Come guidare il bambino nella crescita iniziale

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Come guidare il bambino nella crescita iniziale

Istruzioni

  • 1
    Dal compimento del primo anno di vita al terzo anno il bambino compie incredibili progressi, sviluppandosi sia fisicamente sia psicologicamente. Il bambino di diciotto mesi è molto vitale ed è pieno di energia da spendere.
  • 2
    Pur non avendo ancora un coordinamento perfetto dei movimenti, corre, esplora ogni angolo, si arrampica su per le scale. Il vocabolario è ancora molto limitato. Incapace di considerare gli altri bambini come suoi simili, non riesce a inserirsi nei giochi di gruppo. A due anni compiuti, invece, possiamo dire che è già quasi un ometto.
  • 3
    Ha un maggiore controllo delle sue funzioni fisiologiche, gli sono spuntati i denti decidui, è più sicuro sulle gambe. Ormai cade molto raramente, quasi mai. Quando cammina tiene ginocchia e gomiti leggermente piegati e corre inclinando lievemente il corpo in avanti.
  • 4
    I movimenti delle mani sono più sicuri e coordinati e afferra qualunque cosa alla sua portata. Acquista coscienza della propria individualità e avverte ogni intrusione nella propria autonomia con un certo disagio e come qualcosa di fastidioso, soprattutto se l’intrusione viene da persone a lui non familiari.
  • 5
    È nella fase del negativismo, tipica del bambino tra i due e tre anni. Col passare del tempo il bambino incomincia ad assumere una fisionomia ben precisa. Vanno tracciandosi, infatti, sempre più nettamente quelle che saranno le sue caratteristiche personali e definitive.
  • 6
    Di norma il bambino tra il secondo e il terzo anno deve fare quattro pasti, di cui due più sostanziosi e due più leggeri. A scopo orientativo riportiamo una dieta tipo valida per un ipotetico bambino sano di diciotto mesi: ore otto colazione con latte e biscotti o fette biscottate con miele o marmellata.
  • 7
    Ore dodici pasto principale con pastina, carne, verdura e frutta; ore sedici merenda con tè e biscotti e marmellata o meglio frutta fresca o frullata; ore venti pappata con minestra di verdure o semolino, uova o formaggio o prosciutto cotto tritato e frutta.
  • 8
    È inutile e dannoso intestardirci a dare al bambino qualcosa che egli dimostra ripetutamente di non gradire, capricci a parte. Ci sono però alcuni alimenti indispensabili, e cioè: latte, pane o biscotti, carne, frutta; ce ne sono altri che possono anche non prendere, per esempio, uova, formaggi, verdure fresche, pasta, yogurt, dolci.
  • 9
    Ce ne è infine altri proibiti ed esattamente: gelati, cioccolato, cibi piccanti, insaccati e cibi grassi in genere, fritti, ecc. Importante è fare in modo che la dieta del bambino rispetti i suoi bisogni alimentari e cioè i corretti apporti calorici e vitaminici.
  • 10
    Per il resto è buona norma lasciare libertà assoluta al gusto individuale e far sì che il momento del pasto sia per il bambino un momento piacevole, da affrontare possibilmente in tutta tranquillità; non da solo ma possibilmente in compagnia, con serenità e senza discussioni inutili.
  • 11
    È considerata una dieta equilibrata, un’alimentazione che contenga in percentuale adeguata ognuno dei tre elementi fondamentali dei nostri cibi, e cioè grassi, zuccheri e proteine. Una ripartizione calorica come quella lì sotto riportata è considerata corretta: carboidrati o zuccheri 50%, proteine 30%, grassi o lipidi. 20%.
  • 12
    È buona norma seguire alcune avvertenze al fine di non interferire sulle proprietà organolettiche degli alimenti. Ad esempio, evitate di tenere a lungo nell’acqua di lavaggio gli alimenti per non impoverirli troppo di quella quota di vitamine dette appunto idrosolubili.
  • 13
    Sempre al fine di evitare impoverimenti vitaminici non cuocete mai le verdure con aggiunta di bicarbonato di sodio nell’acqua al fine di renderle più tenere o digeribili. Inoltre, sempre per salvaguardare l’apporto vitaminico, non lasciate mai bollire le verdure più del lecito e, se potete, usati recipienti di alluminio perché tale metallo è il meno nocivo per il patrimonio vitaminico naturale.
  • 14
    La cottura «a vapore» o l’uso della pentola a pressione è l’ideale per la preparazione dei cibi destinati all’alimentazione del vostro bambino. L’alimentazione del bambino deve essere completata o meglio integrata, nel corso del primo anno di vita, con determinate vitamine, sia perché privi dell’alimentazione esclusivamente lattea, sia perché molto utili per il normale completarsi della maturazione ossea e dell’eruzione dentaria.
  • 15
    Nel corso del secondo e terzo anno di vita l’apporto vitaminico resta importante, ma, in condizioni normali, la dieta è tale da coprire il fabbisogno minimo giornaliero del bambino. Vale la pena di ricordare brevemente cosa sono le vitamine e perché sono importanti.
  • 16
    Le vitamine sono come dei lavoratori invisibili la cui opera continua costante e viene il più delle volte sottovalutata, ma della cui assenza ci si accorge immediatamente perché qualcosa non va o non funziona come dovrebbe.
  • 17
    Dal punto di vista più strettamente scientifico le vitamine sono il principale o l’unico elemento dei coenzimi, cioè di quelle sostanze chimiche che agiscono in stretta relazione con gli enzimi nella pratica di tutte le principali attività metaboliche dell’organismo.
  • 18
    Vengono per comodità divise in due gruppi: le vitamine liposolubili e quelle idrosolubili. La mancanza di vitamine, detta avitaminosi, può provocare vari tipi di malattie; nei paesi progrediti si riscontra anche l’ipervitaminosi, provocate da un eccesso di vitamine.
  • 19
    Nelle nostre regioni le malattie da mancanza sono però molto rare, se non addirittura inesistenti, fatta eccezione per il rachitismo che ha d’altronde cause, o concause, diverse dalla semplice mancanza di vitamina d.
  • 20
    Può darsi il caso, cioè, che il bambino rachitico abbia sempre assunto dosi normali di vitamine, ma che per lui quelle dosi siano del tutto insufficienti e richiedi dosi enormemente accresci, oppure può accadere che la vitamina d non sia utilizzata dall’organismo, per un difettoso funzionamento del metabolismo.
  • 21
    Si tratta a ogni buon conto di casi piuttosto rari e comunque il più delle volte controllabili dal punto di vista medico. Alcune madri chiedono al pediatra di prescrivere il calcio al bambino perché «fa bene alle ossa e ai denti».
  • 22
    Ora certamente il calcio, come altri sali minerali, se dato in dose ragionevole può aiutare la crescita del vostro bambino, ma somministrare calcio senza dare vitamina d è un po’ come premere sull’acceleratore tenendo tirato il freno a mano, perché la vitamina d è indispensabile per il normale metabolismo del calcio.
  • 23
    È importante vita all’aria aperta, esposizione al sole durante il primo e secondo anno di vita, specie nei mesi invernali, e piccole dosi integrative di vitamina d. Le vitamine sono degli elementi indispensabili della dieta.
  • 24
    La loro mancanza può generare gravi disturbi che prendono il nome d’ipovitaminosi a, b, c secondo la vitamina deficitaria. I tetri nomi dello scorbuto, della pellagra sono scomparsi dalle cartelle cliniche dei paesi industrializzati ma gran parte della popolazione mondiale soffre ancora queste gravi malattie.
  • 25
    In seguito agli straordinari risultati ottenuti nella cura di queste malattie, si avviò la moda della somministrazione spontanea, indiscriminata e ingiustificata di prodotti multivitaminici a tutte le persone malate e a quelle sane.
  • 26
    Questa tendenza venne anche incoraggiata dalla disponibilità di vitamine prodotte artificialmente a basso costo economico. Questo fenomeno ha toccato il suo apice negli anni cinquanta e sessanta, per poi venir dimensionato dagli scarsi risultati clinici ottenuti e dal costo legato a programmi di somministrazione generalizzata.
  • 27
    Ora si assiste a una rivalutazione dell’importanza dei livelli vitaminici presenti nell’organismo e al precoce riconoscimento di possibili deficit. Un adulto sano che consumi alimenti variati, difficilmente potrà presentare tali mancanze.
  • 28
    Ma la malattia o particolari condizioni fisiologiche quali la crescita, la gravidanza, l’attività lavorativa molto intensa, può ancora richiedere la somministrazione di supplementi vitaminici, oltre alla normale dieta.
  • 29
    In ogni caso è opportuno che sia il medico a valutare tale opportunità poiché dosi eccessive di vitamine possono causare disturbi irreversibili. È Bene dire che il bambino di norma non risente di piccoli squilibri dietetici sia qualitativi sia quantitativi.
  • 30
    Le capacità di adattamento dell’organismo in evoluzione sono, infatti, sufficienti a compensare eventuali mancanze o errori dietetici. E da rilevare inoltre come siano molto rare le forme di patologia dell’accrescimento direttamente dipendenti da cause organiche e come invece siano molto più frequenti le patie direttamente attribuibili a errori dietetici qualitativi o quantitativi mantenuti per lungo tempo.
  • 31
    Prescindendo comunque dalle gravi turbe della nutrizione, e cioè dai disturbi della digestione e/o dell’assorbimento, due aspetti destano più facilmente preoccupazione nel medico e nei genitori: la gracilità vera e l’obesità, nelle loro varie forme.
  • 32
    Il bambino gracile deve innanzitutto essere ben distinto dal bambino con reali disturbi dell’accrescimento. È, Infatti, più che altro un bambino con un peso piuttosto che con una statura inferiore alla norma e questo carattere lo distingue dal gastro enteropatico in cui di solito a un ritardo ponderale si accompagna di solito un evidente ritardo nella crescita fisica.
  • 33
    La gracilità si manifesta in bambini che hanno avuto circa sempre problemi d’inappetenza, sono cresciuti stentatamente e spesso manifestano facile irritabilità, disturbi del sonno o frequenti cambiamenti di umore.
  • 34
    Questo loro atteggiamento, del resto, spesso è male interpretato dagli stessi genitori che finiscono per irritarsi con il bambino, cosa che tende ad aggravare ancor più lo stato di emotività e di labilità di questi bambini, influendo così negativamente e pesantemente sulla situazione di partenza.
  • 35
    Questi bambini, in effetti, crescono poco, ma crescono, e successivi controlli mostreranno come l’incremento ponderale sia magari la metà o i due terzi di quello previsto, però costante, regolare e senza brusche interruzioni nella curva di accrescimento.
  • 36
    Un simile carattere di regolarità è un ottimo criterio per differenziare questa difficoltà all’aumento del peso e in minor misura della statura dalla vera patologia dell’accrescimento in cui solitamente si ha un’interruzione della curva di accrescimento stesso o, peggio ancora, una perdita di peso.
  • 37
    Se un bambino a un anno pesa 10 kg e ne pesa 10,4 a 16 mesi la situazione non è così preoccupante com’è invece nel caso di un bimbo che a un anno pesa 12 kg e sei mesi dopo ne pesa 11,700, ha cioè perso peso senza un evidente motivo contingente cui attribuire questo stato di cose (malattia febbrile, indigestione o altra banale patologia quasi di sicuro senz’altro).

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