cosa fatta velocemente ma con risultati negativi.
  • 46
    A questo punto, il genitore deve ulteriormente spronare il proprio figlio nell’affrontare il suo trauma, e non, come potrebbe capitare, lasciar perdere il proprio figlio e quindi lasciargli affrontare questo trauma da solo.
  • 47
    Il supporto in questa fase risulta essere ancor più fondamentale, in quanto il figlio riuscirà a trovare la forza necessaria per poter sconfiggere definitivamente il suo trauma che lo blocca nello svolgere alcune azioni.
  • 48
    Soltanto procedendo in questo determinato modo, il figlio finalmente, sarà in grado di eliminare in maniera totale quel determinato trauma, grave o meno, che gli ha impedito di compiere determinate azioni per tanto tempo.
  • 49
    Questi sono quindi tutti i consigli che il genitore deve dare al proprio figlio, ricordandosi che deve sempre e comunque seguirlo e sostenerlo mentre si decide ad affrontare quel trauma che ha subito.
  • 50
    Sconfiggere un trauma quindi è un operazione che richiede tempo e fatica, ma con i giusti consigli e i giusti modi, il figlio, grazie al supporto del genitore, sarà assolutamente in grado di eliminare il suo trauma, senza l’intervento di terze persone come psicologi o psichiatri.

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