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Come preparare il cammino di santiago Livello: Medio/Facile

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Foto Come preparare il Cammino di Santiago

Il cammino di Santiago, uno dei più antichi pellegrinaggi d’Europa, è oggi un itinerario molto ben organizzato che si snoda dai Pirenei all’Oceano Atlantico. Mettersi uno zaino in spalla e percorrere 1000 km a piedi è un’esperienza indimenticabile e ricca di possibilità, che mette a dura prova il pellegrino ma lo ricompensa con paesaggi meravigliosi e splendidi incontri. E, in fondo, è un simbolo che ci dice quanto la vita sia un lungo ed emozionante viaggio.

Istruzioni

  • 1
    Tutte le informazioni necessarie si possono reperire su alcune guide ben scritte, una per tutte la “Guida al cammino di Santiago” edita da Terredimezzo. Molto interessante è il sito della Confraternita di San Jacopo in Italia, organizzazione che si occupa di tenere viva la passione per questo pellegrinaggio. Alla Confraternita, via mail, si può chiedere gratuitamente l’invio al proprio domicilio della “Credencial”, un libretto dove è possibile far apporre un timbro da ogni rifugio posto sul cammino. Questo libretto è molto importante, sia perché attesta che si è davvero un pellegrino, sia perché riserva dei vantaggi alla fine del viaggio. Ma di questo ne parleremo dopo.
  • 2
    I punti di partenza del moderno Cammino di Santiago sono essenzialmente due: S. Jean Pied-de-port e Somport, entrambi ancora in Francia. Io consiglio di partire dal primo, che si raggiunge facilmente con un piccolo trenino dalla città di Bayonne. L’accoglienza è ottima e nel paesino c’è un punto informazioni che rilascia l’elenco completo di tutti i rifugi presenti sul cammino.
  • 3
    Il bagaglio da portarsi dietro è quello per affrontare un trekking, con la differenza che questo dura circa un mese! In Spagna la temperatura è molto alta di giorno, ma la sera fa fresco (l’altimetria del cammino è mediamente sui 400 metri s.l.m.). Paradossalmente, la quantità di cose da portarsi dietro è inversamente proporzionale alla lunghezza del viaggio, anche perché nessuno, oltre alla vostra schiena, porterà i vostri bagagli. Assolutamente indispensabili sono delle buone scarpe da montagna complete di calzettoni, un paio di sandali per far riposare i piedi quando non si cammina, un cappello per ripararsi dal sole (meglio di tessuto, lo si imbeve d’acqua e la testa sta al fresco) e tanta acqua. Tutto il resto, lasciatevelo dire, è superfluo.
  • 4
    Non esistono stagioni migliori per affrontare il cammino. Tuttavia, occorre sapere che d’inverno molti rifugi sono chiusi. E che dalla tarda primavera a fine estate ci si può godere lo spettacolo della maturazione del grano, uno spettacolo che accompagna il viaggiatore per buona parte del tragitto.
    I rifugi generalmente sono gratuiti: questo vuol dire che ci si può lavare, si può dormire, e ci si può cucinare qualcosa. Alcuni rifugi danno anche da mangiare; qualcuno chiede una piccola offerta, qualcun altro semplicemente che ci si offra di preparare una parte di cena: la vita nel rifugio si fa insieme. Ci si corica abbastanza presto, e ci si alza di conseguenza prestissimo: verso le cinque e mezza/sei del mattino la maggior parte dei pellegrini si incammina, per fuggire le ore più calde della giornata.
    Un consiglio: per riporre le vostre cose non usate dei sacchetti di plastica. Quando vi preparerete lo zaino prima di lasciare un rifugio dove avete dormito, non importunerete i vostri vicini di letto con quel fastidiosissimo rumore che fa la plastica stropicciata!
  • 5
    Non c’è bisogno di essere degli scalatori. Il punto più alto del cammino è a 1300 metri, ma quasi tutto il percorso è un dolce saliscendi.
    Dicono che il cammino si divida in tre parti: da S. Jean a Burgos è il “cammino del corpo”, poiché le sensazioni fisiche sono preponderanti (d’altronde, bisogna disabituarsi alla sedentarietà!). Da Burgos a Leon è il “cammino dell’anima”, dove ognuno è da solo con se stesso e medita, medita, medita… Da Leon a Santiago è il “cammino dello spirito”, poiché corpo e anima, dopo tanto viaggiare, si ritrovano insieme, pronti a raggiungere la propria meta.
  • 6
    Arrivare a Santiago è un’esperienza incredibile, specialmente se ci si volta a considerare la strada già fatta! Se siete amanti delle feste, cercate di arrivarci per il 25 luglio, giorno di San Giacomo (patrono di Spagna). Tra concerti nelle piazze, artisti di strada, cerimonie e fuochi artificiali ne vedrete delle belle!
    Una volta giunti a destinazione, potete andare all’ufficio dei pellegrini e consegnare la famosa “credencial” di cui si parlava prima (quella dove avrete fatto mettere tutti i timbri per ogni posto in cui sarete transitati). L’ufficio vi consegnerà una pergamena in cui si attesta che avete compiuto il cammino (e con quella gli aerei dell’Iberia che userete per tornare a casa vi costeranno la metà).
  • 7
    Si dice anche che il vero cammino non finisca a Santiago, ma sull’oceano Atlantico, a Fisterre. Coraggio, sono solo altri tre giorni di viaggio! D’altronde, ne avete già fatti trenta, che vi costa un piccolo sforzo in più?
    Vedere l’oceano dopo un mese di sterrato è un’emozione che si può capire solo provandola.
    Si dice che il vero cammino finisca qui, perché sulle spiagge di Fisterre si trova una conchiglia che è diventato il simbolo visivo di questo viaggio (guardate una qualsiasi raffigurazione di San Giacomo e capirete di cosa sto parlando): anticamente chi era in possesso di quella conchiglia poteva dimostrare a buon diritto di essere davvero stato lì.
    Dicono anche che quando si arriva a Fisterre si deve fare un falò sulla spiaggia e bruciare qualcosa che si è portato con sé durante il viaggio. Poi, bisogna buttarsi nell’oceano, e così si riemerge come un “uomo nuovo”.
  • 8
    Il cammino è un pellegrinaggio, ma lo si può percorrere per qualsiasi motivo, anche non religioso. L’unica cosa da sapere è che non bisogna avere fretta, ma imparare ad ascoltarsi, per trovare il proprio passo e il ritmo giusto per affrontare il viaggio. Una bella frase che circola nei rifugi è: “Il tuo cammino porta a Santiago. E tu? dove vai?”.
    Buon viaggio!

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Commenti alla guida

3 Commenti

Bella giuda!

Commento inviato il Sabato, 5 Settembre 2009 alle 8:15 pm

ops scusa, volevo scrivere GUIDA!

Commento inviato il Sabato, 5 Settembre 2009 alle 8:16 pm

lo farò quest’estate grazie dei consigli

Commento inviato il Martedì, 27 Aprile 2010 alle 11:00 am

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