Leonardo.it

Come fare il vino in casa

0 votes, average: 0,00 out of 50 votes, average: 0,00 out of 50 votes, average: 0,00 out of 50 votes, average: 0,00 out of 50 votes, average: 0,00 out of 50 voti
Condividi

Una guida utile per produrre il vino in casa propria

Istruzioni

  • 1
    In questa guida parleremo di come preparare una riserva di vino fatto in
    casa, partendo dalla compera dell’uva fino a giungere alla realizzazione del prodotto da servire a tavola. Se siete stanchi della solita birra del sabato sera e volete disporre di qualcosa di veramente forte, da usare in qualsiasi occasione, seguite questa breve guida.
  • 2
    Per la realizzazione del prodotto bisogna disporre di attrezzi abbastanza specifici e di una cantina per la conservazione dei recipienti.
    Forse molti di voi non lo sapranno, ma il vino non nasce direttamente nelle bottiglie, no, ci vuole l’uva per farlo. Sarà quindi vostra cura procurarvi dell’uva da vino (e non da tavola), che potrete trovare da un viticoltore qualsiasi.
  • 3
    L’ italia è famosa per i suoi siti vinicoli. Tra i vari tipi di uva comunque vi consiglio quella di montepulciano che ha un’ottimo rapporto qualità/prezzo. Inutile dire che dalla qualità dell’uva dipende la bontà del vino.
    Quella di montepulciano, come del resto anche le altre qualità di uva, variano il prezzo di annata in annata.
  • 4
    Per quanto riguarda la quantità da comprare, vi basti sapere che un quintale di uva può fruttare da 65 a 70 litri di vino (quindi dipende da quanto vino avete intenzione di produrre, ma già 3 quintali sono sufficienti per stare tranquilli un anno intero senza esagerare).
  • 5
    Il prezzo però non prevede il trasporto dell’uva a casa vostra. Se volete usufruire della consegna a domicilio il prezzo può aumentare. Il periodo migliore per comprare l’uva è da fine settembre a tutto ottobre.
  • 6
    Una volta comprata l’uva senza perdere tempo passate subito alla prima fase dell’elaborazione: la pigiatura. Per questa fase c’è un attrezzo fatto a posta: la pigiatrice. E’ questa una macchina con l’estremo superiore a forma di imbuto, nel quale viene versata l’uva nelle cassette, che provvede a sciacciarla facendone uscire il succo.
  • 7
    Se non disponete di una pigiatrice, pigiate allora l’uva con i vostri piedi
    come si faceva nei vecchi tempi (magari il vino sarà ancora più alcolico!).
    Sia il succo che la vinaccia (così si chiama tutta la parte non liquida del grappolo contenente i graspoli e i semi) vengono lasciati fermentare in una botte per circa 5 giorni (in questo periodo di tempo la gradazione di zucchero deve essere minimo di circa 20-21 gradi. Da questa dipende la gradazione del vostro futuro vino).
  • 8
    La botte deve essere coperta solo da un panno (non chiudetela ermeticamente altrimenti il vino non fermenterà, oppure potreste ottenere dello spumante, che però esige cure diverse). Terminati tutti questi piccoli lavoretti intermedi, il mosto si raccoglie nelle damigiane la cui capacità è di solito di 54 litri.
  • 9
    La fermentazione del vino continua anche nelle damigiane: è perciò importante non chiudere le medesime, dato che nella fermentazione viene liberata anidride
    carbonica. Dopo un mese e mezzo di fermentazione, i recipienti possono essere tappati.
  • 10
    In questa seconda fase è importante chiudere bene i recipienti (che avrete riposto in cantina, o comunque in un luogo molto fresco) con tappi di sughero, per evitare che polvere o insetti possano danneggiare il prodotto.
  • 11
    Si sa che il vino migliora invecchiando, perciò, almeno per i primi tempi non abbiate fretta di berlo, anche se so che sarà difficile!!.
    Dopo un breve periodo di “stagionatura” il vino durante il periodo di luna calante di marzo va travasato nelle bottiglie e tappato con dei normalissimi tappi.
  • 12
    Attenzione! Se sulla superfice del vino compare un velo bianco (fioretta) significa che o l’uva era di qualità scadente o l’intero ambiente di lavorazione poco pulito. Ciò provoca un’alterazione del sapore del vino e un abbassamento della gradazione.
  • 13
    Ci sono in commercio delle pasticche che salvaguardano la salute del vino che
    però vanno usate come prevenzione e non quando il vino è già malato.

    A questo punto il nostro vino è pronto e può essere gustato.

Tags

,


Commenti alla guida

 
Chiudi

You need to log in to vote

The blog owner requires users to be logged in to be able to vote for this post.

Alternatively, if you do not have an account yet you can create one here.

Powered by Vote It Up