Come facilitare nei figli la formazione di una buona dose di abilità sociali

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Formarsi delle amicizie nel corso della crescita di un bambino è della massima importanza. Secondo gli esperti chi ne viene privato, per un motivo o per un altro, può andare incontro a disistima e a forme depressive.

Istruzioni

  • 1
    E’ quanto mai indispensabile che un bambino stringa delle amicizie con i suoi coetanei. Spetta al genitore predisporre le migliori condizioni di base perché ciò possa accadere e il bambino possa sviluppare le sue competenze sociali fin da piccolo nelle direzione più positiva e ottimale possibile.
  • 2
    Va da sé che, se ci si riporta ai primi anni di vita da bambini, si capisce come l’interscambio socio-emotivo era, ed è, circoscritto solo alla mamma e al papà. Poi andando man mano avanti , in età prescolare, si ha modo di sviluppare un’interazione più ampia.
  • 3
    Ai genitori via via si affiancano i fratelli, i cuginetti e i vicini di casa. Ed è con questi soggetti che noi tutti, fin da piccoli, abbiamo iniziato a snodare le nostre prime importanti abilità sociali. Senza dubbio sono stati i nostri genitori a tracciarci, già in tenera età, le linee cardini che ci hanno portato ad avere, col tempo, delle sane amicizie.
  • 4
    In che modo? Essi ci hanno dato l’esempio concreto di come porci nel campo delle amicizie. Sono stati per noi dei validi modelli di comportamento e quindi di riferimento . Infatti è normale che se un figlio ha modo di vedere che il papà o la mamma interagiscono in maniera positiva con i propri amici, sono più propensi ad agire allo stesso modo.
  • 5
    Cominciando già in età prescolare, sempre con dimostrazioni pratiche di riferimento comportamentale, ci hanno fatto intendere come, sia in casa che nelle amicizie, non bisogna essere parsimoniosi nell’uso di certe formule standard di cortesia del tipo: “ti ringrazio”, “per favore”, “scusami” ecc…
  • 6
    Pertanto fa lo stesso anche tu e adoprati per agevolare gli incontri di tuo figlio non solo con i soggetti appartenenti all’ambito familiare, ma anche con altri bambini che sono fuori della cerchia conosciuta.
  • 7
    Per ottenere dei risultati positivi in questo senso basterà proporti come matrice non solo d’intrattenimento, ma anche di appoggio alle nuove relazioni amicali. Ti basterà, di tanto in tanto, programmare delle festicciole in casa, brevi incontri di condivisione o di giochi, oppure fare varie uscite per andare insieme a tuo figlio nelle aree preposte ai parchi gioco.
  • 8
    Saranno queste semplici modalità che ti permetteranno di offrirgli l’opportunità di apprendere, di ampliare e di sviluppare quelle abilità sociali che poi gli serviranno lungo il corso della crescita. : Ma per poter educare con coerenza e in conformità al suo sviluppo socio emotivo è necessario che tu conosca certune caratteristiche basilari dello stesso.
  • 9
    Sappi che, durante il periodo prescolastico, il tuo bambino accetterà di stare in un gruppo solo per arrivare a concretizzare determinate attività di giochi. Non ci sarà in lui altra motivazione o esigenza intima..
  • 10
    Tieni pertanto conto del fatto che le sue amicizie saranno carenti in quanto a stabilità, e si presenteranno di breve durata e molto fragili perché continuamente interrotte da bisticci con i coetanei. Quindi non credere che, per questo suo comportamento, egli sia da considerare un bambino del tutto “particolare”.
  • 11
    Quando sarà più grandicello, o meglio in età scolare, avrà modo invece di allargare la sua cerchia di amicizie e allora allaccerà rapporti più duraturi con i compagni di classe e egli stesso si troverà a svolgere un ruolo socialmente più importante.
  • 12
    Cosa spetterà allora fare a te? Senza dubbio dovrai cercare di offrigli un valido supporto, captando il momento opportuno. Tieni conto che l’età scolastica è quella in cui si comincia a condividere con gli altri gli stessi interessi, in special modo, ad esempio, per le attività sportive.
  • 13
    E’ il momento allora di assecondare tuo figlio, qualora te lo chieda, di frequentare uno sport di gruppo. In questa direzione egli potrà godere di rapporti di amicizia molto più stabili e positivi e apprenderà ad interiorizzare e ad accettare il rispetto delle regole del gruppo di appartenenza.
  • 14
    Senza dubbio anche a quest’età nei suoi rapporti amicali egli potrà avere dei dissapori e degli attriti, ma saranno solo e puramente a livelli occasionali . Sarà compito tuo aiutarlo a risolverli nel miglior modo possibile.
  • 15
    Ricordati che man mano che egli crescerà, sarà portato a sostituire sempre di più la tua figura genitoriale con quella dei coetanei. E allora sì, che egli avrà bisogno di essere in possesso di una buona dose di abilità sociali.
  • 16
    Cerca di essere presente al suo fianco per fornirgli quei consigli validi a permettergli di selezionare i propri compagni, a capire quali qualità siano da privilegiare massimamente, su come mantenere i rapporti collaborativi e, se è il caso, anche di come porre in campo delle trattative scambievoli.
  • 17
    Fagli capire che i rapporti con i pari sono di natura ben diversa da quelli instauratisi nel tempo con te e con tuo marito. Infatti mentre sul fronte genitori il rapporto era, ed è, incentrato in buona parte sul “ricevere”, quello coi coetanei sarà maggiormente impostato sul “dare” . Impari pertanto a regolarsi di conseguenza.
  • 18
    Dovrà anche interiorizzare che, durante eventuali diverbi nel gruppo di appartenenza, sono da evitare le reazioni negative. Se dovesse, per un motivo anche ragionevole e condivisibile, arrabbiarsi con qualcuno dovrà allo stesso tempo essere in grado di gestire positivamente questo sentimento di rabbia e provare a calmarsi, arrestandosi nel momento più opportuno.
  • 19
    Sarà sufficiente che faccia la famosa conta fino a 10 per pervenire al ripristino della calma interiore. Potrà poi successivamente chiedere all’amico di discutere e rivedere i punti di vista di entrambi e cercare un accordo.
  • 20
    All’occorrenza potrai proporgli i famosi giochi di “ruolo”, detti anche “d’infingimenti” perché apprenda sul piano pratico come debba agire in caso di grossi disaccordi. Gioca pertanto direttamente con lui e avrai modo così di verificare, proprio attraverso i giochi “di ruolo” cosa egli abbia in realtà tesaurizzato e su quali punti invece è necessario ancora insistere.
  • 21
    Sempre in caso di alterchi e di discussioni dovrà essere pronto a posizionarsi dal punto di vista anche dell’altro. In questa direzione incoraggiamolo a farlo già tra le mura domestiche, esprimendo con molta calma il suo punto di vista, ma nelle stesso tempo prestando ascolto all’altro, senza fare interruzioni di sorta o temere eventuali richiami spiacevoli.
  • 22
    Cerchiamo di lodarlo ogni qualvolta che sarà in grado di gestire e di risolvere una situazione non del tutto semplice, basata su conflitti in casa . Riconosciamogli spesso il merito del suo buon comportamento .
  • 23
    Questo è quanto…..nel periodo dell’età scolare di nostro figlio, ma poi egli perverrà alla preadolescenza e successivamente all’adolescenza, periodi questi che possiamo definire molto problematici. Infatti sono quelli in cui comincia a prendere corpo tutta una serie di tentativi di distacchi dalla dipendenza emotiva dei genitori.
  • 24
    Sono periodi di crescita che abbiamo vissuto tutti e sappiamo che non sono dei passaggi di crescita facile, ma abbastanza delicati e complicati. In vista dell’età adulta non è certamente facile provare a conquistare una certa autonomia, abbandonando la bella e felice età dell’infanzia.
  • 25
    E’ una meta molto ambita e desiderata, ma pur sempre temuta e sofferta perché piena d’incognite. E’ in questo delicato passaggio dei nostri figli che le abilità sociali non ancora consolidatesi potranno essere messe a dura prova.
  • 26
    Egli potrà incontrare nel gruppo di appartenenza delle grosse difficoltà , sia in quanto ad accettazione che ad uniformità d’intenti. Si può essere rifiutati, messi da parte, essere irrisi, diventare vittime, sentirsi inadatti per mancanza dei requisiti sociali richiesti.
  • 27
    A volte queste difficoltà e questi problemi di “rottura” col gruppo dei pari possono essere di breve durata, altre volte rappresentano vere e proprie fuoriuscite dal gruppo con forme abbastanza marcate di isolamento sociale.
  • 28
    Per evitare che tutto questo accada tuo figlio dovrà cercare di adottare il comportamento più consono per essere accettati e non rifiutati in seno al gruppo di pari. Quale? Diamogli delle dritte in merito.
  • 29
    Sollecitiamolo a proporsi come soggetto fortemente collaborativo, a rendersi utile il più possibile, a mostrare la propria bravura sia nei giochi sia in altre attività e non ultimo ad avere la capacità di immedesimarsi nei problemi degli altri membri del gruppo.
  • 30
    Il suo comportamento dovrà essere all’insegna della disponibilità e della cortesia verso tutti. Dovrà mostrare di saper condividere alcune scelte operate dal gruppo , di essere capace di ascolto e di rispetto, di essere sufficientemente in grado di auto controllarsi.
  • 31
    Non potrà, sempre per esigenze di appartenenza ad un gruppo, non tenersi lontano da qualsiasi comportamento o atteggiamento che sia improntato o possa avere la parvenza di aggressività, di prepotenza , di egocentrismo e d’irascibilità.
  • 32
    Le regole che il gruppo si è date dovranno essere rispettate e sarà bene non proporsi mai come un elemento di continuo disturbo. Se questo accadrà i compagni capiranno che egli è del tutto deficitario di competenze sociali.
  • 33
    Il risultato sarà purtroppo l’esclusione dal gruppo senza se e senza ma. Se tuo figlio è un ragazzo timido, ansioso, insicuro, oppure si sente fortemente a disagio nel gruppo incontrerà grosse difficoltà a farsi accettare, pur non avendo alcun vero problema d’immaturità socio-comportamentale.
  • 34
    In questo caso i tuoi stimoli , il tuo supporto, le tue direttive saranno ancora più importanti . Saranno le uniche leve che potranno indirizzarlo per il meglio e in virtù delle quali gli si vieterà di andare ad alimentare la schiera dei cosiddetti “presi in giro”, o derisi.
  • 35
    Incutigli più e più volte al giorno fiducia in se stesso , spronalo a non aver paura del giudizio dei compagni . Fagli capire che essere diversi o sentirsi un diverso non è affatto negativo. La diversità è legge che governa la natura e , in virtù di essa, possiamo dirci unici, uguali solo a noi stessi e non copie conformi.
  • 36
    Spingiamolo a riflettere sulle differenze che si vedono nella natura. In essa infatti sarà difficile che si possano essere due sassi che presentino la stessa forma o due alberi della stessa specie di uguale grandezza.
  • 37
    Questo suo essere diverso dagli altri non dovrà mai spingerlo a sentirsi come un “pesce” fuor d’acqua o essere motivo d’imbarazzo durante le comunicazioni nel gruppo. E’ necessario che egli si convinca che le sue armi vincenti potranno e dovranno essere solo la sicurezza e la padronanza di se stesso.
  • 38
    Qualora dovesse sentirsi deriso o rifiutato non dovrà mai usare un linguaggio duro o proferire a sua volta parole umilianti e offensive nei confronti di chi lo ha preso in giro. Sarà un comportamento questo che disarmerà molto colui che è stato l’artefice della derisione e lo porterà a riflettere sull’azione fatta..
  • 39
    In più potrà sentirsi assai gratificato dal fatto che gli altri membri del gruppo saranno portati a dimostrargli una grande solidarietà, proprio perché, benché soggetto deriso e perdente, è riuscito a essere di gran lunga superiore a chi lo ha ferito e oltraggiato.
  • 40
    Ricordati che solo nel gruppo dei suoi pari, tuo figlio potrà sviluppare e portare a completamento il suo processo di crescita individuale e sociale. Senza dubbio gli costerà non poco . Andrà incontro a non poche delusioni e, per non impattare in una definitiva interruzione relazionale col gruppo, dovrà continuamente e progressivamente riaggiustare “il tiro” .
  • 41
    Un eventuale respingimento e fuoriuscita dal gruppo dei pari non potrà non comportare che danni notevoli . Ne andrà della sua autostima, ne verrà l’instaurazione di un gran senso di abbandono e di solitudine.
  • 42
    Dal tutto non potrà che conseguirne una deviazione negativa ed una interruzione delle competenze socio-emotive, ne soffriranno tutte le giuste risposte sociali che dovranno essere date lungo il percorso della vita, nonché le appropriate forme di comunicazione.
  • 43
    In parole povere il rifiuto, l’esclusione dal gruppo dei pari potrà privare tuo figlio di quello sviluppo adattivo che è necessario in un comportamento sociale. E’ stato accertato che tutte quelle persone che hanno una cerchia molto limitata di amici, che non sviluppano a dovere le loro abilità sociali, sono facili prede dell’alienazione.
  • 44
    Cosa fare? Come intervenire? Tutti i genitori , indistintamente, devono sapere che hanno dalla loro parte una grande arma per combattere un eventuale blocco adattivo dei propri figli in campo sociale. Non si tratta che della potente arma della “comunicazione” e dell’ascolto.
  • 45
    Perché potente? Perché gli esperti del campo ci assicurano che eventuali forme negative sociali che si appalesano nell’adolescenza possono alquanto regredire o almeno ridimensionarsi, se si permette al bambino di comunicare molto in casa.
  • 46
    Quindi è quanto mai importante, appena si percepisce che qualcosa non va nelle relazioni del gruppo dei propri pari, intervenire attivando e aumentando tutti i possibili canali di comunicazione. Ma poi ci sarebbe un altro lavoro che è possibile fare.
  • 47
    A dire il vero però è un lavoro che va fatto molto prima dell’età dell’adolescenza. A cosa intendo riferirmi ? A far apprendere al ragazzo a saper contenere le frustrazioni, quando queste si appalesano lungo il cammino della sua esistenza.

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