Come instradare i bambini alla conoscenza della storia e della tecnica delle ombre cinesi

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Siamo nel campo dell’ animazione teatrale e quindi non si può fare a meno di pensare al creativo e fantastico mondo delle ombre cinesi. Come darne una dritta e una conoscenza ai bambini?

Istruzioni

  • 1
    Chi di noi, quando si era bambini, non ha mai giocato con la luce e l’ombra? Chi di noi non è poi rimasto suggestionato e colpito dal fascino di vedere proiettate sul muro della propria stanza ombre di oggetti posti sul tavolo o quant’altro?
  • 2
    Bastava che il lume sul comodino fosse acceso e che qualcosa s’interponesse tra esso e il muro che all’istante prendevano vita le ombre sui muri… E se poi ci alzavamo dal letto per recarci in cucina, il nostro corpo diventava all’improvviso l’ombra di un grosso gigante..
  • 3
    Ma quelle che ci avranno un po’ affascinati tutti saranno state, senza dubbio, le proiezioni delle ombre in movimento. Ricordo, ad esempio, quello che erano capaci di fare i miei genitori, quando giocavano con me con la luce e le ombre.
  • 4
    Per stupirmi, intrattenermi e farmi divertire, mi proiettavano sul muro ombre veramente suggestive e creative, cambiando semplicemente la posizione delle loro mani e degli avambracci. Ed ecco allora stagliarsi in un baleno sul muro ombre magiche di animali.
  • 5
    E io vedevo muoversi aquile dalle ali dispiegate, colli di cigni che serpeggiavano, papere che ciarlavano oppure cani in procinto di azzannarsi. Nella creazione di queste ombre avevano una tale dimestichezza che erano soliti accompagnarle con suoni e rumori della bocca…
  • 6
    E ancora abbinavano narrazioni puramente inventate, in cui i protagonisti erano proprio gli animali proiettati.. Quale grande fascino e attrattiva avevano su di me queste ombre! Ma perché vengono chiamate ombre cinesi?
  • 7
    Perché le ombre sono state la prima e più antica forma d’intrattenimento, di gioco e di spettacolo , sorta in terra orientale. Molti dicono in cina, ma in verità già nel cinquecento esse erano era diffuse in territorio turco.
  • 8
    Qui infatti non era difficile, andando in piazza o nei caffè, assistere a forme di spettacolo pubblico basato sulle ombre, un’anticipazione, si può dire , di quella che è stata la forma moderna di narrazione cinematografica.
  • 9
    Poi nell’anno mille il teatro delle ombre cinesi si ritrova anche nel tibet, in egitto e in persia. Forse sarà quanto mai interessante, oltre che divertente, raccontare ai nostri figli l’origine leggendaria delle ombre cinesi . A conclusione , possiamo chiedere ai bambini di illustrare e colorare alcune scene “centrali” della storia ascoltata su strisce murali.
  • 10
    La prima e, diciamo pure, la più nota leggenda da raccontare è quella dell’imperatore “wu” che regnò in cina nei lontani anni avanti cristo. Si narra che questi, a seguito della morte della sua concubina preferita, cadde in una grande depressione.
  • 11
    Lentamente ma inesorabilmente perse interesse per il suo regno e non si curò più delle attività della corte e del suo popolo. Tutti ne erano molto addolorati , ma non riuscivano a trovare il modo di risollevarlo dal suo torpore fisico e mentale.
  • 12
    Casualmente un giorno un suo ministro si trovò a passare per una strada, quando vide dei bambini che giocavano con delle bambole, le cui ombre si proiettavano a terra. Allora gli balenò un’idea fantastica.
  • 13
    Perché non creare un’immagine fantoccio della donna amata dall’imperatore? Mi mise subito all’opera e con batuffoli di cotone fece in modo da mettere in campo un pupazzo somigliante il più possibile alla donna.
  • 14
    Altri dicono che in realtà egli scolpì una figura in legno molto simile alla concubina dell’imperatore. Comunque, fantoccio o figura in legno, una volta che l’opera fu realizzata, invitò l’imperatore ad una rappresentazione del tutto speciale.
  • 15
    Certo non fu facile convincerlo, ma dopo parecchie insistenze, riuscì ad ottenere il sospirato sì .
    Il ministro approntò allora una tenda e dietro vi mise una luce. Lo spettacolo delle ombre ebbe così inizio.
  • 16
    Il ministro raccontò storie meravigliose, fatti e ricordi appartenuti alla trascorsa vita dell’imperatore e della sua amata. Alla fine dello spettacolo l’imperatore ne fu talmente colpito e risollevato che ordinò che quelle storie “dell’ombra” gli facessero compagnia ogni sera.
  • 17
    Anzi, ogni notte, cominciò a recarsi da solo a contemplare l’ombra della sua amata imperatrice e a dialogare con lei:. Questo fece sì che egli ritornasse a interessarsi alla vita e a preoccuparsi delle attività del suo regno.
  • 18
    E fu così che nacquero le famose ombre cinesi. Un’altra leggenda che merita di essere menzionata, molto brevemente, è quella che narra di un re cinese egocentrico, insaziabile e avido, che amava tassare, a più non posso, i suoi sudditi.
  • 19
    Un giorno egli escogitò una cosa che aveva del diabolico. Pensò di mettere una tassa sulle ombre delle persone . Più l’ombra era lunga, più il povero malcapitato doveva pagare in tassa. Il popolo pensò allora a modalità tali che potessero alleggerire in parte la tassa da pagare.
  • 20
    Si pensò di limitare le proprie uscite nelle ore di scarsa luce, quando c’era meno possibilità che l’ombra fosse lunga . Ci si faceva vedere in giro quando il cielo era nuvoloso e quando l’ombra era perpendicolare al corpo, cioè a mezzogiorno.
  • 21
    Successivamente si decise di approfittare del buio della notte.. Ma il loro destino sembrava purtroppo segnato. Gli esattori cominciarono ad utilizzare anche loro la notte. In che modo? Con delle grosse torce attendeva il passeggero e lo illuminavano in modo tale che l’ombra si proiettasse il più lungo possibile.
  • 22
    Il giro di notte dei cinesi continuò con una strategia molto originale. Fecero in modo che i loro corpi rassomigliassero a degli animali. Di qui le famose ombre cinesi che oggi inglobano la “ serie di animali”, proiettate attraverso l’uso delle mani (una o due) o ritagli di carte e cartone.
  • 23
    Tieni conto che in casa puoi, volendolo, proiettare le ombre delle sagome in movimento sia sul muro che su un telo che generalmente deve essere di colore bianco e deve frapporsi tra gli spettatori e le sagome stesse. Ti servirà solo una baracca pressappoco simile al teatro dei burattini.
  • 24
    Se intendi realizzarla, la sua esecuzione è molto facile e puoi chiedere la collaborazione di tuo figlio. Devi munirti di pochi i listelli di legno, di un rettangolo per lo sfondo, di colla o di martello con chiodini. Una volta che avrai assemblato i pezzi per la baracca, fai ritagliare a tuo figlio delle sagome dalle riviste o preparate insieme dei pupazzi con della semplice ovatta.
  • 25
    Cosa ti resterà poi? Solo un faretto da dirigere verso il telo e una voce narrante che può essere sia di chi manovra le sagome stesse o di altra voce esterna. A proposito delle sagome c’è da fare un’aggiunta non affatto insignificante.
  • 26
    Puoi sostituire le sagome ritagliate e incollate su cartoncino, o anche realizzate con leggere lastre metalliche, con l’uso diretto del tuo corpo e di quello di tuo figlio e di altri, in base sempre ovviamente al soggetto da rappresentare
  • 27
    Ricordati che la struttura della baracca deve essere all’insegna dell’essenzialità, perché non perda la sua originaria caratteristica, quella della mobilità, alla stregua degli ambulanti cinesi che la trasportavano da un luogo all’altro per fare le loro rappresentazioni pubbliche su strada.
  • 28
    Abbiamo detto che il teatro delle ombre cinesi è una forma di teatro, ma, a differenza di questo ha bisogno di un elemento di base che è rappresentato dal buio. In altre parole le stanze da utilizzare per la proiezione delle ombre devono essere semioscurabili.
  • 29
    E’ il buio che crea quell’atmosfera magica e ovattata nella quale e sulla quale si possono poi innestare le voci narranti e le musiche, in genere registrate in precedenza. Le uniche luci accese devono essere i faretti o altre fonti di luce immesse allo scopo.
  • 30
    A proposito di bambini, specie in riferimento a quelli di oggi abituati come sono agli spettacoli televisivi preconfezionati e perciò stesso poco mordenti, va detto che il teatro delle ombre cinesi li spinge a mettere in essere fattivi giochi di fantasia e di creatività.
  • 31
    Avviamoli pertanto al teatro delle ombre cinesi, non senza però dare loro i primi rudimenti di come disporre le mani, le dita e le braccia per realizzare immagini suggestive e dinamiche di ombre di animali, proiettate sui muri della cameretta.
  • 32
    Fa disporre tuo figlio tra la sorgente luminosa e la parete. Presta attenzione acciocché la parte del suo e del tuo corpo non sia visibile nel fascio di luce. Magari potete starvene seduti, se possibile. Iniziamo con il volo di una farfalla. Come fare?
  • 33
    Dai a tuo figlio dapprima una dimostrazione pratica di quanto appresso seguirà. Incrocia le braccia all’altezza dei polsi davanti al corpo e volgi le palma delle tue mani verso il petto, ossia fronte a te . Ora aggancia per bene i pollici che si trovano vicini l’uno all’altro.
  • 34
    Muovi le dita avanti e indietro e guarda sul muro. Dovrai vedere stagliata l’ombra di una farfalla che svolazza. Passiamo al coniglio. Niente di più facile! Alza per bene l’indice e il medio, mentre lascia giù l’anulare e il mignolo. Piega ora il pollice sul dito anulare.
  • 35
    La testa del coniglio è bella pronta. Vediamo invece come disporre mani e dita per proiettare l’ombra della testa di un cane. Apri la tua mano e disponila con il palmo rivolto verso te, davanti alla sorgente luminosa.
  • 36
    Unisci ora a coppia l’anulare col mignolo e poi il medio con l’indice. Con questa semplice disposizione delle dita l’immagine del cane è completata. Vediamo come fare l’ombra di un cammello. Con la mano sinistra accoppia indice e medio e poi anulare e mignolo.
  • 37
    Fai in modo che queste seconda coppia di dita sia leggermente più giù della prima. Ora sovrapponi il braccio destro sul sinistro e la mano destra su quella sinistra, con il mignolo poggiato all’interno della prima coppia di dita che è stata formata .
  • 38
    Poggia sul palmo della mano sinistra l’anulare, il medio e l’indice, tenendoli un po’ arcuati, quasi a formare con essi una specie di mezza galleria. Tiene alzato il pollice ed ecco che l’ombra del cammello è completata.
  • 39
    E veniamo dunque alla spiegazione dell’ultima ombra cinese. Si tratta di un lupo. Utilizzando la mano destra , piega a metà l’indice, mentre tieni ben alzato il pollice. Unisci ora la coppia medio anulare e discosta alquanto da essi il mignolo in posizione leggermente più abbassata.
  • 40
    Una volta acquisita dimestichezza con le ombre , puoi passare ad instradare tuo figlio sulla tecnica dell’uso delle sagome. Basterà disegnare o stampare su un pezzo di carta un personaggio preferito: un animale oppure un albero, una siepe e quant’altro servirà per rappresentare la storia.
  • 41
    Se non si ha tempo di disegnare si potranno ritagliare i vari soggetti da qualche rivista, purchè non abbiano dimensioni troppo ridotte. Indi basterà incollarli su un cartoncino bristol, sagomandoli nuovamente con le forbici e dotandoli di supporto sul retro, come diremo in seguito.
  • 42
    Un volta ritagliate le nostre sagome cerchiamo di creare dei vuoti, laddove sarà più opportuno , come ad esempio, in caso di personaggi o di animali, all’altezza occhi e bocca… Se ai personaggi femminili servono i capelli, si possono applicare fili di lana con la colla oppure con del nastro adesivo.
  • 43
    Approntata la sagoma, bisogna inserire sul retro un bastoncino di legno. Possiamo utilizzare anche una cannuccia per bibite, attaccandola all’estremità della sagoma. Se vogliamo poi rendere più realistica e snodabile la nostra sagoma, si potranno operare dei tagli all’altezza gambe e braccia
  • 44
    Successivamente potrai collegare al corpo i vari pezzi tagliati con i famosi “brad” ossia i chiodi senza testa. In questa maniera da sé che le sagome avranno maggiore snodabilità e quindi molto più movimento, alla stregua di marionette.
  • 45
    Insegniamo ai nostri bambini a costruire anche un piccolo teatrino di cartone con del materiale di riciclo. Niente di eccezionale! Poco e umile materiale a cominciare da una scatola di stivali della mamma., poi forbici, nastro, una sottile carta bianca o carta cerata.
  • 46
    Una lampada da tavolo funzionerà bene come sorgente di luce. Innanzitutto tagliamo usando un taglierino la parte del davanti e quella del dietro della scatola, tenendoci a una certa distanza dai bordi. Lasciamo cioè tutto intorno alcuni cm, a mo’ di cornice.
  • 47
    Rinforziamo il più possibile la scatola e i suoi contorni con del nastro adesivo. Chiudiamo la parte retrostante con un foglio di carta abbastanza sottile, bianco o comunque di un colore chiaro. Dietro di esso dovremo far mettere il bambino per operare con le sagome.
  • 48
    Ora che il teatrino delle ombre è stato realizzato, tuo figlio avrà bisogno di disporre di una stanza buia, di una lampada sorgente di luce e delle sagome approntate. Tutto è pronto, lo show delle ombre cinesi può avere il suo inizio!

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