Come evitare che il proprio figlio sia una persona vendicativa.

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La vendetta è un piatto che si gusta freddo, ma talvolta questo piatto risulta essere troppo costoso e amaro per il figlio: di seguito, ecco i consigli che il genitore deve dare al proprio figlio per evitare che questo sia una persona vendicativa.

Cosa serve per completare questa guida:

- esempi;
- consigli;
- dialogo;
- raccomandazioni.



Istruzioni

  • 1
    Spesso la vendetta non è il modo migliore di procedere, poiché da questo comportamento non fanno altro che far attivare una serie di meccanismi a catena, dalla quale il figlio difficilmente riesce ad uscirne illeso.
  • 2
    Il genitore in questo caso ha come primo compito quello di spiegare al proprio figlio il perché vendicarsi talvolta non è la soluzione più adatta da utilizzare, ma al contrario, perdonare o far finta di nulla sono la soluzione migliore.
  • 3
    La prima cosa che il genitore deve fare qualora si presenti l’occasione della vendetta del figlio nei confronti di una persona che gli ha fatto un torto, è quella di fare un esempio pratico di quello che potrebbe accadere una volta che il figlio stesso pone rimedio ai torti subiti.
  • 4
    Il primo passo di questo esempio che il genitore deve illustrare al proprio figlio è quello che consiste nello spiegare come scatta il suo meccanismo della vendetta nei confronti di una persona che magari è uno dei suoi amici.
  • 5
    Il genitore deve supporre che questa persona magari fa un piccolo sgarro al figlio, il quale, non prendendo bene questa mancanza di rispetto, inizia a pensare tantissimi modi per fargliela pagare e quindi potergli restituire il “favore”.
  • 6
    Più passa il tempo, più il figlio è determinato a vendicarsi: tralasciando quindi tutto il tempo che passa a pensare a come vendicarsi, il genitore deve quindi arrivare al momento in cui il figlio riesce a mettere in atto il suo piano contro quella persona, vendicandosi.
  • 7
    Quando il figlio riesce a vendicarsi quindi, si può ritenere abbastanza soddisfatto del suo operato: la sua dignità è stata recuperata, la brutta figura dimenticata e l’umiliazione inferta a quella persona lo fa sentire abbastanza bene.
  • 8
    Il genitore deve spiegare al proprio figlio che il meccanismo della vendetta non si ferma di certo in questo momento, ma al contrario, questo potrebbe continuare, in quanto quella persona di certo non riesce a digerire quest’umiliazione che ha ricevuto da parte del figlio.
  • 9
    Quindi, il genitore può concludere questo determinato esempio spiegando al proprio figlio che la vendetta porta le altre persone a vendicarsi a loro volta, facendo partire un meccanismo che potrebbe andare avanti per tantissimo tempo.
  • 10
    Al figlio la vendetta potrebbe sembrare indispensabile, ma la realtà e che ne farebbe volentieri a meno, ma dentro di sé prova una sorta di rabbia o un misto di sentimenti di nervosismo verso quella persona che lo induce appunto a vendicarsi a tutti i costi.
  • 11
    Quindi, il secondo compito del genitore è proprio quello di spiegare al proprio figlio quanto talvolta il fatto di vendicarsi sia veramente sciocco e inutile, e come invece dovrebbe comportarsi nei riguardi di questa persona.
  • 12
    La prima cosa che il genitore deve far notare al proprio figlio riguardo l’inutilità della vendetta riguarda lo spreco di tempo che il figlio fa nel momento in cui pensa ad un modo abbastanza vistoso di come vendicarsi per l’affronto subito.
  • 13
    Il figlio infatti non si rende conto del tempo che sta sprecando nel pensare a queste cose: ore, giorni, settimane perse solamente a pensare un modo adatto di vendicarsi, e a buttare al vento del tempo che poteva impiegare in altri tipi di attività.
  • 14
    Il genitore quindi deve far notare al proprio figlio che un primo aspetto negativo della vendetta risulta essere proprio questo: la perdita di tempo, che potrebbe essere utilizzata dal figlio per fare altre cose, o per dedicarsi ad altri tipi di pensiero.
  • 15
    Il genitore deve spiegare al proprio figlio che potrebbe fare altro, e che talvolta perdere del tempo prezioso per pensare ad un modo per vendicarsi risulta essere infantile, e sopratutto inutile sotto tutti i punti di vista.
  • 16
    Ma non solo il figlio fa un’enorme spreco di tempo: il figlio fa anche un grandissimo dispendio d’energie fisiche, motivate dal fatto che il figlio immagina in una maniera talmente realistica la situazione della vendetta che sente la stanchezza fisica.
  • 17
    Anche in questo caso, il genitore deve far notare al proprio figlio come le stesse energie potrebbero essere utilizzate dal proprio figlio per potersi applicare in altre attività, e non per stare seduto ad immaginare tanti scenari che magari nemmeno si realizzano.
  • 18
    Così come lo spreco del tempo, anche lo spreco delle energie risulta essere uno dei due principali difetti del comportamento vendicativo del proprio figlio, il quale potrebbe semplicemente evitare di pensarci e dedicarsi ad altro.
  • 19
    Questi due elementi quindi costituisco i primi due consigli che il genitore deve dare al proprio figlio, spiegandogli ancora una volta che la vendetta risulta essere talvolta completamente sbagliate e fuori luogo.
  • 20
    Esistono anche altri diversi difetti posseduti dalla vendetta, che devono essere sottolineati dal genitore in maniera tale che il figlio possa ragionarci attentamente prima di prendere questa decisione finale.
  • 21
    Uno di questi difetti risulta essere il rovinare un rapporto d’amicizia che magari il figlio ha creato con questa determinata persona la quale si comporta in una maniera che fa scattare il meccanismo della vendetta da parte del figlio.
  • 22
    Il genitore deve spiegare al proprio figlio che vendicandosi potrebbe rovinare in maniera evidente il rapporto con questa persona, in quanto l’umiliazione che questa riceve potrebbe essere tale da compromettere la loro amicizia.
  • 23
    Il genitore deve quindi indurre il proprio figlio a ragionare: vale veramente la pena rovinare una grande amicizia per vendicarsi di un fatto che magari potrebbe essere affrontato in tutt’altro modo, senza appunto ricorrere a tutti i costi alla vendetta?
  • 24
    Ovviamente non c’è una risposta chiusa a questo quesito: è compito del figlio ragionarci attentamente, e compito del genitore indurre il proprio figlio a scegliere la risposta che potrebbe essere reputata più corretta, ovvero no.
  • 25
    Altro difetto che possiede un comportamento vendicativo risulta essere, come detto precedentemente, l’azionare un lungo, e talvolta interminabile meccanismo di vendetta che potrebbe far uscire malconci il figlio e questa determinata persona.
  • 26
    Una volta che il figlio si vendica, potrebbe capitare che questa persona, la quale ha fatto uno sgarro, non riesca ad accettare il fatto di essere stato umiliato, e quindi, a sua volta pensa come vendicarsi nei confronti del figlio.
  • 27
    Questa persona quindi attraversa tutti i meccanismi della vendetta che attraversa il proprio figlio, come ad esempio, il fatto che questa persona perda del tempo su come potersi vendicare al torto che ha subito.
  • 28
    Il genitore potrebbe andare all’infinito: il figlio poi si vendica nuovamente, così come questa persona e così via: il genitore deve mettere in luce il fatto che questa sorta di rivalità potrebbe essere infinita.
  • 29
    Non solo: il rapporto tra il figlio e questa persona potrebbe subire delle fratture sempre più vistose, come ad esempio, il fatto che queste due persone non si parlino minimamente, ma pensino soltanto a dei modi per restituirsi i torti ricevuti.
  • 30
    Ed infine, il genitore deve spiegare l’ultimo difetto grave che la vendetta potrebbe avere, ovvero il finto senso di goduria nel momento in cui il figlio riesce a mettere in atto la sua vendetta e a restituire il torto ricevuto.
  • 31
    Questo senso di soddisfazione che il figlio sente non è altro che una finta soddisfazione: il genitore deve spiegare al proprio figlio che si tratta soltanto di una piccola soddisfazione momentanea e non duratura.
  • 32
    Infatti, il genitore deve spiegare al proprio figlio che alla sensazione di soddisfazione che il figlio sente viene subito sopraffatta da una sensazione di senso di colpa, in quanto il figlio sa come ci si sente quando si subisce un torto.
  • 33
    Il genitore quindi deve spiegare al proprio figlio che il senso di colpa è sinonimo del fatto che il figlio sa che ha commesso un errore, e che quindi, poteva assolutamente evitare di vendicarsi e lasciar perdere il fatto di essere stato umiliato.
  • 34
    In conclusione quindi, il genitore deve spiegare al proprio figlio che vendicarsi non è un buon modo di agire, ma che al contrario, ci sono tantissimi altri modi per poter risolvere questi conflitti che nascono da un torto subito.
  • 35
    Il terzo compito del genitore a questo punto è quello di spiegare al proprio figlio diversi metodi per poter risolvere questo determinato conflitto senza ricorrere necessariamente alla vendetta nei confronti di una persona.
  • 36
    Il primo metodo è quello di lasciar perdere l’offesa che ha subito: spesso e volentieri il figlio potrebbe vendicarsi per una piccola offesa, o magari per uno scherzo innocente che questa persona gli ha fatto.
  • 37
    Il genitore a scanso di equivoci deve spiegare al proprio figlio che lasciar perdere un offesa non significa comportarsi da persona senza spina dorsale, ma al contrario, vuol dire comportarsi in una maniera molto matura.
  • 38
    Spesso infatti, la miglior “vendetta” è quella di ignorare un’offesa subita, facendo capire a questa persona che quello che sta facendo non tocca minimamente il figlio, e quindi, non ha affatto speranza di riuscire a creare litigi con lui.
  • 39
    Il genitore deve anche spiegare al proprio figlio che deve ragionare sull’offesa che ha subito, in maniera tale poi da poter trovare un metodo corretto e tranquillo per poter risolvere questa determinata situazione.
  • 40
    Il ragionare potrebbe costare diverso tempo al proprio figlio, ma al contrario della vendetta, il genitore deve spiegare al proprio figlio che questo tempo risulta essere investito in una maniera corretta, e non sprecato come per la vendetta.
  • 41
    Inoltre, ragionando il figlio sarà anche in grado di mettere in pratica degli altri consigli che il genitore stesso gli fornisce, come valide alternativa alla scorretta, evitabile e sopratutto inutile vendetta.
  • 42
    Il secondo metodo che il figlio può utilizzare, e che il genitore deve consigliare come alternativa è semplicemente quella di instaurare un dialogo con questa persona che ha commesso un torto al figlio.
  • 43
    Il genitore deve sottolineare al proprio figlio il fatto che il dialogo talvolta è l’unica alternativa per poter risolvere determinati problemi che possono nascere tra il figlio e una persona sua amica.
  • 44
    Ovviamente, ci sono delle piccole regole che il genitore deve spiegare al proprio figlio per quanto riguarda il dialogo: la prima risulta essere il semplice fatto che il figlio deve assolutamente evitare di aggredire verbalmente questa persona.
  • 45
    Con l’aggressione verbale infatti, il figlio va incontro soltanto ad una conseguenza, ovvero il litigio, e quindi non riesce a portare al termine questa situazione in maniera civile, ma anzi, ad aggravarla ulteriormente.
  • 46
    Il figlio quindi deve riuscire a mantenere i toni della conversazione abbastanza moderati, e capire le motivazioni che hanno spinto questa persona a comportarsi in quel modo, umiliandolo in maniera più o meno grave.
  • 47
    Il figlio sapendo le motivazioni poi può decidere se perdonare o meno questa persona, riuscendo di conseguenze a concludere questa situazione che talvolta può dimostrarsi veramente pesante da sostenere.
  • 48
    Il dialogo quindi risulta essere la migliore tra le varie opzioni che il genitore può dare al proprio figlio per risolvere una situazione senza necessariamente dover ricorrere a tutti i costi all’utilizzo della vendetta.
  • 49
    Tutti questi risultano essere i consigli che il genitore deve dare al proprio figlio per poter riuscire ad evitare di andare incontro a litigi inutili, o di utilizzare la vendetta per risolvere una situazione d’umiliazione.

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