Come utilizzare le proprietà curative della piantaggine

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La piantaggine, detta anche lingua d’oca, è una pianta spontanea perenne che, secondo l’esperienza popolare, ha spiccate proprietà fitoterapiche. Questa guida vi spiega come utilizzarla.

Istruzioni

  • 1
    La piantaggine, il cui nome scientifico è plantago lanceolata, cresce in campagna, nei prati e lungo i sentieri. Può raggiungere un’altezza di mezzo metro. Ve ne sono diverse qualità, circa 250, tutte equivalenti a fini medicamentosi.
  • 2
    Ha foglie affusolate, leggermente pelose e un gambo senza foglie. I fiori, raccolti in una corta spiga, sono poco appariscenti. Fiorisce da marzo a settembre e nel medesimo periodo vanno raccolte le foglie. E’ necessario essiccarle subito dopo la raccolta, altrimenti assumono un colore bruno.
  • 3
    Le foglie della piantaggine contengono tanino, vitamina C e acido sillicico, sostanze utili per la cura delle infiammazioni delle vie respiratorie. Come tisana o sciroppo, la piantaggine viene utilizzata per fluidificare il catarro.
  • 4
    Per preparare lo sciroppo occorrono 200 grammi di foglie di piantaggine fresche. Dopo averle accuratamente lavate, tagliatele finemente e fatele bollire in mezzo litro d’acqua per almeno 30 minuti. Filtrate il liquido, mettetelo in una bottiglia e agitate.
  • 5
    Si otterrà così circa un quarto di litro di succo color verde e di sapore amarognolo. Addolcitelo con 250 grammi di zucchero e fatelo cuocere ancora per circa 30 minuti. Riempirne un contenitore in vetro quando è ancora caldo.
  • 6
    Contro la tosse, sono ottime le caramelle alla piantaggine. Ne esistono in commercio di diversi tipi ma potete prepararle anche voi stessi, con un semplice procedimento che richiede circa un’ ora di tempo. Procuratevi innanzitutto 200 grammi di foglie di piantaggine fresche.
  • 7
    Occorrono inoltre: mezzo litro d’acqua, 450 grammi di zucchero, 25 grammi di burro , 20 grammi di glucosio e un cucchiaino di semi di anice macinati. Lavate accuratamente le foglie di piantaggine, eliminando quelle macchiate o rovinate.
  • 8
    Dopo averle tritate finemente , portatele in ebollizione in mezzo litro d’acqua. Lasciatele in infusione per 30 minuti, poi filtrate il liquido. Otterrete un un quarto di litro di sugo, a cui bisogna aggiungere lo zucchero, il burro, il glucosio e l’anice.
  • 9
    Cuocere a fiamma bassa il composto ottenuto per 20 minuti, fino ad ottenere un liquido denso. Versatelo su una piastra rivestita con carta da forno e, prima che raffreddi, tagliatelo a piccoli pezzi. Lasciate raffreddare e riponete le caramelle, così ottenute, in un vaso di vetro.
  • 10
    Con le foglie di piantaggine potete anche preparare un ottimo té. Mettete un cucchiaio colmo di foglie essiccate di piantaggine tagliate finemente in un quarto di litro di acqua calda e lasciate in infusione per 10-15 minuti. Filtrate il liquido e, se desiderate, addolcite con del miele. Se ne può bere da 1 a 3 tazze al giorno.
  • 11
    Le foglie fresche di piantaggine, dal sapore aspro e aromatico, sono spesso utilizzate per la preparazione di insalate. Vi indico, in proposito, una ricetta semplice e molto gustosa. Occorrono: 100 grammi di foglie giovani di piantaggine, 200 grammi di formaggio pecorino, 100 grammi di olive, una grossa cipolla, origano, sale, pepe e aceto.
  • 12
    Lavare accuratamente le foglie di piantaggine, tagliarle e immergerle per circa trenta minuti in acqua calda salata. Questo procedimento consente di far perder loro il sapore amaro che a molti non risulta gradito. Trascorso il tempo indicato, scolare e mischiare le foglie al formaggio tagliato a dadini.
  • 13
    Aggiungere la cipolla tagliata ad anelli, le olive e condire con aceto olio, sale e pepe. Aromatizzare infine con l’origano. Se amate i sapori intensi, potete miscelare la piantaggine con altre erbe selvatiche aromatiche. Ne risulterà un’insalata molto gustosa.

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