Come insegnare a scrivere

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La scrittura è una delle basi della vita di un individuo.

Istruzioni

  • 1
    I bambini, nella loro beata innocenza e incoscienza, sono in grado di apprendere alla velocità della luce qualsiasi cosa gli si voglia insegnare: sono come delle spugne che assorbono tutto quello che li circonda.
  • 2
    Il loro cervello è in grado di apprendere e di assimilare nozioni su nozioni, informazioni e dati che il bambino recepisce e che lo circondano, senza il minimo sforzo: non sono come noi adulti, per fortuna
  • 3
    Il loro cervello, non avendo grandi pensieri di cui occuparsi, non avendo preoccupazioni, non avendo problemi da risolvere nella vita di tutti i giorni, è più elastico e ancora fresco, quindi in condizioni perfette.
  • 4
    Crescendo, il bambino inizia a relazionarsi coi problemi della vita, con le complicazioni; inizia a subire il mondo e tutto quello che lo compone, occupando il cervello e non avendolo più libero per apprendere.
  • 5
    Con l’avanzare dell’età il cervello si fa sempre meno elastico e meno predisposto all’apprendimento, impiegandoci sempre di più ad assimilare nozioni e informazioni, a causa di numerosi altri fattori.
  • 6
    La scrittura è una delle attività che i bambini imparano più velocemente, chi più chi meno ovviamente, ma in linea generale i bambini impiegano poco tempo per imparare a scrivere, grazie alla mente elastica
  • 7
    Per imparare a scrivere non esiste un’età uguale per tutti i bambini: dipende molto dall’indole dell’individuo e dalla sua naturale predisposizione all’apprendimento; non tutti i bimbi reagiscono in egual misura.
  • 8
    Perché, se è vero come è vero, che il cervello e la capacità di apprendimento dei bambini fino agli 8 anni è elevatissima, è pure vero che non tutti i bambini hanno la stessa velocità di apprendimento, e hanno i loro tempi.
  • 9
    Forzare l’apprendimento in un bambino, significa ottenere spesso e volentieri il risultato opposto, rallentando il processo: perché imporre a un bambino un’attività che non gli è congeniale, forzandolo, è distruttivo.
  • 10
    Anche il metodo con cui si insegna al bambino non dev’essere mai impositivo, soprattutto in tenerissima età, il bambino potrebbe sviluppare un rifiuto verso l’attività, ma anche verso chi applica determinati metodi, innalzando dei muri.
  • 11
    I bambini potrebbero imparare a scrivere già dall’età di 3-4anni: ovviamente si tratta di un’attività che va presa e vissuta come un gioco, nell’unico interesse del bambino, senza imporre assolutamente niente, senza farlo diventare un obbligo.
  • 12
    A tre anni un bambino è ancora molto piccolo, e l’intenzione di voler imparare a scrivere deve partire da lui stesso, senza avere stimoli esterni che lo possano condizionare in qualche maniera: sbagliatissimo!
  • 13
    Non crediate che un bambino a tre anni non abbia lo slancio di voler imparare a scrivere, specialmente se stimolato a un ambiente vivo e vivace: specialmente se in casa con il bimbo piccolo vive un bambino più grande che già va a scuola.
  • 14
    Infatti, con un esempio simile, un bimbo piccolo può sentirsi invogliato dall’imparare cose nuove, vedendo che il fratello o la sorella maggiore, di cui ha sempre un grande rispetto un bimbo di quell’età si applica su cose nuove.
  • 15
    La voglia di emulare, di crescere, di diventare grande, in un bambino di tre – quattro anni è tantissima e avere un esempio di quel genere in casa è uno stimolo in più per lui per crescere e imparare, seguendo il fratello.
  • 16
    Quando il bambino poi inizia le scuole, la prima elementare, è una delle prime cose che le maestre hanno il compito di insegnargli, perché sono le basi per tutto l’apprendimento successivo, indispensabile.
  • 17
    Il bambino quindi, si ritrova nella condizione di dover necessariamente imparare qualcosa di nuovo, non avendo nemmeno tanto tempo e instaurando anche una sorta di competizione coi compagni di classe.
  • 18
    I bambini a quell’età, infatti, sanno essere molto “cattivi”, e potrebbero facilmente escludere o deridere un bambino che si trova in maggiori difficoltà d’apprendimento rispetto al resto del gruppo – classe.
  • 19
    Un bambino che si trova in quella condizione, potrebbe subire un’inibizione psicologica, con conseguente blocco dell’apprendimento e un sacco di altre problematiche che verrebbero ad aggiungersi successivamente.
  • 20
    Il problema dev’essere ben gestito dalle maestre e dagli educatori, che devono essere in grado di tenere la situazione sotto controllo per evitare che i bambini abbiano la meglio e sovrastino l’elemento in difficoltà.
  • 21
    I bimbi tendono infatti a fare branco tra di loro, escludendo dal gruppo gli elementi che loro considerano in qualche maniera più deboli, quindi non meritevoli di partecipare al gruppo creato: sono le prime emarginazioni sociali.
  • 22
    Questi comportamenti sono altamente pericolosi per il bambino che le subisce e devono essere in tutti i modi evitate, collaborando anche con i genitori, non del solo bambino emarginato, ma di tutti i bambini della classe
  • 23
    Infatti i genitori devono far capire ai propri figli che si tratta di comportamenti sbagliati, che non devono assolutamente essere applicati: i bambini sanno anche esser molto comprensivi e anche in questo caso capiranno subito.
  • 24
    La maestra, però, non può imporre con la forza al bambino l’apprendimento della scrittura e non può nemmeno utilizzare lo stesso metodo con tutti bambini presenti nella classe: deve differenziare il lavoro
  • 25
    La maestra deve essere in grado di capire quale potrebbe essere per ciascun bambino il sistema d’apprendimento migliore , provandone diversi nel caso in cui il primo non si rivelasse quello più idoneo.
  • 26
    E’ il lavoro della maestra, quello di capire quali siano le reali capacità d’apprendimento e quali siano le problematiche che ciascun bambino può affrontare durante il suo percorso formativo scolastico.
  • 27
    Sarebbe, quindi, molto utile, se i bambini arrivassero a scuola con almeno già le basi della scrittura acquisite: questo è un lavoro che si svolge in un sistema prescolastico, generalmente svolto nelle scuole materne.
  • 28
    La scrittura deve rappresentare un gioco per i bambini all’inizio: i primi passi nella scrittura devono essere fatti con l’intento di impartire al bambino la coordinazione del movimento della penna sul foglio.
  • 29
    I primi esercizio non devono quindi essere per forza le parole, anche se le più facili, ma semplici segni sul foglio che possono imitare quelli delle lettere: il tutto dev’essere posto come un gioco divertente, evitando le competizioni.
  • 30
    Quindi, questi movimenti, si possono spiegare ai bambini come se fossero delle traiettorie: la foglia che cade dall’albero, la pallina che rotola, ecc. E’ un sistema per insegnargli a impugnare la penna e a non staccare mai la penna dal foglio.
  • 31
    Questi sono i primi passi indispensabili preliminari, prima di passare all’insegnamento della scrittura vera e propria, ovvero alla composizione di parole prima e di frasi poi, che devono arrivare in un secondo momento.
  • 32
    Se un bambino arriva a scuola con almeno questi rudimenti già acquisiti, poi l’insegnamento della scrittura verrà più rapido e più scorrevole, evitando di metterlo in difficoltà nel caso in cui ci siano bambini più avanti.
  • 33
    Perché purtroppo accade pure questo, che i bambini arrivino a scuola, in prima elementare, con preparazioni pre scolastiche differenti, che li mettono su piani diversi e in condizioni differenti l’uno dall’altro
  • 34
    La condizione ideale sarebbe quella di riuscire a far partire tutti i bambini da uno stesso livello di base, che non discrimini nessuno, ma metta i bambini tutti sullo stesso piano, per non creare problemi.
  • 35
    Sarebbe quindi importante che i bambini sapessero già scrivere prima di entrare a scuola: le scuole materne devono quindi iniziare a preparare i bambini, con i rudimenti, già nell’ultimo anno della scuola.
  • 36
    Si tratta di dare a tutti i bambini la stessa possibilità di apprendimento,. Con tutti il tempo davanti per assimilare e apprendere, avendo davanti un anno intero per riuscire ad arrivare tutti allo stesso livello
  • 37
    Un ruolo importante lo assumono anche i genitori, perché nel momento in cui un bambino dimostra di voler imparare, di avere sete di imparare, il genitore dev’essere in grado di seguirlo al di fuori della scuola.
  • 38
    Anche perché un bambino di quattro o cinque anni ha più fiducia in una persona che conosce, e ha quindi più predisposizione ad imparare, che non davanti a una persona che magari conosce da meno tempo.
  • 39
    Scrivere dev’essere per il bambino, almeno all’inizio, un gioco, che dev’essere però contestualizzato e dev’essere fatto capire al bambino che scrivere diventerà una delle cose fondamentali della sua vita.
  • 40
    Per il bambino, la scrittura, diventerà un’attività che lo accompagnerà per tutta la vita, in ogni suo momento, più o meno importante, ed è per questo che è utile anche insegnargli a scrivere in bella grafia.

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