Come reagire di fronte alle bugie dei bambini

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Ogni genitore si è trovato di fronte ad almeno una bugia del proprio figlio, e il più delle volte ha agito d’istinto. Vediamo, quindi, cosa sarebbe meglio fare quando il genitore scopre che il bambino dice una bugia.

Cosa serve per completare questa guida:

- fiducia;
- conscenza;
- dialogo;
- regole;
- patti;
- coerenza;
- attenzione.



Istruzioni

  • 1
    Non c’è genitore che non abbia vissuto l’esperienza della bugia del proprio figlio, e che non si sia sentito disarmato di fronte a questo. Perchè capire che il proprio figlio non sta dicendo la verità è qualcosa che un genitore non riesce a spiegarsi.
  • 2
    Di fronte a questo senso di smarrimento, a questo sentirsi disarmati, spesso la risposta del genitore è impulsiva: ira e delusione, tristezza, paura, un’insieme di emozioni che si uniscono e determinano spesso atteggiamenti forti.
  • 3
    Il genitore che scopre che il proprio figlio dice una bugia si sente ingannato e non riesce ad accettarlo. Spesso, quindi, il suo atteggiamento è punitivo, teso a comunicare al bambino che la sua azione è negativa e deve sparire.
  • 4
    Tuttavia, questo atteggiamento dal parte del genitore, per quanto porti con sè un messaggio educativo di notevole valore, che è quello di ridurre i comportamenti negativi, trascura un fatto essenziale: il motivo per cui il bambino ha detto una bugia.
  • 5
    Una prima premessa a riguardo è la distinzione tra fantasia e bugia. La fantasia fa parte del mondo immaginario del bambino, e molto spesso corrisponde ad un suo desiderio, qualcosa che il bambino vorrebbe ma non ha.
  • 6
    La fantasia può toccare diversi , dal concreto alla dimensione emotiva. E’ come una sorta di viaggio fantastico in cui il bambino crede per compensare alla frustrazione che avverte verso un desiderio irrealizzabile.
  • 7
    La bugia è,invece, intenzionale. Può nascere dal bisogno di ottenere qualcosa che non si potrebbe ottenere altrimenti, così come può avere la finalità di evitare situazioni che possono mettere paura o difficili da gestire.
  • 8
    La bugia spesso nasce perchè tra i bambini sono largamente diffusi pregiudizi per cui si pensa che molte volte un genitore potrebbe agire negativamente di fronte alla verità. Questi pregiudizi sono molto pericolosi e determinano il perdurare delle bugie nei bambini.
  • 9
    Questa è la prima cosa importante da comprendere: si tratta di fantasia infantile o di bugia volontaria? Chiaramente, più il bambino è piccolo, più si può ipotizzare che si tratti di fantasia, più e grande, più si può pensare che menta.
  • 10
    Detto questo, vediamo come agire in entrambi i casi. Sicuramente è importante evitare, per tutte e due le situazioni evitare di reagire come se il bambino facesse un’offesa personale al genitore: il problema primario, infatti, non è il genitore, ma le motivazioni che hanno spinto il bambino a comportarsi così.
  • 11
    Se il genitore comprende che il bambino sta portando avanti una fantasia, è importante che rimanga un pò su questa dimensione. Sarebbe utile continuare a parlare con il bambino di quell’argomento, per poi portarlo su un piano di realtà. Ma questo deve avvenire in maniera delicata e nel rispetto del bambino, perchè la sua fantasia è per lui utile, è un modo di affrontare la realtà.
  • 12
    Su questa dimensione è comunque importante fermarsi, per comprendere il motivo per cui il bambino ha sentito l’esigenza di ricorrere alla fantasia, ed il suo malessere, così da poterlo aiutare ad accettare serenamente la realtà.
  • 13
    Se, invece, il genitore coglie che il bambino ha mentito con l’intenzione di mentire, la prima cosa da fare è capire perchè lo ha fatto. C’è un motivo sociale? Ha paura della reazione del genitore? Gli serve mentire per fare qualcosa che altrimenti non potrebbe fare?
  • 14
    Molto spesso uno dei motivi delle bugie dei bambini, è il pregiudizio condiviso nel gruppo dei pari che i genitori, di fronte ad una determinata verità reagirebbero male. Si tratta di atteggiamenti molto diffusi e non sempre facili da individuare.
  • 15
    Con queste ed altre domande, il genitore si deve relaizonare al bambino per capire, prima di tutto cosa sta succedendo. Ripeto, è importante non sentirsi offesi nella fiducia, perchè se ci si centra su di sè si rischia di non fare sufficiente attenzione a quello che sta succedendo al bambino.
  • 16
    Quindi è bene comunicare al bambino che si è capito che sta mentendo,ma questo va fatto con calma e autorevolezza, evitando atteggiamenti d’ira che potrebbero solo far chiudere il bambino in sè stesso.
  • 17
    E’ consigliabile ritagliarsi uno spazio per parlare della questione con calma, rassicurando il bambino che quaunlque cosa egli dice voi cercherete di capire. Solo se il bambino si sente al sicuro c’è la possibilità che ammetta di aver mentito.
  • 18
    Da parte del genitore, per fare ciò, ci deve essere la sicurezza di riuscire a mantenere quanto promette: qualunque verità possa emergere da questo confronto, è importante che egli tenga fede alla promessa di cercare di capire.
  • 19
    E’ questo un punto molto importante affinchè si instauri nel bambino quella fiducia che lo porta a ridurre la tendenza a mentire. Ricordiamo che i bambini hanno un grande bisogno di sentirsi approvati e contenuti dai loro genitori.
  • 20
    Inoltre, lo sviluppo e il mantenimento della fiducia e della comunicazione con il genitore è la prima forma di prevenzione affinchè il bambino possa sempre confrontarsi con il genitore ed evitare di vivere situazioni a rischio che, talvolta per mancanza di fiducia e per paura, vengono tenute nascoste.
  • 21
    Certo, sapere che il proprio figlio mente può fare male, perchè ci si sente traditi, ma sapere che il proprio figlio, sceglie di omettere verità importanti per il suo benessere perchè non c’è possibilità di confrontarsi con il genitore, fa ancora più male.
  • 22
    Quindi, anche in questo caso, come in tante altre situazioni educative che, come genitori ci si trova ad affrontare, è bene non mettere prima sè stessi e le proprie emozioni, ma porsi in una dimensione di ascolto del bambino per capire il perchè dei suoi atteggiamenti.
  • 23
    Questo è il solo modo in cui un genitore può cogliere il vissuto del proprio figlio e porsi nei suoi confronti in maniera educativa, contenendo, elaborando e rafforzando alcune delle regole più importanti della vita familiare e sociale: l’ascolto, l’accettazione e la fiducia reciproche.

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