Come aiutare un figlio con problemi di comprensione.

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Aiutare un figlio con dei problemi risulta essere molto complicato: di seguito, ecco alcune preziose e fondamentali regole da seguire.

Cosa serve per completare questa guida:

- comportamenti;
- regole;
- spiegazioni.



Istruzioni

  • 1
    Un figlio con problemi di comprensione richiede tantissimi sforzi da parte del genitore, e sopratutto, un livello d’affetto e di cure molto maggiore rispetto quelli che si hanno con un figlio senza questo problema.
  • 2
    Proprio in base a questo proposito, il genitore deve riuscire a rispettare due regole molto importanti, le quali risultano essere fondamentali per poter garantire al proprio figlio una vita normale come tutte le altre persone.
  • 3
    La prima risulta quella di avere tantissima pazienza col figlio, in quanto avendo difficoltà nel capire le cose, spesso bisognerà ripeterle parecchie volte, in maniera tale che questo possa capire i concetti che il genitore gli spiega.
  • 4
    Il genitore quindi deve assolutamente evitare di spazientirsi, in quanto il figlio potrebbe capire che per i genitore è difficile riuscire ad avere un rapporto con lui, e quindi complicare maggiormente la situazione.
  • 5
    La seconda regola base importante che il genitore deve rispettare risulta essere il semplice fatto di non far pesare questa situazione al proprio figlio, in quanto questo comportamento ha delle conseguenze negative sul proprio figlio.
  • 6
    Spesso infatti potrebbe capitare che il genitore magari non riesca a mostrarsi tranquillo col proprio figlio, o che in preda a delle altre frustrazioni, possa scaricarle involontariamente sul proprio figlio.
  • 7
    Questo comportamento potrebbe far sentire il figlio come un peso che di conseguenza, potrebbe sentirsi come la causa principale dell’infelicità del genitore stesso, e a sua volta, sentirsi triste per questa situazione
  • 8
    Se questo dovesse capitare, il genitore deve spiegare al proprio figlio che lui non è affatto un peso, ma solamente la gioia più grande che la vita gli ha dato, ovvero avere un figlio da crescere e accontentare per quanto possibile.
  • 9
    Bisogna sempre dimostrare l’affetto al proprio figlio quindi, in maniera tale che questo possa appunto essere felice a sua volta, e non causare dei problemi ai genitori, comportandosi in una maniera scorretta.
  • 10
    Rispettate queste due regole, il genitore deve avere una serie di comportamenti per quanta riguarda alcune situazioni della sua vita, in maniera tale da assicurare al proprio figlio la gioia di vivere la sua vita.
  • 11
    La prima di queste situazioni risulta essere l’impostare un dialogo col proprio figlio per quanto riguarda l’insegnamento delle regole del comportamento che il figlio deve avere con le altre persone che frequenta.
  • 12
    Impostare il dialogo col proprio figlio risulta essere molto più semplice di quanto si pensi, in quanto il genitore non deve seguire delle regole particolari che si discostano dal dialogo che il genitore può avere con un altro figlio.
  • 13
    Le uniche due regole che il genitore deve seguire e che risultano essere particolari risultano essere molto semplici: la prima di queste risulta essere quella di dare le varie spiegazioni in un modo molto semplice, agevolando la comprensione del figlio.
  • 14
    Nel spiegare le cose al proprio figlio determinate cose quindi, il genitore deve essere abbastanza chiaro, senza che al figlio vengano dei dubbi su determinate cose, e allo stesso tempo, usare dei termini molto semplici.
  • 15
    Non solo: il genitore deve anche cercare di fornire un numero eloquente di esempi al proprio figlio, in maniera tale che il concetto che il genitore spiega al proprio figlio possa essere abbastanza figurativo e reale.
  • 16
    Altra regola che il genitore deve seguire risulta essere quella di aggiungere delle spiegazioni ai concetti già esposti nel momento in cui il figlio continua a chiedere la motivazione di quello che il genitore ha già spiegato.
  • 17
    Anche in questo caso, il genitore non deve perdere assolutamente la pazienza, per il semplice fatto che il figlio potrebbe a sua volta spazientirsi, ed assumere un atteggiamento che potrebbe essere del tutto scontroso col genitore.
  • 18
    Al contrario, il genitore deve cercare di fornire delle altre spiegazioni, le quali a loro volta, devono essere molto eloquenti, in maniera tale che si possano evitare degli altri dubbi che possano sorgere nella mente del proprio figlio.
  • 19
    Non solo però, poiché il genitore deve anche cercare di avere delle conferme per quanto riguarda la comprensione da parte del proprio figlio, domandandogli appunto se i sono degli ulteriori dubbi per quanto riguarda il concetto spiegato.
  • 20
    Qualora non ci siano dei dubbi, il genitore avrà svolto in maniera del tutto sufficiente il suo compito di genitore, ovvero quello di aver fornito tutte le spiegazioni necessarie a far comprendere una determinata cosa al proprio figlio.
  • 21
    Nel caso contrario invece, il genitore deve cercare di capire dove non è stato abbastanza chiaro, e quindi, cercare nuovamente di dare delle spiegazioni al proprio figlio senza spazientirsi in nessun modo.
  • 22
    Nel dare delle nuove spiegazioni al proprio figlio, il genitore non deve utilizzare nuovamente gli stessi termini, ma cercare di utilizzarne dei nuovi, i quali a loro volta devono essere ancora più semplici rispetto i precedenti.
  • 23
    Semplificare ulteriormente un discorso quindi è la chiave vincente che aiuterà sia il proprio figlio che il genitore stesso, in quanto in questo modo non ci potranno essere dei nuovi dubbi su una regola spiegata dal genitore.
  • 24
    Le regole devono quindi essere spiegate al proprio figlio comportandosi in maniera del tutto normale, evitando quindi di far sentire il proprio figlio diverso, e quindi a non farlo sentire meno bravo di un altro.
  • 25
    Questa è solo una delle tante situazioni che richiedono un livello d’attenzione molto elevato da parte del genitore nei confronti del proprio figlio, la quale risulta essere la più difficoltosa da affrontare col figlio stesso.
  • 26
    Questo per il semplice fatto che il genitore potrebbe usare dei termini complessi, e quindi, mettere in difficoltà il figlio stesso, il quale non riesce a capire il significato dei concetti che il genitore gli sta spiegando.
  • 27
    Inoltre, potrebbe capitare che il figlio si possa indispettire nel momento in cui non capisca, o intuisca che il genitore sta iniziando a spazientirsi, e quindi, a chiudere la conversazione in una maniera brusca.
  • 28
    Seguendo questi metodi invece, il genitore darà in grado di evitare che tutte queste situazioni si vengano a creare, ma sopratutto, che il figlio riesca realmente a capire le regole che il genitore gli sta insegnando e spiegando.
  • 29
    Come detto precedentemente, questa è solo una situazione che richiede particolari attenzioni e spiegazioni da parte del genitore: la seconda situazione che richiede molta attenzione risulta essere l’ambiente scolastico.
  • 30
    L’ambiente scolastico, come spesso accade, risulta essere ostile nei confronti di una persona che magari manifesta determinati problemi di comprensione o un qualsiasi altro problema di natura fisica o psichica.
  • 31
    Questo per il semplice fatto che magari ci sono delle persone poco civili, le quali non capiscono che comportandosi in determinati modi, non fanno altro che comportarsi da persone ridicole e sopratutto da gente di basso profilo culturale.
  • 32
    Per evitare che tutta questa situazione possa accadere, il compito del genitore è quello principalmente di parlare con l’insegnante, in maniera tale che il figlio in un certo senso possa essere protetto da queste persone.
  • 33
    Nel parlare con l’insegnante però, il genitore deve assolutamente evitare di commettere un errore che spesso e volentieri potrebbe essere fatto a fin di bene e per proteggere il proprio figlio, ma che costituisce un clima ostile nei suoi confronti.
  • 34
    L’errore che il genitore commette risulta essere quello di far sì che il proprio figlio possa essere protetto in una maniera esagerata dagli insegnanti, e quindi, far nascere una sorta di astio nei suoi confronti da parte dei compagni.
  • 35
    Commettendo questo errore, il genitore non fa altro che far realizzare tutte le situazioni che spesso si vengono a leggere nei giornali, come ad esempio, atti di bullismo eccessivo nei confronti di queste persone.
  • 36
    Il miglior modo di comportarsi invece è quello di far sì che come prima cosa il figlio riceva lo stesso trattamento riservato per le altre persone, ovvero quello che consiste nell’utilizzare lo stesso sistema di misurazione per le valutazioni dei voti e per eventuali rimproveri e punizioni.
  • 37
    Non solo: il genitore deve cercare anche di fare amicizia con i compagni di classe del proprio figlio, ad esempio, presentandosi nella sua classe e spiegando ai suoi compagni gli eventuali problemi che il figlio possiede.
  • 38
    Operando in questo modo, il genitore dovrebbe riuscire a far capire a queste persone che il figlio deve essere trattato come uno di loro, e non magari in maniera diversa solo perché ha dei problemi, come in questo caso, di comprensione.
  • 39
    Non solo, in questo modo, il genitore si assicura anche il fatto che il figlio venga giudicato e trattato dagli insegnanti e dalle altre persone in maniera normale, e non come spesso accade, in maniera particolare e diversificata rispetto le altre persone.
  • 40
    L’ultima situazione che merita determinate attenzioni da parte del genitore nei confronti del proprio figlio risulta essere il momento in cui il figlio frequenta altre persone e vuole partecipare a delle attività come tutti gli altri ragazzi.
  • 41
    Anche in questo caso, il genitore deve cercare di evitare assolutamente di essere troppo protettivo nei riguardi del proprio figlio, e quindi, evitare assolutamente che questo possa avere una vita normale come tanti altri.
  • 42
    Spesso questo errore risulta essere fatale, in quanto il proprio figlio si sente diverso dalle altre persone, e quindi, come in altre situazioni, potrebbe cambiare radicalmente il suo modo di comportarsi col genitore.
  • 43
    Il genitore quindi, anche in questo caso, deve cercare assolutamente di comportarsi in maniera corretta nei confronti del proprio figlio, in maniera tale che il figlio non si senta diverso e non senta la sua diversità come un peso.
  • 44
    Il genitore quindi deve semplicemente valutare la richiesta del proprio figlio, e quindi, decidere se far partecipare il proprio figlio o meno a questa determinata attività di gruppo con i suoi amici.
  • 45
    Nel caso del rifiuto, il genitore deve spiegare al proprio figlio le motivazioni che lo hanno spinto a scegliere di non farlo andare, ovviamente, senza perdere la pazienza e allo stesso tempo essendo chiaro e semplice nel spiegargli le motivazioni.
  • 46
    Nel caso in cui il genitore accetti di far partecipare il proprio figlio a questa determinata uscita, come prima cosa deve sapere dove deve andare, con chi deve andare e sopratutto cosa deve fare con gli amici.
  • 47
    Successivamente, deve spiegare al proprio figlio alcune regole in maniera semplice e allo stesso tempo chiaro, come ad esempio, quella di comportarsi bene nella strada o nel luogo in cui va, e di evitare di fare delle stupidaggini come potrebbe accadere tra ragazzi, come fumare o bere.
  • 48
    Infine, il genitore, per mostrare ulteriormente il proprio affetto al figlio stesso, deve cercare di accompagnarlo e di andare a riprenderlo nel luogo in cui si svolge questa determinata attività, come ad esempio, in pizzeria.
  • 49
    Praticamente, ancora una volta il genitore deve comportarsi in maniera normale col proprio figlio, evitando quindi di farlo sentire diverso ed inferiore rispetto le altre persone che lo circondano, come parenti e amici.
  • 50
    I comportamenti che il genitore deve seguire devono quindi avere un’unica regola fondamentale: essere esattamente uguali come quelli di una persona senza questa particolare difficoltà, in maniera tale che il figlio possa vivere felicemente e fare tutte le sue esperienze di vita come tutte le altre persone.

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