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Come redigere un progetto

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Un progetto è una proposta, un programma di lavoro, che grazie alla pianificazione di una serie di attività, si propone di arrivare ad uno scopo ben preciso. I progetti possono essere comunitari (finanziati grazie ai fondi dell’unione europea), possono essere scolastici, sociali, umanitari. Gli scopi possono essere diversi: migliorare la vita delle persone cui sono rivolti, informarli, insegnargli, aiutarli in situazioni di conclamato bisogno. Insomma, saperli fare è sempre un’arma in più nel nostro bagaglio professionale, quindi partiamo analizzando tutti gli step necessari.

Istruzioni

  • 1
    1. L’ideazione. Un progetto nasce quasi sempre da un bando. Molto spesso questi vengono pubblicati da banche, enti pubblici e/o privati, fondazioni, scuole, e hanno sempre un tema o un obiettivo specifico. Spesso sono tematiche quali l’abbandono giovanile della scuola, il disadattamento di persone svantaggiate, problemi e stati di bisogno all’interno delle famiglie, tossicodipendenze, ecc.. Ed è proprio questo che dovrà diventare il punto di partenza dell’ideazione del nostro progetto.
  • 2
    2. La formulazione e scrittura del progetto. Dovremo qui esporre la nostra strategia, ovvero, la serie di interventi che ci proponiamo di mettere in atto attraverso uno schema di esposizione ben preciso. I successivi paragrafi che andrò ad esporre riguarderanno infatti le sezioni testuali che non devono assolutamente mancare nella formulazione scritta di un progetto. Ogni sezione andrà compilata nei minimi particolari e dovrà essere divisa sul foglio sotto forma di schema.
  • 3
    3. Premessa. E’ il breve riassunto (della lunghezza massima di una o mezza cartella) delle motivazioni per le quali noi e il nostro ente abbiamo scelto di partecipare al progetto, sia alla luce del particolare contesto al quale è rivolta l’azione di sviluppo e di miglioramento, sia alla luce della personale missione dell’ente. Insomma, le cause, interne ed esterne, che ci hanno portato a presentare il nostro programma.
  • 4
    4. Soggetto proponente. Dovremo in questo step descrivere chi sta proponendo il progetto: di che ente si tratta (la ragione sociale, l’indirizzo, i numeri di contatto, ecc), di cosa si occupa, in che ambiti agisce, qual è la sua missione e di quali problematiche solitamente si fa carico. In caso di progetti comunitari spesso sono presenti delle partnership (ovvero più associazioni e/o soggetti esterni che cooperano nell’allestimento dello stesso programma di attività), e allora dovremo anche descrivere le attività e gli obiettivi di tutti gli enti e/o associazioni che vi prendono parte.
  • 5
    5. Analisi dei bisogni. Qui potremo esporre né più né meno che la descrizione del problema che il progetto intende risolvere: una comunità con problemi di legalità, scuole con un forte abbandono degli studi, degrado sociale e culturale. Potremo quindi, una volta individuati i problemi, andare a scoprirne le cause profonde, quali sono gli eventi o le abitudini che li hanno provocati, magari aiutandoci con i numeri e le statistiche. Poi, una volta ipotizzate le cause, potremo provare a fare delle ipotesi su come il nostro progetto potrà inserirsi in quel determinato contesto.
  • 6
    6. Analisi del contesto. Si tratta semplicemente dell’ambiente (demografico, sociale, culturale, geografico, psicologico) in cui il nostro progetto andrà ad operare cercando di migliorarlo. E’ insomma il perché, la motivazione profonda del nostro progetto. Quindi, andremo ad analizzare la situazione territoriale: quante persone lo abitano? Di che profilo sociale e culturale sono le persone che lo abitano? Nel rispondere a queste domande è necessario riferirsi solo all’area territoriale sulla quale il progetto realizzerà le proprie attività (non c’è bisogno di portare numeri a livello regionale o nazionale se vogliamo occuparci di un singolo paesino).
  • 7
    7. Presentazione del progetto. Qui dovremo esporre cosa di concreto proponiamo di fare per raggiungere l’obiettivo del progetto: quindi, ad esempio, attività di doposcuola per bambini con problemi di apprendimento, o laboratori creativi per favorire l’inclusione sociale, o ancora corsi di lingue per integrare gli immigrati nella comunità. E’ l’idea di fondo del progetto: non occorre dilungarsi troppo perché avremo modo di esporre i dettagli negli steps successivi.
  • 8
    8. Descrizione sintetica del progetto. Qui andranno inserite le informazioni di dettaglio: il titolo dell’iniziativa (ad esempio: gli “in-forma giovani”), la tipologia dell’iniziativa (basta semplicemente una denominazione (es. “Doposcuola” o “laboratori creativi”), poi il problema da affrontare; e infine in che modo opererà la soluzione che voi state proponendo per il problema, ovvero le attività previste.
  • 9
    9. Descrizione analitica delle attività. Ad entrare nel dettaglio qui dovranno essere le attività. Quindi ad esempio, manifestazioni sportive/ricreative, le lezioni di doposcuola, i percorsi formativi o di intrattenimento: dovremo descrivere in particolare le sedi di svolgimento, le risorse coinvolte, i destinatari, ecc.
  • 10
    10. Destinatari del progetto. Dovremo qui specificare a quale categoria di persone si rivolge precisamente il nostro progetto: se sono anziani (magari in pensione che hanno molto tempo libero da spendere), giovani (specificando esattamente la fascia d’età, immigrati con problemi d’integrazione sociale e culturale, bambini con difficili problematiche familiari o famiglie in generale.
  • 11
    11. Finalità e obiettivi. In questa sezione andranno inseriti gli obiettivi e gli scopi che ci proponiamo di raggiungere mettendo in essere le nostre attività, ovvero ciò che la nostra proposta apporterà di nuovo all’attuale stato di bisogno. Si tratterà di cambiamenti in meglio rispetto alla situazione in cui ci siamo imbattuti inizialmente, cambiamenti intesi sia a livello strutturale sia a livello relazionale, tra coloro che partecipano al progetto e coloro che ne usufruiscono. Ovviamente, gli obiettivi dovranno combaciare con quelli richiesti dal bando e con quelli che ci eravamo proposti di raggiungere nella premessa iniziale.
  • 12
    12. Obiettivi generali e obiettivi specifici. Spesso nei formulari predefiniti dei progetti si richiede espressamente di fare questa differenza. In realtà la differenza non è molto rilevante ma se ci viene richiesta dovremo comunque inserirla. Allora sarà bene inserire tra gli obiettivi generali lo scopo che ci suggerisce il bando (es. Diminuire l’abbandono scolastico) e tra gli obiettivi specifici dichiarazioni di finalità chiare e immediate (es. Portare almeno un numero di 50 bambini circa in più alle lezioni in classe)
  • 13
    13. Il cronogramma. Il cronogramma è una tabella molto schematica che descrive molto dettagliatamente, voce per voce, tutte le attività previste con tanto di previsione dei tempi e dei luoghi: è di solito scandita in celle che rappresentano i dodici mesi dell’anno (celle che andranno colorate in base ai tempi/mesi previsti per lo svolgimento di ciascuna attività). Lo schema riassumerà a prima vista la durata e la tempistica dell’intero progetto e servirà per organizzare l’intero svolgimento dei lavori.
  • 14
    14. Azioni di promozione dell’iniziativa. Sarà necessario spiegare come intendiamo dare visibilità al nostro progetto e alle nostre attività presso il nostro target. Quale tipo di pubblicità intendiamo utilizzare, se radio, tv o stampa e per quanto tempo abbiamo intenzione di ripetere il messaggio prima che l’intervento abbia inizio. E’ possibile anche specificare a chi intendiamo rivolgerci per migliorare la qualità della comunicazione (free-lance, agenzia di pubblicità o di comunicazione)
  • 15
    Risultati dell’intervento. Qui dovremo rispondere nel dettaglio a domande quali: come cambierà la vita dei destinatari del progetto? In che modo cambieranno i loro comportamenti? A quali nuovi servizi potranno fare concretamente riferimento i destinatari? Rispondendo a queste semplici domande dovremo raccontare e ipotizzare quale sarà il cambiamento sostanziale attuato grazie, principalmente alle attività proposte dal nostro programma d’intervento.
  • 16
    16. I costi. Sarà indispensabile (soprattutto per chi, in seguito vorrà finanziare il vostro progetto) conoscere tutte le spese che prevede la vostra iniziativa, che potrà essere sì interessante, innovativa e rivoluzionaria ma dovrà, ad ogni modo, rientrare in un budget di spese ben definito. Sarà quindi necessario elencare anche le spese più banali che può prevedere il nostro progetto, dalle spese di cancelleria, materiali, attrezzature, bollette della luce, fino quelle per il personale, che sia interno o esterno alla vostra organizzazione, e le risorse umane coinvolte.

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