Come conoscere ed affrontare le malattie reumatiche

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In questa guida affrontiamo un argomento piuttosto delicato, quello legato alle malattie reumatiche, ai pregiudizi esistenti sulle stesse e alle cure possibili. Esse rappresentano ancora oggi un problema di dimensioni molto grandi sia a livello sanitario che sociale.

Istruzioni

  • 1
    Le malattie reumatiche includono numerose patologie, molto diverse tra loro, ma tutte infiammatorie e/o degenerative e che colpiscono le articolazioni e i tessuti annessi. Ne possono essere colpiti tutti, anche i bambini. Si tratta di patologie acute o croniche: il dolore ne è il sintomo principale e il rischio è quello di portare ad una invalidità della persona. Non vi è fondamento scientifico che ci porti a dire che queste malattie siano ereditarie, ma vi è una maggiore predisposizione ad esse in certe famiglie. Si tratta di patologie che, se non curate, incidono negativamente sulla qualità della vita, ma che sono purtroppo largamente ignorate a livello di opinione pubblica e di provvedimenti sanitari.
  • 2
    Le malattie reumatiche colpiscono la popolazione con una frequenza sempre maggiore, che comporta, oltre ai costi notevoli sulla spesa sanitaria, sofferenze croniche per chi ne soffre. Nonostante ciò, gli interventi in questa direzione non sono moltissimi e spesso i pazienti vengono sottovalutati. Ancora oggi esiste molta poca informazione a riguardo, tanti preconcetti e pregiudizi, ma soprattutto tanta indifferenza verso questo tipo di patologie. Forse perché si tratta di malattie che hanno un basso indice di mortalità e che per questo vengono considerate meno di altre, a livello di finanziamenti per la ricerca e per l’assistenza ai malati. Non solo: il problema principale sta anche nel fatto che sotto l’etichetta di “malattie reumatiche” si racchiude una enorme varietà di patologie diverse che richiedono ciascuna ricerche e provvedimenti diversi.
  • 3
    Ancora oggi esistono delle false credenze su questo argomento e addirittura c’è ancora confusione sul termine “reumatismi”. Oggi si tende ad utilizzare erroneamente questo termine per riferirsi ad una qualsiasi patologia reumatica quando in realtà il reumatismo ne è solo il sintomo (come la tosse per la bronchite, ad esempio). Altro falso mito da sfatare è quello legato al fatto che queste patologie siano dovute naturalmente all’età: niente di più falso. Infatti,esse possono colpire a qualsiasi età e anzi la maggioranza dei malati inizia a soffrirne in età produttiva. Altra erronea credenza è quella che vede il reumatismo dovuto ad una infezione e per questo curato con trattamenti antibiotici: il reumatismo legato ad una infezione è infatti solo quello articolare acuto che colpisce i bambini; infezioni alle tonsille o ai denti non portano all’insorgenza di malattie reumatiche da adulti. Ancora si crede che il freddo e l’umidità ne siano la causa, in realtà essi possono solo aggravare sintomi già esistenti.
  • 4
    Ciò che spesso è sbagliato è limitarsi a curare solo i sintomi dolorosi della malattia senza andare all’origine. Spesso medici e pazienti si limitano a ritenere i reumatismi come qualcosa contro la quale non vi è nulla da fare, e che porta inevitabilmente ad una invalidità. Questo è sintomo di una realtà molto desolante: medici e pazienti sembrano spesso scettici circa la possibilità di cure efficaci e rassegnati. Il problema di fondo sta qui nel fatto che studi e ricerche approfondite su questo tipo di patologia a livello universitario sono piuttosto recenti (nonostante sia una malattia esistente in pratica da sempre) e dunque generazioni di medici di famiglia non hanno potuto ricevere le conoscenze di base adeguate per trattare questa malattia. Occorrerebbe maggiore sensibilizzazione a livello dell’opinione pubblica per riuscire a dare voce ai problemi dei pazienti che soffrono di queste malattie “dimenticate”.
  • 5
    Molto è stato fatto e si sta facendo, tuttavia, nel campo della prevenzione, della diagnosi precoce, delle terapie e della riabilitazione. Si pensi, ad esempio, che fino a una trentina di anni fa i medici di famiglia si limitavano a prescrivere dell’aspirina, mentre oggi esistono farmaci antinfiammatori più sofisticati e altri che vanno a trattare i meccanismi di fondo dell’evoluzione della malattia, cercando di arrestarla. Vi sono terapie riabilitative sempre più perfezionate e addirittura la possibilità di interventi chirurgici sulle articolazioni compromesse, grazie a protesi di metallo o di plastica. Inoltre,sul campo della prevenzione, così come esiste la possibilità di prevenire malattie croniche come l’ipertensione o il diabete, allo stesso modo deve essere data una possibilità anche a queste malattie, senza discriminarle. E’ ugualmente importante che vi sia più informazione per i pazienti, aggiornamento per i medici e l’aiuto degli specialisti per migliorare la qualità di vita di ammalati altrimenti rassegnati al dolore cronico e invalidante, non solo a livello fisico ma anche sociale.
  • 6
    Veniamo ora schematicamente ad alcuni consigli su cosa fare e cosa non fare in presenza di queste patologie. Bisogna assolutamente evitare di considerarle come un qualcosa di inevitabile e di incurabile: per molte malattie, infatti,è possibile eliminare o controllare il dolore, rallentare o arrestarne del tutto l’evoluzione e avere una migliore qualità della vita, a patto che si intervenga con una diagnosi precoce. La gotta e il reumatismo articolare acuto possono essere guariti del tutto con trattamenti specifici.
  • 7
    Non bisogna ricorrere alle cure solo quando si avverte dolore né affidarsi a terapie che non abbiano fondamento scientifico; non bisogna seguire le cure in maniera frammentaria e non continuativa: infatti, poiché quando si intraprende una cura i risultati non sono immediati, è essenziale continuare a seguirla scrupolosamente, secondo dosi e tempi indicati, senza decidere all’improvviso di cambiare cura perché magari si è sentito dire che un altro farmaco è “miracoloso”.
  • 8
    Atteggiamenti, al contrario, positivi sono: dare importanza alla prevenzione e alla diagnosi precoce; rispettare scrupolosamente le terapie prescritte; evitare di rassegnarsi al fatalismo; modificare, se necessario, le proprie abitudini di vita (ad esempio, chi soffre di artrosi potrà trarre beneficio da una riduzione del peso corporeo e chi soffre di gotta dovrà adottare un regime dietetico specifico per diminuire l’acido urico nel sangue); essere bene informati; individuare gli specialisti migliori e più adatti per la propria patologia, tra reumatologi, ortopedici e fisiatri.

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