Come impostare e come affrontare un dialogo col proprio figlio.

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Foto Come impostare e come affrontare un dialogo col proprio figlio.
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Il dialogo è alla base di un qualsiasi rapporto personale, specialmente tra genitore e figlio: di seguito, ecco come impostare un dialogo.

Cosa serve per completare questa guida:

- pazienza;
- modi di parlare;
- modi di comportarsi.



Istruzioni

  • 1
    Il dialogo è una parte molto fondamentale del rapporto tra genitori e figli, per il semplice motivo che, senza un dialogo, non ci potrebbe essere appunto nessun tipo di rapporto tra i genitori e i loro figli
  • 2
    Il dialogo tra genitore è figlio è molto importante, poiché questo serve per potersi conoscere meglio, per poter esprimere le proprie opinioni e per poterle confrontare, in modo tale che entrambe le parti ne traggano un beneficio.
  • 3
    Proprio perché il dialogo è molto importante, analizziamo ora le varie conseguenze che possono derivare qualora questo dovesse essere inesistente, e quindi non ci possa essere un rapporto tra genitori e figli.
  • 4
    La prima causa ne può derivare è una freddezza fra entrambe le parti, che appunto non parlando, non riescono a sentirsi in sintonia, e quindi, entrambe si comportano in maniera indifferente verso l’altra.
  • 5
    Una seconda causa potrebbe essere anche il non venire a conoscenza di determinati fatti e problemi che il figlio potrebbe avere, in quanto non ha la possibilità di poterne discutere con i suoi genitori.
  • 6
    Potrebbe anche capitare che il figlio si comporti in maniera molto scorretta, in quanto, il genitore, non dialogando col proprio figlio, non potrà spiegargli che determinate cose non si devono assolutamente fare.
  • 7
    Altro problema che ne potrebbe derivare dalla mancanza di dialogo è un pessimo rendimento scolastico, che potrebbe scaturire appunto dal fatto che il genitore non segue suo figlio nei compiti di scuola, e quindi non lo aiuta.
  • 8
    Infine, il figlio potrebbe avere un dubbio su un qualsiasi argomento, e questo potrebbe rimanere per diverso tempo nella mente del figlio, senza trovare una soluzione, che per correttezza, dovrebbe essere data dal genitore stesso.
  • 9
    Quindi vi sono parecchie cause negative nel non instaurare un dialogo col proprio figlio, cosa che deve essere assolutamente presente in una famiglia che cerca di avere dei figli che crescano in maniere corretta.
  • 10
    Ma sorge una questione spontanea: come si deve impostare e iniziare il dialogo col proprio figlio, affinché il rapporto non geli e quindi si possano apportare determinate correzioni sul comportamento del figlio?
  • 11
    A questo quesito, vi sono una serie di risposte che consistono in comportamenti e situazioni che il genitore deve cercare di soddisfare, affinché il dialogo non venga sempre più a mancare e quindi non si possa aiutare il proprio figlio.
  • 12
    La prima cosa da sapere e che talvolta i figli non hanno voglia di confrontarsi, in maniera civile e utilizzando le parole, coi propri genitori, per il semplice fatto che non si sentono pronti per questo tipo di confronto.
  • 13
    Ovviamente, col confronto si intende assolutamente un tipo di dialogo pacifico, senza che nessuno dei due cerchi in tutti i modi di sopraffare l’altro, imponendo i ragionamenti con la forza e prepotenza.
  • 14
    Qualora il proprio figlio non abbia voglia di parlare con i propri genitori, questi devono lasciare che sia il figlio stesso a cercare di parlare con loro, evitando quindi di costringerlo a tutti i costi.
  • 15
    Nel caso in cui invece sia il figlio a voler iniziare un dialogo coi propri genitori, qualunque sia l’argomento che si decide di trattare, i genitori devono cercare di rispettare due semplici condizioni.
  • 16
    La prima riguarda il fatto che i genitori devono cercare di mettere a proprio agio il proprio figlio, possibilmente, rendendosi subito disponibili allo scambio di opinioni e cercando di stare attenti.
  • 17
    Mettere a proprio agio il proprio figlio, qualora questi voglia parlare coi propri genitori, è un dato molto importante, che per nessun motivo deve mancare, per diversi motivi che porterebbero il figlio a rinunciare di dialogare coi suoi genitori.
  • 18
    Se il figlio infatti non si sente a proprio agio, questo non riuscirà affatto ad esprimersi, per il semplice fatto che si sentirà sotto pressione, temendo di dire delle cose che possono essere reputate sbagliate.
  • 19
    Infatti, in questo clima di tensione, se così si può definire, porterebbe il figlio a dire dei piccoli concetti, in maniera molto breve e veloce, senza riuscire magari a concatenare altri concetti di cui è a conoscenza.
  • 20
    Inoltre, nessuno vorrebbe sentirsi in questa situazione, perciò il genitore, che magari sa già come ci si sente a provare questa spiacevole situazione, deve riuscire ad evitare che questo accada mentre il proprio figlio cerca di parlare.
  • 21
    La seconda condizione che deve essere rispettata riguarda semplicemente il non ignorare il proprio figlio, qualora questi voglia iniziare una discussione su un argomento col genitore per sentire il suo parere.
  • 22
    Ignorare il proprio figlio infatti non è una cosa che dovrebbe essere fatta, in primo luogo, anche per rispetto nei suoi confronti, in quanto ha fatto il primo passo verso la creazione di un dialogo col genitore.
  • 23
    In secondo luogo, un figlio non dovrebbe mai essere ignorato, sopratutto quando tenta di parlare col genitore, in quanto questo porterebbe soltanto alla creazione di una delle cause spiegate precedentemente.
  • 24
    Soddisfate queste due condizioni, sarà importante cercare di impostare una conversazione nel più totale rispetto, affinché si possa dialogare in un clima sereno e senza che nessuno dei due abbia un atteggiamento scorretto.
  • 25
    Il dialogo può avere un qualsiasi argomento: sarebbe molto più opportuno che sia il figlio a proporlo, in maniera tale che poi possa fornire le argomentazioni su un qualcosa che possa conoscere abbastanza bene.
  • 26
    Non è comunque vietato che a impostare un argomento sia il genitore: talvolta, è proprio grazie all’argomento del genitore se si può instaurare un dialogo col proprio figlio, poiché generalmente il genitore sa di cosa parlare.
  • 27
    Analizziamo un discorso tipico di un argomento su cui il figlio possiede molte conoscenze, e vediamo i comportamenti che entrambi devono tenere per far si che questo non degeneri in un brutto litigio.
  • 28
    Chiunque inizi a parlare, deve tenere conto del fatto che deve cercare di non far sentire la persona che sta ascoltando “incompetente” in quella materia, cercando invece di spiegare le varie cose di cui è a conoscenza.
  • 29
    E’ appunto utile, sia che stia parlando il figlio, sia che stia parlando il figlio, di cercare di fornire delle spiegazioni qualora qualcosa possa essere spiegato in una maniera molto più semplice da capire.
  • 30
    E’ anche fondamentale non alzare la voce, per il semplice fatto che la persona che sta ascoltando potrebbe prenderla come una sorta di aggressione dal punto di vista verbale, e potrebbe quindi rispondere alla stessa maniera.
  • 31
    E’ anche importante non imporre la propria opinione con la forza, senza ascoltare l’altra persona oppure cercando di avere la ragione di ciò che si è detto a tutti i costi, poiché bisogna sentire anche gli argomenti dell’altra persona.
  • 32
    Quando è il turno del genitore o del figlio di esprimere la sua opinione, a seconda di chi ha iniziato il discorso, questi devono essere in grado di fornire le loro argomentazioni sempre nel totale rispetto dell’altro.
  • 33
    E’ importante anche che la persona che si si esprime successivamente abbia ascoltato tutto il discorso fatto dal primo che ha parlato, affinché poi possa agganciarsi a questo e riprendere le sue argomentazioni.
  • 34
    Qualora il genitore debba correggere il proprio figlio su un qualcosa che reputa sbagliato, non deve affatto cercare di far sentire il figlio a disagio, poiché magari potrebbe essere che non sappia molto su quell’argomento.
  • 35
    E’ anche da evitare che il genitore poi cerchi di chiudere l’argomento in fretta quando ad esempio il figlio espone delle argomentazioni fuori luogo, ma bensì, cercare di tornare all’argomento originale.
  • 36
    Passiamo infine ad esaminare un dialogo qualora il figlio, o il genitore, non abbiano argomentazioni da esprimere a riguardo, oppure un argomento del quale non ne sono a conoscenza e non possono esprimersi.
  • 37
    In questo caso, colui che conosce bene l’argomento, dovrà impostare il dialogo basandosi principalmente sulle parti che reputa molto più semplici da capire, per permettere appunto un maggiore apprendimento dell’argomento.
  • 38
    In questo modo, colui che non conosce l’argomento, potrà iniziare a formulare le sue argomentazioni, affinché possa essere anch’esso in grado di poter partecipare al dialogo ed esprimersi su quell’argomento.
  • 39
    Infatti, è importante che colui che sappia cosa dire su quel determinato argomento, cerchi di fornire determinate argomentazioni che possano permettere all’altra parte di potersi esprimere allo stesso modo.
  • 40
    Sarebbe infatti inutile fare un discorso per sé stessi, non dando l’opportunità a l’altra persona di esprimersi, poiché questa potrebbe anche smettere di prestare attenzione a chi parla e all’argomento proposto.
  • 41
    Inoltre, è opportuno che il discorso fatto da colui che conosca l’argomento possa venire interrotto dall’altra parte, affinché possa ottenere tutte le spiegazioni supplementari per poter conoscere bene l’argomento.
  • 42
    Sarebbe sbagliato che chi parla si comporti in maniera del tipo scocciata, per il semplice fatto che la parte che ha posto la domanda, potrebbe sentirsi a disagio dopo aver visto quel determinato comportamento.
  • 43
    Come seconda fase di questo dialogo, è opportuno che chi conosca l’argomento entri maggiormente nei dettagli dell’argomento stesso, spiegando anche delle nozioni che potrebbero essere reputati difficili.
  • 44
    Dando queste ulteriori spiegazioni, non si farà altro che semplificare ulteriormente l’argomento, in maniera tale che poi l’altra parte possa esprimersi in maniera concreta su un determinato argomento reputato sconosciuto.
  • 45
    Successivamente, è opportuno far si che la persona che finora abbia ascoltato le varie spiegazioni e argomentazioni, possa finalmente esprimersi, in maniera tale che colui che conosce l’argomento possa conoscerlo.
  • 46
    Da notare che potrebbe accade l’esatto opposto: potrebbe essere il figlio a conoscere per bene un argomento, poiché magari gli piace, oppure perché gli è stato spiegato da qualcun’altra persona o per altri motivi.
  • 47
    Se questo dovesse accadere, il genitore non deve affatto sentirsi a disagio, poiché anche il genitore conosce determinati argomento di cui il figlio è all’oscuro oppure non conosce bene come l’argomento esposto.
  • 48
    Al contrario, dovrebbe far si che il proprio figlio possa esprimersi al meglio delle sue capacità, cercando di fornire al proprio genitore tutti gli argomenti e spiegazioni della quale è a conoscenza.
  • 49
    Il genitore, qualora conosca in maniera poco approfondita quest’argomento, deve cercare di mostrarsi interessato, in maniera da far si che il proprio figlio possa continuare a parlare in maniera decisa.
  • 50
    Questo modo di fare del genitore è molto corretto, affinché il figlio possa stabilire un dialogo col proprio genitore, e che quindi non si senta più a disagio e che cerchi di dialogare sempre più col proprio genitore.
  • 51
    Ancora una volta, è importante ricordare che il dialogo è alla base del rapporto tra genitore e figlio, e che senza di questo, il rapporto sarebbe inesistente e quindi il figlio non potrà crescere in maniera corretta grazie al supporto, correzione e approvazione da parte del genitore.

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