Come insegnare a camminare ai propri figli

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Come guidare i bambini nei primi passi.

Istruzioni

  • 1
    Camminare è l’attività principale di ogni uomo, indispensabile per poter svolgere una serena vita sociale, comoda e rassicurante, senza gravi problematiche correlate alla possibilità di deambulazione.
  • 2
    L’istinto di camminare negli essere umani è insito nel loro dna e, se non sussistono particolari problemi fisici, il bambino sarà naturalmente portato ad effettuare i primi passi senza che gli venga insegnato.
  • 3
    Tuttavia, il ruolo degli adulti è fondamentale per educare il bambino ai corretti movimenti e alle corrette posture nell’azione del camminamento, per evitare che sopraggiungano problemi fisici legati alla scorretta impostazione.
  • 4
    Infatti, se un bambino inizia a camminare effettuando movimenti sbagliati, oppure mettendo male i piedini nell’atto di camminare, potrebbe subire degli importanti scompensi a livello articolare per quanto riguarda le ginocchia e le anche in particolar modo.
  • 5
    Poi, bisogna anche tenere conto che il bambino potrebbe già di suo soffrire di qualche difetto strutturale dei piedini o delle articolazioni, tale che il suo movimento mentre impara a camminare risulti in qualche modo errato.
  • 6
    Uno dei problemi più frequenti, riscontrabili già in età neonatale, è la lussazione dell’anca, che comporta, se non presa per tempo, la necessità per il bambino di portare dei fastidiosi tutori che ristabilzzino la normale mobilità dell’articolazione.
  • 7
    Dei problemi, di lieve o grave entità, al sistema motorio del bambino, potrebbero essere la concausa di un ritardo nel camminare; bisogna quindi fare attenzione ai piccoli segnali che i bambini trasmettono.
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    Ma bisogna, soprattutto, non allarmarsi subito se il bambino presenta dei lievi ritardi sulle tabelle di crescita mediche, per cui magari è in ritardo di qualche mese sui primi passi: potrebbe essere la pigrizia il motivo.
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    Se però ci si accorge che il bambino presenta difficoltà nel deambulare, è sempre consigliabile rivolgersi a un medico che potrà togliere ogni dubbio sulla salute del bambino, verificando se sussistono effettivamente delle problematiche.
  • 10
    Con pochi esami medici il medico può spazzare via ogni dubbio o preoccupazione, nel caso ci sia solo un problema di pigrizia, oppure richiedere ulteriori esami nel caso in cui ci fosse la possibilità di reali problemi clinici.
  • 11
    Il bambino, istintivamente, come prima cosa, inizia a gattonare: questo perché il suo fisico e le sue gambe non sono ancora in grado di sopportare tutto il peso del suo corpo sulle gambe, ancora troppo deboli.
  • 12
    Un bambino, generalmente, inizia a gattonare dai 4-6 mesi circa: è il suo istinto che lo porta a effettuare quel movimento. Il fatto che inizia a gattonare non significa che ci riesca, ma inizia a impostare il movimento.
  • 13
    Il genitore deve seguire il bambino in questa fase delicatissima, assistendolo nelle prime vuole in cui inizia a mettersi con il pancino in terra, e a provare ad alzarsi sulle braccia per effettuare dei movimenti.
  • 14
    Il compito del genitore è innanzitutto fare in modo che il bambino si muova in un ambiente sicuro, quindi mai sul nudo pavimento all’inizio: l’ideale sarebbe un letto o comunque una superficie imbottita bene.
  • 15
    Poi, deve sorreggere il bambino prendendolo da sotto la pancia, facendo in modo che non tutto il peso vada a ricadere sulle sue braccina, ma sostenendolo in parte, in modo tale che il bambino possa abituarsi gradualmente.
  • 16
    Piano piano il bambino inizierà ad essere in grado di sostenersi da solo, e allora comincerà anche a muoversi partendo da quella posizione: il bambino deve imparare a coordinare il movimento delle braccia e quello delle gambe.
  • 17
    Infatti, inizialmente il bambino proverà so lo a mettersi in quella posizione inginocchiata “a cagnolino”, ma non riuscirà ad effettuare spostamenti perché non è in grado ancora di capire quale sia il meccanismo per muoversi
  • 18
    Quando avrà, invece, capito come funziona, troverà naturale muoversi per la casa in quella posizione, effettuando anche spostamenti veloci e rapidi come nemmeno gli adulti sarebbero in grado di fare stando in quella posizione
  • 19
    La facilità di muoversi a gattoni per i bambini, risiede nella loro leggerezza, ma anche nel fatto che potendo contare su quattro punti di appoggio, si sentono più sicuri e hanno una maggiore dimestichezza del movimento.
  • 20
    Il successivo passo, ovvero tirarsi su due gambe, è quello che richiede più tempo e anche quello più delicato per il bambino: innanzitutto c’è da dire che prima inizia a camminare meglio è, anche per questioni pratiche.
  • 21
    Infatti, molte scuole per l’infanzia non accettano al loro interno i bambini se prima questi non siano in grado di muoversi autonomamente, anche in modo non stabile, però devono essere in grado di stare eretti su due gambe.
  • 22
    Il bambino deciderà da solo quando sarà il momento di iniziare a camminare, ovvero quando si sentirà pronto e sicuro, oppure quando dovrà essere in grado di raggiungere degli oggetti che si trovano a una determinata altezza.
  • 23
    Tuttavia, il genitore può sempre stimolare questo momento, senza essere oppressivo o insistente, ma prendendo l’attività come un gioco e iniziando a tenerlo in equilibrio sulle gambette, tenendolo in braccio.
  • 24
    Il genitore, infatti, può prendere il bambino reggendolo sotto le ascelle con le due mani, facendo in modo di non fargli male alle spalle o alle braccia, e poggiando piano piano il bambino con i piedi in terra.
  • 25
    In questo modo il bambino dovrebbe capire che esiste una possibilità di poter stare più in alto, per arrivare ad oggetti a cui, stando gattoni, non potrebbe arrivare, e dovrebbe capire che anche lui può camminare come fanno i genitori.
  • 26
    Attenzione però a non essere eccessivamente prematuri per effettuare questi esercizi, perché si corre il rischio che le ginocchia del bambino non siano ancora pronte a reggere il peso del suo corpo, provocando danni.
  • 27
    All’inizio è quindi consigliato tenere il bambino solo in posizione eretta, senza fargli poggiare i piedini sul pavimento, oppure facendoglielo solo sfiorare per fargli sentire come si deve fare, sempre come fosse un gioco.
  • 28
    Quando il bambino è un po’ più grande, si parla degli 8-12mesi in linea generale, ma ci sono anche bambini precoci e altri che tardano, come già detto prima, sarà il bimbo stesso a dare i primi segnali.
  • 29
    Infatti, il bambino comincerà ad “arrampicarsi” su divani o comunque su mobili che secondo lui possono essere un sostegno per mettersi in piedi e sorreggerlo nei primi passettini che farà per la casa.
  • 30
    Bisogna assolutamente che in questa fase il bambino comunque a portare ai piedi le scarpette, possibilmente di buona qualità e indicate per i primi passi: saranno fondamentali per la giusta postura del piede.
  • 31
    Bisogna fare attenzione che non risultino troppo alte sul collo del piede: il bambino, sentendo questo “impedimento” a cui non è abituato, potrebbe avere dei seri problemi a articolare il piede per camminare.
  • 32
    Di contro, bisogna controllare che abbiamo la tomaia laterale ben rigida e resistente e che quindi possano sorreggere il piede per evitare movimenti innaturali laterali, che potrebbero causare problemi.
  • 33
    Una volta che il bambino sarà in grado di reggersi, o di tirarsi su, da solo sulle gambe, non è detto che inizierà a effettuare i primi passetti, o meglio, tenderà inizialmente a stare fermo dritto in piedi senza sapere come fare.
  • 34
    Il genitore potrebbe prenderlo per sotto le ascelle, mai dal braccino, si rischiano infortuni alla spalla e al gomito, e, sostenendolo, spiegargli come deve fare per muovere i piedi, prima uno e poi l’altro.
  • 35
    Un altro metodo è “l’altalena da porta” ovvero un seggiolino fissato con delle corde a una delle porte della casa, in cui si dovrà sedere il bambino, facendo in modo da regolarlo cosicché lui tocchi con i piedi per terra.
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    In questo modo, il bambino sarà sorretto nel modo più sicuro, e avrà la possibilità di sgambettare e di assimilare il movimento delle gambe, che poi gli servirà per effettuare i primi veri passettini.
  • 37
    Anche il girello è un ottimo alleato per insegnare al bambino a camminare: si può utilizzare dopo il metodo precedente, e in questo modo il bambino, se prima doveva stare relegato in uno spazietto, perché le corde non gli consentivano di muoversi, col girello ha la libertà di andare dove vuole.
  • 38
    Il girello è un sistema sicuro, che va comunque tenuto sotto controllo perché i bambini sono imprevedibili e nonostante siano comunque strumenti su misura di bambino, gli inconvenienti sono dietro l’angolo.
  • 39
    Il genitore deve quindi non perdere mai di vista il bambino, che potrebbe anche capottarsi nel caso incontri un dislivello nel suo percorso, ma anche perché, mosso dalla curiosità del mondo visto da un’altra prospettiva, è portato a toccare tutto ciò che incontra.
  • 40
    E’ consigliabile avere una casa con ampi spazi in cui il girello può manovrare con tranquillità, senza andare a sbattere contro mobili o complementi di arredo, causando anche magari piccoli infortuni ai bimbi.
  • 41
    Nel caso in cui la casa non fosse adatta per questo strumento, il genitore dovrà prendersi la briga di seguire mano mano il bambino, assecondandolo e guidandolo nei primi passi, facendo in modo che effettui i movimenti giusti.
  • 42
    Una volta che il bambino avrà imparato i rudimenti del camminare, avrà quindi assimilato il meccanismo, se non sussistono problemi a livello fisico, il resto lo farà da solo, fluidificando via via il movimento.
  • 43
    Vedere un bambino che si alza per la prima volta e inizia a camminare, è una delle gioie più grandi per i genitori; i primi passi sono una delle emozioni più grandi per una mamma e un papà e saranno senza dubbio parte dei ricordi indelebili legati al figlio.

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