Come evitare che il proprio figlio abbia comportamenti violenti.

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Una breve guida che analizza da cosa possano derivare certi comportamenti e come farli cessare di esistere.

Cosa serve per completare questa guida:

- comportamenti;
- carattere;
- consigli;
- punizioni.



Istruzioni

  • 1
    Purtroppo, nelle famiglie, capita talvolta che un bambino abbia un atteggiamento molto aggressivo nei riguardi sia dei genitori, che dei fratelli che delle altre persone che sono a contatto col bambino.
  • 2
    Come prima cosa, bisogna capire da cosa possa derivare tutta questa aggressività ingiustificata, che si può trasformare, sotto un certo punto di vista, in violenza, con azioni che posso avere delle conseguenze.
  • 3
    Principalmente, esistono quattro cause ben distinte che possono portare un bambino ad avere questo tipo di atteggiamento che si potrebbe ovviamente evitare, correggere ed far cessare di esistere nell’indole del proprio figlio.
  • 4
    Inizieremmo perciò analizzando, una ad una, tutte le quattro cause e conseguenze che possono essere appunto la causa principale del comportamento che il figlio tende a manifestare in determinate circostanze
  • 5
    Una di queste cause potrebbe essere il fatto che il bambino abbia visto un programma televisivo, ad esempio un film d’azione od horror, che conteneva nelle scene di estrema violenza nei confronti di altre persone.
  • 6
    Infatti, in questi generi di film, talvolta il tasso di violenza risulta essere veramente alto, con gente che viene letteralmente massacrata o torturata, che potrebbero incidere sulla psiche del proprio figlio.
  • 7
    Quando un bambino vede determinate scene alla televisione, talvolta tende a rimanere colpito, incuriosito e allo stesso tempo, affascinato da determinati comportamenti che vede durante quel film o programma.
  • 8
    Il bambino poi tende ad immagazzinare quelle determinate scene, credendo che questi comportamenti siano corretti e giusti, perciò cerca di imitarli a sua volta, nello stesso modo in cui il fatto è stato riprodotto alla televisione.
  • 9
    Il bambino poi tende anche a riprodurre questi comportamenti nei confronti dei genitori e dei compagni, o di qualunque altra persona che è a contatto col bambino, il quale non si rende conto che sta sbagliando.
  • 10
    Un esempio pratico di questo comportamento potrebbe essere un bambino che ne picchia un altro, ad esempio, dopo aver visto un film in cui i protagonisti non facevano altro che darsele di santa ragione.
  • 11
    Il bambino non riesce a capire che sta sbagliando, proprio perché, essendo un comportamento visto alla televisione, crede che sia giusto da fare, e quindi, cerca di imitarli come meglio può, mostrandosi fiero di questo comportamento.
  • 12
    Il genitore in questo caso, può scegliere tra due alternative: la prima, e forse più rigida scelta da prendere, è quella di proibire al bambino di vedere determinati programmi televisivi, affinché questi comportamenti cessino di esistere.
  • 13
    Purtroppo però, questa scelta talvolta risulta essere inutile, proprio perché il bambino, in primo luogo, ha ormai immagazzinato quelle determinate scene televisive, e potrebbe ripeterle in qualsiasi momento.
  • 14
    In secondo luogo invece, potrebbe succedere che un bambino continui a vedere quel determinato programma televisivo di nascosto, malgrado i divieti del genitore, o potrebbe vederli a casa di un suo amico o compagno di classe.
  • 15
    A questo punto allora converrebbe passare alla seconda decisione più logica e meno difficile da usare, ovvero lo spiegare al proprio figlio che quel determinato comportamento è sbagliato e che non si fa.
  • 16
    In un primo momento, il proprio figlio potrebbe rimanere assai confuso, in quanto, avendolo visto alla televisione, quel comportamento è dato per sicuro che sia giusto, e che quindi, sia un esempio da seguire.
  • 17
    Bisogna quindi spiegare al proprio figlio che la televisione non sempre mostra delle cose giuste da prendere come esempio e quindi da imitare, ma, come in tutte le cose, ci possono essere degli esempi corretti e degli esempi sbaglati.
  • 18
    A questo punto il bambino dovrebbe aver capito il senso del discorso, e quindi, aver capito che quel comportamento che ha avuto, nel caso specifico, le botte imitate dalla televisione, è un comportamento sbagliato da seguire.
  • 19
    Non è necessario in questo caso punire il proprio figlio, poiché potrebbe anche aver fatto una cosa meno grave; è invece opportuno che il genitore punisca il proprio figlio se questo comportamento dovesse ripetersi.
  • 20
    Un caso analogo si manifesta coi video giochi: esistono infatti dei videogiochi che hanno come scopo, l’eliminazione delle persone, oppure il furto di altre auto, oppure fare delle rapine e quant’altro.
  • 21
    Come se non bastasse, in questi video giochi la grafica e il comparto audio sono molto realistici, e il figlio potrebbe prendere quel determinato gesto visto in un video gioco come un comportamento normale da fare.
  • 22
    Non è detto necessariamente che il proprio figlio si metta a rubare o a uccidere le persone, ma potrebbe manifestare, anche in questo caso, un comportamento scontroso e aggressivo nei confronti delle altre persone.
  • 23
    Anche in questo caso, il genitore ha due scelte, una più corretta e una che potrebbe anche non avere i risultati sperati: questa risulta essere il vietare o buttare quel determinato video gioco alla spazzatura.
  • 24
    Questa scelta, come nel caso del programma televisivo, risulta appunto essere vana: primo perché il proprio figlio potrebbe continuare a giocarci di nascosto dei propri genitori, e secondo, perché potrebbe farselo prestare.
  • 25
    Anche in questo caso, il dialogo è la soluzione migliore, spiegando al proprio figlio che si tratta solo di un video gioco, e che quindi, non rappresenta i comportamenti che deve avere nella vita reale.
  • 26
    Inoltre, sarebbe anche corretto che il proprio al proprio figlio venga limitato l’utilizzo di quel determinato video gioco, in quanto potrebbe continuare a comportarsi in quel determinato modo scorretto.
  • 27
    Anche in questo caso, la punizione deve essere presa se il comportamento continua a persistere anche dopo avergli fatto questo discorso, mentre se dovesse risultare essere un caso isolato, la sola discussione dovrebbe essere sufficiente.
  • 28
    Passiamo ora a due casi che possono definirsi complicati, e che risultano essere le due situazioni più difficili da affrontare, che possono portare il figlio ad avere un comportamento aggressivo e violento.
  • 29
    Il primo riguarda l’ambito delle amicizie che il proprio figlio frequenta, compagnie sbagliare e gente che si comporta in maniera del tutto scorretta in qualsiasi situazione, e che tendono ad avere un influenza negativa sul proprio figlio.
  • 30
    Queste persone infatti, tendono a trascinare il proprio figlio nelle loro malefatte, nei loro comportamenti scorretti e nel loro modo di agire, che comunque dovrebbe essere corretto dai loro genitori.
  • 31
    Questo tipo di persone esercita quindi un influenza negativa sul proprio figlio, il quale tende, secondo un piccolo meccanismo che scatta dentro di sé, ad avere questo tipo di atteggiamento nei confronti delle altre persone.
  • 32
    Questo accade perché il proprio figlio non vuole essere diverso dalle altre persone che appartengono al gruppo di persone che frequenta regolarmente, e pensando sia giusto nei loro confronti, si comporta in quel determinato modo.
  • 33
    I genitori quindi si trovano a dover far fronte ad una situazione molto difficile da risolvere, poiché da una parte i genitori vorrebbero che il proprio figlio smetta di frequentare quelle persone, dall’altra invece non vogliono che il proprio figlio si isoli.
  • 34
    I genitori quindi devono cercare di far capire al proprio figlio che quelle determinate persone non sono delle persone che devono essere frequentate, cercando di spiegare che quei comportamenti non sono corretti.
  • 35
    Il figlio potrebbe comportarsi in maniera abbastanza scontroso, lasciando perdere i propri genitori e i discorsi che stanno facendo, ma piano piano, il dubbio di quelle parole inizia ad insidiarsi nella mente del proprio figlio.
  • 36
    Il dubbio incomincia, come accennato, ad insediarsi nella mente del proprio figlio, che incomincia a vedere le cose da un altro punto di vista, valutando in maniera oggettiva i comportamenti di quelle persone.
  • 37
    A questo punto, sarebbe corretto lasciare che il proprio figlio prenda da solo la decisione più corretta, ovvero frequentare un altro tipo di persone, lasciando il gruppo di persone che frequenta che hanno una brutta influenza su di lui.
  • 38
    Questo procedimento tenderà ad essere leggermente lungo, poiché piano piano il figlio inizierà a dar ragione ai propri genitori, che quindi possono aver raggiunto il loro scopo, ovvero far ragionare il proprio figlio.
  • 39
    Quindi una punizione può anche essere evitata, poiché il figlio ha capito che tutti i comportamenti che aveva erano sbagliati, e che quindi si stava comportando in maniera scorretta e non rendeva i genitori felici.
  • 40
    Vi è infine la situazione più delicata da affrontare, che riguarda la situazione di un continuo clima di liti all’interno della propria casa, che portano ad avere un comportamento molto aggressivo e violento da parte del figlio.
  • 41
    Purtroppo potrebbe capitare che in una famiglia, uno dei due genitori abbia dei problemi personali, o problemi con l’altro coniuge, e che quindi nella casa non ci siano altro che litigi continui e urla.
  • 42
    La situazione si complica se purtroppo, oltre ai litigi, si arrivi alle mani: i casi che presentano questa situazione sono più diffusi di quanto si pensi, solo che tendono ad essere ignorati oppure non se ne parli.
  • 43
    Il figlio vedendo questi determinati comportamenti, oltre a subire un trauma emotivo, tenderà a prendersela, in maniera molto scontroso ed aggressiva con le persone che frequenta abitualmente, o con i genitori stessi.
  • 44
    Stavolta la colpa la si deve attribuire appunto solo ed esclusivamente ai genitori, che con il loro comportamento, non fanno altro che dare un cattivo esempio al proprio figlio, che tenderà ad imitarli.
  • 45
    Il figlio, vedendo questi determinati comportamenti, tenderà a sfogare le sue frustrazioni sulla altre persone, comportandosi in maniera alquanto aggressiva e violenta e piuttosto scontrosa con le altre persone.
  • 46
    A questa situazione l’unico rimedio che esiste è quello che i genitori cerchino di limitare, in maniera drastica, questi comportamenti in presenza del proprio figlio, affinché anch’esso cessi di avere questo atteggiamento.
  • 47
    Qualora i genitori litigassero, questi lo devono fare discutendo in maniera civile, e non urlando, insultandosi e passando dai fatti alle mani, perché questo creerebbe soltanto un disagio e un alterarsi del carattere del proprio figlio.
  • 48
    Ma il solo limitare le discussioni non è sufficiente affinché il proprio figlio cerchi di adottare nuovamente un comportamento corretto, e che quindi la smetta di comportarsi in maniera incivile e violenta.
  • 49
    Bisognerà infatti che i genitori cerchino di dialogare col proprio figlio, affinché capisca che i loro comportamenti sono sbagliati, e che purtroppo ci sono delle discussioni nella propria casa che devono essere risolte.
  • 50
    Bisogna anche continuare a spiegare che il loro comportamento non deve essere preso come esempio, se si vogliono evitare discussioni di questo genere, e che queste comunque cercheranno di essere limitate.
  • 51
    Oltre al fatto di spiegare queste cose, bisogna far si che però i genitori cerchino di limitare veramente questi determinati comportamenti, e che non si limitino solamente a dare delle spiegazioni teoriche.
  • 52
    Infatti, facendo in modo che queste liti diminuiscano, o addirittura cessino di esistere, il proprio figlio rivedrà stabilirsi l’armonia nella propria casa, e quindi abbandonerà i suoi atteggiamenti violenti.
  • 53
    Queste sono le cause che, generalmente, portano il figlio ad essere violento e aggressivo, e tutte hanno una soluzione comune, ovvero il dialogo e l’intervento decisivo dei genitori, che dovranno correggere il proprio figlio in base alla situazione che si presenta.

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