Come insegnare a leggere

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La lettura è il pane della mente, occorre assimilare bene questa capacità.

Istruzioni

  • 1
    La lettura è una delle cose più belle che si possano fare nei momenti di relax:leggere apre la mente, allena il cervello e stimola i pensieri, esercitando un’azione benevola su tutto il corpo e lo spirito.
  • 2
    Leggere stimola la fantasia e aiuta gli individui a scoprire mondi nuovi e sconosciuti, raccontati ora da un personaggio contemporaneo, ora da un personaggio vissuto qualche secolo prima, ma ancora attuale.
  • 3
    Imparare a leggere bene è di fondamentale importanza: è paragonabile all’imparare a parlare o a camminare, per il ruolo che svolge poi quest’abilità nel futuro delle nuove generazioni dei giorni nostri.
  • 4
    E’ vero, qualche decennio fa erano tanti i giovani che per cause di forza maggiore non potevano intraprendere un percorso di alfabetizzazione, anche basilare, e non si può dire che abbiano vissuto o vivano, male.
  • 5
    Ma i tempi sono cambiati, la società si è evoluta, e questo tipo di società non ammette l’ignoranza, specialmente sulle basi. Se non si è in grado di leggere, non si possono apprendere le nozioni fondamentali.
  • 6
    Non basta solo saper leggere: bisogna saper leggere bene, comprendendo quello che si sta leggendo, riuscendo a cogliere il significato esplicito e implicito di quelle parole stampate su carta o impresse in dispositivi digitali.
  • 7
    Si, il digitale, che tanto ha rivoluzionato il mondo moderno, non può essere utilizzato se non si è in grado di leggere: se prima, cento anni fa, erta possibile vivere senza saper ne leggere ne scrivere, oggi è impensabile.
  • 8
    Il saper leggere è un’abilità che i bambini imparano solitamente nei primi mesi della scuola elementare, dopo aver imparato a scrivere: a differenza dello scrivere, il leggere, richiede più tempo e applicazione.
  • 9
    Bisogna anche saper distinguere tra saper leggere e saper leggere bene: imparare a leggere non è nemmeno tanto difficile una volta che si è imparato a scrivere: leggere bene richiede più impegno e più tempo.
  • 10
    Saper leggere bene vuol dire riuscire a dare un tono e un senso a quello che si sta leggendo, rispettando la punteggiatura, le pause e cercando di interpretare quello che c’è scritto, senza effettuare letture monotone.
  • 11
    La capacità è appunto quella di riuscire a coinvolgere chi ascolta la lettura, rendendolo partecipe di quello che si sta dicendo e leggendo, coinvolgendolo anche emotivamente: sono capacità che si apprendono con il corso degli anni.
  • 12
    Il bambino che inizia a leggere, dopo aver capito il meccanismo e aver appreso le basi, è importante che impari a leggere bene i segni grafici della punteggiatura, rispettandoli e capendo come funzionano.
  • 13
    La punteggiatura assume un ruolo fondamentale, perché è l’elemento base per far si che una lettura abbia un senso logico e compiuto e che quindi sia comprensibile sia a chi legge, ma soprattutto a chi ascolta.
  • 14
    La punteggiatura serve a dare ritmo e a scandire i tempi di lettura, indicando quando termina un periodo e quando inizia il successivo, indicando dove fare le pause e indicando quanto devono durare le pause.
  • 15
    L’apprendimento della punteggiatura è un’abilità che il bambino dovrebbe acquisire non prima della quarta o quinta elementare, per essere nel pieno della sua comprensione, ma riuscirà ad applicarla al massimo solamente una volta giunto nelle scuole superiori.
  • 16
    Saper leggere bene, immedesimandosi nella lettura, è anche questione di sensibilità: molti testi richiedono una sensibilità elevatissima per essere letti come si deve, e i bambini potrebbero non riuscire a entrarci.
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    Bisogna però fare attenzione, perché tante volte la non capacità di leggere in modo spedito e veloce, potrebbe risiedere in un problema di apprendimento, non solo in un problema di volontà del bambino.
  • 18
    Ci sono infatti delle patologie, come la dislessia, che non sono facili da riconoscere, ma che si palesano come una grande difficoltà del bambino a leggere in modo scorrevole anche testi semplici che non presentano particolari difficoltà..
  • 19
    Non è facile riconoscere questo disturbo, e solitamente non è rilevato nei primi anni in cui il bambino comincia a leggere: si pensa sempre che sia un problema del bambino, una mancanza di volontà da parte sua, specialmente durante i primi anni.
  • 20
    Per questo motivo, questo problema viene rilevato, solitamente, solo una volta che il ragazzo arriva nelle scuole medie: sarebbe compito degli insegnanti riconoscere il problema e segnalarlo prontamente ai genitori.
  • 21
    Non esiste una tecnica uguale per tutti i bambini per insegnare a leggere: ogni bambino dev’essere preso per le sue attitudini e l’insegnamento va fatto in base alle loro reali attitudini e capacità individuali diversificate.
  • 22
    Bisogna quindi capire quali siano le attitudini di ciascun bambino, per provare a insegnargli nel modo migliore, e più veloce, a leggere, senza che per lui sia un obbligo a cui può reagire in senso opposto.
  • 23
    Il bambino rischia di sviluppare un rifiuto per l’attività, ritardando l’apprendimento e quindi complicando il proseguimento dell’insegnamento, restando indietro rispetto ai compagnetti di classe, con un senso di profonda frustrazione.
  • 24
    Solitamente però i bambini i primi rudimenti li imparano da soli, contemporaneamente all’apprendimento della scrittura, per lo meno imparano a riconoscere le lettere e i suoni associati alle singole o ai gruppi.
  • 25
    Infatti, i l problema non è il metodo d’insegnamento dei rudimenti, anche perché per imparare a scrivere bene, per associare e riconoscere le parole, il bambino deve essere in grado di riconoscere i segni e riportarli.
  • 26
    Uno dei metodi più validi e sicuramente più utilizzati, è quello di far leggere i bambini a voce alta, in modo tale che, sentendo il suono della loro voce, capiscano dove stanno sbagliando e che non quello il modo giusto di leggere.
  • 27
    La lettura ad alta voce può essere iniziata già dalle prime classi delle scuole elementari, per spronare il bambino anche a superare la timidezza che in tanti bambini impedisce un rapporto interpersonale.
  • 28
    Leggere ad alta voce, infatti, è un metodo molto utile anche per insegnare ai bambini a parlare in pubblico, che siano coetanei o adulti, senza imbarazzo o timori reverenziali: è un esercizio importante che lo aiuterà nei rapporti del futuro
  • 29
    Per insegnare a effettuare letture organiche e corrette, invece, è importantissimo iniziare da presto ad effettuare le analisi dei testi letti, in modo tale da capire che cosa si sta leggendo, dando un senso compiuto alle frasi.
  • 30
    Ovviamente i primi testi analizzati, saranno testi semplici e intuitivi, che trattano tematiche adatte a bambini di cinque – sei anni, ma che li introducono alle analisi e alla riflessione, oltre che alla comprensione.
  • 31
    Col passare del tempo i testi si fanno sempre più organici e complicati, per spingere il ragazzo ad applicarsi e a comprendere bene ciò che sta leggendo, dando quindi anche un senso logico, con la tonalità e il pathos adeguati.
  • 32
    Saper leggere bene, infatti, non è solo leggere in modo scorrevole e rispettando la punteggiatura, ma bisogna anche immedesimarsi dando la tonalità giusta e il giusto pathos alla lettura, per collocarla in un determinato modo emotivo.
  • 33
    E’ importantissimo adeguare il tono al contenuto del testo, in modo tale da evitare discrasie tra quello che la voce trasmette e quello che effettivamente si va leggendo, creando solo una grande confusione in chi ascolta.
  • 34
    Ma non solo, anche chi legge, se sbaglia la collocazione emotiva del testo, entra in uno stato confusionale che gli impedisce di comprendere quello che sta leggendo, fraintendendo argomenti e situazioni trattate.
  • 35
    Lo stesso discorso uguale e contrario vale anche per i testi tecnici e professionali, che invece richiedono una lettura mono tonica in modo tale da non creare fraintendimenti, ma dando le nozioni in modo secco.
  • 36
    I testi tecnici necessitano di una lettura fredda e distaccata, in modo tale che gli ascoltatori non siano distratti dal coinvolgimento di chi legge, ma si concentrino sulle parole pronunciate, afferrandone il significato.
  • 37
    I bambini raramente si troveranno a leggere testi tecnici, ma non sempre è vero: infatti, quando studiano i testi scolastici, storici, matematici, ecc gli argomenti trattati non richiedono particolare coinvolgimento.
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    Ma richiedono un livello di attenzione molto alto, che serve per dare il peso alle singole parole lette e al complessivo significato dei periodi: una lettura scorrevole garantisce una comprensione d’insieme non spezzettata.
  • 39
    Infatti, leggere in modo scorrevole, non è indispensabile solo per far capire il significato solo a chi ascolta, ma anche a chi legge, perché leggendo in maniera spezzettata non consente di collegare le parole tra loro, dando un senso compiuto.
  • 40
    In linea di massima, i propri figli devono aver imparato a leggere in maniera corretta, scegliendo le modalità di lettura e di interpretazione adeguata, entro i 13-14 anni: in caso contrario sarebbe meglio rivolgersi a uno specialista per capire se sussistono patologie dell’apprendimento.

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