Come si estraggono le essenze

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Vediamo con questa guida come avviene l’estrazione delle essenze.

Istruzioni

  • 1
    L’estrazione per spremitura viene usata solo per ottenere essenze da agrumi; tale metodo presenta l’inconveniente di dare essenze molto impure da mucillaggini e sostanze proteiche, ma permette di conservare integralmente il profumo del vegetale da cui derivano. In alcuni casi le essenze si trovano combinate con altre sostanze per cui è necessario liberarle per mezzo di una fermentazione operata da una diastasi in presenza di acqua. Prima di procedere all’estrazione dell’essenza i vegetali, ben sminuzzati, vengono fatti macerare con acqua.
  • 2
    L’estrazione mediante solventi non volatili, ossia grassi, è basata su due sistemi principali: estrazione a freddo o enfleurage e estrazione a caldo o macerazione. L’enfleurage a freddo è utilizzato principalmente con i fiori ed è basato sulla proprietà dei grassi e degli oli di assorbire etrattenere i principi odorosi dei fiori senza alterarli e decomporli. Tale processo necessita di lastre di vetro poste su un supporto di legno, sulle quali viene spalmato su entrambe le superfici il grasso costituito da sego di bue raffinato e sugna; i fiori, selezionati e puliti, vengono appoggiati sulla superficie superiore del vetro ingrassato e lasciati a contatto per un periodo variabile da 24 a 72 ore secondo la specie. Questa operazione viene ripetuta più volte e il prodotto finale chiamato pommade viene classificato in base al numero di cariche. Il grasso odoroso viene estratto ripetutamente con alcool per ottenere estratti alcolici dell’olio essenziale, poi viene usato per la fabbricazione di saponi.
  • 3
    Nell’enfleurage a caldo l’estrazione dell’olio essenziale avviene o per diretto contatto dei fiori con una miscela di grassi vegetali e animali purificati o immergendo nel grasso fuso un sacchetto contenente i fiori. Il tempo di contatto varia con i diversi tipi di fiore; può comunque durare da 12 a 48 ore. Al termine dell’infusione si separa il grasso dai fiori con l’aiuto di una pressa idraulica o separatore centrifugo. Il grasso viene di nuovo fuso e messo a contatto con altri fiori, ripetendo l’operazione più volte fino alla saturazione del grasso stesso. Il grasso dopo essere stato trattato con alcool etilico per estrarre l’olio essenziale, viene usato nell’industria saponifera.
  • 4
    Le soluzioni alcoliche degli oli essenziali, ottenute dalla pommade, vengono concentrate a pressione ridotta a bassa temperatura sino a completa eliminazione del solvente. Gli oli residui vengono chiamate essenze assolute, tra cui si ricordano l’essenza di acacia, arancio, garofano, gelsomino, giacinto, lavanda, mimosa, rosa, salvia, verbena, viola e mughetto. Il profumo ottenuto prende il nime di essenza concreta e contiene non solo gli oli essenziali ma anche molte sostanze resinose, cere, grassi, coloranti presentandosi piuttosto denso e colorato. Avendo proprietà fissative, viene spesso usato nella fabbricazione dei prodotti cosmetici.
  • 5
    La distillazione può essere a fuoco diretto, in corrente di vapore o a pressione ridotta. La distillazione a fuoco diretto è quasi del tutto abbandonata in quanto presenta l’inconveniente di fornire essenze scadenti. La distillazione in corrente di vapore dà, invece, una buona resa in olio essenziale pregevole in qualità olfattive; le piante o loro parti, essiccate, tagliuzzate o intere, vengono messe nella parte superiore della caldaia mediante una griglia o un cestello metallico in modo che non vengano mai direttamente a contatto con l’acqua. Il vapore investe il cvegetale e, saturo dei suoi principi attivi, passa in un refrigerante in cui condensa e viene raccolto in un recipiente speciale, detto bottiglia fiorentina. Se l’essenza è più leggera dell’acqua, dal fondo della bottiglia parte un tubo piegata ad s dal quale defluisce l’acqua che ritorna in ciclo mentre l’essenza ritorna rimane nella bottiglia. Se l’essenza è più pesante dell’acqua, la bottiglia è munita di un becco in prossimità dell’orlo superiore.
  • 6
    L’acqua distillata, dopo separazione dell’essenza, contiene ancora in soluzione notevoli quantità di essenza e viene messa in commercio sotto il nome di idrolati.
  • 7
    La distillazione in corrente di vapore può essere fatta con vapore diretto o indiretto, secondo che questo sia prodotto direttamente nella caldaia o provenga da un generatore. Tuttavia, essa presenta l’inconveniente di sottoporre ad una azione violenta prodotti di costituzione molto delicata quali, appunto, le sostanze odorose degli oli essenziali.
  • 8
    La distillazione a pressione ridotta prevede la formazione del vapore a temperatura più bassa, con il vantaggio di risparmiare sul combustibile, evitare il contatto con l’aria e la decomposizione dei componenti.

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