Come insegnare al proprio figlio a contenere rabbia e nervoso

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Rabbia e nervosismo due stati d’animo che il figlio deve assolutamente controllare: di seguito, ecco come insegnarglielo.

Cosa serve per completare questa guida:

- regole;
- educazioni;
- comportamenti;
- consigli;
- auto controllo.



Istruzioni

  • 1
    La rabbia e il nervosismo sono due stati d’animo che talvolta potrebbero rovinare il rapporto che il figlio riesce a creare con una determinata persona, in quanto il figlio non riesce affatto a domarlo.
  • 2
    Talvolta infatti, il figlio potrebbe trovarsi in una situazione che appunto potrebbe portare il figlio a perdere la pazienza, e a fargli venire un attacco di nervoso che potrebbe non permettergli di risolvere le situazioni
  • 3
    Il figlio ad esempio, potrebbe trovarsi in una situazione di stress tale che appunto il suo nervoso e la rabbia iniziano a ribollire, iniziando anche a perdere inizialmente la pazienza, e poi smettendo di ragionare.
  • 4
    Il figlio quindi inizia a perdere la pazienza, e successivamente inizia anche ad agitarsi, comportandosi in una maniera che appunto lo porta sempre di più a sfogare la sua rabbia in una maniera progressiva
  • 5
    Agitandosi, il figlio perde totalmente la ragione, e quindi, il controllo di quello che sta facendo, e sopratutto di quello che dice, magari lasciando sfuggire i pensieri più remoti che ha dentro sé stesso.
  • 6
    I pensieri che il figlio cova dentro sé stesso vengono quindi espressi, incuranti delle eventuali conseguenze che potrebbero far scaturire dei litigi rovinando i rapporti che difficilmente potranno essere riparati.
  • 7
    Inoltre, in questi scatti d’ira, il figlio potrebbe comportarsi in una maniera molto aggressiva, magari urlando, proprio perché è arrivato ad una situazione che lo porta appunto ad avere molto nervoso.
  • 8
    Si può quindi dire che il figlio esplode quando appunto la situazione tende a complicarsi, e quindi, non riesce magari a portare ad una soluzione che possa essere risolta senza che il figlio si innervosisca.
  • 9
    Potrebbe accadere un fatto opposto, ovvero che il figlio non esploda subito, ma che tenda ad accumulare una serie di comportamenti che lo urtano parecchio, e che quindi, aumentino il suo stato di rabbia.
  • 10
    In questo caso si parla di rabbia che viene cercata di essere repressa, ma che esplode quando magari viene fatta una piccola cosa, come magari, una parola che viene detta in un momento completamente sbagliato.
  • 11
    Comunque sia, questi scatti di rabbia e di nervosismo devono assolutamente essere corretti, e il genitore deve spiegare al proprio figlio come deve fare per appunto evitare che questi vengano all’improvviso.
  • 12
    Come prima cosa, il genitore deve spiegare al proprio figlio che per evitare che accumuli la rabbia, questa deve essere lasciata sfogare a piccole dosi, in maniera tale che quindi si possa controllare decentemente.
  • 13
    Ovviamente, col sfogare a piccole dosi si intende semplicemente seguire determinati consigli che appunto possano permettere al proprio figlio di evitare questi scatti di rabbia e manifestazioni di nervosismo.
  • 14
    Il primo procedimento che consiste quindi nell’evitare che la rabbia si accumuli è quella di dire le cose in faccia alle persone, ovviamente coi dovuti modi, per evitare che poi le persone si possano offendere.
  • 15
    Questo di dire le cose in faccia è forse il principale metodo che il figlio deve cercare di utilizzare per evitare che la sua rabbia possa riuscire a prendere il sopravento sul suo modo di fare e di relazionarsi.
  • 16
    Potrebbe infatti capitare che il figlio tenda ad evitare di dire certe cose, ma che poi queste vadano a costituire una piccola parte di rabbia che appunto potrebbe esplodere tutta d’un colpo e improvvisamente.
  • 17
    Anche se questo significa liberarsi si un peso dalla coscienza, il figlio potrebbe procurare un litigio al quale difficilmente si potranno porre rimedi, per il semplice fatto che vengono detti tutti i pensieri segreti in un unica volta.
  • 18
    Il genitore deve quindi spiegare al proprio figlio che deve cercare di essere sincero, e quindi, di dire ciò che realmente pensa, evitando di offendere le persone, e allo stesso tempo, evitando di accumulare nervoso.
  • 19
    Ma i soli pensieri che non sono stati detti non costituiscono tutta la rabbia che il figlio può covare dentro di se; il secondo consiglio che il genitore deve dare al proprio figlio consiste nel semplice fatto di reagire alle provocazioni.
  • 20
    Le provocazioni quindi costituiscono un secondo strato di rabbia repressa: il figlio potrebbe quindi evitare di reagire quando una o più persone, anche in maniera molto scherzosa, tendono a provocarlo ripetutamente.
  • 21
    Il figlio potrebbe non reagire anche per il terrore che la sua rabbia in quel momento possa manifestarsi, e che quindi, possa passare, in maniera errata, a rispondere a queste provocazioni utilizzando le mani.
  • 22
    Il genitore quindi deve spiegare al proprio figlio che non occorre rispondere a queste provocazioni utilizzando le botte, ma al contrario, potrebbe rispondere utilizzando magari la stessa medicina che i provocatori utilizzano.
  • 23
    Ovviamente il genitore deve spiegare al proprio figlio che deve rispondere alle provocazioni evitando comunque di superare quel determinato limite, poiché superandolo, si passerebbe facilmente ai litigi.
  • 24
    Il figlio anche in questo caso deve contenere la sua rabbia repressa, cercando quindi di non arrivare al punto di dover litigare aumentando il livello delle provocazioni che a sua volta restituisce a queste persone.
  • 25
    Infatti, il figlio deve anche essere in grado di porre la parola fine al susseguirsi delle provocazioni, in maniera tale che si eviti di arrivare alla provocazione che porti il figlio a far fuoriuscire la sua rabbia.
  • 26
    Il genitore deve spiegare infine al proprio figlio che mettere la parola fine non significa affatto che deve comportarsi da coniglio, ma al contrario, da persona matura che evita di innervosirsi per delle piccolezze.
  • 27
    Anche per quanto riguarda quello che deve dire il figlio deve stare parecchio attento, in quanto dalla sua rabbia possono fuoriuscire delle cose che appunto potrebbero offendere le persone in maniera pesante.
  • 28
    A differenza dei pensieri, il genitore deve spiegare al proprio figlio che queste cose che vengono dette potrebbero non essere nemmeno pensate, ma dette solamente per poter ferire quella determinata persona
  • 29
    Il genitore deve quindi spiegare al proprio figlio che ferire una persona nel più profondo non è affatto una cosa che si deve fare, in quanto questa potrebbe non aspettarsi determinati termini dal figlio.
  • 30
    Inoltre, il genitore deve spiegare anche al proprio figlio come si sentirebbe lui se una persona, di punto in bianco, dovesse avere un attacco di nervoso e rabbia improvvisa, e trattare a pesci in faccia il proprio figlio.
  • 31
    La risposta a questo quesito è abbastanza scontata, in quanto il figlio stesso potrebbe sostenere che non è affatto bello sentirsi trattati in quel determinato modo da una persona, sopratutto se non le ha fatto nulla.
  • 32
    Quindi il genitore deve spiegare al proprio figlio che, qualora dovesse iniziare ad innervosirsi, il figlio dovrà iniziare una specie di conta, proprio per potersi rilassare e quindi calmarsi del tutto.
  • 33
    Questa conta che il figlio deve fare, oltre che calmarlo, servirà al proprio figlio per poter appunto riuscire a ragionare su quello che deve dire, e quindi, evitare che la situazione possa complicarsi ulteriormente.
  • 34
    Questi tre controlli della rabbia sono quindi fondamentali, in quanto in questo modo il figlio potrà avere il controllo della situazione sempre sotto i suoi occhi, e agire come meglio reputa opportuno.
  • 35
    Esistono anche diversi modi per poter far sfogare l’aggressività e la rabbia che il proprio figlio può avere dentro di sé, e quindi, evitare che questa possa esplodere in maniera tale da evitare litigi.
  • 36
    Il primo metodo che il genitore può insegnare al proprio figlio per poter appunto svuotare la sua rabbia consiste nel fare della semplice attività fisica, come ad esempio, esercizi per tonificare il corpo e altre cose.
  • 37
    In questo modo infatti, il figlio potrà appunto stancarsi, mettendo tutta la grinta e la varia rabbia che potrà avere in corpo, di conseguenza stancandosi, e quindi, riuscendo a ridurre la sua rabbia.
  • 38
    Il fatto di stancarsi infatti, porterà il proprio figlio a non avere assolutamente voglia di prendersi nervoso, ma al contrario, sarà abbastanza rilassato, e quindi, tenderà a parlare e agire in maniera calma.
  • 39
    Il genitore poi potrà anche insegnare al proprio figlio come deve fare in termini pratici per poter controllare la rabbia che magari si presenta in un momento meno appropriato e con una persona sbagliata.
  • 40
    Come prima cosa, il genitore deve spiegare al proprio figlio di non avere l’intenzione di mettersi a urlare, poiché questo potrebbe far nascere subito il litigio, e quindi, poter rovinare il rapporto con quella persona.
  • 41
    Altro consiglio può dare al proprio figlio, oltre l’evitare di urlare, consiste nell’evitare di avere un tono aggressivo o un tono del tutto conforme al fatto che il figlio voglia solamente litigare, e non chiarire.
  • 42
    Il figlio poi deve cercare anche di discutere con questa persona, cercando di mettere in pratiche tutte le regole che il genitore gli ha insegnato per poter appunto discutere senza litigare con le persone.
  • 43
    Il genitore deve spiegare al proprio figlio che quando sente che magari la rabbia inizia a percorrere il suo corpo, il figlio deve cercare di rilassarsi, e come spiegato precedentemente, fare una conta mentale per calmarsi.
  • 44
    Il figlio poi deve ricordarsi che deve ragionare prima di parlare, e di dire delle cose che appunto non possano offendere la persona con la quale si sta cercando di discutere in maniera del tutto civile.
  • 45
    C’è anche un caso particolare che il genitore deve illustrare al proprio figlio che potrebbe farlo esplodere in un attacco di rabbia e di nervosismo abbastanza elevati che porterebbero a situazioni spiacevoli.
  • 46
    Questo tipo di caso risulta essere quando la persona con la quale il figlio deve dialogare per poter ad esempio chiarire evitando che il figlio possa esplodere dalla rabbia abbia solamente intenzione di litigare.
  • 47
    Il consiglio che il genitore deve dare al proprio figlio consiste nel fatto di provare a dialogarci cercando di mantenere il livello di nervosismo abbastanza basso, ma se questa persona continua, il figlio deve chiudere il discorso ed andarsene.
  • 48
    Questo appunto per evitare che il figlio perda totalmente il lume della ragione, e che quindi, la rabbia possa “accecarlo”, rendendolo privo di ogni limite e facendogli fare quello che il suo istinto gli comanda.
  • 49
    Con questo comportamento si andranno incontro solamente a situazioni negative, mentre il lasciar perdere gli permetterà di evitare di creare dei guai, riuscendo a domare di conseguenza la rabbia che ribolle nel proprio figlio.
  • 50
    Insegnare al proprio figlio a cercare di domare la propria rabbia richiede quindi diversi esempi e sopratutto moltissima pazienza, ma in questo modo, il figlio potrà rimanere sempre freddo e sopratutto calmo prima di agire.

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