Come fare fotografia – parte 2, basi dell’esposizione, apertura di diaframma

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Nella macchina fotografica, o meglio nel suo obbiettivo, si nasconde un meccanismo che simula il meccanismo naturale di adattamento dei nostri occhi all’intensità luminosa di una fonte.
Questo meccanismo è il diaframma; scopriamo come funziona e a cosa serve.

Istruzioni

  • 1
    La funzione del diaframma di un obbiettivo fotografico è quella ri regolare la quantità di luce che entra.
    Questa regolazione avviene attraverso un meccanismo che permette di variare la dimensione del foro che si crea all’interno dell’ottica.
  • 2
    Questo meccanismo è formato da una serie di lamelle metalliche (in numero variabile da 5 a 9 o più). Queste lamelle agiscono scorrendo le une sulle altre; questo scorrimento permette di aprire o chiudere ovvero di allargare o restringere il foro circolare (o pressappoco circolare) generato all’interno di queste lamelle.
  • 3
    L’apertura massima del diaframma prende il nome di “massima apertura” e consente di far passare la maggior luce possibile.
    Questo valore si ottiene dividendo la lunghezza focale dell’obbiettivo per il diametro dell’apertura stessa.
    Il risultato di questa operazione prende il nome di f-stop.
  • 4
    Mano a mano che si riduce l’apertura il numero f-stop aumenta (in conseguenza dell’aumentare del rapporto tra lunghezza focale e diametro dell’apertura del diaframma).
    Via via che aumenta il valore di f-stop diminuisce la quantità di luce che il diaframma lascia passare.
  • 5
    Matematicamente è evidente che al raddoppiare del numero f-stop corrisponde un dimezzamento della quantità di luce che attraversa l’obbiettivo.
    In relazione all’esposizione fotografica l’apertura di diaframma è in relazione al valore iso direttamente.
  • 6
    Per intenderci bene se una foto risulta esposta correttamente a iso 100-f2,8 otterremo la stessa esposizione impostando la macchina a iso 200-f4 o a iso 400 f5,6.
    Ci importi solo sapere al momento che le esposizioni saranno molto diverse da un punto di vista di messa a fuoco.
  • 7
    La progressione tipica delle aperture (quelle espresse sulle ghiere dell’obbiettivo per capirci) sono:
    1 – 1,4 – 2 – 2,8 – 4 – 5,6 – 8 – 11 – 16 ecc…
    La relazione che lega questi valori è la radice di due e da un punto di vista di valori iso o di tempi di esposizione è pacifico che per un valore stop superiore nella scala appena espressa è necessario compensare raddoppiando o il tempo di esposizione, o la sensibilità iso.
  • 8
    Da un punto di vista artistico invece il valore di apertura del diaframma consente di eseguire una messa a fuoco selettiva, che consente di donare allo sfondo il classico effetto sfocato dei ritratti dei fotografi professionisti.
  • 9
    Questo effetto è conseguenza di una proprietà interessante.
    Infatti più è grande l’apertura diaframma ( quindi più è piccolo il valore f-stop), più la profondità di campo sarà ristretta, permettendo di ottenere un fuoco selettivo sul soggetto, sfocando lo sfondo.
  • 10
    Infine un ultima curiosità; le classiche foto controluce in cui si vedono i raggi del sole allungarsi per formare una stella sono diretta conseguenza della forma non circolarmente perfetta del diaframma.
    Esso infatti presenta degli angoli, per cui il circolo generato non ha forma circolare ma poligonale, con tanti angoli quante lamelle.
    Potete provare a esaminare varie foto scattate in questo modo e capire quante lamelle aveva l’obbiettivo della macchina usata!

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