Come gestire la condiscendenza nei confronti di nostro figlio.

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Ecco ciò che vi spiegherò in questa guida.

Istruzioni

  • 1
    Condiscendenza è l’atteggiamento di tolleranza da parte dei genitori o degli insegnanti nei confronti di un comportamento normale e sano del bambino. Indica che l’adulto è contento di ciò che fa il bambino ed accetta completamente il suo comportamento come buono ed adatto a lui.
  • 2
    Significa che il bambino non viene rimproverato, sgridato o impedito di fare quello che sta facendo, ma piuttosto che si “accondiscende” al suo comportamento, sempre che esso sia normale e sano per la sua età.
  • 3
    Normalmente questa condiscendenza non è espressa da parole ma piuttosto da un atteggiamento di accettazione. Alcune volte il permesso di compiere una data cosa viene dato al bambino dal semplice fatto che i genitori ignorano quanto sta facendo e si astengono dal fermarlo o correggerlo.
  • 4
    Alcuni ritengono che condiscendenza significhi: qualunque cosa il bambino fa, va bene. Essi identificano condiscendenza con assenza di ogni proibizione. Per genitori indulgenti s’intendono quelli che non dicono mai di “no”.
  • 5
    La maggior parte degli psicologi, tuttavia, non chiama questa completa libertà col termine di “condiscendenza”. Probabilmente la si potrebbe anche definire “indulgenza” oppure “eccessiva permissività”.
  • 6
    L’adulto non esercita alcuna funzione utile e costruttiva se permette al bambino di fare tutto ciò che vuole. La condiscendenza propriamente detta si limita all’accettazione di un comportamento normale e sano.
  • 7
    Questo tipo di condiscendenza ha grande valore per i bambini. Essa inoltre, nel complesso, rende più facile e piacevole la vita dei genitori e del resto della famiglia. Una condiscendenza giudiziosa è basata sulla conoscenza del comportamento caratteristico di ogni stadio dello sviluppo.
  • 8
    Tale conoscenza permette ai genitori di tracciare una specie di linea di demarcazione oltre la quale il comportamento del bambino non è appropriato alla sua età: in questo caso il loro dovere non è di essere tolleranti, ma di intervenire, di volta in volta, esattamente a seconda della ragione per cui il bambino ha un comportamento non appropriato.
  • 9
    In questo ambito, una cosa rimane sempre certa: quando i motivi del bambino non sono collegabili con lo stadio di sviluppo in cui il piccolo si trova, l’azione dei genitori non dovrebbe ignorare o tollerare tale comportamento.
  • 10
    I genitori possono agire di conseguenza dando un diversivo al bambino, o parlandogli per insegnargli un miglior modo di comportarsi, o punendolo, o mutando le condizioni ambientali. Questi ed altri sono metodi attivi destinati a modificare il comportamento del bambino.
  • 11
    Al contrario, quando un bambino si comporta in conformità alla propria età, lo scopo non è di correggerlo, ma di lasciare che tutto ciò che deve fare in conseguenza del particolare momento che sta attraversando.
  • 12
    La condiscendenza così intesa è un modo giusto ed auspicabile di raggiungere questo importante risultato. E’ molto importante che i bambini abbiano la possibilità di vivere pienamente a qualsiasi età.
  • 13
    Ogni stadio dello sviluppo dà il suo contributo alla formazione di una personalità forte e sana. Un’infanzia normale e serena costituisce la base di una preadolescenza e di una adolescenza normali e serene.
  • 14
    Un bambino non può saltare alcuna fase del suo sviluppo senza che ne venga in qualche modo indebolita l’intera struttura della sua vita. Non deve risentire in futuro della mancanza delle gioie e soddisfazioni proprie di ogni età.
  • 15
    Probabilmente tutti i genitori e gli insegnanti sono oggi più condiscendenti degli adulti in passato, poichè conoscono meglio il modo in cui i bambini crescono e si sviluppano, sono più desiderosi di adattarsi ai bisogni dell’infanzia.
  • 16
    Senza neanche rendersene conto, sono più tolleranti riguardo al movimento ed al chiasso dei bambini, all’energia e curiosità, al sano desiderio di parlare e di porre domande, al forte bisogno sociale di avere degli amici.
  • 17
    Sia le scuole che dove i bambini si sentono più liberi di essere se stessi. E’ finito il tempo in cui i bambini erano “guardati ma non ascoltati”. I genitori di oggi sono genitori più integrali, conoscono il loro bambino com’è in realtà.
  • 18
    Gli insegnanti d’oggi per nostra grande fortuna hanno contatti più vivi con i bambini e trovano maggiori soddisfazioni nel loro lavoro poiché riescono a trattare con esseri umani liberi e responsabili.
  • 19
    Ben pochi desidererebbero ritornare al tempo in cui non si permetteva ai bambini di essere se stessi, ma si pretendeva al contrario di tuffarli direttamente nella mentalità degli adulti, cosa impossibile.
  • 20
    Comportamento “normale”, adatto all’età, non equivale necessariamente a comportamento piacevole e, per un adulto, facile da sopportare. I bambini molto piccoli normalmente sputano e salivano, ma i genitori accorti non li biasimano.
  • 21
    Non faranno grandi sforzi per correggerli, perchè sanno con certezza che quel comportamento sparirà con la crescita. Modificano piuttosto il proprio atteggiamento per adattarlo a quello del loro bambino.
  • 22
    E così, ad ogni età, alcune reazioni caratteristiche del bambino richiedono che l’adulto vi si adatti. I bambini di 2 anni, per esempio, sono caratterizzati da una testardaggine maggiore di quando erano più piccoli o di quando saranno più grandi.
  • 23
    Intorno ai 2 anni, i bambini lottano per la prima volta per acquistare la consapevolezza di sé. Questo porterà poi inevitabilmente, ma temporaneamente, ad un incremento di caparbietà nel bambino piccolo.
  • 24
    Per la medesima ragione non prestano facilmente i loro giocattoli: l’esagerato senso di possesso è il modo con cui essi esprimono la loro prima consapevolezza di sé. I bambini di 4 anni hanno la caratteristica di mostrare la loro indipendenza con un’affettazione verbale estrema.
  • 25
    Più degli anni precedenti sono pronti a dire parole grosse, o a usare un linguaggio che essi stessi a volte riconoscono non molto “simpatico”. E così, ad ogni età, le reazioni normali dei bambini possono essere difficili da sopportare da parte degli adulti.
  • 26
    Più si conosce riguardo al comportamento comune a tutti i bambini nei vari periodi dello sviluppo, più riesce facile essere condiscendenti. Più si riesce a vedere il contributo che un dato comportamento reca allo sviluppo, più è facile essere tolleranti.
  • 27
    La condiscendenza deve essere una risposta adeguata e libera da parte dell’adulto. La condiscendenza è un atteggiamento di soddisfazione riguardo a un bambino, il cui comportamento è sano e appropriato.
  • 28
    E’ il convincimento che il bambino, sebbene si comporti adesso in una certa maniera, crescerà e il suo modo di fare cambierà. I bambini sono molto sensibili a ciò che gli adulti pensano e provano, forse più di quanto non lo siano a ciò che gli adulti dicono.
  • 29
    Se un bambino ha la sensazione che i genitori sono dispiaciuti del suo comportamento, ma stanno tranquilli perchè sanno che “debbono” tollerarlo, è portato a pensare che sta “prendendo la mano” ai genitori.
  • 30
    Il loro silenzio lo spaventa e lo rende incerto, invece di sostenerlo e rassicurarlo. Dobbiamo sapere con una certa sicurezza quale comportamento consideriamo giusto e quindi permetterglielo di tutto cuore. E d’altra parte non dobbiamo mai esitare a non essere condiscendenti quando abbiamo chiara la sensazione di dover procedere in questo senso.

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