Come fare ad affrontare il parto in maniera serena?

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Tutte le mamme in attesa non vedono l’ora di vedere, dopo nove mesi di gestazione, il proprio piccolo. Ma anche se questo desiderio è forte molte mamme hanno il terrore di affrontare il parto.

Istruzioni

  • 1
    Ed io, inutile nasconderlo, ero tra quelle. Posso darvi qualche piccolo consiglio per cercare di vivere questo momento non dico tranquillamente, ma almeno nella maniera che sia la più serena possibile?
  • 2
    Ricordo quando ero incinta: vedevo tante donne in attesa in fase avanzata e il loro viso era assolutamente sereno. Io ero al quinto mese appena e già mi vedevo in sala parto ad urlare come una matta e ad imprecare contro tutto e tutti.
  • 3
    Vedevo tantissime donne con il pancione in procinto di partorire ma le vedevo serene e tranquille come se non temessero nella maniera più assoluta il momento del parto. Primo consiglio: non pensate di avere l”esclusiva.
  • 4
    Ogni donna (ovviamente chi più chi meno) ha paura del dolore, teme la sofferenza. E” umano. Parlate e confrontatevi con le altre gestanti: vedrete che riuscirete non dico a superare la paura ma sicuramente troverete il modo per esorcizzarla un pò.
  • 5
    Cӏ stato un momento, durante la mia prima ed unica gravidanza, in cui questo pensiero era diventato quasi una ossessione. Avevo paura non solo di soffrire terribilmente ma anche che qualcosa potesse andare storto per la mia salute o per quella del bambino.
  • 6
    Mi ero un pò incartata con questi pensieri negativi: poi, però, ho cominciato a parlarne con il mio compagno, con la mia famiglia, con colleghe ed amiche e allora questi pensieri si sono ridimensionati ….
  • 7
    Non fate in modo che la paura vi rovini questi momenti magici e preziosi. Godetevi il vostro pancione: là dentro c”è vostro figlio e sente esattamente ciò che voi sentite. Non perdete occasione per riposarvi, per rilassarvi e per trasmettergli serenità.
  • 8
    Mi ero persa in un circolo vizioso di pensieri: ho cercato di avere il controllo su una situazione che non potevo in alcun modo controllare. Ad esempio ricordo che volevo a tutti i costi scegliere io se fare un parto naturale o un parto cesareo.
  • 9
    Leggevo sui pro e sui contro dell”uno e dell”altro , mi informavo, chiedevo alle altre mamme la loro esperienza personale. Ma alla fine, volente o nolente, non sono stata io a decidere ma il mio piccolo.
  • 10
    Alla quarantunesima settimana non avevo ancora nessuna contrazione il mio piccolo non voleva proprio saperne di uscire e allora ho dovuto fare per forza di cose il parto cesareo. Insomma mi ero tanto preoccupata e alla fine per niente!
  • 11
    Ho avuto, infatti, un parto veloce e assolutamente indolore senza doglie o contrazioni. Sofferenza zero nè durante il parto nè durante il decorso post operatorio! Una vera e propria passeggiata di salute!
  • 12
    Secondo consiglio: non fasciatevi mai la testa prima di rompervela. Non dovete stare lì a preoccuparvi prima del tempo. Tenete sempre a mente che la natura è più forte di noi e spesso decide (giustamente) al posto nostro.
  • 13
    A dire il vero mi ero già un pò tranquillizzata intorno alla fine del settimo mese di gravidanza: avevo, infatti, cominciato a frequentare un corso pre parto. L”intento era quello di cominciare a familiazzare un pò con la struttura ospedaliera e con il personale.
  • 14
    E devo dire che alla fine ho trovato molto più di quanto mi aspettassi: in primo luogo ho avuto modo di conoscere tantissime mamme in attesa e ho avuto così la possibilità di dialogare con tutte loro e di confrontarmi.
  • 15
    Poi una dottoressa molto simpatica, per la precisazione una psicologa, è stata davvero di grandissimo aiuto non solo a me ma anche a tutte le altre frequentatrici del corso. Sì questa dottoressa la ricordo con grande affetto.
  • 16
    Fu proprio lei, infatti, a farmi vedere le cose sotto una luce tale che riuscii davvero a tranquillizzarmi non dico in modo totale ma quasi. Ci insegnò delle tecniche di respirazione che possono tornare utili non solo durante il parto ma anche in situazioni di panico e di stress eccessivo.
  • 17
    Facendo questi esercizi di respirazione mi resi conto che fino a quel momento non avevo mai davvero respirato. Non usavo al meglio i miei polmoni! In fase finale ci insegnò come comportarci nel momento critico delle contrazioni.
  • 18
    E poi ci insegnò come affrontare la famosa spinta in fase di parto … Quel giorno tutte noi eravamo accompagnate dai futuri papà che dovevano aiutarci in queso esercizio certo per loro molto facile :-)
  • 19
    Ci faceva immaginare il momento delle contrazioni … Ricordo che diceva eccone una! E noi dovevamo, attraverso la respirazione, non contrastare il dolore ma farlo entrare dentro di noi e renderlo più lieve con la respirazione.
  • 20
    Stavamo ovviamente simulando un travaglio: ricordo che le dissi certo che poi quando ti trovi lì voglio vedere se hai la calma per respirare come si deve … A me come minimo verrà un attacco di panico.
  • 21
    E lei sorridendo disse … Stai tranquilla che in quel momento l’attacco di panico proprio non ti viene! Ricordo poi un giorno … Eravamo tutte lì riunite e la dottoressa comincia a proiettare alcune diapositive.
  • 22
    Ci disse … Chiudete tutto che devo farvi vedere una cosa. Noi tutto ci aspettavamo meno che di vedere quelle immagini: le immagini nude e crude di un parto con tutti gli annessi e connessi! Potete immaginare che cosa scioccante!
  • 23
    Rimanemmo tutte un pò senza parole. Ma come mai questa mossa? Non era un pò azzardata almeno per alcune di noi? La dottoressa sembrava non fare caso alle nostre facce e continuava a parlare: ecco vedete? Qui siamo nella fase del travaglio.
  • 24
    Ecco vedete? Questa è la testolina del bambino che sta uscendo dall’utero. O mamma aiuto! O mamma come farò? No non posso non posso! Insomma noi eravamo impaurite da morire e lei faceva finta di niente.
  • 25
    Terminò la nostra ora di corso e fuori c’era chi non diceva niente e chi invece diceva … Forse non avrebbe dovuto farcele vedere queste immagini sono davvero troppo forti. Ad ogni modo me ne tornai a casa.
  • 26
    E stando lì da sola seduta sul divano col mio pancione cominciai a rivedere nella mia mente quelle immagini: non mi facevano più tanta impressione. Facevano parte dell’esperienza di dventare mamma….
  • 27
    E ricordo che fu proprio in quel preciso momento che sentii la forza della natura: partorire era (al contrario di quel che avevo sempre pensato) la cosa più naturale del mondo. Avevo sempre sperato di fare un taglio cesareo ma da quel giorno in poi sperai con tutte le mie forze di avere un parto naturale.
  • 28
    Terzo consiglio: non pensate che frequentare un corso pre parto sia una inutile perdita di tempo per voi e per il vostro compagno. Io ero scettica al cento per cento ma vi assicuro che mi è stato davvero molto utile.
  • 29
    E mi è stato utile anche se alla fine ho avuto un taglio cesareo con epidurale. Ricordo quando mi misero parcheggiata in una sala dove, immediatamente dopo il parto facevano entrare una persona per volta.
  • 30
    Ovviamente il primo ad entrare fu il mio compagno che mi disse solo, con le lacrime agli occhi, grazie. Non faceva altro che ripeterlo. Io ero al settimo cielo stavo bene e mio figlio stava bene. Che volere di più?
  • 31
    Però dopo un poco ricordo che cominciai ad avere dei tremori molto forti e temetti per un attimo che stesse succedendo qualcosa … Il mio compagno mi disse respira dai respira. Si era accorto della mia difficoltà e mi aiutò a calmarmi attraverso la respirazione.
  • 32
    E mi calmai: i tremori erano dovuti alla anestesia. Io riuscii a farli entrare e a farli uscire con la dovuta calma. Quarto consiglio: non dimenticate mai di fare i dovuti esercizi di respirazione anche se sapete già da tempo che dovrete fare un taglio cesareo. Possono comunque tornarvi utili.

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