Come evitare che il proprio figlio soffra di complessi di inferiorità.

0 votes, average: 0,00 out of 50 votes, average: 0,00 out of 50 votes, average: 0,00 out of 50 votes, average: 0,00 out of 50 votes, average: 0,00 out of 50 voti
Condividi

I complessi d’inferiorità che il proprio figlio può dimostrare devono assolutamente essere corretti da parte dei genitori: di seguito, ecco come riuscire ad evitare che questi complessi possano rovinare la vita del proprio figlio

Cosa serve per completare questa guida:

- dialogo;
- consigli;
- soiegazioni.



Istruzioni

  • 1
    I complessi d’inferiorità possono colpire il proprio figlio in un qualsiasi momento della sua vita, e questi potrebbero avere delle conseguenze negative su un qualsiasi tipo di cosa che il figlio stesso decide di fare.
  • 2
    Infatti, i complessi d’inferiorità che possono affliggere il proprio figlio non hanno una data precisa nella quale questi possono manifestarsi, ma al contrario, questi potrebbero presentarsi a qualsiasi età e in una qualsiasi situazione ben precisa.
  • 3
    Spesso e volentieri però, questi complessi che il figlio potrebbe far maturare tendono a svilupparsi e a manifestarsi prevalentemente nel periodo adolescenziale, e sopratutto, in un ambito che talvolta genera tanti problemi, ovvero l’ambito scolastico.
  • 4
    Questo fatto risulta essere abbastanza comprensibile: il fatto che il figlio sia complessato nasce nel momento in cui il figlio è a stretto contatto con i suoi coetanei, e quindi, nel momento in cui inizia a confrontarsi con loro.
  • 5
    Maggiormente nel dettaglio, il complesso d’inferiorità nasce nel momento in cui uno di questi coetanei inizia magari a raccontare delle cose che ha fatto, facendo magari sentire a disagio il figlio stesso, il quale non ha fatto le stesse cose.
  • 6
    Il primo bacio, la prima volta in discoteca, la prima volta in pizzeria, o un semplice cellulare nuovo sono alcuni dei tanti elementi che possono far scaturire questi complessi d’inferiorità che il proprio figlio potrebbe manifestare in diversi modi.
  • 7
    Questi compagni di classe che magari raccontano queste cose potrebbero portare il proprio figlio a pensare che magari lui non sia in grado o non possa fare determinate cose, e di conseguenza, portano il figlio stesso a pensare che sia inferiore rispetto a loro.
  • 8
    Si tratta perciò di un comportamento che colpisce maggiormente l’aspetto psicologico del proprio figlio, mutando di conseguenza, il suo comportamento, il quale appare diverso sotto gli occhi attenti del genitore stesso.
  • 9
    Infatti il figlio potrebbe avere diversi comportamenti che inducono il genitore a pensare che ci sia un qualcosa che non va, e che quindi, deve assolutamente intervenire per evitare che la situazione possa degenerare.
  • 10
    Il comportamento che sicuramente il figlio potrebbe mostrare è un comportamento abbastanza triste, e sopratutto solitario e taciturno, in quanto il figlio stesso tende a riflettere sulle sue reali capacità di compiere una determinata azione.
  • 11
    Infatti, il figlio inizia a pensare di non essere in grado di compiere la stessa identica azione che magari un suo coetaneo ha compiuto in maniera disinvolta, sentendosi, di conseguenza, inferiore rispetto questa persona e rispetto i compagni di classe stessi.
  • 12
    Questo quindi risulta essere soltanto uno dei vari casi che possono far sì che il proprio figlio abbia dei complessi di inferiorità, e quindi, che possa comportarsi in una maniera del tutto diversa rispetto il suo modo di fare normale.
  • 13
    Questo anche perché colui che narra le sue gesta potrebbe anche vantarsi di aver compiuto quel determinato atto, e quindi, mettere in risalto le sue capacità in un modo che talvolta potrebbe risultare essere troppo esagerato.
  • 14
    Inoltre, sempre questa persona potrebbe anche umiliare le altre persone, nel caso specifico il figlio stesso, perché queste probabilmente non hanno ancora compiuto una determinata azione che possa essere reputata normale e necessaria da colui che racconta i suoi atti.
  • 15
    Il compito del genitore in questo specifico caso è quello di aiutare il proprio figlio a capire che non deve assolutamente sentirsi inferiore, e di conseguenza, aiutarlo a star meglio, consolandolo e risollevandogli il morale.
  • 16
    Il genitore però, come prima cosa, deve assolutamente riuscire a capire come e quando instaurare un dialogo col proprio figlio, in maniera che possa dargli tutti i vari consigli che lo possano aiutare a smettere di avere questi complessi.
  • 17
    E’ veramente importante da parte del genitore capire come e quando intervenire: sbagliando infatti uno di questi due requisiti, si potrebbe incappare in uno degli errori classici che il genitore stesso spesso commetto.
  • 18
    Uno di questi errori potrebbe essere quello che consiste nel semplice fatto che il genitore tenda a dialogare col proprio figlio in una maniera forzata, e quindi, a insistere nel sapere cosa magari rende triste il proprio figlio.
  • 19
    Comportandosi in questa maniera però, il genitore non otterrà affatto le risposte che vorrebbe sentire, ma al contrario, potrebbe vedersi sbattere la porta in faccia, i quanto il figlio stesso non vuole assolutamente dialogare col genitore.
  • 20
    Questo quindi deve capire quando parlare col proprio figlio: il momento migliore per instaurare un dialogo di questo genere col proprio figlio risulta essere il momento in cui è il figlio stesso a voler discutere col genitore di questo suo problema.
  • 21
    Quando infatti il figlio vuole parlare col genitore, significa che effettivamente c’è un qualcosa che non va, ma che sopratutto, il figlio sta chiedendo aiuto al genitore stesso, il quale deve evitare di rifiutarsi di dialogarci o aiutarlo, evitando dei litigi inutili.
  • 22
    Altra piccola regola che il genitore deve rispettare, oltre quella di non rifiutare un aiuto al proprio figlio, è quella di far sì che il proprio figlio si senta a suo agio nel momento in cui dialoga col genitore.
  • 23
    Infatti, il figlio deve sentirsi a suo agio per poter dialogare col proprio genitore di determinate cose: senza sentirsi a suo agio infatti, il figlio non potrebbe riuscire ad esprimersi in una maniera del tutto serena ed incondizionata.
  • 24
    Quindi, se il genitore rispetta queste due condizioni, il dialogo tra di loro potrà andare abbastanza bene, risultando essere scorrevole, e sopratutto, senza che possano nascere delle situazioni di litigio tra le due parti.
  • 25
    Superata la parte d’imbarazzo iniziale, il figlio potrà iniziare a parlare col proprio genitore di cosa lo rende triste, spiegando quindi il suo complesso di inferiorità, mettendo in risalto cosa lo fa sentire inferiore.
  • 26
    Ovviamente, mentre il figlio parla, il genitore deve assolutamente cercare di capire cosa realmente affligge il proprio figlio: spesso dietro una piccolezza, come un confronto con un compagno di classe, si nasconde l’insicurezza del proprio figlio.
  • 27
    Il genitore inoltre, deve anche iniziare a riflettere su cosa dire e come spiegare al proprio figlio che deve assolutamente evitare di avere questi determinati complessi, che sicuramente, non fanno altro che demoralizzarlo
  • 28
    Ancora una volta, è molto importante che il genitore nelle sue parole cerchi di essere abbastanza comprensivo, e che sopratutto, eviti di essere troppo generico nelle spiegazioni che darà al proprio figlio, ma che entri nei dettagli del caso esposto dal figlio stesso.
  • 29
    Questo infatti risulta essere un ottimo metodo per affrontare questo problema che il proprio figlio potrebbe avere, e quindi, cercare di eliminare questi complessi d’inferiorità che il figlio stesso possiede.
  • 30
    Un caso molto comune di complesso d’inferiorità maturato nel comportamento del proprio figlio, risulta appunto essere il confronto con un compagno di classe: il compito del genitore quindi è quello di intervenire per far capire al proprio figlio che non è inferiore a nessuno.
  • 31
    Come prima cosa, il genitore deve cercare di capire se questo confronto ha come oggetto un fatto abbastanza irrilevante, oppure un fatto che potrebbe essere di una certa importanza, e quindi impostare in maniera chiara il proprio discorso.
  • 32
    Ogni genitore ha un criterio di valutazione diverso, e quindi, i casi potrebbero essere affrontati in una maniera diversa rispetto un altro genitore: questo comunque ha poca importanza, in quanto è importante che questo problema venga affrontato e risolto.
  • 33
    Una volta che il genitore conosce la motivazione per la quale il proprio figlio si sente inferiore, e l’ha valutata attentamente, questo deve spiegare innanzitutto al proprio figlio che lui di certo non è inferiore a nessuno.
  • 34
    Questa determinata affermazione comunque non è sufficiente: il genitore deve anche spiegare in una maniera molto semplice, ma allo stesso efficace, il perché il proprio figlio non deve sentirsi inferiore rispetto un’altra persona che conosce.
  • 35
    Il genitore deve infatti spiegare al proprio figlio che ognuno ha dei tempi diversi nel compiere determinate azioni, e che di conseguenza, non c’è un’età minima e una massima per poter fare determinate cose, in quanto ogni persona è diversa rispetto l’altra
  • 36
    Perciò il genitore deve far capire al proprio figlio che talvolta ci sarà anche per lui il tempo, ad esempio, per avere una ragazza o per andare la prima volta in discoteca, o per fare delle determinate cose.
  • 37
    Il genitore poi deve anche spiegare al proprio figlio una cosa fondamentale, che consiste nel semplice fatto che non bisogna mai e poi mai accelerare i tempi per poter compiere una determinata azione, in quanto questo comportamento potrebbe rivelarsi sbagliato.
  • 38
    Questo comportamento da parte del proprio figlio infatti potrebbe avvenire per il semplice fatto che questo, sentendo le altre persone mentre raccontano determinate cose, si sente inferiore, e quindi, per essere al loro stesso livello, cerca di fare le stesse identiche cose che sente.
  • 39
    Il genitore deve quindi spiegare al proprio figlio che questo comportamento è sbagliato proprio perché il figlio magari non è pronto per compiere quella determinata azione, come ad esempio, stare con una ragazza, ma cerca di compierla soltanto per non stare indietro rispetto le altre persone.
  • 40
    Comportandosi in questa maniera quindi, il figlio non fa altro che andare incontro ad un potenziale fallimento, e di vedere questa determinata situazione che gli sfugge completamente di mano, andando incontro ad una delusione.
  • 41
    E’ veramente importante quindi spiegare al proprio figlio che deve cercare di non affrettare i tempi, evitando di conseguenza questa delusione, nata dalla fretta e sopratutto dal disinteresse da parte del proprio figlio.q
  • 42
    Ed infine, il genitore deve dare un’ultima serie di consigli al proprio figlio, che consistono nel comportamento che deve avere nel momento in cui si confronta con i compagni di classe, e inizia a sentirsi inferiore.
  • 43
    Come primo consiglio utile in questo settore, il genitore deve spiegare al proprio figlio che deve assolutamente evitare di inventarsi delle storie per essere pari ai suoi coetanei, e per non sentirsi inferiore.
  • 44
    Infatti, questi potrebbero chiedere maggiori dettagli, e il figlio potrebbe cadere in una gaffe e quindi essere etichettato dai suoi compagni di classe come persona bugiarda, che sa solo inventare delle belle storie.
  • 45
    Il secondo consiglio che il genitore può dare al proprio figlio consiste nel semplice fatto di non vergognarsi nel momento in cui magari i compagni di classe gli chiedono se per caso anche lui ha compiuto quella determinata azione.
  • 46
    Il genitore deve anche spiegare al proprio figlio che non deve abbattersi se magari gli altri compagni lo deridono, ma deve cercare di comportarsi in maniera indifferente verso queste persone che si burlano di lui per non avere ancora compiuto tale azione.
  • 47
    Inoltre, il genitore deve dare al proprio figlio, come ultimo consiglio, il semplice insegnamento che consiste nell’evitare di complessarsi, ma al contrario, cercare di essere tranquillo, e attendere il momento in cui si sente pronto per compiere quest’azione oggetto di confronti e di discussione tra coetanei.
  • 48
    Riuscendo a spiegare queste piccole cose al figlio, il genitore potrà cercare di evitare che questo si faccia una serie di complessi e che quindi possa sentirsi triste, inferiore e talvolta inutile quando parla coi suoi coetanei.
  • 49
    I complessi d’inferiorità nascono in un qualsiasi momento, e per evitare che questi possano nascere è veramente importante che il genitore riesca ad intervenire e parlare col proprio figlio nel momento più adatto, ovvero nel momento in cui questi sono appena nati.
  • 50
    In questo modo, si eviterà che il proprio figlio eviti di frequentare i proprio coetanei, e allo stesso tempo, che combini delle cose che potrebbero causare dei problemi che si potrebbero tranquillamente evitare.

Tags

, , , , , , , ,


Commenti alla guida

 
Chiudi

You need to log in to vote

The blog owner requires users to be logged in to be able to vote for this post.

Alternatively, if you do not have an account yet you can create one here.

Powered by Vote It Up