Come aiutare il proprio figlio nel fare un buon curriculum vitae.

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Il curriculum è un documento veramente importante per il proprio figlio: di seguito, ecco come aiutare il proprio figlio ne redigere il proprio curriculum vitae

Cosa serve per completare questa guida:

- foto;
- scelte;
- esperienze lavorative.



Istruzioni

  • 1
    Il proprio figlio, una volta che ha appunto terminato gli studi, deve come prima cosa, cercare di scrivere il suo curriculum, che gli servirà appunto per poter trovare un lavoro, qualunque esso possa essere.
  • 2
    Grazie al curriculum infatti, i vari datori di lavoro potranno infatti venire a conoscenza del profilo del proprio figlio, e scegliere quindi se chiamarlo per un eventuale colloquio di lavoro oppure no.
  • 3
    Si può quindi dire che il curriculum del proprio figlio incide molto su un qualsiasi e su un’eventuale colloquio di lavoro, in quanto questo deve essere fatto in maniera tale che possano essere messe in risalto alcune cose importanti.
  • 4
    Sicuramente però, il proprio figlio inizialmente non saprà da dove iniziare a fare il proprio curriculum, e quindi, trovarsi magari in un iniziale situazione di difficoltà e di disagio, non sapendo come farlo.
  • 5
    Il genitore deve quindi cercare di aiutare il proprio figlio, dandogli perciò dei buoni consigli per quanto riguarda la redazione del curriculum stesso, in maniera tale che questo sia appunto convincente.
  • 6
    Grazie ai vari consigli del genitore, questo curriculum potrà essere maggiormente convincente, grazie magari anche ai vari errori che potranno essere corretti dal proprio genitore in maniera opportuna.
  • 7
    Da evitare però una cosa che consiste nel fatto che il genitore possa compilare il curriculum del proprio figlio, senza che questo non sia reso partecipe di come viene fatto appunto il suo curriculum.
  • 8
    Procedendo in questo modo sbagliato, il genitore non fa altro che ottenere degli effetti altrettanto sbagliati, di cui il primo potrebbe essere che il figlio appunto potrebbe lamentarsi di come questo curriculum viene fatto.
  • 9
    Infatti, magari i dati che il genitore ha messo sono troppo pochi, oppure qualche dato risulta essere errato, e perciò, il figlio potrebbe appunto mettersi a dire cosa in quanto la maggior parte dei dati sono appunto non corretti.
  • 10
    Altro fatto che il genitore può ottenere in maniera negativa risulta essere il fatto che il figlio, non essendo reso partecipe, potrebbe quindi litigare col proprio genitore in quanto il curriculum deve essere sue e non del genitore stesso.
  • 11
    Altro motivo negativo per cui è sconsigliato che il genitore faccia il curriculum al proprio figlio, risulta essere il semplice fatto che il figlio non saprà mai come appunto si deve procedere per poterlo fare in maniera corretta.
  • 12
    E’ quindi consigliato che sia il figlio a fare il proprio curriculum seguendo i consigli del proprio genitore, che appunto, gli darà solamente dei buoni suggerimenti su correzioni o altre cose da cambiare sul curriculum del proprio figlio.
  • 13
    La prima cosa che il figlio deve fare, per quanto riguarda il proprio curriculum, risulta essere la foto, che deve essere appunto adatta per quel tipo di documento, e che appunto deve essere scelta con parecchia cura.
  • 14
    La scelta della foto infatti è la fase che prende maggiormente tempo nella scrittura e compilazione del proprio figlio, e quindi, potrebbe appunto volerci appunto una quantità abbastanza grande di tempo.
  • 15
    Il genitore deve quindi consigliare al proprio figlio una serie di fotografie che possono appunto essere decenti, e reputate idonee di seguito per quel tipo di documento che verrà mandato nei vari luoghi di lavoro.
  • 16
    Come prima cosa, a riguardo della foto, questa deve essere abbastanza chiara, e quindi, deve riprendere in pieno il volto del proprio figlio, mentre il resto del corpo non è reputato affatto necessario.
  • 17
    Il genitore deve spiegare al proprio figlio di evitare di mettere delle fotografie scure, in quanto queste appunto non permetterebbero ai vari datori di lavoro di poter vedere il volto della persona che stanno chiamando
  • 18
    Inoltre, la foto deve essere una foto abbastanza seria, dove il volto del proprio figlio non deve essere quindi in posizioni poco idonee per quel documento, in quanto verrebbe scartato a priori dal datore di lavoro.
  • 19
    Quindi il genitore deve sconsigliare al proprio figlio una foto dove appunto e serio, e non una foto dove magari sta facendo delle smorfie, oppure è con altra gente, o foto che ritraggono altri momenti della vita del proprio figlio.
  • 20
    Queste foto infatti verranno scartate, in quanto appunto, la serietà del figlio in queste particolari foto viene a mancare, in quanto si tratta appunto di foto ricordo, che di conseguenza, tali devono rimanere.
  • 21
    Anche le foto tessere talvolta sono poco consigliate, in quanto queste ritraggono il figlio che assume un espressione tipo spaventato oppure sconsolato, e il colore potrebbe essere troppo chiaro rispetto il normale.
  • 22
    Il genitore deve quindi cercare di consigliare al proprio figlio una fotografia dove appunto magari il figlio mostra un sorriso ma non troppo, e cosa molto più importante, una foto dove venga ritratto da solo.
  • 23
    Infatti, il curriculum, essendo una cosa privata, e quindi che riguarda il proprio figlio, deve avere una fotografia che lo ritragga da solo, senza altre persona al suo fianco o alle sue spalle, per evitare che venga scartato.
  • 24
    Il genitore e il figlio, potranno quindi fare una scrematura iniziale per quanto riguarda le foto del figlio stesso, fino a scegliere la foto che finalmente, verrà posta nel curriculum e che quindi verrà vista dal datore di lavoro.
  • 25
    Potrebbero però nascere dei piccoli battibecchi in merito a questa fotografia, in quanto dal punto di vista del proprio figlio, questa potrebbe andare bene, mentre secondo il genitore, non va affatto bene e viceversa.
  • 26
    Questo battibecco potrà essere risolto tranquillamente, con una semplice e tranquilla conversazione dove appunto si cercano di trovare i punti negativi e quelli positivi di una determinata fotografia.
  • 27
    Bisogna comunque evitare di litigare, ad esempio, mettendosi a gridare oppure mancandosi di rispetto, in quanto appunto, questo diverbio potrebbe essere risolto in una maniera alquanto veloce e senza complicazioni.
  • 28
    Basterà appunto che il genitore o il figlio esprimano le loro convinzioni o perplessità in merito alla fotografia stessa, e che quindi, si arrivi magari a scegliere una fotografia che finalmente soddisfa entrambi.
  • 29
    Il genitore comunque, deve cercare di dare una maggiore libertà al proprio figlio per quanto riguarda la scelta della foto, facendo in modo che comunque la foto rispetti i criteri sopra citati per essere accettata.
  • 30
    Se questo purtroppo non dovesse avvenire, il genitore dovrò spiegare al proprio figlio per quale motivo la foto non va bene, spiegandogli appunto che questa potrebbe essere scartata a priori dal datore di lavoro.
  • 31
    Finalmente, quando verrà trovata la vera foto che soddisfa entrambi, e che quindi rispecchia i vari criteri, questa potrà essere modificata, ingrandendola o rimpicciolendola, in maniera tale che sia ben visibile.
  • 32
    Ovviamente, il genitore deve consigliare al proprio figlio di evitare delle foto troppo grandi, in quanto non deve mandare un poster, o foto troppo piccole, che non si vedono bene, ma ridimensionare la foto in maniera che questa sia appunto ulteriormente chiara.
  • 33
    Dopo la foto, il proprio figlio dovrà come prima cosa compilare la parte riguardante i suoi dati anagrafici, composta appunto da nome, cognome, data e luogo di nascita, via della residenza e città, numero di telefonino, numero di casa, stato civile e la mail.
  • 34
    Il secondo gruppo di informazioni importanti di un curriculum che il proprio figlio dovrà fare, riguarda il suo titolo di studio, la valutazione con la quale l’ha conseguito e la data d’inizio e della fine dei corsi di studio.
  • 35
    In questa parte poi, il genitore dovrà appunto spiegare al proprio figlio che hanno una grande importanza i vari corsi alla quale il figlio ha partecipato, e che quindi devono essere assolutamente inseriti nel curriculum.
  • 36
    A questo proposito, il genitore deve spiegare al proprio figlio che ogni corso che ha frequentato e portato al termine, ottenendo quindi una qualifica od un attestato, possiede la stessa importanza di tutti gli altri.
  • 37
    Il genitore deve quindi spiegare al proprio figlio che appunto deve inserire tutti i vari corsi alla quale ha partecipato, possibilmente, mettendoli in ordine cronologico, ricordandosi di inserire solo quelli portati a termine.
  • 38
    Quindi, il figlio dovrà scrivere il primo corso alla quale ha partecipato e portato a termine, inserire la data d’inizio e la data della fine del corso, per poi passare al corso successivo, procedendo allo stesso modo.
  • 39
    Il genitore deve spiegare al proprio figlio che questi corsi sono molto importanti da inserire nel curriculum, in quanto appunto, potrebbero tornare utili in qualsiasi situazione a fargli accumulare punteggio.
  • 40
    Basti infatti pensare che se il figlio ha seguito il corso per effettuare il primo soccorso, questo lo agevolerà agli occhi del datore di lavoro rispetto una persona che non ha partecipato e non ha conseguito la qualifica.
  • 41
    Altro criterio importante, oltre la fotografia e i corsi di formazione, sono le varie esperienze lavorative, per la quale appunto, devono essere adottate delle altre regole che devono appunto essere rispettate dal proprio figlio.
  • 42
    Come nel caso dei vari corsi di formazione, il genitore deve spiegare al proprio figlio che tutte le varie esperienze lavorative hanno la stessa importanza, e che quindi, devono essere inserite nel curriculum.
  • 43
    Il figlio quindi potrebbe pensare che le sue esperienze di lavoro sono state troppo brevi, e che comunque, sono state dei veri buchi nell’acqua, ma il genitore deve insistere affinché il figlio le mette ugualmente.
  • 44
    Proprio come per i corsi di formazione, queste devono essere messe in ordine cronologico, con ditta che ha assunto il proprio figlio, inizio e termine del contratto e sopratutto la mansione che ricopriva.
  • 45
    Due piccole regole quindi da far sì che il proprio genitore spieghi al proprio figlio proprio in merito alla categoria che è composta appunto dalle varie esperienze di lavoro che il figlio stesso ha avuto.
  • 46
    La prima riguarda nell’evitare di inserire delle esperienze lavorative fasulle, sopratutto se il proprio figlio si dovesse essere appunto diplomato o laureato da poco e quindi non ha mai fatto dei lavori.
  • 47
    Secondo regola: evitare di allargare il periodo del contratto, in quanto, se il figlio fosse stato assicurato, il datore di lavoro che potrebbe chiamarlo potrebbe fare dei controlli, e vedere che le informazioni sono false.
  • 48
    Bisogna quindi cercare di mettere delle informazioni veritiere, in quanto se dovessero essere fatti dei controlli, il figlio, oltre fare una brutta figura, potrebbe anche essere scartato a priori da quel datore di lavoro.
  • 49
    Infine, le ultime parti riguardano le note aggiuntive, che devono contenere delle informazioni veritiere, come ad esempio, se il figlio è iscritto all’ufficio di collocamento o meno, oppure se possiede un mezzo proprio o no.
    E’ comunque importante aggiungere la legge riguardo l’autorizzazione dei dati personali, in quanto il curriculum potrà essere spedito ad altre sedi della stessa azienda.
  • 50
    Il genitore poi potrà consigliare al figlio di aggiungere una breve lettera di presentazione, dove si descriverà, spiegando magari le motivazioni per la quale ha concluso il contratto di lavoro con una determinata azienda. Importante mettere anche la disponibilità a qualsiasi mansione, poiché in un’azienda possono essere ricercate diverse figure lavorative.
  • 51
    Seguendo quindi tutti questi consigli che il genitore darà al proprio figlio, questo sarà in grado di poter redigere un buon curriculum, e quindi, avere una possibilità di trovare un buon posto di lavoro, possibilmente fisso.

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