Come riconoscere una parassitosi: trasmissione, sintomi e rimedi.

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La presente guida cercherà di fornire informazioni e risposte concrete sul come intervenire nella parassitosi del capo, del corpo e del pube sia a livello di bambini che di adulti.

Istruzioni

  • 1
    Per principiare diciamo che la pediculosi è una infestazione e non è un’infezione. Tener conto della differenza esistente tra i due termini “infestazione- infezione” non è cosa di poco conto e merita una menzione esplicita.
  • 2
    Le infestazioni si sviluppano all’esterno del nostro corpo, le infezioni invece all’interno. Quest’ultime, causate da virus e batteri, recano danni alla salute, perché comportano vere e proprie malattie infettive con ripercussioni anche sulla salute pubblica .
  • 3
    Le infestazioni sono causate invece da parassiti che, in quanto privi di autonomia , sono costretti a vivere a spese dell’organismo ospitante . Il termine “para-sitos” infatti si rifà ad un’usanza in voga nell’antica grecia.
  • 4
    Qui si era soliti offrire pasti gratis, e quindi sedere accanto (sitos) alla “pari”(pari), alle persone che sapevano impiantare a tavola delle conversazioni non solo piacevoli , ma anche abbastanza divertenti. I parassiti, al confronto dei virus e dei batteri, non costituiscono in sé e per sé un significativo pericolo per la salute propria e altrui.
  • 5
    L’unico vero impatto e inconveniente deriva da certi radicati preconcetti che sono in noi o meglio stereotipi di ordine culturale. Un esempio? Se in una struttura scolastica, qualunque essa sia, scoppia un semplice caso di pediculosi ecco che si crea all’istante nella comunità genitoriale quanto segue.
  • 6
    Cominciano ad avere cittadinanza in ogni famiglia tutta una serie di timori, di agitazioni, di ansie, di paure e di reazioni che si possono ritenere sproporzionati alla reale minaccia della malattia parassitaria.
  • 7
    Si arriva a dire che nella famiglia del bambino infestato c’è un’assenza dirispetto di norme igieniche. Si raccomanda ai propri figli, per evitare contagi e trasmissione, di isolare al momento l’amichetto, al pari di un appestato, causando in questi certamente un forte impatto sulla sua autostima.
  • 8
    In realtà la parassitosi in genere può colpire chiunque, indipendentemente dall’età, dal sesso, dal ceto sociale o dalle abitudini igienico-sanitarie. Infatti si dice comunemente che i parassiti non conoscono barriere sociali o economiche.
  • 9
    I pidocchi del capo anzi, oggi come oggi, a ben guardare, amano scegliere i capelli puliti… altro che sporchi! Premesso questo, parliamo un po’ più dettagliatamente delle parassitosi. Le prime due parassitosi, quella del capo e quella del corpo, hanno caratteristiche morfologiche e biologiche talmente simili che va da sé che, argomentando di una, si argomenta anche dell’altra.
  • 10
    Come avviene il contagio delle parassitosi? Contrariamente a quanto si crede, o come ci è stato tramandato, nella pediculosi del capo i pidocchi non saltano e non volano da una parte all’altra . Essi strisciano sul capello e sulla cute, succhiando sangue ogni 3 o massimo 6 ore.
  • 11
    Il contagio avviene solitamente per trasmissione diretta, cioè testa a testa fra i bambini, durante gli abbracci o le attività di gioco. Lo stesso dicasi per la trasmissione tra i bambini e i loro familiari. Ma anche la condivisione di pettini, cappelli, cuscini , sciarpe e altro coadiuva al contagio.
  • 12
    Una cosa comunque è certa ed è quella che ad ogni riapertura di strutture scolastiche, asili nido e campi gioco, colonie ecc..scatta purtroppo puntualmente l’allarme pediculosi. Nel tempo attuale purtroppo la parassitosi del capo è diventata, dopo le forme di raffreddamento delle prime vie respiratorie, il secondo problema sanitario molto comune nei bambini.
  • 13
    E stando alle statistiche pare che esso vada , di anno in anno, sempre più aumentando. Senza un organismo che li possa ospitare, i pidocchi del capo hanno una soglia di sopravvivenza molto ridotta. Le loro sei zampe sono simili ad artigli che si aggrappano ai capelli o agli indumenti.
  • 14
    Il colore varia da un bianco-argenteo a un bruno-rossastro. La femmina depone, in un mese, oltre 200 uova in sacche minuscole, che vengono chiamate “lendini” . Se vuoi imparare a riconoscerle, guarda attentamente e noterai dei piccoli puntini bianchi ovali, ben incollati, direi quasi cementati, al fusto del capello, posizionati nella zona posteriore del capo..
  • 15
    Agisci con tempestività, perché il tempo di schiusa delle uova si aggira intorno ai tre-14 giorni. Ne escono fuori delle ninfe voracissime che si danno subito da fare. Nel giro di un paio di settimane, queste ninfe diventano sessualmente mature.
  • 16
    E che dire invece dei pidocchi del pube? Il contagio di questi parassiti avviene a seguito di rapporti sessuali. A diffonderlo invece è la condivisione di asciugamani per l’igiene intima, di lenzuola o lo scambio di indumenti “particolari”.
  • 17
    Questo tipo di pidocchi è comunemente detto pidocchio granchio o piattola. Perché? Molto semplicemente perché presenta una forma corporea più “piatta” di quella dei pidocchi del capo. Come fare per riconoscerli?
  • 18
    Praticamente essi sono molto più schiacciati e le zampe anteriori sono di dimensioni superiori alle anteriori, al punto da rassomigliare a minuscoli granchi. Oltremodo il loro corpo è munito di escrescenze pelose.
  • 19
    Le dimensioni non vanno oltre quelle di un seme di sesamo. Le femmine sono più grandi dei maschi. Devi sapere che le lendini hanno un periodo di schiusa di gran lunga inferiore alla schiusa dei pidocchi del capo .
  • 20
    Essa infatti arriva al massimo a una settimana e anche le ninfe maturano in un periodo equivalente. Puoi trovare questo tipo di pidocchi su qualsivoglia pelo che ricopri il tuo corpo e quindi può essere tra le sopracciglia, le ciglia, la barba, sotto le ascelle e così via.
  • 21
    E passiamo ai pidocchi del corpo, la cui trasmissione avviene solo attraverso l’uso comune di asciugamani, di biancheria da letto e di capi di abbigliamento. E’ bene che tu sappia che questo parassita si annida maggiormente nelle cuciture.
  • 22
    Qui vi deposita anche le uova. Non è possibile vederlo sulla cute perché si sposta su essa solo per nutrirsi. A differenza degli altri due tipi, questo è l’unico parassita che può veicolare microrganismi patogeni, come ad esempio il tifo e la febbre.
  • 23
    In genere le infestazioni di questo tipo di pidocchi si verificano in strutture affollate e comunitarie, quali le prigioni, i campi militari, i ritrovi di fortuna dei senzatetto. Qui purtroppo l’assenza di servizi igienici e di acqua per lavarsi e lavare gli indumenti e quant’altro ne coadiuva l’insorgenza e la diffusione.
  • 24
    Ma vediamo innanzitutto quali sarebbero i sintomi comuni che segnalano la presenza di “estranei” nei tre tipi di parassitosi? Primo fra tutti un intenso e quasi rabbioso prurito che scaturisce dal fatto che i pidocchi rilasciano sulla pelle una particolare tossina che origina una reazione allergica.
  • 25
    Essi, per succhiare il sangue, si comportano grossomodo come le zanzare. Se le punture dei pidocchi in genere sono a ripetizione, è normale che la cute nella parte attaccata s’infiamma e si hanno delle vere e proprie eruzioni cutanee.
  • 26
    Oltretutto il prurito, quando si fa troppo intenso e ripetuto, causa dei graffi abbastanza profondi sulle spalle, sui fianchi, sulle braccia , sul collo o in altro luogo deputato alla presenza di questi parassiti.
  • 27
    Se insorgono delle complicanze come febbre, mal di testa o infezioni cutanee va subito consultato un medico. Nei pidocchi del capo il prurito eccessivo e fastidioso è localizzato maggiormente all’attaccatura capelli dietro le orecchie e all’altezza nuca.
  • 28
    Se l’infestazione è in fase avanzata basterà esaminare il cuoio capelluto e vedere se si presenta infiammato e arrossato. Se si è attaccati dai pidocchi del corpo avvertiremo un forte prurito a livello di addome, di spalle e di glutei , con manifestazioni di brufoli rossi e di orticaria.
  • 29
    I pidocchi della pube invece comportano un prurito a livello della vagina, o del pene e dell’ano con varie eruzioni cutanee. In genere sulla biancheria intima possono evidenziarsi delle macchioline marrone scuro.
  • 30
    Sono delle escrezioni che dovrebbero riportarci alla presenza sul pube di pidocchi. Detto questo, il discorso si sposta su quali possono essere le procedure da adottare per evitare la diffusione dell’infestazione e la cura stessa, una volta che questa è in atto..
  • 31
    Cominciamo dalla pediculosi del capo, la più diffusa e vediamone il tipo di prevenzione e di gestione . A scuola le insegnanti, in caso di sospetto, non devono alimentare alcun allarmismo verbale, ma sono tenute a segnalare il caso al dirigente scolastico.
  • 32
    Nel frattempo per sicurezza dovranno cercare di limitare il numero di quelle attività che possono comportare rapporti troppo ravvicinati tra bambini o la condivisione di oggetti personali come cappelli, vestiti, spazzole, sciarpe e quant’altro in campo.
  • 33
    Il dirigente scolastico a sua volta, forte del ruolo che gli compete, una volta avuta la segnalazione, a tutela della salute degli altri alunni, si attiverà adottando le misure previste nel protocollo operativo . Egli dovrà darne comunicazione scritta alla famiglia, parlando ovviamente sempre in termini di sospetto d’infestazione da pidocchi.
  • 34
    Alla stessa richiederà altresì, qualora l’infestazione venga acclarata, una gestione adeguata della situazione di rischio, con la messa in atto delle cure del caso. I genitori dunque avranno la responsabilità di assistenza dei loro figli con la prevenzione e la gestione del caso di pediculosi, facendo controlli regolari dei capelli e iniziando, in caso di effettivo bisogno, il trattamento di cura.
  • 35
    Che tipo di trattamento? Prima di iniziare qualsiasi intervento , è consigliabile che i genitori adottino una precauzione volta a verificare su una piccola sezione del cuoio capelluto se si appalesino reazioni allergiche ad un eventuale farmaco.
  • 36
    Comunque come intervento per la rimozione dei pidocchi c’è anche il vecchio sistema delle nonne che consiste in una rimozione meccanica degli stessi. Certo è un metodo che richiede un certo tempo e molta pazienza.
  • 37
    Implica l’uso di pettini a denti molto stretti in plastica o in metallo, in grado di rimuovere sia i pidocchi che le uova. L’operazione va fatta su un piccola sezione di capelli , una ciocca per volta. Può essere facilitata se si opera su capelli bagnati e va ripetuta ogni giorno, per circa tre settimane.
  • 38
    Comunque, sia che si scelga la rimozione meccanica che quella farmacologica, è sempre bene, prima d’iniziare l’intervento, liberarsi degli indumenti della parte superiore del corpo e utilizzare un asciugamano a protezione.
  • 39
    In più è buona norma fare il trattamento del cuoio capelluto sopra un lavandino, non in una doccia o in una vasca. Ovviamente, con i prodotti medicali disponibili oggi, i tempi di rimozione dei pidocchi si abbreviano di molto. La maggior parte di questi prodotti sono disponibili al banco, altri invece richiedono la prescrizione medica e possono essere rimborsati dal s.s.n.
  • 40
    Per garantirne l’efficacia degli stessi e per prevenire qualsivoglia tipo di reazione avversa, ricordati di agire sempre con molta cautela, leggendo attentamente le indicazioni contenute nel foglio informativo accluso.
  • 41
    Dopo aver usato con correttezza il prodotto, per facilitare il distacco delle uova è bene fare un risciacquo dei capelli, miscelando acqua ed aceto. Se l’infestazione riguarda invece le sopracciglia o le ciglia bisogna operare, specie nei bambini e nelle donne incinte, solo con una rimozione a mano dei parassiti o massimo con una pinzetta.
  • 42
    Il modo migliore per prevenire i pidocchi nella zona genitale, in riferimento agli adulti ovviamente, è quello di evitare contatti sessuali con chi ne è infestato. E’ inutile sperare nell’uso dei preservativi, perchè non c’è alcuna tutela.
  • 43
    Essi infatti non vanno mica a coprire le zone pelose, viciniori al pube, laddove cioè i pidocchi si annidano. I trattamenti in caso d’infestazioni prevedono l’uso di prodotti appositi, quali saponi e polveri aspersorie e quant’altro prescritto dal proprio medico.
  • 44
    Sarebbe bene, per favorire la cura, intervenire anche con una buona rasatura dei peli delle zone colpite. Un’ultima avvertenza. In tutti i casi di infestazioni da parassitosi la pulizia e la disinfestazione dell’ambiente e di tutto il materiale che è venuto a contatto con i pidocchi è di capitale importanza.
  • 45
    Prima di procedere alla pulizia dell’ambiente vanno controllati tutti i componenti in seno alla famiglia, non esclusi anche i nonni, se sono presenti. Poi bisogna lavare con molta accuratezza gli oggetti che sono stati usati per la disinfestazione.
  • 46
    Lenzuola, asciugamani, cuscini, giocattoli in tessuto e quant’altro devono essere sottoposti ad un lavaggio di almeno una quindicina di minuti, a temperature molte elevate. Per quanto attiene invece a indumenti e a trapunte, che non sopportano temperature alte, è necessario intervenire con un lavaggio a secco.

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