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Come fare ad insegnare ai propri bambini a scrivere

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Ecco una guida dettagliata per insegnare ai bambini a scrivere

Cosa serve per completare questa guida:

- colori;
- penna cancellabile;
- quaderno di prima elementare;
- molta pazienza.



Istruzioni

  • 1
    Questa guida viene scritta al fine di insegnare al bambino a scrivere non solo parole semplici ma anche parole complesse. Chiaramente è un lavoro che va fatto a lungo termine quindi dovrete necessariamente armarvi di pazienza e di fiducia
  • 2
    Innanzi tutto bisogna insegnare ai bambini a conoscere tutte le lettere dell’alfabeto e potrete fare ciò spulciando tra le guide che ho pubblicato in precendenza. Potete anche solo limitarvi ad insegnare l’alfabeto attraverso un puro lavoro di fonetica senza insegnare necessariamente come si scrive una lettera inizialmente.
  • 3
    Senza dubbio la parte più importante dell’insegnamento sta nel momento in cui il nostro bambino dovrà distinguere i suoni quindi è di grande importanza insegnare al nostro piccino a distinguere le vocali, parte fondamentale della parola, dalle consonanti.
  • 4
    Fate pronunciare le consonanti senza il contributo delle vocali proprio per far si che il bambino le distingua sotto dettatura. Ad esempio: fategli pronunciare la lettera r “r” e non “erre”. Come già detto lo aiuterà molto nell’ascolto delle parole e conseguentemente nello scriverle
  • 5
    Una volta fatto, possiamo muovere i primi passi verso la dettatura di una parola composta da poche lettere e di facile comprensione per un bambino che non ha mai scritto. Che non contenga ne doppie ne suoni difficoltosi da percepire per il piccolo.
  • 6
    E’ opportuno che siate voi ad imparare a capire se il vostro bambino sta, a sua volta, capendo ciò che gli state insegnando. Anche la sola comprensione di qualcosa, senza saper applicare ciò che si è appreso è un passo molto importante, specialmente per i bambini.
  • 7
    Per capire se effettivamente sta apprendendo ciò che gli state insegnando cercate di trovare una prova anche lieve che conferma ciò. Esempio:
    se sotto vostra dettatura scrive “csa” invece che “casa” vuol dire che ci siamo.
    Quindi non insistiamo molto sulla parte teorica e continuiamo con l’esercitazione
  • 8
    Un ottimo modo per far esercitare il bambino sulla scrittura è la ripetitività di una stessa parola o frase. Infatti il bimbo, ripetendo ciò che ha scritto in precedenza, fisserà il modo in cui scrive le lettere e man mano che le reincontrerà non avrà più difficoltà a riscriverle
  • 9
    Abbiate la pazienza di non fermare il bambino se sta commettendo un errore di calligrafia. In questa prima parte di insegnamento la cosa più importante è quella di far capire al bambino il meccanismo utile per scrivere.
  • 10
    Per meccanismo intendo la percezione del suono, il saper distinguere le lettere che compongono una frase, il saper associare al suono una lettera e conseguentemente scriverla correttamente. Vi ripeterò spesso che non dobbiamo inizialemente pretendere che il bambino scriva parole complesse. Lasceremo che lo faccia alla fine della guida ;)
  • 11
    Per parole non complesse intendo parole lineari che non contengano doppie lettere ne suoni poco comprensibili dal bambino. Per suoni poco comprensibili intendo suoni dati dal contributo di determinate lettere messe successivamente. Di questo ne parleremo dopo
  • 12
    Non mi stancherò mai di dire che per insegnare qualcosa ad un bambino è importante far conciliare il suo “lavoro” con il divertimento. Magari accanto ad una parola fategli disegnare e colorare l’immagine corrispondente alla parola
  • 13
    A questo punto ci occorrà dare al bambino gli strumenti per cominciare a scrivere le lettere più correttamente associando, come appena detto, il divertimento al lavoro. Quindi bisogna procurare un quaderno a righe di prima elementare (quelli a righe alterne piccole e grandi) una penna cancellabile o una matita e dei colori.
  • 14
    Cominciamo con fargli colorare con colori chiari facendo attenzione che il tratto sia leggero, le righe piccole del foglio di quaderno in modo che il bambino individui facilmente il rigo di inizio di scrittura.
  • 15
    Ora bisogna spiegare la formattatura del testo. Si chiederà a che serviranno i righi (giustamente) voi dovete dirgli che serve a far da guida mentre scrivi e che ogni riga ha una diversa importanza. Le righe piccole saranno, ovviamente, la parte bassa della lettera, quelle grandi la parte alta.
  • 16
    Cominciamo col fargli scrivere tutte le lettere dell’alfabeto però sta volta in modo più preciso possibile (chiaramente non richiederemo una precisione assoluta). Questo ci servirà a cominciar a far scriver in modo ordinato parole anche più lunghe di quelle scritte dal bambino sino ad ora.
  • 17
    Dunque possiamo ora cominciare a fargli scrivere frasi che contengono il suo nome (si sentirà preso in considerazione e sarà più invogliato a scrivere), ma allo stesso tempo che siano composte da parole non molto complesse
  • 18
    Per fargli scrivere frasi intere non dovremo fare altro che insegnarli come fare gli spazi. Inizialmente non riuscirà a calibrare bene sia la scrittura nelle righe sia gli spazi tra le parole. Per aiutarlo fategli dei trattini sotto proprio come si fa nel famoso “gioco dell’impiccato”. Per chi non lo conoscesse si tratta di trattini bassi come questi _ _ _
  • 19
    Un’altra delle cose che non mi stancherò mai di dire è che il bambino riesce meglio a fare qualcosa se si sente padrone della situazione. Dunque non esagerate facendogli scrivere da subito parole difficili o, come gia detto, complesse da scrivere
  • 20
    Una volta insegnate queste basi fondamentali cominciamo a correggere gli errori tipici che i bambini faranno in questa prima parte o gli errori frequenti che continueranno a fare per un po di tempo finche non avranno assimilato i seguenti concetti.
  • 21
    A questo punto bisogna insegnare al bambino le doppie lettere in una parola, iniziamo con la fonetica, quindi fatto ciò, bisogna spiegargli il significato di scrivere due lettere uguali una successivamente dopo l’altra.
  • 22
    Per quanto riguarda la fonetica facciamogli notare la pronuncia più marcata di una lettera in una parola. Ad esempio fategli scrivere sotto dettatura “tapo” e “tappo” quasi sicuramente in entrambi i casi scriverà “tapo” si renderà conto di un controsenso.
  • 23
    Viceversa, se si rende conto già dalla fonetica che la parola “tapo” è diversa da “tappo”, ma, in base alle sue conoscenze, si scrive allo stesso modo, allora spiegategli che tappo si scrive con due “p” messe una affianco all’altra proprio per marcare il tono della parola.
  • 24
    Di certo l’errore delle doppie è solo uno dei tantissimi altri errori che potrebbe commettere un bambino nello scrivere. Infatti di errori di scrittura se ne fanno tanti e delle volte, li fanno anche i grandi (me compreso :) ) successivamente spiegherò i più comuni
  • 25
    Ciò di cui vi parlo sono errori dovuti dal contributo delle lettere “c, h, l, m, n, p, q”. Ora vi chiedere cosa c’entreranno alcune di quelle che vi ho introdotto. Pian piano ve ne renderete conto e ciò che sto per spiegarvi confermerà ciò che ho appena scritto.
  • 26
    Abbiamo superato una buona parte della difficoltà incontrata. Il prossimo ostacolo da superare è quello di insegnare al bambino i suoni “gh” “ch” “gl”. Inizialmente non fate alcun esempio di ciò. Curate la parte fonetica di queste coppie di lettere
  • 27
    Appena dopo l’insegnamento di queste coppie di lettere fate capire al bambino l’importanza che ha saperle. Molte volte quando ci vengono insegnate delle cose e vengono introdotti dei concetti chiave senza che ci venga spiegato il perchè, noi le crediamo superflue e omettiamo di apprenderle e fissarne il concetto
  • 28
    Per fare ciò fate degli esempi fonetici su le parole che contengono i vari ch, gl ecc. Il bambino se già sa scrivere abbastanza bene farà presto a imparare a inserire nel contesto di una parola ciò che gli abbiamo appena insegnato e quindi invece di scrivere “giaccio” ci scriverà “ghiaccio”
  • 29
    A questo punto non vi resta che confermare ciò che potrebbe pensare il bambino dopo l’introduzione di questo nuovo “concetto”. Fategli scrivere parole contenenti “gl” come ad esempio:
    - giglio, aglio, figli ecc.
  • 30
    Continuate l’insegnamento facendogli scrivere parole con “gh” in modo da far fissare anche questa “nuova coppia di lettere”. E’ opportuno farlo facendogli scrivere parole del tipo:
    - maghi, ghiaia, ghiacciolo, ghiro, aghi…
  • 31
    Ovviamente le altre parole difficoltose da scrivere per un bambino so quelle contenenti “ch”. Facciamo attenzione a fargli distinguere gh da ch perchè potrebbero fare confusione. Le parole da far scrivere è forse inutile suggerirvele ma lo faccio per formalità. Sono:
    - chiara, oche, conchiglia…
  • 32
    Bisogna a questo punto far distinguere le parole contenenti “ch” dalle parole contenenti “cch”. Fate gioco forza sul fatto che quelle con la doppia “c” hanno una pronuncia più marcata.
    Fategli scrivere:
    - occhi, giacche, sacchi
  • 33
    Un’altra difficolta da superare è quella da distinguere la e o la i successive a “ch” o “gh”. Questo sarà un passo a volte difficile da affrontare, ma è ovviamente opportuno farlo. Ad esempio potrebbero scrivere “macche” anzichè “macchie”. Fategli capire l’errore facendogli pronunciare la parola al singolare
  • 34
    Insegnateli l’importanza della mutina “h”. Già nell’insegnare la parte fonetica delle lettere nel modo suggerito nel punto 3. Infatti al punto dell’alfabeto prossimo alla h il suono successivo di “g” sarà ” ” cioè un suono muto. O per meglio dire un silenzio =)
  • 35
    Chiaramente come gia visto la mutina assume un ruolo ben più importante ma giustificate subito il fatto che si chiama mutina facendogli esempi di nomi che la contengono come sarah, hercules, john ecc.
  • 36
    Oltre ai nomi fate notare che esistono altre parole contenenti “mutine” come hotel o parole che non starete certo a spiegare al bambino che sono verbi come “hanno” (spiegherete solo che la differenza tra anno ed hanno è che il primo sta per anno composto da giorni e il secondo vuol dire possedere qualcosa)
  • 37
    Un altro errore banale che viene commesso dai piccini è quello di confondere la terna fonetica q, cu e cq. Infatti gli errori comuni che fanno sono quelli di scrivere “aqua” al posto di “acqua” oppure “squola” al posto di “scuola”. I prossimi passi spiegheranno qualhhe espediente per impedire questi strafalcioni.
  • 38
    Purtoppo non esiste un modo bene preciso per far evitare di commettere questo errore. Si impara a non sbagliare più man mano che si conoscono le parole. Infatti si nota poco quanto niente la differenza fonetica tra “scuola” e “squalo” eppure si scrivono evidentemente in maniera diversa
  • 39
    Il prossimo gradino (direi il più semplice) da fare è far distinguere la “np” dalla “mp”. Infatti molti bambini scrivono “inparare” al posto di “imparare” per far ciò bisogna fargli presente le parole che contengono questi suoni e fargli notare sia graficamente che foneticamente che non contengono la n prima della p ma bensì la “m”
  • 40
    Fategli notare che “inparare” o “inpegnarsi” è un modo sbagliato per esprimere tali parole in quanti il prefisso “in” sta per “dentro”. Resteranno impressionati da questa banale spiegazione (direi spartana) e non commetteranno più l’errore
  • 41
    Direi che siamo alla fase conclusiva però per completare l’opera in maniera dignitosa vi introduco altri errori, banali ma senz’altro da spiegare ai bambini. Sono i casi di doppia o e doppia q, benchè siano rari sono frequentissimi
  • 42
    Parole come coordinazione o cooperativa sono certo parole obsolete in un linguaggio infantile ma anche giovanile. Ciò non toglie che non nuoce assolutamente insegnargliele in quanto un giorno potranno di certo tornargli utili
  • 43
    Se le parole con la doppia o sono obsolete per bambini e ragazzi figuariamoci l’unica parola con la doppia q. Forse molti non sono a conoscenza della sua esistenza ma la parola “soqquadro” suscita curiosità in tutti :)
  • 44
    Se durante tutta la guida vi ho ripetuto, a volte anche fino alla noia, di non far scrivere al bambino parole complesse, ora ha tutte le carte in regola per farlo, quindi perchè non sfidarlo a scrivere qualche parola più difficilotta per lui?
  • 45
    Siamo giunti alla conclusione della guida. Ricordate che i passi vanno fatti uno alla volta con calma e pazienza senza pretendere di ottenere risultati immediati e subito perfetti. Questo lavoro sebbene potrebbe portarsi avanti a lungo, frutterà molto in futuro al bambino.
  • 46
    Pensate infatti che ci sono molti ragazzi, e talvolta molti adulti, che sebbene l’età e l’esperienza commettono ancora errori banali. Ciò deriva dal fatto che da piccoli sono stati poco esercitati a scrivere o non hanno ricevuto un buon insegnamento. Ciò che si apprende da piccolo è fondamentale per tutta la vita

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