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Come crescere ed educare un figlio dalla nascita ai 18 anni.

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Crescere un figlio in maniera corretta è un compito dalle difficoltà estreme: di seguito, ecco come crescere, anno dopo anno, il proprio figlio, affinché questo cresca con sani principi.

Cosa serve per completare questa guida:

- Figli;
- pazienza;
- affetto;
- apprensione;
- principi.



Istruzioni

  • 1
    Il primo anno di vita del bambino è molto difficile da affrontare, sopratutto se si tratta del primo figlio: non sarà possibile insegnarli nulla, ma comunque sarà possibile parlargli e raccontargli storie mentre mangia o è sveglio: il bambino inizierà ad ascoltare e ad associare le voci.
  • 2
    Sarebbe anche utile far abituare il bambino al rumore: mettere lo stereo ad un volume medio permetterà al bambino di crescere in condizioni sane, e allo stesso tempo, di abituarlo al rumore, affinché, crescendo lo sopporti e non diventi isterico.
  • 3
    Far ridere il bambino giocando ai classici giochi per neonati, come pupazzi o carillon, e farlo sempre sorridere, in maniera tale che non pianga per piccoli dolori come piccole coliche o mal di pancia.
  • 4
    Durante il primo anno di vita invece, aumentano i compiti del genitore: il primo passo da fare è quello di mettere il bambino in un box a giocare coi suoi giochi, in maniera tale che eviti di stare sempre in braccio.
  • 5
    Il secondo passo è quello di far si che il bambino venga svezzato, smettendo di allattarlo ma insegnandoli a bere dal biberon ed iniziare a limitare l’utilizzo del ciuccio, permettendo così al bambino di avere dei denti dritti.
  • 6
    Iniziare ad insegnare al bambino a camminare: bisogna avere molta pazienza e sorreggere il bambino, tenendolo per le manine, e fargli fare dei piccoli passi, agevolando anche la circolazione sanguigna alle gambe.
  • 7
    Durante il secondo anno di vita, si potrà passare, se così si può definire, al livello successivo dello svezzamento, ovvero eliminare del tutto il ciuccio, poiché i denti staranno finendo di spuntare nella sua bocca.
  • 8
    Imparare al bambino a parlare, piano piano, insegnandoli delle piccole e semplici parole, come ad esempio mamma e papà, ed evitare di pronunciare il verso di un animale per farglielo identificare, ma bensì, insegnare al bambino il nome dell’animale.
  • 9
    Giocare col bambino, portarlo al parco e iniziare a farlo socializzare con gli altri bambini, affinché, una volta iscritto all’asilo, questo non abbia tanti problemi a relazionarsi con le altre persone.
  • 10
    Il terzo anno di vita segnerà un passo importante, sia per il bambino che per i genitori: sarà infatti l’età che permetterà al bambino di andare all’asilo, segnando il primo distacco coi genitori, permettendo al bambino di socializzare.
  • 11
    Nei suoi tre anni d’età, al bambino bisognerà insegnare una base d’educazione, ovvero non dire le parolacce, comportarsi bene, salutare sempre e non litigare con gli altri bambini, evitando così che il bambino abbia un comportamento tranquillo.
  • 12
    Comprare un triciclo al bambino,e portarlo nelle piste ciclabili, affinché il bambino possa giocare nella più totale tranquillità, ma bisognerà comunque che il genitore stia sempre attento e vicino al bambino.
  • 13
    Durante il quarto anno d’età, al bambino dovranno essere insegnati i principi precedentemente elencati in maniera più accurata, cercando di essere sempre affettuosi il più possibile e di essere molto chiari durante gli insegnamenti che verranno impartiti.
  • 14
    Permettere al bambino di svolgere attività all’aperto, come andare in giro in triciclo o giocare a pallone, sempre in presenza del genitore, che deve anche essere partecipe in prima persona a questo tipo di attività.
  • 15
    Consolare il bambino se questo è triste, e parlare con lui qualora abbia un problema con qualche compagno d’asilo, cercando di trovare una soluzione civile basata sul dialogo o parlando direttamente con le maestre d’asilo.
  • 16
    Passiamo ora al quinto anno d’età: questo è un anno particolare, poiché il bambino sta crescendo, e imparando nuove cose, e perché ci sarà l’ultimo anno d’asilo e il primo di scuola elementare. Bisognerà cercare di avere un atteggiamento molto apprensivo col bambino, affinché superi questa fase.
  • 17
    Insegnare al bambino a leggere: questa è un passo da compiere affinché, una volta entrato a scuola, sia leggermente avvantaggiato rispetto i compagni di classe, evitando così eventuali difficoltà che si possono riscontrare.
  • 18
    Comprare una nuova bici al bambino, passando dal classico triciclo alla bici coi ruotini, i quali potranno essere tolti in seguito: il bambino imparerà ad andare sulla bici, e il genitore dovrà insegnarli ad utilizzarla, anche se questa ha i ruotini.
  • 19
    Ecco che il bambino compirà sei anni e dovrà entrare alle elementari: spiegare al bambino che è una scuola importante, che imparerà nuove cose, e che conoscerà nuovi bambini. Accompagnarlo il primo giorno di scuola lo sosterrà psicologicamente.
  • 20
    Educare il bambino a dire le parole per favore, grazie e scusa, affinché sia sempre educato, e spiegargli che con quelle parole, pure le altre persone saranno gentili e cortesi con lui, nello stesso modo in cui lo è stato lui.
  • 21
    Aiutarlo durante i compiti, prendendogli la mano magari per scrivere, e incoraggiarlo quando fa le cose giuste, e correggerlo, spiegando in maniera facile dove ha commesso l’errore e spiegargli come correggere l’errore.
  • 22
    Il settimo anno di vita deve essere affrontato come il precedente, forse in maniera meno accanita, poiché ormai, il piccolo trauma della scuola dovrebbe essere stato, se così si può dire, assorbito dal bambino
  • 23
    Si dovrà sempre seguire il bambino durante i compiti, poiché questo saranno più difficili, e spiegare al bambino che sono appunto più difficili poiché dovrà imparare nuove cose, e per impararle dovrà applicarsi maggiormente.
  • 24
    Sempre incoraggiare il bambino nel fare i compiti, spiegandogli le cose che non capisce, purché queste siano spiegate in maniera semplice e concisa, affinché il bambino possa assimilare le cose che sono state spiegate.
  • 25
    L’ottavo e il nono anno di vita sono molto simili: bisognerà seguire il bambino maggiormente durante i compiti di scuola, poiché dovrà anche studiare, e quindi bisognerà insegnargli un buon metodo di studio che possa accompagnarlo per il resto del percorso di studi.
  • 26
    Incoraggiare e premiare il bambino quando prende un buon voto a scuola, affinché si impegni sempre di più, e consolarlo se prende un brutto voto nei compiti, poiché può capitare di prendere un brutto voto a scuola.
  • 27
    Insegnargli che i problemi vanno risolti con le parole, discutendo in maniera pacata e chiara, senza insultare le persone, e senza passare alle mani, insegnandoli che passando alle mani si passa automaticamente dalla parte del torto.
  • 28
    Spiegare al bambino le cose che non capisce, sia quelle viste alla televisione, sia quelle che sente dai compagni o dagli insegnanti, in maniera approfondita ma chiara, rispondendo alle domande che il bambino pone.
  • 29
    Fare delle attività all’aperto col bambino, come giocare a pallone o andare in bicicletta: in questo caso, è opportuno insegnare al bambino ad andare in bicicletta senza ruotini, e se questo cade, incoraggiarlo a risalire sulla bici e continuando ad insegnarli come andare senza ruotini.
  • 30
    Il bambino a dieci anni dovrà essere seguito in maniera maggiore e con più attenzione: insegnarli cose che non sa, e iniziare a parlare di argomenti più complicati lo aiuterà a capire e allo stesso tempo a crescere.
  • 31
    Il bambino a dieci anni dovrebbe trovarsi in quinta elementare, e quindi sostenere l’esame d’ammissione delle medie: è importante aiutare il bambino a preparare la tesi, a patto che questa sia fatta da lui, con le opportune correzioni da parte del genitore.
  • 32
    Spiegare al bambino, anzi, ragazzino, che ci sono molte differenze tra scuola elementare e scuola media, sia nel comportamento dei compagni, sia in quello dei professori, che saranno più severi e ci saranno più compiti.
  • 33
    Il bambino a undici anni può essere definito ragazzino, e affronterà, come precedentemente detto, le scuole medie, che, oltre un nuovo corso di studi, segnano un nuovo passo della vita: il proprio figlio sta per affrontare una fase critica della vita, ovvero l’adolescenza.
  • 34
    Seguire sempre il proprio figlio durante i compiti, almeno durante il primo anno di scuola media, cercando di dare tutti gli insegnamenti possibili, affinché sia in grado di sviluppare il proprio metodo di studio.
  • 35
    Permettere al proprio figlio di frequentare i compagni di scuola, affinché possa anche avere degli amici, ma allo stesso tempo, insegnarli che tipo di persone frequentare e quali persone sono quelle da evitare.
  • 36
    Si passa poi all’inizio della fase critica dei ragazzini, ovvero i dodicenni e tredicenni si avvicinano all’adolescenza: da notare come le ragazze comunque tendano a maturare in maniera più veloce rispetto i maschi.
  • 37
    Durante questa fase, sarà molto importante il dialogo col proprio figlio, affrontando anche argomenti che spesso tendono ad essere evitati, come l’argomento del proprio sviluppo e comportamenti adolescenziali.
  • 38
    Il proprio figlio può essere abbastanza scontroso e ribelle: in questo caso, è opportuno evitare di aggredire il proprio figlio quando si comporta in questo modo, ma cercare di essere apprensivi e di dialogare.
  • 39
    Permettere al proprio figlio di uscire di notte con gli amici, seguendo due regole: la prima è quella di imporre gli orari di uscita e di rientro, la seconda è quella di andare ad accompagnare e riprendere il proprio figlio, ad esempio, se deve andare in pizzeria.
  • 40
    Evitare di viziare il proprio figlio, evitando di comprargli sempre tutto quello che chiede, ma insegnargli ad apprezzare le cose che possiede, e sopratutto, a non invidiare le cose che hanno i propri compagni di classe.
  • 41
    Dare una piccola somma di denaro al proprio figlio, affinché questo possa imparare a gestire il proprio denaro, a non sprecarlo e allo stesso tempo, ad imparare il valore dei soldi, e capire i sacrifici che fanno i genitori per non fargli mancare nulla.
  • 42
    Insegnare al proprio figlio cosa è giusto e cosa è sbagliato, evitando di fare troppa pressione su di esso, e controllando le compagnie che frequenta, dando dei consigli su come comportarsi in determinate situazioni.
  • 43
    Punire il proprio figlio quando si comporta male, e spiegargli dove ha sbagliato senza aggredirlo ma in maniera tranquilla e chiara, affinché capisca che quella determinata azione non deve essere compiuta.
  • 44
    Aiutarlo durante la stesura della tesi di terza media, cercando di correggere le sole parti sbagliate, e cercare di far fare il grosso del lavoro al proprio figlio, aiutandolo comunque nella fase di studio e di esposizione degli argomenti presenti in essa.
  • 45
    Parlare col proprio figlio sulle sue intenzioni riguardanti gli studi, dialogando sulle idee che ha, e sul percorso di studi che vuole affrontare, evitando di imporre la propria scelta ma limitandosi a consigliarla.
  • 46
    I quattordici anni di un figlio rappresentano due punti importanti della sua vita, i quali sono la fine dell’adolescenza, e la scelta del proprio percorso di studi: bisognerà dialogare su questi due argomenti, ascoltando le motivazioni del proprio figlio e confrontandole, motivandole, con le proprie.
  • 47
    In questa fase di vita, il figlio dovrà sentirsi ascoltato e compreso, e non ignorato, poiché potrebbe combinare dei guai o avere dei comportamenti scorretti con il solo scopo di attirare l’attenzione dei genitori.
  • 48
    Motivare sempre il proprio figlio nel percorso di studi, cercando di complimentarsi con lui qualora ottenga dei buoni risultati, e consolarlo e dargli consigli su come rimediare un brutto voto preso a scuola.
  • 49
    Essere presenti ai colloqui e riunioni scolastiche, affinché si possa venire a conoscenza di problematiche all’interno dell’ambito scolastico e dei problemi relativi al rendimento scolastico del proprio figlio.
  • 50
    Incoraggiarlo e permettergli di partecipare ad attività extra scolastiche, come corsi di approfondimento, tornei sportivi o gite, affinché possa avere un bagaglio di esperienze personali, sia positive che negative.
  • 51
    Permettere al proprio figlio di partecipare a determinate attività col gruppo di amici, senza essere troppo invadenti, ma allo stesso tempo, cercando di sapere cosa deve fare e sopratutto con che deve uscire o partecipare all’attività proposta dal gruppo di amici.
  • 52
    Far assumere le proprie responsabilità delle azioni al figlio, affinché possa capire veramente cosa è sbagliato e cosa no, e che capisca che ad una determinata azione corrisponde, di conseguenza, una determinata reazione.
  • 53
    Affrontare col proprio figlio, ora mai maggiorenne, argomenti d’attualità, approfondendoli il più possibile, motivando le proprie tesi, e confrontandole col proprio figlio, senza imporre la propria teoria sull’argomento con la forza.
  • 54
    Far si che il proprio figlio sviluppi il proprio carattere in maniera autonoma, e cercando di spiegare, ancora una volta, come comportarsi in determinate situazioni, affrontando argomenti su situazioni che possono accadere nella vita.
  • 55
    A diciotto anni il proprio figlio sarà maggiorenne, e da considerarsi ormai maturo e semi autonomo: ci sono comunque delle altre piccole regole che possono essere seguite, anche se queste sono poche e semplici.
  • 56
    La prima è quella di continuare ad avere un dialogo col proprio figlio: ora che è maggiorenne, avrà maturato, col passare degli anni e con le proprie esperienze, una sua opinione che può essere confrontata con quella dei propri genitori.
  • 57
    I rimproveri e consigli non devono affatto mancare: anche se maggiorenne, un piccolo rimprovero può sempre essere dato, così come un consiglio: spetterà al figlio se metterlo in pratica oppure fare di testa sua.
  • 58
    Motivare il proprio figlio, qualunque cosa abbia deciso di fare, sia che voglia continuare gli studi, sia che voglia cercare lavoro: avere il sostegno morale dei propri genitori servirà ad aiutare il proprio figlio, qualunque sia la sua età.
  • 59
    Consolare il proprio figlio quando questo è triste: anche se maggiorenne, il genitore deve aiutare il proprio figlio, tirandogli su il morale, e cercando di consolarlo quando viene reputato necessario.
  • 60
    Infine, l’ultima regola che vale per qualsiasi età: dimostrare al proprio figlio il proprio affetto, giorno dopo giorno, ora dopo ora, in ogni momento della giornata. Questa è l’unica regola che a qualsiasi età e in qualsiasi situazione non deve mai essere infranta.

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