Come insegnare al proprio figlio a pescare.

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Foto Come insegnare al proprio figlio a pescare.
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Pescare è una delle attività più bello che genitore e figlio possono fare: di seguito, ecco come insegnare al proprio figlio a pescare.

Cosa serve per completare questa guida:

- regole;
- spiegazioni;
- attrezzatura da pesca;
- cibarie.



Istruzioni

  • 1
    Insegnare al proprio figlio a pescare corrisponde ad aggiungere un hobby al proprio figlio, che quindi potrà utilizzare quando magari possiede del tempo libero e quando ha terminato i suoi doveri principali.
  • 2
    Insegnare al proprio figlio a pescare richiede però molta pazienza, e sopratutto, una serie di regole che devono assolutamente essere rispettate affinché il figlio posso pescare nella più totale sicurezza.
  • 3
    Non solo per la sicurezza, ma ci sono anche delle altre semplici regole che devono essere seguite per il semplice fatto che in questo modo si potranno assolutamente evitare della situazioni di litigio.
  • 4
    Bisogna infatti che il genitore insegni al proprio figlio queste regole, per poi poter passare a rispettare le regole che devono essere insegnate per insegnarli appunto a pescare ed evitare di commettere errori.
  • 5
    La prima regola che il genitore deve insegnare al proprio figlio, e che a sua volta deve rispettare, risulta essere la semplice regola che consiste nell’evitare di andare a pescare negli orari in cui la gente si trova al mare e dentro l’acqua.
  • 6
    Questa regola deve essere rispettate per due motivi molto semplici, di cui il primo risulta essere il semplice motivo che qualcuno potrebbe fare la spia e far multare genitori e figli in quanto potrebbero non rispettare un divieto imposto in quella spiaggia
  • 7
    La seconda motivazione risulta essere che potrebbe essere pericoloso pescare in presenza di persone che si trovano nell’acqua, in quanto qualcuno potrebbe pungersi con l’amo, e quindi, andare all’ospedale e denunciare l’accaduto alle autorità competenti.
  • 8
    Bisogna quindi cercare di spiegare al proprio figlio di andare a pescare in spiagge dove appunto la gente abitualmente non decide di recarsi, proprio per evitare che le due motivazioni sopra citate vengano spiegate.
  • 9
    In alternativa, si potrebbe andare a pescare in due orari in cui la spiaggia risulti essere deserta, e questi due orari possono essere la sera sul tardi, oppure la mattina all’alba, avendo tutto il tempo per poter provare a pescare.
  • 10
    Qualunque sia l’orario comunque, il genitore e il figlio dovranno cercare di evitare di continuare a pescare qualora le persone incomincino ad arrivare sulla spiaggia, per evitare appunto dei litigi evitabili.
  • 11
    Una volta che la battuta di pesca viene portata al termine, il genitore deve spiegare al proprio figlio che è molto opportuno cercare di raccogliere tutte le cose che sono state lasciate nella spiaggia, come ad esempio, gli ami della canna.
  • 12
    Questo deve essere insegnato per evitare che il proprio figlio inquini la spiaggia stessa, e per il semplice motivo che qualcuno potrebbe anche farsi del male, mettendo magari il piede su un amo lasciato sulla spiaggia dal proprio figlio.
  • 13
    Il genitore deve anche spiegare che questo comportamento di raccogliere tutto deve essere assolutamente fatto, per il semplice fatto che la stessa cosa potrebbe capitare al figlio stesso, ovvero quello di farsi male pungendosi il piede con l’amo.
  • 14
    Spiegate queste prime regole, il genitore potrà scegliere al proprio figlio la spiaggia che reputa più opportuna per andare a pescare, cercando appunto di rispettare i criteri dell’orario e della spiaggia stessa.
  • 15
    Una volta che la spiaggia è stata scelta, il genitore e il figlio dovranno preparare tutte le varie attrezzature che saranno necessarie appunto per poter iniziare questa battuta di pesca mattutina o serale.
  • 16
    Il genitore dovrà quindi aiutare il proprio figlio a preparare le attrezzature necessario, come ad esempio, la canna da pesca, le esche, la lenza, gli ami, l’attrezzo per tenere la canna stessa e una borsa con altri oggetti che verranno reputati utili.
  • 17
    Inoltre, il genitore e il figlio potranno anche preparare una borsa frigo dove potranno mettere eventualmente varie cibarie, come ad esempio, panini e frutta e dove metteranno le bevande per potersi dissetare come l’acqua.
  • 18
    Terminati questi preparativi, i genitori e i figli dovranno quindi mettersi in viaggio, dopo aver ovviamente scelto la spiaggia di comune accordo, evitando quindi di far nascere dei litigi inutili su questa scelta.
  • 19
    Arrivati in spiaggia, il genitore dovrà spiegare al proprio figlio di evitare di buttare tutte le cose per terra, magari in maniera disordinata, ma cercare di appoggiarle cautamente e in un certo ordine.
  • 20
    Questo ordine infatti è fondamentale, per il semplice fatto che in questo modo, il genitore e il figlio potranno appunto trovare subito le varie attrezzature che saranno utili per quel determinato momento.
  • 21
    Il primo passo che il genitore deve fare affinché il figlio impari a pescare, risulta essere quello di preparare la canna da pesca stessa, in maniera tale che appunto si possa pescare in maniera pratica e non teorica.
  • 22
    Per poter far sì che il proprio figlio possa imparare a preparare la canna e tutto, il genitore glielo può mostrare semplicemente, oppure, cercare di aiutarlo mentre il figlio stesso compie queste determinate azioni.
  • 23
    Come prima cosa, il genitore deve mostrare al proprio figlio come si deve montare la canna da pesca, in maniera che questa sia pronta ad essere appunto utilizzata dal proprio figlio per poter pescare.
  • 24
    La fase di preparazione della sola canna da pesca risulta essere facile, in quanto questa deve solamente essere messa seguendo appunto gli incastri, mettendo la parte col mulinello sotto e l’altra parte sopra.
  • 25
    Ma preparare la sola canna da pesca non è sufficiente, in quanto il genitore dovrà insegnare al proprio figlio una serie di passaggi che dovranno essere fatti per completare la preparazione della canna stessa.
  • 26
    Il primo passaggio consiste nel preparare la lenza: come prima cosa, bisognerà che il genitore spieghi al proprio figlio di prendere la lenza dal mulinello, e quindi, tirarla piano piano, e successivamente, farla passare lungo i cerchietti della canna stessa.
  • 27
    Nel fare questo tipo di operazione, il figlio deve stare attento a non attorcigliare la lenza o di annodarla, in quanto altrimenti si perderebbe parecchio tempo per poterla snodare, e questa si potrebbe anche rovinare.
  • 28
    Successivamente, il genitore dovrà spiegare al proprio figlio che bisogna mettere nella parte finale della lenza, dopo che questa è stata sistemata per bene, sia il piombino, sia l’amo nella quale sarà inserita l’esca.
  • 29
    Il genitore deve spiegare al proprio figlio che il piombino serve per far sì che la lenza, una volta messo l’amo, possa scendere sott’acqua, e che i vari pesci possano vedere l’esca e quindi abboccare.
  • 30
    Per inserire il piombino, il genitore dovrà mostrare al proprio figlio come procedere, ad esempio, legando la lenza facendola passare dentro il foro del piombino stesso, oppure facendola passare nell’apposito cerchietto, ricordandosi di fare un nodo per non perderlo.
  • 31
    Ora, il genitore deve spiegare che sarà il turno dell’amo, che risulta essere l’ultima parte che costituisce la canna da pesca: ovviamente, per mettere l’amo, il figlio dovrà fare attenzione a non pungersi.
  • 32
    Quest’operazione la potrebbe fare il genitore stesso, ma deve comunque insegnarlo al proprio figlio, e quindi, con le dovute precauzioni, il genitore dovrà consigliare al proprio figlio come mettere l’amo nella lenza.
  • 33
    Quest’operazione talvolta risulta essere molto semplice, in quanto appunto il procedimento risulta essere molto simile a quello per inserire il piombino, e quindi non vi sono particolari insegnamenti.
  • 34
    Una volta che l’amo è stato messo, il genitore deve spiegare al proprio figlio che bisogna mettere l’esca, in maniera tale che i pesci possano appunto avvicinarsi e quindi abboccare all’amo, essendo catturati.
  • 35
    L’esca potrebbe essere finta, e quindi legata all’amo, oppure viva, e quindi, sarà opportuno che il genitore faccia vedere al proprio figlio come l’esca viva deve essere inserita nell’amo stesso per poter pescare.
  • 36
    Il figlio potrebbe essere schizzinoso nel toccare i vermi, in quanto magari gli fanno senso: il genitore deve quindi cercare di spiegare al proprio figlio che potrà utilizzare dell’acqua per lavarsi le mani.
  • 37
    Bisogna quindi mostrare al proprio figlio come si mette il verme nell’amo: bisognerà solamente infilzare per bene il verme, passando l’amo nella sua bocca, in maniera che questo possa non liberarsi e quindi scappare.
  • 38
    Ci sono particolari vermi con dei piccoli dentini: il genitore deve spiegare al proprio figlio di stare attento a non farsi mordere, poiché questi dentini, per quanto siano piccoli, sono aguzzi e possono far male.
  • 39
    Messo il verme nell’amo, il genitore potrà mostrare al proprio figlio come lanciare la lenza, ma come prima cosa, il figlio deve spostarsi da dietro il genitore e mettersi lontano, in maniera che non venga colpito dal piombino.
  • 40
    Il genitore nel mostrare come si lancia la lenza, deve spiegare a voce i vari passaggi, ovvero portare la canna dietro la spalla, mettersi in posizione perpendicolare, sbloccare il mulinello e lanciare.
  • 41
    Dopo aver mostrato come fare, il genitore potrà anche prendere il proprio figlio, e far fare a lui questi movimenti, in maniera tale che capisca come procedere, per poi farlo in una maniera del tutto autosufficiente.
  • 42
    Una volta che il figlio lancia la lenza, il genitore dovrà spiegare al proprio figlio di mettere la canna da pesca nell’apposito attrezzo che reggerà la canna, in maniera tale che il figlio non resti con la canna in mano per diverse ore.
  • 43
    A questo punto, potrebbe iniziare la fase noiosa della pesca, che consiste nell’attendere che il pesce abbocchi all’amo, ma per ingannare il tempo, il genitore e il figlio possono fare altre attività, come ad esempio, giocare a carte.
  • 44
    Ogni tanto però, devono controllare la canna da pesca, e controllare se la lenza viene tirata: se questo dovesse accadere, significherà che il pesce ha appunto abboccato, e quindi si potrà passare alla fase di cattura del pesce.
  • 45
    Per facilitare il controllo della canna da pesca, il genitore e il figlio possono mettere nella canna da pesca un campanello, che suonerà come il pesce abbocca e tira, o un galleggiante nella lenza, che andrà a fondo quando il pesce abbocca.
  • 46
    Quando il pesce abbocca comunque, il genitore deve spiegare al proprio figlio di non agitarsi, sopratutto se questa è la prima volta, ma di tenere sotto controllo la situazione e di seguire le sue istruzioni.
  • 47
    Quando il pesce abbocca, il genitore deve spiegare al proprio figlio di prendere la canna in mano, e di cercare di riavvolgere la lenza attraverso l’uso del mulinello, e di tirare la canna in maniera leggera.
  • 48
    Bisogna fare queste due operazioni con cautela, in quanto appunto, il pesce potrebbe dare uno strattone, e quindi la lenza e l’amo potrebbero di conseguenza rompersi, e dover iniziare tutto dall’inizio.
  • 49
    Se questo dovesse accadere, il genitore deve spiegare al proprio figlio dove ha commesso l’errore, e quindi, spiegargli appunto come deve procedere per evitare che questa conseguenza si possa ripetere nuovamente.
  • 50
    Una volta che comunque il figlio riesce a prendere confidenza con la canna, e quando il pesce abbocca, dovrà fare attenzione che il pesce stesso non riesca magari a liberarsi dall’amo e a mangiare soltanto il verme.
  • 51
    Se questo dovesse accadere, il genitore dovrà spiegare al proprio figlio che questo ha perso del tempo, e che il pesce ha avuto la possibilità di scappare, e che quindi, bisognerà mettere una nuova esca nell’amo.
  • 52
    Quando il figlio poi riesce a pescare il pesce, il genitore deve complimentarsi con lui, e decidere successivamente se portare il pesce a casa, oppure se rimetterlo dentro l’acqua, sopratutto se questo pesce è piccolo.
  • 53
    Infatti, non è detto che il genitore deve per forza insegnare al proprio figlio a pescare per portare a casa qualcosa da mangiare, ma si potrebbe trattare solamente di andare a pescare soltanto per divertimento.
  • 54
    Insegnare quindi al proprio figlio a pescare deve essere una cosa che gli permetta di poter imparare un nuovo tipo di attività, e qualvolta, anche a potersi procurare la cena per sé stesso e per la propria famiglia.

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