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Come migliorare nel bambino le capacità logico-critiche

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Nell’era attuale, soprannominata l’era dell’informazione, si fa sempre più pressante il bisogno di sviluppare il pensiero logico-critico fin da bambini. Perché mai?

Istruzioni

  • 1
    La risposta è abbastanza semplice. Oggi siamo immersi in un flusso d’informazioni, di contenuti di tutti i generi provenienti da ogni dove. I mezzi di comunicazione di massa la fanno ormai da padroni.
  • 2
    L’informazione ci proviene, ad ogni piè sospinto, dagli articoli giornalistici, dai libri, dalle notizie della rete, dai discorsi dei politici, dalle immagini fotografiche, dai manifesti affissi sui muri delle nostre città.
  • 3
    Per non parlare della grande mole che ci deriva oltremodo dalle trasmissioni radiofoniche, televisive e persino da quelle telefoniche. Una buona parte di noi subisce inconsapevolmente l’influsso della cosiddetto boom della comunicazione di massa.
  • 4
    A volte, ad opera di questo bombardamento che non fa sconti, ci comportiamo alla stregua di un gregge che segue, senza se e senza ma, il proprio pastore. E così andando, altri trasformano le nostre menti e le nostre conoscenze.
  • 5
    Diciamo pure che ormai la verità indossa l’abito dell’opinione, anzi di un fiume di opinioni. Ciò che vale, ciò che conta è solo quello che io penso o che altri pensano della verità, non ciò che essa è realmente con tutti i suoi crismi d’incontrovertibilità e d’innegabilità.
  • 6
    Demostene era solito asserire che “l’uomo è l’autentico zimbello di sé stesso, perché quello che vuole che sia vero generalmente lo ritiene vero”. E questo, diciamo pure, che può ritenersi più che mai attuale.
  • 7
    Poniamoci un attimo a riflettere sull’influenza che i sondaggi hanno su di noi. Non si può certamente negare che un’estrapolazione del pensiero dei più su una determinata questione diviene tale per tanti altri.
  • 8
    Ed ecco allora pararsi davanti una realtà fittizia, ben lontana dalla realtà oggettiva. Non v’è chi non vede come oggi più di ieri sia forte la spinta verso l’omologazione nel pensare, nell’agire e persino nel vestire.
  • 9
    Siamo facili prede di una massificazione direzionata ad arte. A volte non riflettiamo sul fatto che alla radice del bombardamento informatico sta quasi sempre il tentativo di argomentare intorno a idee, posizioni e situazioni esclusivamente di parte.
  • 10
    D’altronde, in assenza dello sviluppo del pensiero critico, non si è in grado di discernere l’affidabilità e l’autenticità di quanto somministratoci continuamente ad arte dalla comunicazione di massa. A volte, anzi troppo spesso, facciamo parte di un “pensare di gruppo”.
  • 11
    Per poter “navigare” a dovere nel mare magnum delle informazioni, per riuscire a giudicarle e a valutarle in maniera razionale non c’è altra strada da percorrere che quella dello sviluppo di un pensiero logico-critico.
  • 12
    Il luogo, o meglio i luoghi, deputati a questo sviluppo sono l’ambiente familiare e quello scolastico. E’ responsabilità dei genitori e degli insegnanti sviluppare nei bambini questo tipo di pensiero. Le figure degli uni e degli altri rappresentano un valido aiuto per il raggiungimento dell’obiettivo.
  • 13
    D’altronde è pur sempre un dare voce e corpo ad un diritto legittimo dei bambini. Bisogna fornire ad essi gli strumenti necessari perché siano in grado , una volta adolescenti e poi adulti, di vagliare, criticare, scartare e scegliere tra i dati informativi ricevuti.
  • 14
    Solo in questo modo essi avranno la possibilità nella vita, nel campo delle conoscenze e anche in quello lavorativo di discernere l’informazione vera da quella falsa, da qualsiasi fonte essa venga erogata.
  • 15
    Si tenga per certo che lo sviluppo del pensiero logico-critico è fondamentale a qualsiasi livello di età e d’istruzione. Esso è qualcosa che supera di gran lunga la semplice memorizzazione meccanica di dati informativi.
  • 16
    Nell’ottica e a seguito dello sviluppo del “pensare critico” i dati delle informazioni non vengono incamerati passivamente, sic et simpliciter così e semplicemente come ci pervengono, ma vengono analizzati, compresi, sottoposti al vaglio della ragione in modo del tutto oggettivo.
  • 17
    Durante l’infanzia si possono acquisire delle buone abitudini di pensiero critico, purchè coloro che fungono da educatori (genitori e maestri) si servano di esercizi ed attività che stimolino non poco la naturale curiosità della mente, specie quella infantile.
  • 18
    Peraltro se queste abitudini si radicano per bene, è normale che abbiano vita lunga nell’arco temporale dell’esistenza di una persona, divenendone un vero e proprio “habitus” mentale. Ma cos’è mai questo pensiero logico-critico?
  • 19
    E’ la capacità di utilizzare in maniera attiva tutto il potenziale della propria mente, risolvendo i problemi che via via si pongono attraverso l’uso del ragionamento. Come è possibile sviluppare questa capacità?
  • 20
    Premettiamo senza mezzi termini che i bambini sono perfettamente in grado di apprendere il pensiero logico-critico, purchè quanti sono preposti a tale compito sappiano offrire dei materiali adeguati all’età e al loro livello.
  • 21
    Si pensi alla vasta gamma di giochi di strategia, e non solo a questi, preparati all’uopo, anche on line, sia di vecchio stampo che moderni. Di essi possiamo dire che sono fatti per esercitare la mente, divertendo non poco.
  • 22
    Ad esempio tra quelli di una volta troviamo la dama, il domino, i giochi di carte. Se s’intende fare uso di questi giochi basterà portarsi su alcuni siti on line. Questi offrono una vasta gamma di risorse da cui possono ampiamente ed efficacemente attingere sia i genitori, che i docenti e gli stessi bambini.
  • 23
    Tra i giochi moderni di logica e di abilità ci sarebbero invece i pittogrammi, i rebus, i sudoku, gli origami (la famosa arte giapponese di piegare, in infinità di modi e secondo modelli creativi, la carta).
  • 24
    E mentre conduciamo per mano i bambini verso l’apprendimento e lo svolgimento di questi giochi logici non trascuriamoci di tenere sempre aperta la porta della conversazione . Diamo cittadinanza anche agli ottimi libri di autori.
  • 25
    Sono state scritte tante storie per bambini con l’obiettivo di stimolarli a pensare, ad andare a fondo nelle cose, a riflettere il più possibile, a risolvere facili problemi e non ultimo a sviluppare nel miglior modo possibile la capacità di porsi e porre domande.
  • 26
    Potremmo magari ritagliarci uno spazio temporale giornaliero per apprestarci a leggere, ad alta voce, qualche pagina di libri di autore, scegliendo magari tra quelli di stevenson o di dickens, tanto per fare qualche esempio.
  • 27
    Una volta letta la pagina, per una particolare incidenza potremmo predisporre una conversazione “critica” con una serie di domande stimolo su quanto ascoltato. Conversare criticamente significa trovare la migliore spiegazione a una situazione o ad un argomento.
  • 28
    E’ altresì importante spingere a ipotizzare le ragioni che possono stare dietro a un determinato fatto, abituando i bambini a tenersi sempre ben lontani dal coinvolgimento emotivo, per non divenire o essere vittime dell’auto-inganno.
  • 29
    Insegniamo loro che prima di analizzare un fatto o un evento bisogna ponderare le possibili prospettive e i possibili punti di vista, senza giudizi o decisioni affrettate. Ecco alcuni esercizi che possono ritenersi funzionali a stimolare nel bambino il pensiero critico.
  • 30
    Per accrescere la capacità di riflettere sulle cose possiamo predisporre una serie di quiz a risposta multipla su attività quotidiane o su quanto fatto a scuola. Si possono anche offrire dei libri informativi, i famosi libri dei “perché”.
  • 31
    Essi propongono immagini colorate collegate in linea generale alla vita reale di ciascun bambino. Risultano utili per una maggiore e più funzionale comprensione degli argomenti affrontati in questo tipo di libri.
  • 32
    Mi piace segnalare, ad esempio, ” i libri dei perché” dello scrittore gianni rodari, pedagogista e giornalista oppure quelli che sollecitano esercizi di fantasia sempre dello stesso autore come “chi sono io?: primi giochi di fantasia”; “ io e gli altri”;”il libro dei mesi”; “ “le avventure di scarabocchio”e tanti tanti altri ancora.
  • 33
    Si possono proporre anche dei libri contenenti delle immagini su un aspetto della natura, tipo il succedersi delle stagioni o la diversità dei tanti fiori che sbocciano nella fase stagionale presa in considerazione.
  • 34
    Si può stimolare nel bambino la capacità ad esprimere giudizi su quanto osservano, anche se solo a livello di semplici schede-immagini, di operare delle scelte tra quelle che vengono proposte come possibili soluzioni ad un problema.
  • 35
    Non dimentichiamoci che il pensiero valutativo, a furia di continue stimolazioni e sollecitazioni, si fa garante nel tempo della possibilità di saper scegliere la migliore tra le diverse opzioni, dopo averne esaminati i vantaggi e gli svantaggi.
  • 36
    È possibile formulare, in un’attiva conversazione, delle domande sull’argomento trattato o analizzato, chiedendo magari cosa si pensa di una particolare foto o di uno scenario intravisti, oppure spingendo i bambini a trovare delle relazioni di causa ed effetto.
  • 37
    Se i bambini sono troppo piccoli si può affinare il loro ragionamento logico operando direttamente con materiale concreto. Si possono metter in campo i ben noti giochi del “cerca l’elemento estraneo” oppure “trova le coppie”; “trova differenze e somiglianze” .
  • 38
    Basta disporre, ad esempio, in uno scatolo dei rotoli di carta scottex e poi aggiungervi un qualcosa di diverso (sia esso giocattolo, libro o altro ancora). Successivamente chiedere al bambino di trovare e cacciare dallo scatolo l’elemento estraneo e di spiegare perché non sta bene con gli altri componenti, sollecitandolo a rilevarne le differenze a livello tattile, visivo,uditivo e via discorrendo.
  • 39
    Si può fare il gioco del puzzle, tagliuzzando delle immagini e poi chiedendo di rimettere insieme i pezzi oppure si può leggere una storiella, interromperla e invitare il bambino a continuarla o magari a concluderla, con una chiusa del tutto personale.
  • 40
    Successivamente lo si può sollecitare a mettere al confronto la sua conclusione con quella data alla storia dallo stesso autore, portandolo a capire come di un determinato fatto si possono avere diversi punti di vista.
  • 41
    Compito primario dei genitori e degli insegnanti resta pur sempre quello di creare un ambiente educativo in casa e a scuola che faccia massimamente perno su affetto e rispetto delle piccole menti in formazione.
  • 42
    E questo anche se ci si dovesse accorgere che le idee e le espressioni dei bambini fossero eventualmente sbagliate. Aiutiamoli sempre ad esprimere se stessi e le loro opinioni senza alcun timore di essere giudicati negativamente.
  • 43
    Si tenga conto che le attività e gli esercizi da porre in campo per lo sviluppo del pensiero intorno a cui stiamo argomentando possono non essere a livello solo ed esclusivamente verbale ma anche a carattere matematico e musicale.
  • 44
    Se pensiamo ad attività di matematica possiamo proporre dei semplici e pratici ragionamenti su quanto si sta facendo in un determinato momento. Ad esempio, se si sta giocando con le costruzioni “lego”o con altri componenti formati da pezzi singoli, possiamo intervenire affiancandolo il bambino nel gioco
  • 45
    In che modo? Prelevandone alcuni, e dopo averglieli mostrati, porgli delle domande sulla quantità numerica posseduta o anche di ipotizzare ad occhio il numero di quanti possono essere racchiusi nel pugno della mano. Si può continuare in questo gioco nascondendo alcuni pezzi e aggiungendone altri, riformulando sempre nuove domande quiz.
  • 46
    Per quanto riguardano le attività musicali si può proporre l’ascolto della famosa fiaba musicale di sergei prokofiev: “pierino e il lupo”. In essa si narra la storia di un bimbo, di nome pierino, che con l’aiuto di un uccellino riesce a catturare un temibile lupo.
  • 47
    Tutti i personaggi vengono rappresentati da tanti strumenti musicali. Durante l’ascolto della fiaba si può attivare una serie di lezioni dirette allo sviluppo del pensiero logico-critico. I bambini possono essere stimolati a riconoscere i timbri dei vari strumenti e a ipotizzare le emozioni e la personalità del personaggio collegato allo strumento.
  • 48
    Se poi si clicca su questo link www.midisegni.it/disegni/fiaba_pierino_lupo si possono stampare anche dei disegni inerenti la fiaba, disegni dei vari strumenti musicali collegati ai personaggi della fiaba, che successivamente richiedono l’intervento di coloritura da parte dei bambini.

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