Come capire i progressi del bambino nel muoversi

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Come capire i progressi del bambino nel muoversi

Istruzioni

  • 1
    Con il secondo anno di vita il bambino comincia a rendersi molto più indipendente dal punto di vista motorio; è, infatti, durante questo periodo che il bambino passa da una difficoltosa posizione eretta a una più sostenuta.
  • 2
    Infatti il bambino avrà una deambulazione più spigliata e corretta. Gli inizi naturalmente sono difficili come si può immaginare e ogni cosa deve essere frutto di tentativi ripetuti talora e spesso anche ostinatamente indotti.
  • 3
    I primi movimenti con poco successo, i successivi sempre più disinvolti fino alla completa padronanza dei propri movimenti e a una corretta deambulazione. Questi tentativi sempre più corroborati dal successo sono frutto dell”esperienza che il bambino acquisisce col passare del tempo.
  • 4
    Ci vuole ostinazione e perseveranza, con impegno continuo. Naturalmente, allo stesso tempo vengono a maturazione le importantissime strutture nervose e muscolari che permettono questo meraviglioso e spontaneo continuo progresso.
  • 5
    Ma sono soprattutto le esperienze quotidiane quelle che lo aiutano a completare il proprio bagaglio molto vasto di possibilità. In questo periodo è molto importante che i genitori aiuti il bambino, ma con molta discrezione.
  • 6
    Non sforzandolo, infatti, a compiere imprese di là dalle sue reali capacità, né cercando di convincerlo a parole a ripetere quanto in precedenza era stato da lui fallito. Il bambino dovrà essere lasciato libero di fare quello che si sente di fare.
  • 7
    Non bisogna meravigliarsi se, spesso, proprio i bambini più grandi e grossi sono quelli più lenti e tardi nell”acquisire i movimenti più semplici. Questi bambini, infatti, a causa dell”eccesso ponderale perdono con facilità l”equilibrio.
  • 8
    Per cui si sbilanciano, fanno cadute inimmaginabili e, cadendo, qualche volta si fanno male, tanto da impaurirsi e decidono che per il momento certe acrobazie non fanno per loro e che il mondo tutto sommato è più bello «da seduti».
  • 9
    Ogni tentativo di sforzare questo tipo di bambino, causando quindi nuove cadute e nuove delusioni, non farà altro che aumentare in lui la paura e portarlo pertanto ancor più a frenarsi, non è così che si riesce nell”impresa.
  • 10
    E” questo un elementare e semplicissimo meccanismo di difesa che il bambino mette in atto e contro il quale non c”è niente da fare; né tanto meno da dire per convincerlo del contrario. È Molto meglio lasciar stare e aspettare.
  • 11
    Infatti, dopo qualche giorno o qualche settimana, ricomincerà da solo autonomamente a correre qualche ragionevole rischio. Contemporaneamente allo sviluppo della propria autonomia motoria, compare, la sua nuova voglia e capacità di mettersi in contatto con il mondo esterno.
  • 12
    Devono essere veramente uno splendido orizzonte ricco di nuove e sempre avvincenti esperienze quello che sì schiude davanti al lattante, al bimbetto che impara a camminare, a servirsi in tutto e per tutto del proprio corpo per spostarsi autonomamente nell”ambiente.
  • 13
    E, badate bene, con le manine libere, non più quindi a quattro zampe come un cagnolino ma dritto, ben eretto o, quasi, buffo quanto volete ma autonomo e con le mani libere e pronte di acchiappare e di afferrare qualsiasi cosa.
  • 14
    Comincia così quasi senza accorgersene ad affinare la propria manualità. Dapprima sarà goffo, i suoi movimenti saranno incoordinati e fuori misura, un po” a causa dell”equilibrio precario e un po” per lo scarso uso del pollice quale dito opponente.
  • 15
    Ma gradualmente il bimbo affinerà la sua capacità e imparerà ad afferrare vari oggetti con maestria, senza farli cadere dal tavolo e senza neppure spostarli prima di averli ben saldi nella mano, riuscirà a stupirvi!
  • 16
    Avendo fatto questa enorme e piacevolissima scoperta, cercherà naturalmente di servirsene continuamente; sarà allora che farete bene a mettere al riparo le cose che vi stanno più a cuore se non volete che magari spariscano o si rompano.
  • 17
    Mettetele al riparo dalla sua grande voglia di impadronirsi di tutto ciò che gli capita sott”occhio e a portata di mano. Sarà pertanto un”ottima cosa regalare al bimbetto di quest”età (16-20 mesi) giochi semplici e utili quali i cubi di varie grandezze e colore per costruire torri e grattacieli.
  • 18
    Ciò costituirà un ottimo passatempo e anche lo distrarrà da gingilli e soprammobili vari! Certo queste costruzioni non saranno subite dei capolavori; dapprima saranno torri certamente storte, destinate a cadere al primo soffio di vento, ma poi gradualmente diverranno veri e propri grattacieli a più piani.
  • 19
    Verso i due anni avranno anche cinque o sei piani e riusciranno a stare in piedi anche per un po” di tempo, complice un po” di fortuna. Sarà comunque il bambino stesso a fare sommaria giustizia delle sue costruzioni con una manata.
  • 20
    Riderà magari nel vedere tutti quei colori, che prima formavano i suoi palazzi, rimbalzare per il pavimento di casa. Poi ricomincerà con pazienza la sua opera e imparerà così gradualmente a fare dei ragionamenti costruttivi.
  • 21
    Ad esempio che il cubo più largo è meglio che stia più in basso e quello più piccolo più in alto e così via. A tre anni il vostro piccolo ingegnere potrà porre la bandiera in cima a palazzi di otto, nove e perfino dieci e più piani.
  • 22
    Si divertirà inoltre ancora moltissimo a buttarli giù per poi ricostruirli. Sarà, però nel frattempo comparsa un”altra mania tipica dell”età: quella di scarabocchiare con una matita tutto ciò che incontra e gli fa comodo.
  • 23
    Potrebbe sporcare, se gli capitano sotto mano, anche le pareti di casa o la tovaglia o le lenzuola del lettino. Naturalmente non potrete lasciargli sporcare tutta la vostra abitazione e pertanto sarà opportuno regalargli qualche foglio.
  • 24
    Meglio sarebbe un bell’album da disegno con delle matite colorate e lasciarlo sbizzarrire; se poi vorrete lasciargli una parete della sua cameretta tanto meglio, ma occorre avere la pazienza di pulirla e la disponibilità di spazio per poterlo fare.
  • 25
    All”età di un anno molto facilmente il bambino non capirà bene cosa gli avrete dato tra le mani e, brandita la matita come fosse una lancia, si divertirà un sacco a spuntarla contro ogni cosa ridendo e con gran furia.
  • 26
    A due anni invece il bambino comincerà a tenere la matita tra le dita, la trascinerà un po` qua e un po” là per il foglio, a casaccio, senza un ordine logico apparente; i disegni invece del bambino di tre anni saranno già certamente e molto facilmente interpretabili.
  • 27
    Si riuscirà a distinguere ad esempio la figura della mamma che sarà un informe manichino; una specie di quadrato strano tutto storto sarà invece la casa, e qualche cosa di simile ma forse un pochino più tondo sarà chiamata palla.
  • 28
    Ma ad ogni modo si vede già chiaramente l”indirizzo creativo del bambino. La macchina, il cane, l”albero, la barca saranno le sue creazioni preferite, oltre naturalmente a tutta una serie di spiritosaggini che lo divertiranno moltissimo.
  • 29
    Molte altre poi sono le cose che il bambino apprende nel corso del secondo anno di vita, giorno per giorno, senza quasi che voi ve ne possiate direttamente accorgere, vi sorprenderete nel vedere i tanti progressi fatti.
  • 30
    Per esempio impara a mangiare da solo, dapprima sarà impacciato e goffo, tran gradualmente riuscirà ad acquisire anche i movimenti più difficili, diventerà padrone di forchetta e cucchiaio e verso i due anni anche il bicchiere sarà diventato uno strumento amico.
  • 31
    Ciò non vuol dire che sappia bere bene da solo, asciugandosi la bocca e senza magari versare l”acqua; tutt’altro, ma almeno una metà del contenuto del bicchiere raggiungerà il bersaglio. Un po’ di pazienza, comunque, e i suoi (e vostri) sforzi, saranno premiati.
  • 32
    I infatti pasticci saranno solo un ricordo. Con quel nuovo meraviglioso strumento che sono le mani, che ha cominciato a controllare discretamente, tenterà poi di vestirsi o meglio di svestirsi, cosa che gli piacerà molto.
  • 33
    Fatelo partecipare a queste operazioni anche se all”inizio non vi sarà certo d”aiuto, anzi al contrario sembrerà quasi che faccia apposta a complicarvi le cose e magari vi arrabbierete! Ma la sua buona volontà è garantita.
  • 34
    Sarà bene comunque che gli facciate fare solamente una cosa alla volta, come fosse un gioco; per un po” di sere lo abituerete a fare una cosa facile per esempio a togliersi le sciarpine dopo avergliele naturalmente slacciate.
  • 35
    In seguito gli insegnerete a togliersi i calzini oppure ad infilarsi i pantaloni del pigiama e così via, settimana dopo settimana. A tre anni poi riesce già ad allacciarsi e slacciarsi i bottoni, anche se con una leggera fatica.
  • 36
    È bene che non abbiate nessuna fretta e che cominciate dalle cose più facili possibili, per esempio dallo svestirsi e ciò per validi motivi: innanzitutto, perché, come abbiamo detto, svestirsi è più facile che vestirsi.
  • 37
    Inolotre, perché lo svestirsi e l”andare a letto diventerà per il bambino una specie di gioco piacevole e divertente e vi eviterà così i capricci e il dramma della cameretta e del lettino la sera che si verificavano spesso in passato.
  • 38
    La nuova capacità, acquisita dal bambino di quest”età, di porsi in contatto con l”ambiente lo porterà però poi a entrare anche in conflitto con l”ambiente stesso. Imparerà così ad aggredire l”estraneo o chi egli non desidera o anche, magari in un momento di collera, gli stessi genitori.
  • 39
    Non vi arrabbiatevi più del dovuto e non ditegli soprattutto le famose frasi tipo «non fare così che fai morire la mamma» o il papà e così via. Sarebbe un grave errore, denso di conseguenze, anche psicologiche e traumatizzanti.
  • 40
    L”aggressività è una delle caratteristiche più tipiche della specie umana e di tutti gli animali in genere. L”impedire la sua estrinsecazione sarebbe un grandissimo guaio. Ciò non vuol dire che deve diventare un selvaggio.
  • 41
    Se regolarmente prende a ceffoni la cuginetta o le graffia di continuo il naso, gli farete capire, dapprima con le buone maniere che sono importanti, poi magari anche con un leggero sculaccione simbolico, che non deve farlo.
  • 42
    Non deve farlo non perché sia una cosa cattiva in sé, ma perché così facendo rischia di fare male alla cuginetta e di non avere più con sé la sua compagna di giochi preferita, che naturalmente si fa male, s”arrabbia e s”offende.
  • 43
    Queste sue nuove abilità manuali sono tipiche di questa età e riflettono il cambiamento fondamentale che si è venuto a creare nel bambino stesso; la mano è diventata il suo strumento più prezioso e indispensabile per le sue conquiste e relazioni sociali.
  • 44
    Se ne serve in continuazione: afferra, lancia, aggredisce, disegna, gioca, costruisce, sfoglia un libro o un quaderno, e così via. Lentamente, inoltre, nel corso del secondo o terzo anno di vita egli perfeziona i propri movimenti e comincia ad avvantaggiare la metà destra o, più raramente, la metà sinistra del proprio corpo.
  • 45
    Nella stragrande maggioranza dei casi sarà la metà destra a essere avvantaggiata e il bambino acquisterà una maggior perfezione di movimenti con la mano destra, calcerà istintivamente la palla con il piede destro, é così via.
  • 46
    Non vale la pena di insistere su quali cause stiano alla base della prevalenza appena citata, dello emisoma (la metà del corpo) destro su quello sinistro, ciò che vale la pena di rilevare è che non ha alcuna importanza.
  • 47
    Se un bambino preferisce usare la mano sinistra al posto della destra non deve costituire un dramma né tanto meno deve indurre i genitori a tentare di correggere l”istintiva preferenza del bambino per una parte rispetto all”altra del proprio corpo.
  • 48
    Quindi non dite assolutamente mai questa, è la manina butta e devi usare la manina bella. A parte il fatto che per il bambino sarà bella la mano che gli permetterà di compiere con più facilità e naturalezza ciò che desidera fare, non c”è alcun motivo di far sentire il bambino diverso dagli altri.
  • 49
    Ciò che realmente importa è che l”uso della mano preminente sia corretto e consenta al bambino tutti quei vantaggi che l’uso assai preciso di una sola mano gli può dare, che già da solo tenterà di scoprire pian piano dall’inizio.

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