Come difendersi contro le punture delle zecche

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Foto Come difendersi contro le punture delle zecche
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Ecco come prevenire gli attacchi delle zecche sulla nostra pelle, come rimuoverle e curare le infezioni che possono trasmettere.

Istruzioni

  • 1
    I vampiri esistono in natura anche se ben diversi e molto meno pericolosi di quello creato da bram stoker e, tra questi, ci sono le zecche. Sono ben note per essere fastidiosi parassiti di moltissime specie animali in tutto il mondo e anche dell’ uomo, se capita a tiro dei loro pungiglioni o rostri (sono la loro bocca), con cui si attaccano fortemente alla pelle per succhiare il sangue. Questo è infatti il loro unico cibo e lo cercano con la massima determinazione durante tutta l’ estate, dalle nostre parti (maggio-ottobre), cercando di trovare una vittima a cui attaccarsi.
    Le zecche non sono insetti, ma acari e appartengono alla classe degli aracnidi come i ragni. Fondamentalmente, si dividono in due gruppi: le zecche dure (ixodidae), con una corazza sul dorso che le irrigidisce e le zecche molli (argasidae) che ne sono prive e, almeno, ci permettono di schiacciarle più facilmente.
    Anche in italia abbiamo varie specie, 6 del tipo “duro” e 2 di quello “molle”.
  • 2
    La loro puntura è fastidiosa, ma è poca cosa rispetto alle malattie che possono trasmettere con una certa probabilità. Si tratta di patologie anche gravi, spesso tipiche per i gravi stati febbrili che causano, come la rickettsiosi (da “ricketts” = “zecche”, in inglese), la febbre-q, le febbri bottonose, la borreliosi (o morbo di lyme), la tularemia e altre infezioni batteriche.
    Le zecche attaccano anche malattie virali come l’ encefalite virale verno-estiva (tbe) della quale sono portatrici fino al 40% in alcuni paesi dell’ europa orientale, rendendo così obbligatoria la vaccinazione per chi lavora e vive nelle aree più a rischio. Le zecche argasidae risultano essere le meno pericolose dal punto di vista infettivo. Queste malattie sono tra quelle riscontrate anche in italia con più frequenza.
  • 3
    Le statistiche più recenti riportano un 10% di persone che sviluppano malattie sul totale di quelle punte da zecche. Quindi, anche le zecche infette non sempre trasmettono alla vittima un’ infezione, ma non è il caso di sperare solo nella fortuna quando si viene punti.
  • 4
    Possiamo incontrare facilmente le zecche quando andiamo in campagna per escursioni e gite e quando ci lavoriamo come agricoltori ed allevatori perchè sono molto presenti nel bestiame o in zone umide con erba alta ed arbusti, ma talvolta in aree aride con vegetazione scarsa. Inoltre, non si trovano in montagna al di sopra dei 1500 m e non su piante più alte di un metro e mezzo. Quindi non le troviamo sugli alberi dei boschi fitti.
    Sono frequenti specialmente in zone frequentate regolarmente proprio dal bestiame e da branchi di animali selvatici.
    Questo non vuole fare passare la voglia di andare in campagna e rinunciare al contatto con la natura, ma solo consigliare alcune precauzioni e rimedi per minimizzare i rischi e per medicarsi quando la prevenzione non basta.
  • 5
    A) accorgimenti preventivi

    - la prevenzione consiste innanzitutto nel negare il più possibile alle zecche il loro bersaglio preferito: la nostra pelle scoperta, specialmente sulla testa, lungo i fianchi e le gambe. Quindi, se lavoriamo o camminiamo in campagna dove abbonda la vegetazione erbosa o arbustiva, ci conviene rinunciare ai pantaloncini corti, ai sandali aperti, alle canottiere. Invece, copriamo tutto il corpo con pantaloni lunghi, calze di cotone, scarponi o stivali, magliette di cotone a maniche lunghe ed un berretto che verrà bene non solo contro il sole, in queste circostanze. Ovviamente, in estate, devono essere tutti indumenti leggeri per non crepare dal caldo.

    - Questi indumenti lunghi devono anche essere chiari o bianchi per poter vedere facilmente le zecche quando ci provano posandosi addosso a noi.
  • 6
    - i vestiti lunghi servono molto, ma è comunque meglio evitare di andare dove l’ erba è più alta. Quindi, attenzione quando facciamo i pic-nic o ci riposiamo su di un prato; scegliamo zone ad erba bassa e stendiamoci su di un asciugamano da spiaggia, non direttamente sull’ erba.

    - Per i nostri animali domestici, sono in commercio alcuni spray anti-zecche con azione repellente che si applicano prima di portarli con noi in campagna.
  • 7
    - alla fine della nostra giornata in campagna, prima di rientrare a casa, controlliamo con attenzione la pelle e i vestiti e togliamo subito le zecche che troviamo.
    A questo scopo, non cerchiamo mai di prenderle con le dita scoperte, ma usiamo una pinzetta metallica a punte sottili (si vendono pinzette apposite proprio in farmacia) che dobbiamo sempre avere con noi a portata di mano, non nel fondo dello zaino.
    La pinzetta è indispensabile anche per togliere le zecche che si sono attaccate alla nostra pelle affondando il pungiglione e anche mediante una sostanza adesiva che secernono. Si tratta infatti di parassiti ben organizzati, non solo per pungere, succhiare e fuggire come le zanzare.
    Dopo averle rimosse, è meglio schiacciare le zecche tra due pietre piatte, o con una sola in un piattino o bruciarle se siamo in grado di accendere un fuoco (come in campeggio) per non permettere loro di colpire qualcun’ altro. Non è crudeltà, ma solo autodifesa.
    Occorre andare a cercare la possibile presenza di zecche perchè, quando conficcano il loro pungiglione, non si sente alcun dolore o fastidio dato che rilasciano una sostanza anestetica.
  • 8
    - e’ importante sapere che le zecche non volano come la zanzare e le vespe, non saltano come le pulci, ma aspettano pazientemente sulle estremità delle piante che passi qualcuno su cui “imbarcarsi” per nutrirsi del suo sangue.

    - Possiamo comprare in farmacia anche dei prodotti repellenti contro le zecche da applicare sulla pelle, se non possiamo coprirci adeguatamente, ma dobbiamo informarci bene presso un medico esperto per non acquistare una “fregatura”.
    Questo medico (oppure un farmacista) può anche dirci quanto siano diffuse le zecche nella zona dove viviamo e dobbiamo informarci in modo simile presso uffici sanitari o medici locali anche nelle località più lontane dove vogliamo effettuare le nostre escursioni.
  • 9
    B) come rimuovere la zecche

    - quando ci troviamo una zecca sulla pelle, non facciamoci prendere dal panico o dal ribrezzo, ma restiamo calmi e rimuoviamole subito con cautela.
    Innanzitutto, mai schiacciarle sulla nostra pelle; i liquidi che escono dalla zecca spappolata potrebbero infettare più facilmente la pelle intorno al pungiglione.
    Per lo stesso motivo, non bruciamole mai con l’ accendino prima di toglierle, non applichiamo sulla parte sostanze di nessun tipo (alcool, ammoniaca, olio o acqua) e non cerchiamo di rimuoverle con le mani perchè rischiamo anche così di schiacciarle o far loro produrre delle secrezioni ed infettarci.
    Se proprio dobbiamo toccarle, indossiamo dei guanti in gomma, anche questi da portare con noi nello zaino. Usiamo quindi solo le pinzette e raccogliamo le zecche in un piccolo recipiente.

    - Le zecche col pungiglione infilato nella nostra pelle sono in po’ come delle piccole viti e dobbiamo toglierle cautamente con le pinzette ruotandole leggermente, proprio come per svitarle perchè il loro rostro è seghettato per ancorarsi meglio. Potremo così evitare di lasciare il pungiglione nella pelle, con maggiori rischi di possibile infezione.

    - Occorre togliere le zecche al più presto possibile e disinfettare subito le piccole ferite per ridurre le possibilità di trasmissione di malattie. Dopo averlo fatto, possiamo sistemare i conti con le zecche “catturate”, distruggendole nei modi sopra indicati.

    - Può succedere che il pungiglione resti conficcato nella pelle dopo aver tolto la zecca: in questo caso, lo si toglie con la punta di un ago precedentemente arroventato per sterilizzarlo.
  • 10
    C) le cure contro le malattie infettive trasmesse dalle zecche

    - la disinfezione sulla pelle è fondamentale, ma non annulla ancora i rischi di venire infettati da una delle malattie sopra citate. Per questo motivo, non “rimuoviamo” dalla nostra memoria lo sgradevole incontro con le zecche nei giorni successivi, ma teniamoci sotto osservazione per circa 1 mese o poco più, facendo attenzione alla comparsa di sintomi che possono essere ricondotti a qualcuna delle malattie trasmesse dalle zecche: febbre, arrossamento intorno al punto colpito, emicrania, spossatezza, ingrossamento dei linfonodi (collo, inguine, ascelle,..), dolori alle giunture. Se appare qualcuno di questi sintomi, andiamo subito da un medico specializzato in malattie infettive.
    Se lo troviamo subito nella zona dove siete stati attaccati dalle zecche, possiamo farci medicare e disinfettare da un farmacista e poi andare dal nostro medico per affrontare l’ eventualità di una possibile infezione e della relativa terapia.
  • 11
    - la terapia si basa su antibiotici per questo tipo di infezioni batteriche (la maggioranza), ma vanno presi solo dopo l’ apparizione dei sintomi, quando diventa almeno più facile identificare l’ infezione, per non mascherare i sintomi o ritardarli mentre la malattia procede fino a livelli che possono risultare pericolosi.
    In realtà, solo di rado queste infezioni diventano gravi o mortali; accade soprattutto nei bambini piccoli e negli anziani, con un sistema immunitario ancora incompleto o indebolito, rispettivamente. Normalmente, la terapia antibiotici è efficace se si fa partire ai primi sintomi evidenti.
  • 12
    - ci sono anche dei vaccini come quello contro la tbe (l’ encefalite virale) a cui non si aggiunge però, come al solito, una cura efficace contro il virus se ci capita di ammalarci, se non trattamenti sintomatici con i quali si attende che il virus “abbia la bontà” di esaurirsi da solo.
    I vaccini sono somministrati soprattutto a persone residenti, escursionisti, agricoltori, allevatori e personale della forestale; tutte persone che lavorano, vivono o passano periodi di tempo in zone dove le zecche sono particolarmente diffuse o infette.
    In svizzera, per esempio, risulta che il 17% della popolazione è vaccinato contro la tbe, anche se questo paese non è tra i più a rischio in europa per le capacità infettive delle zecche.

    Riferimenti:

    http://www.epicentro.iss.it/problemi/zecche/zecche.asp

    http://www.creafarma.ch/zecche.htm

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