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Come leggere una busta paga

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Foto Come leggere una busta paga
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A quanti di voi è capitato di avere a che a fare con la vostra busta paga che vi ha appena consegnato il vostrro datore di lavoro e non capirci quasi nulla? Purtroppo la legislazione italiana in materia di lavoro e in materia fiscale rende di agevole lettura questi “geroglifici” solo agli addetti ai lavori. Con questa guida vi vorrò illustrare come poter meglio comprendere le varie voci che comprende il cedolino paga.

Cosa serve per completare questa guida:

- controllare i propri dati anagrafici;
- controllare le ore o i giorni lavorati;
- controllare i familiari fiscalmente a carico.



Istruzioni

  • 1
    Per prima cosa controllate esattamente che i vostri dati anagrafici e soprattutto il vostro codice fiscale sia indicato correttamente. Un codice fiscale errato potrebbe causare gravi conseguenze a livello pensionistico in quanto i contributi accreditati andrebbero a finire, o in una sorta di limbo ad un soggetto inesistente, o ad un altro soggetto che non siete voi.
  • 2
    Controllate poi il vostro livello contrattuale, per verificare che sia quello pattuito nella lettera di assunzione che vi è stata data. Dando per scontato che i minimi contrattuali siano stati indicati in maniera corretta, passiamo a verificare il corpo del cedolino.
  • 3
    Vi sono due metodi per pagare un dipendente, o in base alle ore effettivamente lavorate, oppure in base allo standard di 26 giorni retribuiti (mensilizzati) qualora il lavoratore sia stato sempre presente.
  • 4
    State attenti nel primo metodo che vi siano conteggiate le ore che realmente avete lavorato, mentre per ciò che concerne il secondo metodo retributivo, se non vi sono festività aggiuntive, straordinari, o altri eventi non ordinari dovrete essere retribuiti su base 26.
  • 5
    Analizzando, dopo le cosiddette trattenute, dobbiamo distinguere le trattenute contributive e le trattenute fiscali. Le ritenute contributive, non son altro che la parte di contributi previdenziali che la legge prevede vengano detratte dalla busta paga e quindi a carico del lavoratore.
    Le ritenute fiscali non sono altro, purtroppo, che le imposte (in gergo comune tasse) che il datore di lavoro chiamato anche sostituto d’imposta trattiene in nome e per conto dello stato. Fate attenzione alle detrazione di lavoro dipendente e soprattutto alle detrazioni per carichi di famiglia qualora abbiate dei familiari soggetti fiscalmente a carico che vi permettono di avere meno trattenute fiscali e quindi una busta paga più “pesante”.
  • 6
    Sperando di avervi chiarito un pò le idee, con questa sintetica guida, vi raccomandiamo, qualora non capiate qualcosa, di rivolgervi al vostro datore di lavoro o al consulente del lavoro che elabora le paghe per avere delucidazioni in merito. Se permangono i dubbi potete rivolgervi al vostro patronato di turno oppure da un altro professionista di vostra fiducia.

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