Come difendersi dalle punture delle api e delle vespe

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Foto Come difendersi dalle punture delle api e delle vespe
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Ecco alcuni consigli per evitare e curare le punture delle api e delle vespe. Conoscere questi insetti e le loro abitudini è importante per evitare guai…

Istruzioni

  • 1
    1) introduzione

    api e vespe sono insetti territoriali pronti a difendere la zona al centro della quale c’ è il loro alveare e poco importa che, quando pungono la pelle dell’ uomo o di un altro animale, si allontanano lasciando attaccato il pungiglione con parte dei visceri e muoiono poco dopo.
    Inoltre, se la puntura di un’ ape sola provoca solo un po’ di bruciore, gonfiore e prurito, siete veramente nei guai quando venite assaliti da un intero sciame di api furiose, sorpresi con ampie parti della pelle scoperte. Migliaia di pungiglioni colpiscono così la vostra pelle in pochi terribili istanti e la quantità di veleno inoculata uccide spesso nel giro di pochissimi minuti. Lo stesso pericolo vale per molte specie di vespe, spesso più grosse delle api, anche se creano comunità più piccole nei loro alveari.
    Purtroppo, se risultate essere allergici, anche una sola puntura può essere sufficiente ad uccidere per shock anafilattico in pochi minuti.
  • 2
    2) come prevenire le punture delle api

    - la cosa più importante è saper prevenire almeno gli attacchi di massa, evitando di eccitare la reazione delle api o di attrarle in qualunque modo. Il problema è importante sicuramente in campagna, sia nelle zone agricole che in quelle incolte, ma anche nelle città, ovunque ci siano giardini, cortili, piante, scantinati, sottotetti, garages, soffitte. In pratica, ovunque ci siano ambienti abbandonati o poco frequentati in cui api e vespe possono costruire indisturbate i loro alveari.

    In campagna, oltre che nei boschi, nei giardini e nei frutteti, gli alveari possono trovarsi facilmente nelle baite, nelle stalle, nei fienili, ma anche nei posti più marginali delle case stesse. Quindi, la prima cosa da fare e tenere d’ occhio anche gli ambienti che frequentiamo di meno e sistemare anche reti metalliche o di fibre sintetiche a maglia fine alle finestre e ad ogni apertura degli ambienti che dovete proteggere.
    Occorre quindi tenere chiuso, pulito, evitare la presenza di cibo o rifiuti (soprattutto cibi o bevande zuccherine) all’ aperto. Per esempio, i bidoni di spazzatura pieni e le discariche attraggono facilmente api e vespe.

    Se necessario, chiamate il personale di ditte specializzate in disinfestazione appena notate un via-vai più intenso del solito da qualche parte, in entrata e in uscita da locali aperti o semiaperti.
  • 3
    - potete rivolgervi anche al personale dei vigili del fuoco oppure un esperto apicoltore della vostra zone che ha l’ equipaggiamento apposito e sa come affrontare il problema. Questi sono già interventi attivi contro questi insetti, ma hanno ancora un valore preventivo importante perchè rimuovere e distruggere gli alveari nelle zone indesiderate serve proprio a evitare possibili attacchi contro di voi. Non fate nulla da soli, se non siete esperti! Rischiate solo di provocarle, sebbene involontariamente.

    - A livello personale, prevenire significa attrarre il meno possibile l’ “interesse” delle api; quindi evitate di girare per la campagna con addosso profumi intensi di fiori (le api vanno proprio alla ricerca di fiori per succhiarne il nettare), ma usate profumi, lozioni e deodoranti “dry”, più aromatici e muschiati come quelli da uomo. Soprattutto, usate spesso sulla pelle prodotti repellenti contro gli insetti che tengano lontano anche le api, se temete di trovarvi in zone a rischio.
  • 4
    - in campagna, se le api sono frequenti, indossate abiti leggeri d’ estate, ma che coprano il più possibile le braccia e le gambe e poi berretti, cappelli e occhiali da sole. Evitate però i colori sgargianti che vi fanno sembrate dei giganteschi ed attraenti fiori.

    - Siate calmi! Non agitate le braccia quando si avvicina a voi un’ ape o una vespa, non provate a schiacciarla e non scappate a gambe levate!
    Una reazione del genere impaurisce ed eccita l’ ape che può essere lì solo in avanscoperta, pronta a chiamare in soccorso contro di voi il resto del suo sciame con i suoi messaggi chimici.
    Restate invece fermi dove siete anche se l’ ape o la vespa vi ronza attorno a pochi cm o persino si posa su di voi. Prima o poi, l’ insetto si renderà conto che non siete un bel fiore da cui succhiare il nettare e se ne andrà via spontaneamente.
    In questo caso, rispettare la vita dell’ ape è utile anche per non farsi pungere, oltre che a salvare un indispensabile impollinatrice e riproduttrice delle piante.
  • 5
    - questo comportamento è ancora più necessario avendo a che fare con le vespe, più aggressive ed irritabili delle api, che possono attaccare anche senza apparente provocazione. Proprio le vespe sono quelle che creano i loro alveari nei posti dove meno vorremmo trovarli e che fanno più male quando pungono.
    In zone come l’ africa, però, ci sono specie di api selvatiche ben più aggressive e pericolose che oggi hanno invaso anche l’ america latina e gli stati uniti, creando grossi problemi negli ultimi anni e anche molte vittime umane.
  • 6
    - se le api che incontrate sono molte, a maggior ragione state fermi, immobili anche per qualche minuto se serve, finchè gli insetti dimostrano di non considerarvi una possibile minaccia. Poi togliete il disturbo lentamente, senza fare movimenti bruschi. Avete presente quei filmati dove alcune persone un po’ “stravaganti” si fanno coprire il corpo nudo da decine di migliaia di api, per un peso complessivo di molti kg, senza subire neanche una puntura? Queste persone portano agli estremi proprio questo consiglio con molta abilità e calma, dimostrando pure che le api non sono certo piccoli mostri a caccia di umani da colpire, ma attaccano solo se si sentono minacciate. Conoscere le api e le vespe serve proprio a sapersi comportare in modo da non farle arrabbiare.

    - La presenza delle api in attività è molto più frequente durante e dopo le fioriture primaverili ed estive, particolarmente nei frutteti, nei giardini e negli orti per ovvi motivi di alta concentrazione floreale. Quindi, proteggetevi bene come indicato se volete recarvi in questi posti e fate attenzione quando vi avvicinate ai fiori perchè dalle loro profumate corolle potrebbe balzar fuori qualche ape o vespa infastidita.
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    3) cure e soccorso se la puntura causa reazione allergica

    se le misure preventive non bastano e un’ ape o una vespa vi punge, questo può accadere nel modo più banale quando ci muoviamo bruscamente senza ancora sapere che c’ è uno di questi insetti vicino a voi.
    Il caso peggiore è quando la puntura provoca subito (già entro mezz’ ora) una reazione allergica con gonfiori diffusi, tremori, lacrimazione, nausea, dolori al ventre, diarrea. L’ esito finale può essere lo shock anafilattico e la morte in poche decine di minuti, se non si viene soccorsi prima.
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    Il gonfiore più preoccupante (perchè può portarvi al soffocamento) è quello della lingua e della gola, insieme agli spasmi delle vie respiratorie che riducono la capacità di respirare. In questi casi, occorre chiamare con urgenza il pronto soccorso, ma potete riuscire almeno a non svenire e a limitare in sintomi con una dose autoiniettabile di adrenalina (si inietta nella coscia, intramuscolo). Ogni persona che sa di essere a rischio di reazioni allergiche forti dovrebbe sempre portarla con sè.
    Il resto della cura, verrà praticato in ogni caso al pronto soccorso, ma con meno urgenza perchè l’ adrenalina vi ha evitato la fase più acuta e pericolosa.
    L’ adrenalina, infatti, è un ben noto ormone stimolante e vasodilatatore, prodotto già dalle nostre ghiandole surrenali che, tra l’ altro, contrasta la tendenza delle vie respiratorie a contrarsi come reazione allo shock, tipica anche della crisi d’ asma.
    La persona colpita, anche se è ancora cosciente, deve stendersi per terra con le gambe poste più in alto della testa per non affaticare il cuore e per mantenere ossigenato il cervello.
  • 9
    - e’ importante ricordare che la prima o la seconda puntura possono provocare una reazione allergica moderata, ma le successive reazioni sono sempre più violente e pericolose perchè il sistema immunitario, ormai “squilibrato”, è sempre più sensibile ed energico nel reagire, anche per quantità minime di sostanza allergizzante (come una singola puntura). Nei casi gravi, si arriva fino alla morte per collasso cardio-circolatorio con lo shock anafilattico.
    Al contrario, se non si è allergici, le punture successive alla prima si sopportano meglio con una immunizzazione almeno parziale, come sanno gli apicoltori. Il problema è che l’ insorgenza di allergie non è prevedibile e può essere attivata a qualunque età da altri fattori come farmaci, coloranti o conservanti nei cibi, inquinanti ambientali che rompono in qualche modo l’ equilibrio del nostro sistema immunitario.
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    4) medicazione senza shock anafilattico

    - e’ il caso più diffuso, per fortuna, e il più favorevole, ma non potete evitare gonfiore, arrossamento, bruciore e prurito intorno al punto dove l’ ape ha lasciato il suo pungiglione. Tenete però presente che, rispetto all’ ape, la vespa non lascia nella vostra pelle il suo pungiglione e, anzi, può colpire più di una volta.
    Quando vedete che il pungiglione vi è rimasto conficcato nella pelle, dovete tenere presente che porta con sè anche le ghiandole velenifere. Queste restano attive a lungo, contraendosi e pompando veleno sotto la pelle anche diverse ore dopo che l’ ape è andata via. Per questo occorre togliere il pungiglione al più presto.
    Quindi occorre evitare di estrarre il pungiglione con una pinzetta o, peggio ancora, con le unghie perchè si ottiene solo di spremere le ghiandole iniettando ancora più veleno.
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    - con le dita potete solo provare a spremere la pelle intorno al pungiglione per farlo uscire, ma ricordatevi di lavarvi bene le mani prima di farlo.
    La soluzione migliore per togliere il pungiglione è invece un coltellino non affilato (come una delle lame di un coltellino svizzero multiuso) da passare delicatamente a raso sulla zona di pelle colpita, in direzione opposta a quella in cui è conficcato il pungiglione.
  • 12
    - tolto il pungiglione, i migliori disinfettanti sono quelli contenenti ammonio (nh4+), dopo aver lavato bene con acqua e sapone la parte. Occorre infatti evitare anche le infezioni, facilitando la cicatrizzazione della lesione.
    Contro il gonfiore ed il prurito, è utile anche una borsa con il ghiaccio, come in caso di ematoma da urto o di slogatura.
  • 13
    - se c’ è solo gonfiore, bruciore e forte prurito, potete ridurli molto applicando pomate antinfiammatorie cortisoniche o antistaminiche, ma fate attenzione ad evitarlo se sapete di essere intolleranti ai cortisonici. In ogni caso, resistete all’ istinto di grattarvi perchè peggiorereste solo la situazione, favorendo infezioni.
  • 14
    - limitate l’ uso di antibiotici solo al caso in cui la puntura si sia infettata, come può succedere se siete stati punti molto lontano da farmacie o ambulatori di pronto soccorso, non avete possibilità sufficienti per medicarvi da soli e sono passate molte ore o anche un giorno dalla puntura.
  • 15
    - il ricovero al pronto soccorso diventa indispensabile quando le punture sono più di una e tutti i pungiglioni devono essere pazientemente tolti. In questi casi, le quantità di veleno iniettato diventano notevoli e si rischia l’ avvelenamento, come già accennato, in modo simile al morso di un serpente o di un ragno.
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    Riferimenti:

    http://www.puntureinsetti.it/index.php/come-prevenire-punture-api-vespe-zanzare-calabroni/


    http://smagliatureecicatrici.it/97/punture-di-api-vespe-calabroni/


    http://www.apicoltura2000.it/puntura.htm

    http://www.inerboristeria.com/punture-morsi-di-insetti-cosa-fare.html

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