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Come funziona un monte dei pegni

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Foto Come funziona un monte dei pegni
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In questi tempi di crisi può succedere di avere difficoltà a far fronte a delle spese impreviste o ad onorare degli impegni presi come, per esempio, il pagamento della rata di un mutuo. Tra le varie soluzioni offerte dal mercato c’è quella di ricorrere al monte dei pegni. Vediamo come funziona.

Istruzioni

  • 1
    Il monte dei pegni nasce alla fine del quattrocento per opera dei frati francescani. In italia sono presenti soprattutto al centro nord e nelle grandi città; molti quelli gestiti da 35 banche tra cui unicredit, san paolo, banca di sicilia e banca regionale europea e qualche banco privato rimasto in particolare al sud.
  • 2
    In pratica il credito su pegno consiste nella concessione di un finanziamento dietro consegna di un proprio bene che può essere un oggetto prezioso in oro o in argento, gemme, orologi, tappeti persiani, pellicce. Se si deve impegnare un anello, un orologio o una collana d’oro non ci sono problemi mentre non tutti i banchi dei pegni sono attrezzati per tenere in custodia pellicce e tappeti. Rispetto al passato, inoltre, è molto difficile impegnare macchine fotografiche o computer perché si deprezzano molto in fretta.
  • 3
    Al banco si può ottenere in media una somma corrispondente a quattro quinti o a due terzi del valore del bene; la percentuale è più alta per gli oggetti preziosi. Questo valore viene stabilito da un perito ed è più basso di quello commerciale. Una volta stabilito e accettato il pegno, il banco rilascia una polizza nella quale sono descritte le caratteristiche del bene impegnato, le condizioni e l’ammontare del finanziamento. La polizza è al portatore quindi può essere anche un proprio familiare a ritirare l’oggetto dato in pegno; prevede spese fisse e un tasso di interesse che oscilla dal 12 al 15%. Il finanziamento dura da 3 a 6 mesi e può essere rinnovato più volte. Se 30 giorni dopo la scadenza il bene non viene riscattato va all’asta (anche online) e, se il ricavato della vendita è superiore al proprio debito, la somma residua rimane a disposizione del proprietario del bene.
  • 4
    Prima di impegnare un bene è utile confrontare l’offerta tra un banco di pegni e l’altro, specie se si tratta di operatori privati. Quando si decide di ricorrere al banco di pegno bisogna tenere in considerazione le seguenti voci: il tasso di interesse, le spese della pratica e della custodia, le penali per l’eventuale estinzione anticipata del pegno o per il rinnovo del finanziamento e i diritti di mora se si paga in ritardo.

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