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Come fare un perfetto parcheggio in retromarcia

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Quante volte capita di fare un parcheggio in retromarcia? Ecco i segreti per parcheggi perfetti.

Istruzioni

  • 1
    Parcheggiare bene non è sempre cosa facile. Spesso si crede che il la guida sia semplicemente una dote innata, invece con un pò di pratica, attenzione e i giusti consigli tutti possono parcheggiare velocemente e con una sola manovra.
  • 2
    Innanzitutto teniamo presente che il parcheggio dev’essere della grandezza giusta. Non si può parcheggiare una station wagon nello spazio di un motorino, ma è necessario capire che spazio occorre per parcheggiare la nostra auto.
  • 3
    E’ utile, prima di partire, fermarsi pochi secondi e posizionarsi a lato dell’automobile, più o meno al centro, per “fare l’occhio” alla lunghezza della stessa. Magari facendoci un giro attorno per prendere coscienza dell’ effettivo volume occupato dal veicolo
  • 4
    Stesso discorso fatto precedentemente vale per la larghezza. Fermarsi qualche istante davanti all’autovettura per guardarne la dimensione aiuta il cervello a capire dove è posizionata la carrozzeria rispetto al lato guida.
  • 5
    Una volta all’interno dell’abitacolo, anche in viaggio, è utile sforzarsi di pensare a quanto è grande il nostro mezzo rispetto a noi. E’ infatti questo che rende più facile capire come muoversi durante le manovre di parcheggio.
  • 6
    Durante la guida inoltre, specialmente in città quando si viaggia a velocità ridotte è di aiuto porre attenzione allo sterzo. Auto diverse hanno sterzi che reagiscono in modi diversi, più morbidi o resistenti a seconda del veicolo usato.
  • 7
    Capire come lo sterzo faccia reagire l’auto infatti è molto importante affinché le manovre durante il parcheggio siano ben calibrate. Un esercizio molto utile è osservare queste dinamiche durante le prove di parcheggio.
  • 8
    Sempre durante le prove di parcheggio ma anche durante l’uso quotidiano della macchina, specialmente alla partenza, è utilissimo capire come utilizzare al meglio l’accelleratore. In parcheggi stretti infatti spesso più che manovre si fanno microaccellerate per sistemare la macchina.
  • 9
    La prossima volta che parti da casa o esci da un parcheggio, prova a capire qual’è la minima accellerazione che puoi dare al motore per far spostare la macchina, e cerca di capire effettivamente a quale distanza, al minimo, puoi spostarti.
  • 10
    In questo modo potresti sorprenderti nel scoprire che se un parcheggio ha la grandezza giusta della tua auto, anche se pensi di non riuscire ad entrare perché non c’è abbastanza spazio di manovra in realtà bastano pochi secondi perché tu riesca a posteggiare, semplicemente facendo dei micro-movimenti.
  • 11
    L’ultima importante informazione che ti serve riguarda lo spazio frontale e posteriore della macchina. Abituarti a conoscerle è piuttosto semplice e puoi farlo quotidianamente senza neanche accorgertene.
  • 12
    Capita spesso infatti di restare in fila ad un semaforo o in coda in mezzo al traffico bloccato. In quel momento osserva chi ti sta dietro. Se non hai sentito un botto provenire dal paraurti posteriore significa che chi ti sta dietro non ti ha toccato/a.
  • 13
    In questo caso osserva bene dallo specchietto la macchina che ti segue, e cerca di capire quanto spazio c’è tra voi. Tienilo presente, perché sicuramente se in un parcheggio ti tieni a quella distanza non toccherai chi ti stà dietro.
  • 14
    La migliore prova è data da pullman, autobus, filobus ecc. Questi infatti hanno il muso praticamente piatto e spesso sembra che ti stiano per venire addosso. Invece (il più delle volte almeno), si fermano a pochi centimetri da te.
  • 15
    Sebbene per alcune persone questo sia inquietante in realtà è utilissimo per capire fino a dove può spingersi la macchina senza toccare. L’autista del bus sta in un punto rialzato e vede benissimo fin dove può procedere.
  • 16
    Di conseguenza tu, se dovrai parcheggiare ad esempio davanti ad un muro, saprai che potrai indietreggiare fino a dove è arrivato l’autista del pullman, autobus, filobus ecc. Oltre a osservare dallo specchietto poggia il braccio sul sedile del passeggero e voltati indietro per osservare bene e memorizzare la posizione.
  • 17
    Discorso analogo vale per la distanza anteriore. Anche qui se trovi un autobus, magari fermo ad una fermata puoi approfittarne per capire fin dove puoi arrivare. Qui è più difficile perché non vedi esattamente dove finisce il muso della tua auto.
  • 18
    In realtà l’ideale per essere consapevoli di dove arriva il tuo muso è la pratica. Ogni volta che parcheggi, guarda bene davanti e cerca di capire dove sei arrivato/a. Una volta scesi dalla macchina si confronta l’effettiva distanza dalla vettura che ci sta davanti, così sapremo che a quella distanza si sta “al sicuro”.
  • 19
    Se stai ancora imparando a guidare, quindi stai facendo scuola guida, ti sarà più facile imparare perché dedichi del tempo solo a quello, e puoi concentrarti per bene su quel che fai, quindi approfittane.
  • 20
    Se invece hai già la patente e magari guidi da tanto, puoi ugualmente imparare, ma c’è bisogno che al momento del parcheggio ti sforzi di concentrarti su quel che fai, magari prendendo un respiro per rilassarti.
  • 21
    La paura infatti, è uno dei peggior nemici delle buone manovre. La paura di sbattere o rovinare la macchina è certo utile per conservare i soldi del carrozziere, ma non deve sfociare in ansia che reprime la mente.
  • 22
    L’ansia infatti limita la nostra cognizione. Invece devi sviluppare consapevolezza di quella che è la tua macchina, conoscendo esattamente il perimetro del veicolo che stai conducendo, per sapere esattamente come manovrare.
  • 23
    Una volta presa coscienza di quello che puoi fare con la tua auto è chiaro che i concetti si estendono a qualsiasi mezzo. Resta scontato, chiaramente, che cambiare vettura implica che la percezione delle distanze che si aveva fino a quel momento va rivista.
  • 24
    In effetti quando un amico ci presta l’auto è normale che ci sentiamo inizialmente un pò spaesati perché non ne conosciamo lo sterzo, le dimensioni, l’accelerazione. Se la nostra auto con un leggero tocco in prima si muove di poco, un’altra potrebbe fare un pericoloso balzo in avanti.
  • 25
    Tuttavia anche cambiando macchina, se i principi sono stati appresi per bene, pur non trovandoci a nostro agio in brevissimo tempo si prende padronanza del mezzo, riuscendo anche in questo caso ad effettuare parcheggi miracolosi.
  • 26
    Ora, finalmente, un pò di pratica. Premesso che la ripetizone e quindi l’esperienza è l’ unico maestro che realmente può assisterci, se sappiamo imparare dai nostri errori, iniziamo col dire che un errore tipico nel parcheggio in retromarcia è sbagliare l’allineamento.
  • 27
    Supponiamo per semplicità di effettuare una manovra di parcheggio in uno spazio tra due auto. Iniziamo con l’accostarci alla vettura che sta davanti al nostro prossimo posto e portiamoci di fianco ad essa.
  • 28
    Tuttavia, non bisogna allineare completamente il sedere delle due auto, bensì il finestrino posteriore della tua macchina dovrà cascare all’incirca a metà della fine della macchina che abbiamo affiancato.
  • 29
    E’ il momento di sterzare. Gira completamente lo sterzo verso destra ed effettua un movimento controllato in retromarcia osservando lo specchietto retrovisore (per intenderci, quello all’interno della macchina, non quello laterale).
  • 30
    Fermati non appena il marciapiede scompare dallo specchietto. Se non dovesse esserci il marciapiede, per avere un riferimento cerca di capire dov’è la ruota posteriore sinistra. Quando è dentro il parcheggio fermati.
  • 31
    E’ ora di controsterzare. Ruota completamente il volante dall’altra parte, ovvero a sinistra, per permettere al veicolo di completare il parcheggio. A seconda di come è stato eseguito il passo precedente ti risulterà più facile o difficile eseguire i movimenti.
  • 32
    Tutto dipende infatti da come si è entrati nel posteggio. Il segreto sta appunto nell’affiancarsi nel modo giusto e nello sterzare bene, all’inizio. Come si dice, chi ben comincia è a metà dell’opera.
  • 33
    Infine correggi il tiro dando delle piccole aggiustate con il volante, andando leggermente avanti o indietro a seconda delle manovre effettuate. Solitamente un buon parcheggio richiede la prima sterzata, una controsterzata e una correzione, mettendo le ruote dritte per sistemarsi.
  • 34
    Un parcheggio perfetto in realtà và effettuato con solamente le prime due manovre descritte. Se effettuate in maniera precisa sono sufficienti per posizionare la macchina in qualsiasi parcheggio normale.
  • 35
    Nel caso il posto sia davvero molto stretto, la pratica da seguire è la medesima con la sola differenza che anziché entrare completamente ci si potrebbe trovare a fare numerose controsterzate, muovendosi avanti ed indietro, e qui ritorna utile conoscere bene come risponde il proprio accelleratore.
  • 36
    Seguendo i consigli di questa guida dovresti essere in grado di acquisire abbastanza padronanza al volante da parcheggiare in posti davvero stretti. In ogni caso ciò che davvero ti aiuterà sarà ovviamente l’esperienza, ma ricorda che se un parcheggio è grande abbastanza puoi entrarci in retromarcia.

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