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Come coltivare il ciliegio :

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Una ciliegia tira l’altra, così dicono, ma vediamo come ottenere questi frutti

Istruzioni

  • 1
    Esistono due specie di ciliegio da frutto: quello dal frutto dolce e quello dal frutto acido.

    In italia è largamente diffusa solo la prima specie; la seconda è più frequente nei giardini o frutteti familiari che in quelli industriali.
  • 2
    Entrambe le specie si compongono di numerose cultivar (varietà coltivate).

    Le ciliegie, inoltre, si classificano in “duracine” (la maggior parte di quelle dolci), se la polpa è soda, adatte anche per ricavarne confetture, sciroppati e surgelati, e “tenerine”, se il frutto è poco consistente, liquescente, adatto solo al consumo fresco o a ricavarne sciroppi (per esempio, di amarena), distillati (per esempio, maraschino), coloranti (per esempio, mora di vignola).
  • 3
    Il colore tipico delle ciliegie è il rosso, ma sono molto apprezzate anche alcune ciliegie a polpa chiara, molto soda, a buccia giallo-arancio o solo parzialmente arrossata, adatte per taluni usi industriali (pasticceria o “sotto spirito”).
  • 4
    L’albero presenta una larga adattabilità ambientale per quanto riguarda il clima: non teme il freddo invernale e, entro certi limiti, nemmeno quello primaverile; sopporta la siccità estiva, mentre mal si adatta a terreni umidi, compatti e freddi.
  • 5
    L’asfissia radicale lo porta facilmente a deperire e, a volte, anche alla morte precoce.

    Più esigente, a questo riguardo, è il ciliegio dolce, che preferisce suoli profondi, ben drenati, silicei, anche ciottolosi, con buona tolleranza per il calcare, mentre il ciliegio acido, alquanto più rustico, si adatta anche a terreni poco fertili.
  • 6
    Il ciliegio è di lenta messa a frutto, ma poi fiorisce abbondantemente su dardi fioriferi (o mazzetti di maggio), che continuano a produrre per molti anni, tanto che la potatura non è pratica annuale, ma, più spesso, si esegue solo ogni 2-3 anni per asportare le branche vecchie, esaurite o malate.
  • 7
    Nel ciliegio dolce a una fioritura abbondante non segue necessariamente un’altrettanto generosa fruttificazione per i due seguenti motivi fondamentali:

    1) l’impossibilità, per i pronubi, di procedere all’impollinazione a causa, per esempio, di persistenti piogge o di maltempo in fioritura.
  • 8
    2) l’eventuale mancanza di alberi impollinatori appartenenti a cultivar interfertili; infatti, salvo eccezioni, la specie è autoincompatibile (il polline cioè feconda solo ovuli di fiori geneticamente diversi per i fattori della sterilità)
  • 9
    La pioggia è molto pericolosa anche in prossimità della maturazione, quando i frutti di molte cultivar si “spaccano” o “screpolano” facilmente, rendendo poi invendibile il prodotto che, in questi casi, viene lasciato spesso marcire o seccare sugli alberi.
  • 10
    Non ci sono purtroppo rimedi contro queste avversità climatiche.

    Nel ciliegio acido le cultivar sono generalmente autofertili e quindi l’impollinazione avviene più facilmente e non occorre consociazione di più cultivar.
  • 11
    Gli alberi di ciliegio dolce, che sono molto più vigorosi di quelli acidi, continuano a crescere anche in età adulta e raggiungono facilmente, nei suoli freschi e fertili, i m 8-10 di altezza.
  • 12
    Quelli acidi sviluppano in media un terzo o metà in meno.

    Non esistono purtroppo portainnesti nanizzanti, ma, al di fuori del franco, cioè pianta da seme di ciliegio (molto vigoroso), sono disponibili alcuni clonali di ciliegio acido, non sempre sufficientemente affini a quello dolce (con qualche rischio, quindi, per il risultato produttivo e per la longevità degli alberi), e nuovi portainnesti, come l’inglese “colt”, che sembra capace di ridurre la taglia dell’albero di un buon 20-30%.
  • 13
    Vi sono anche nuove cultivar, cosiddette “compatte” o “spur”, meno sviluppate e soprattutto meno ingombra¬ti, ottenute per mutazione gemmaria da radiazioni gamma applicate ad alcune cultivar fra le più note.
  • 14
    Il calendario di maturazione copre il periodo da metà maggio a meù luglio con una gamma varietale di cui l’italia è ricchissima; nella maggior parte delle regioni, però, si tratta spesso di varietà locali.
  • 15
    Fra queste cultivar primeggiano le precoci e precocissime (per esempio, “fucilette di bari”, “ciliegia del fiore”, “bigarreau moreau” e “b. Burlat”) e, soprattutto in emilia-romagna e veneto, alcuni famosi duroni (“di vignola nero i e ii”, “di cesena”, “della marca” o “graffiona”, “bigarreau napoléon”), mentre si stanno diffondendo anche ciliegie sennza peduncolo (per esempio, “vittoria”), raccoglibili per semplice scuotimento delle branche.
  • 16
    L’ impianto e la coltivazione:

    la piantagione si fa di solito in au¬tunno, con distanze tra pianta e pianta piuttosto ampie (per esempio, m 6×5, m 7×8, ecc.).

    Il terreno sottostante può essere inerbito (mantenendo però falciato il prato) fin dal secondo o terzo anno, in modo da limitare la crescita dell’albero.
  • 17
    L’apparato radicale è molto sviluppato in profondità, cosicché i terminali delle radici riescono a raggiungere l’acqua anche in caso di persistente siccità.

    L’irrigazione, quindi, è necessaria solo raramente.
  • 18
    Una buona concimazione eseguita a fine inverno, che richiede che le sostanze chimiche vengano interrate, comprende circa g 20 di solfato potassico per ogni m2 e circa il doppio di perfosfato, che può essere somministrato anche ad anni alterni.
  • 19
    Più importante è la concimazione azotata, inizialmente limitata a g 15-20 di solfato o nitrato ammonico per ogni m2, da aumentare fino a g 30-40 oltre il quarto anno e fino a g 70 quando l’albero è adulto.
  • 20
    E’ ovviamente utile anche la concimazione con letame e altri residui di allevamenti zootecnici, da farsi anche periodicamente (ogni 2-3 anni).

    Anche l’eliminazione delle erbe infestanti è una pratica necessaria: operare con le zappe oppure con una eventuale somministrazione di prodotti disseccanti (dipiridilici) o di erbicidi ad azione sistemica, attivi anche contro le infestanti perenni (per esempio, glifosan).
  • 21
    Un pericolo incombente sulle ciliegie, in prossimità della maturazione, è rappresentato dagli uccelli, i cui danni si possono prevenire ricoprendo gli alberi con reti, con uno spaventapasseri ad allarme o con una raccolta precoce.
  • 22
    La raccolta, però, non deve essere troppo anticipata, pena l’arresto della maturazione (si blocca la formazione degli zuccheri) o, addirittura, l’incompleto ingrossamento (i frutti, infatti, crescono in volume soprattutto negli ultimi giorni, contemporaneamente al processo di maturazione).
  • 23
    La raccolta è un’operazione molto delicata, perché, strappando i frutti, spesso si staccano anche i dardi che li portano oppure si lede il peduncolo nel punto di attacco del frutto, che cosi potrebbe facilmente marcire, il frutto, invece, va raccolto afferrando il peduncolo e tirando questo perpendicolarmente all’asse del ramo portante.
  • 24
    La conservazione dei frutti, che è molto limitata (appena qualche giorno con l’ausilio del frigorifero), può essere migliorata previa bagnatura dei frutti appena raccolti per 15-20 minuti in acqua fredda.

    Le ciliege devono quindi essere consumate rapidamente, anche se utilizzate per qualche uso di conserveria.
  • 25
    L’allevamento : la potatura

    il ciliegio può essere allevato liberamente (senza potature per qualche anno) oppure a vaso o, nei ceraseti industriali, a palmetta o a bandiera.
  • 26
    Vaso:

    tale forma, con le branche disposte a tronco di cono capovolto, è facile da ottenere e poco impegnativa anche da mantenere: le branche sono bene illuminate anche all’interno della chioma e le ciliegie sono quindi di buon qualità.
  • 27
    Dopo l’impianto, l’albero (astone) va tagliato a circa cm 90 -100 da terra, asportando o raccorciando anche eventuali rami anticipanti.

    È Importante che le foglie delle gemme ricoprano il fusto, per evitare i pericoli di scottature alla corteccia nei periodi di forte insolazione estiva.
  • 28
    Durante il primo anno l’albero forma alcuni germogli, fra cui, già durante l’estate e se sono vigorosi, si possono scegliere i 3-4 migliori, sterzati di 120° e fra loro distanti cm 10-20, in modo da formare le tre future branche primarie.
  • 29
    Gli altri si cimano o vanno asportati o sottoposti o torsione, per evitare che siano concorrenziali.

    A fine inverno, controllare lo sviluppo complessivo e l’ angolazione dei rami scelti.
  • 30
    Se sono troppo eretti o verticali, qualcuno preferisce asportarli e allevare, al secondo anno, i germogli che si formeranno sicuramente con un angolo di inserzione molto più aperto (e quindi strutturalmente più solidi).
  • 31
    Durante il secondo anno (in maggio – giugno) i rami possono essere legati a canne o tiranti, in modo da far loro assumere una corretta inclinazione (almeno 30-35° rispetto all’ asse verticale).
  • 32
    Se è necessario, fare anche qualche intervento di potatura verde come al primo anno.

    Alla fine del secondo anno, durante il periodo di riposo invernale, i rami : di prolungamento delle branche (3 o 4 ) devono essere lasciati intatti se sotto di essi le branche hanno già formato uno o più rami atti a costituire il primo ordine di branche secondarie; in loro assenza è invece bene reciderli tutti a circa m 1,20-1,40 dal suolo per favorire , durante il terzo anno, l’emissione dei germogli nella posizione voluta.
  • 33
    Il taglio è da farsi al di sopra di una gemma esterna per evitare che la branca cresca a zig-zag.

    Durante il terzo anno (sempre all’inizio dell’estate), bisogna nuovamente fare una o due operazioni di potatura verde per mantenere equilibrati i rapporti di crescita fra branche primarie e secondarie, asportando eventuali germogli soprannumerari o fortemente competitivi.
  • 34
    Alla fine del terzo anno, l’albero dovrebbe avere formato anche il secondo palco di branche secondarie, a distanza di circa cm 80-90 dalle prime e orientate, ovviamente, in posizione opposta.
  • 35
    Successivamente, tra il quarto e il sesto anno, la struttura scheletrica deve essere completata con altri due ordini di branche secondarie che, in totale, saranno 4 per ciascuna branca primaria.
  • 36
    Per ottenere tali branche vale il principio già esposto: se i rami apicali delle branche sono lunghi non più di cm 80-100, non occorre raccorciarli; se invece sono più lunghi e sono privi di rami sottostanti nella posizione desiderata, allora vanno raccorciati all’altezza in cui si desidera ottenere branche secondarie.
  • 37
    Altro accorgimento da ricordare è che le branche secondarie vanno disposte in posizione molto aperta od orizzontale (e alternate), mediante tiranti o legacci, per disporle meglio a frutto ed evitare che acquisiscano eccessiva vigoria: devono servire da supporto per i dardi fioriferi e pertanto eventuali rami verticali su di esse insorti vanno asportati.
  • 38
    Palmetta:

    tale forma si basa sull’allevamento secondo un unico piano di un albero ad asse centrale con 3-4 palchi di branche sovrapposte e ottenute, se tutto procede bene, in 4-5 anni.
  • 39
    All’impianto, tagliare l’astone a circa cm 80-90 e poi, oltre alla freccia apicale, allevare una coppia di branche al primo anno, una seconda al successivo e cosi via, purché l’accrescimento dell’asse verticale del fusto superi ogni anno i cm 80-100.
  • 40
    Ogni anno, è buona norma raccorciare la freccia a tale distanza dal palco precedente, per avere la formazione di almeno due germogli opposti e distanziati, fra loro, di cm 10-20, atti a costituire le future branche.
  • 41
    L’allevamento a palmetta è molto più semplice di quello a vaso e non richiede la costituzione di branche secondarie, ma di corti supporti o branchette fruttifere laterali.
  • 42
    Le branche primarie devono assumere, rispetto alla verticale, un’inclinazione di 45-55°, ottenuta legando le branche fra loro (se si intersecano) o ai fili orizzontali messi in numero di 3-4 per albero (uno per ogni palco).
  • 43
    La potatura di allevamento del ciliegio acido differisce da quella del ciliegio dolce solo per il fatto che è più facile, in quanto naturalmente si formano anche rami anticipati, che evitano la necessità dei tagli di raccorciamento della freccia o delle branche.
  • 44
    Inoltre, in molte cultivar i rami sono esili e lunghi e si piegano facilmente e senza necessità di interventi cesori.

    In questi casi, però, è utile un palo verticale che sorregga l’asse centrale (se si tratta di palmetta o fuso piramidale) o tenga in equilibrio, con una serie di tiranti, le branche primarie della forma a vaso.
  • 45
    La potatura di fruttificazione è più necessaria nel ciliegio acido che in quello dolce, in quanto fruttificando il primo anche sui rami misti (come il pesco), richiede un costante rinno¬vamento della vegetazione; la potatura deve essere quindi annuale.
  • 46
    Nel ciliegio dolce si fa invece periodicamente (ogni 2-3 anni) e, specie se la zona è umida, è bene potare in estate, dopo la raccolta, per evitare l’insediamento di patogeni o casi palesi di gommosi.
  • 47
    Forma libera:

    per quanto riguarda la forma libera, cioè naturale, non vi sono specifiche indicazioni per la potatura, che deve essere ridotta al minimo o addirittura evitata.
  • 48
    L’albero crescerà presumibilmente di più in altezza e come volume complessivo della chioma, ma si metterà anche a frutto più precocemente.

    Se l’albero è isolato, la forma naturale è anche la più indicata per l’inserimento in un giardino-frutteto che abbia pretese estetiche.
  • 49
    Tuttavia, dopo qualche anno, se l’albero è davvero troppo difficile da governare (per esempio, la chioma è troppo spostata in alto), è necessario qualche taglio di riforma.
  • 50
    Problemi sanitari

    le malattie più temibili per le ciliegie sono la moniliosi (un fungo) e il cancro batterico.

    Ma assai più pericolosi per le ciliegie a maturazione medio-tardiva sono gli attacchi della mosca, mentre, ai fini del deperimento degli alberi, lo sono quelli di alcune cocciniglie e degli afidi.
  • 51
    Sintomi: dapprima, necrosi attorno alla gemma colpita o alla base di un ramo; in seguito, morte di intere branche o disseccamento di molti dardi fioriferi”

    cause: cancro batterico

    cure: rimuovere le parti infette e disinfettare le ferite. Evitare tagli inutili. Applicare un trattamento cuprico per esempio, ossicloruro di rame) una o due volte, alla caduta delle foglie e poi, a fine fioritura, trattare allo stesso modo.
  • 52
    Sintomi: essiccamento dei mazzi fiorali; l’infezione può raggiungere il ramo e farlo seccare; la tipica muffa a circoli grigiastra del fungo appare sui frutti colpiti.

    Cause: moniliosi

    cure: eliminare i frutti e i rami colpiti. A fine inverno (gemme gonfie), trattare con un prodotto cuprico. Più avanti, poco prima della fioritura e alla caduta dei petali, trattare con fungicidi specifici (benzimidazolici, ftalimidici od ossazolidine)
  • 53
    Sintomi: foglie apicali accartocciate (o cadute anzitempo) per la presenza di colonie di afidi neri brillanti nella pagina inferiore e sui rami

    cause: afide nero

    cure: trattare con aficidi specifici prima del germogliamento. In caso di pullulazione, intervenire ancora con trattamenti successivi
  • 54
    Sintomi: frutti che, ospitando piccole larve biancastre, diventano scuri e marciscono

    cause: mosca della ciliegia

    cure: trattamento preventivo del ciliegio con insetticidi a base di esteri fosforici
  • 55
    Le varietà di ciliegio:

    le ciliegie più precoci maturano nella seconda decade di maggio, quelle a maturazione medio-precoce (sono la maggior parte) in giugno, le tardive nella prima metà di luglio.
  • 56
    Nel frutteto è bene che il ciliegio dolce compaia con almeno due alberi interfertili, mentre di ciliegio acido si può allevare anche un albero isolato (se autofertile).

    Qui sotto, le epoche di maturazione sono riferite alla valle padana.
  • 57
    *ciliegio dolce

    -varietà “bigarreau burlat”

    -impollinazione: mora di vignola, durone nero i e ii , (escluso big. Moreau)

    -data di maturazione: 20-30 maggio

    -caratteristiche del frutto: rosso intenso; medio, produttivo; polpa poco consistente, chiara; maturazione scalare
  • 58
    -varietà “bigarreau moreau”

    -impollinazione: mora di vignola, durone nero i e ii, ecc. (Escluso big. Burlat)

    -data di maturazione: 22-30 maggio

    -caratteristiche del frutto: rosso intenso; medio-agro, consistente; polpa
  • 59
    -varietà: “moro di verona”

    -impollinazione: bigarreau moreau, durone nero i e ii, caccianese, ferrovia, ecc.

    -Data di maturazione: 25 maggio 10 giugno

    -caratteristiche del frutto: rosso vivo; grosso; soda polpa rosata
  • 60
    -varietà: “mora di vignola”

    -impollinazione: bigarreau burlat, bigarreau moreau, durone nero i e ii, di vignola, ecc.

    -Data di maturazione: 30 maggio- 10 giugno

    -caratteristiche del frutto: rosso-nero; medio, a gambo lungo; polpa scura e molle
  • 61
    -varietà: “durone nero”

    -impollinazione: durone della marca, bigarreau moreau, mora di vignola, ecc. (Escluso durone dell’anella)

    -data di maturazione: 8-15 giugno

    -caratteristiche del frutto: rosso-nero; grosso, molto consistente; polpa rosso scuro
  • 62
    -varietà: “ferrovia”

    -impollinazione: limone, ciliegia del fiore, ecc.

    -Data di maturazione: 10-15 giugno

    -caratteristiche del frutto: rosso vivo; grosso; polpa molto consistente color rosa
  • 63
    -varietà: “durone nero ii”

    -impollinazione: mora di vignola, durone della marca, durone nero ii, ecc.

    -Data di maturazione: 15-20 giugno

    -caratteristiche del frutto: rosso-nero; molto grosso; polpa soda e rosso scuro
  • 64
    -varietà: “stella”

    -impollinazione: autofertile

    -data di maturazione: dal 18-25 del mese di giugno

    -caratteristiche del frutto: rosso scuro; grosso, cuoriforme; polpa rossa
  • 65
    -varietà: “durone della marca” (graffiona)

    -impollinazione: durone dell’anella, durone nero i, nero ii, nero iii, ecc.

    -Data di maturazione: 20-30 giugno

    -caratteristiche del frutto: giallo-rosso; medio; polpa molto soda, bianca; adatto come ciliegia sotto spirito
  • 66
    -varietà: “vittoria”

    -impollinazione: durone della marca, durone nero i, mora di vignola, bigarreau moreau, ecc.

    -Data di maturazione: 25-30 giugno

    -caratteristiche del frutto: rosso scuro; medio-piccolo; si stacca senza peduncolo; polpa soda e rossa
  • 67
    * ciliegio amaro:

    -varietà: “amarena del savena”

    -impollinazione: autofertile (?)

    -data di maturazione: 5-15 giugno

    -caratteristiche del frutto: rosso vivo; medio, produttivo, succo colorato
  • 68
    -varietà: “mont- morency”

    -impollinazione: autofertile

    -data di maturazione: dal giorno 10-20 del mese di giugno

    -caratteristiche del frutto: rosso chiaro; piccolo, succo incolore
  • 69
    -varietà: “schatten- morelle”

    -impollinazione: autofertile

    -data di maturazione: 20 giugno- 10 del mese di luglio

    -caratteristiche del frutto: rosso intenso; medio, succo colorato

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