Come avviene la liquidazione, il versamento e la dichiarazione IVA

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Una guida semplice per come avviene la liquidazione, il versamento e la dichiarazione IVA.

Istruzioni

  • 1
    La liquidazione IVA è l’operazione attraverso la quale, applicando il principio della deduzione di imposta da imposta, si confronta il credito IVA con il debito IVA, sulla base delle annotazioni effettuate sui registri. L’art.27 indica che la fare della liquidazione deve essere svolta periodicamente con cadenza mensile. L’art.33 prevede delle semplificazioni per i contribuenti minori, cioè i soggetti passivi con volume d’affari inferiore a 180 mila euro annui, se imprese eventi per oggetto prestazioni di servizi o arti e professioni, o a 500 mila euro se imprese aventi per oggetto altre attività. Per questi contribuenti le liquidazioni e i versamenti possono avere periodicità trimestrale.
  • 2
    Occorre definire il volume d’affari (vendite, fatturato) che è dato dall’ammontare complessivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate e registrate nell’anno solare, tenuto conto delle variazioni e al netto delle cessioni di beni ammortizzabili. Questo vuol dire che per determinare il volume d’affari occorre sommare il valore di tutte le cessioni effettuate e registrate nell’anno solare; a questo valore occorre togliere l’importo delle variazioni in meno dell’imponibile e aggiungere le variazioni in più dell’imponibile, individuate dalle note di variazione. Fra le vendite non occorre però considerare le eventuali cessioni, effettuate nell’anno, dei beni ammortizzabili, cioè dei beni facenti parte del capitale fisso e definiti anche dal codice come immobilizzazioni.
  • 3
    Il saldo IVA, individuato nella fase di liquidazione, può configurarsi in un debito IVA che porta all’obbligo del versamento IVA; oppure a un credito IVA che può essere recuperato nel periodo successivo.
    Il versamento delle somme dovute a titolo IVA deve avvenire presso uno sportello bancario nella provincia in cui il contribuente ha il domicilio fiscale. Gli imprenditori e i lavoratori autonomi, che svolgono attività per la quale è obbligatoria la partita IVA, devono essere titolari di un conto fiscale presso il Concessionario dei servizi della riscossione territorialmente competente. Su questo conto, unico per ciascun soggetto, essi devono regolare tutti i versamenti e i rimborsi relativi alle imposte (fra cui l’IVA) di cui sono contribuenti. Il numero del conto fiscale è formato dal codice del Concessionario e dal codice fiscale del contribuente. I dati relativi alla liquidazione e al versamento devono essere riportati sul registro delle fatture emesse.
  • 4
    In base all’art.28, tutti i soggetti passivi hanno, come ultimo obbligo, quello di presentare entro il 15 marzo di ciascun anno la dichiarazione relativa all’imposta dovuta per l’anno solare precedente, redatta su moduli conformi a quelli approvati dal Ministero delle Finanze. Tale dichiarazione permette di:
    - Presentare i dati del contribuente d effettuare alcune scelte opzionali, quali per esempio la scelta del versamento trimestrale;
    - Determinare il volume d’affari e il totale degli acquisti con le relative imposte;
    - Riassumere la posizione annuale IVA con l’indicazione dei dati relativi alle liquidazioni periodiche e all’ultimo versamento da effettuare entro il 5 marzo;
    - Presentare informazioni di carattere generale quali: numero degli addetti all’attività, numero dei fornitori e dei clienti ecc
    Per i contribuenti minori la dichiarazione annuale sostituisce il versamento del quarto trimestre.
  • 5
    La modalità di determinazione dell’acconto possono essere calcolate secondo i seguenti due metodi:
    1° METODO
    - Per i contribuenti con versamenti mensili l’acconto dell’88% si calcola sul versamento del mese di dicembre dell’anno precedente e dell’anno attuale, se si prevede una diminuzione dell’imposta da versare;
    - Per i contribuenti con versamenti trimestrali l’acconto dell’88% si calcola sul versamento effettuato con la liquidazione annuale dell’anno precedente, in quanto i contribuenti trimestrale eseguono la liquidazione del quarto trimestre in sede di dichiarazione annuale; rimane, anche in questa ipotesi, la possibilità di ragguagliare l’acconto al tributo presuntivamente dovuto con la dichiarazione relativa all’anno, se si prevede una sua diminuzione.
    2° METODO
    Il secondo metodo, introdotto per rimuovere le censure mosse dalla commissione di giustizia CEE, consente di determinare l’acconto sulla base di una liquidazione periodica straordinaria del 100% dell’IVA riferita al 20 dicembre. Il calcolo dell’acconto deve essere effettuato nel seguente modo:
    1) Determinazione dell’imposta dovuta sulla base delle registrazioni eseguite sui registri IVA vendite e IVA acquisti dall’1 al 20 dicembre per i contribuenti mensili e dall’1 ottobre al 20 dicembre per i contribuenti trimestrali;
    2) Aggiunta al valore così determinato dell’imposta relativa alle operazioni attive effettuate fino al 20 dicembre anche se non ancora fatturate e non ancora registrate.
    L’acconto non va versato se di importo inferiore a 100,00 euro. Indipendentemente dal metodo di calcolo utilizzato, l’importo versato a titolo di acconto deve poi essere sottratto in sede di liquidazione relativa al mese di dicembre da effettuare entro il 18 gennaio successivo (o in sede di dichiarazione annuale per i contribuenti trimestrali).

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