Come determinare il conto di una azienda

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Come determinare il conto di una azienda

Istruzioni

  • 1
    Il conto, da cui deriva il termine contabilità, è lo strumento su cui si basa la maggior parte delle rilevazioni aziendali, tra cui quelle complesse che perseguono l’ obiettivo della determinazione del reddito d’ esercizio e del patrimonio di funzionamento.
  • 2
    Il conto è contraddistinto da una denominazione, che indica sinteticamente l’ oggetto. Per esempio il conto denaro in cassa è l’ insieme delle scritture relative ai movimenti ( entrata e uscita ) intervenuti nei valori presenti nella cassa aziendale.
  • 3
    Il conto è inoltre contraddistinto da un codice numerico alfanumerico. Denominazione e codice del conto devono essere in corrispondenza biunivoca; a ciascuna denominazione di conto deve corrispondere un solo codice e viceversa.
  • 4
    Con l’ attribuzione del codice e della denominazione il conto è intestato; successivamente il conto si accende con la prima registrazione. Il conto è movimentato da addebitamenti ( iscrizioni di una quantità nella sezione di sinistra che è indicata con espressioni diverse: dare, carico, entrate) o da accreditamenti (iscrizione di una quantità nella sezione destra che è indicata con espressioni diverse: avere, scarico, uscite).
  • 5
    Per esempio l’ imprenditore mario, in data 4 marzo avvia l’ azienda versando 10 000 euro in cassa. Nella contabilità dell’ azienda apriamo un conto al quale attribuiamo la denominazione denaro in cassa. Tale conto viene acceso con la registrazione del primo movimento nella sezione delle entrate ( dare) per l’ importo del conferimento per cui si presenta, cioè 10 000 euro.
  • 6
    La differenza tra il totale degli importi registrati nella sezione di sinistra ( dare) e il totale dei valori iscritti nella sezione di destra ( avere) rappresenta il saldo. L’ eccedenza di un conto risulta dalla differenza tra il totale delle quantità iscritte nella sezione di sinistra e quelle iscritte nella sezione di destra.
  • 7
    L’ eccedenza esprime in un determinato momento la grandezza dell’ oggetto a cui è intestato il conto. Per chiudere un conto occorre calcolarne il saldo e scriverlo nella sezione in cui il totale è minore in modo che gli importi delle due sezioni pareggino. Dopo questa operazioni le due sezioni bilanciano.
  • 8
    Un conto è spento quando il saldo è pari a zero. Ma facciamo un esempio di un’ eccedenza in uno dei due conti. Ipotizziamo che in data 20 aprile, il conto denaro in cassa dell’ imprenditore mario contenga i seguenti valori e calcoliamo l’ eccedenza e il saldo.
  • 9
    Conferimento iniziale 10 000 euro ( in dare) , riscossione fattura numero 33 ( dare), pagamento fattura numero 72 di 2 360 euro ( avere). Per determinare l’ eccedenza del conto al 20 aprile dobbiamo calcolare il totale in dare ( 13 400 euro), il totale in avere (2360 euro) e, successivamente, eseguire la differenza.
  • 10
    Il saldo serve per chiudere il conto; in questo caso viene scritto nell’ avere per bilanciare le due sezioni. L’ eccedenza del conto denaro in cassa è di 11 040 euro ed esprime la quantità di denaro presente in quel momento nella cassa dell’ azienda.
  • 11
    Ipotizziamo invece di voler prelevare il denaro in cassa presente nell’ impresa, che presenta gli stessi valori dell’ esempio di prima. Il saldo finale (11 040) rappresenta l’ importo che può essere prelevato dalla cassa per cui il conto, dopo il prelievo, presenta un saldo pari a zero e risulta spento.
  • 12
    Quindi in avere, invece di scrivere saldo 11 040 euro, scriveremo prelievo. Alcuni conti accolgono movimenti sia nella sezione di sinistra ( dare, carico, entrare) sia in quella di destra ( avere, scarico, uscite), tali costi si dicono bilaterali.
  • 13
    Per esempio il conto cambiali attive accoglie nella sezione di sinistra le cambiali emesse sui clienti ( tratte) o ricevute dai clienti stessi (pagherò), nella sezione di destra l’ importo delle cambiali incassate.
  • 14
    Altri conti invece, accolgono movimenti esclusivamente in una sezione ( in quella di destra o in quella di sinistra) e si dicono unilaterali. Per esempio il conto fitti passivi accoglie nella sezione di sinistra i costi sostenuti per i canoni relativi ai fabbricati per i quali sono stati stipulati contratti di locazione.

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